Una star-up ha creato un’App, per Android, che, sotto forma di videogioco, simulerà varie rivolte e manifestazioni violente, realmente accadute. Si potrà prendere parte: alle manifestazioni Egiziane di Piazza Tahir, dove non si contano i morti; a quella Romana di Piazza San Giovanni, dove è stata messa a ferro e fuoco una città. Un gioco che permetterà agli utenti di scegliere da che parte stare. Si potrà essere manifestanti, o forze dell’ordine. Il capo progetto è un fiorentino ventiseienne, di cui non voglio fare il nome per evitare inutile pubblicità. In passato ci sono stati giochi che hanno permesso di modificare il ruolo del giocatore. Ci sono stati giochi che, planando sulle comuni usanze e inserendo una visione nuova, hanno dato l’opportunità di vestire i panni, anche, del cattivo. Quando io ero bambino, non avrei mai voluto vestire i panni di Vega. Quando giocavo, avrei sempre voluto essere Goldrake. Quando si giocava con i soldatini, nessuno voleva fare mai il tedesco, mentre c’era la fila per essere gli americani. Figuriamoci fare la parte del manifestante, in una manifestazione, in cui ci sono anche stati dei morti. Manifestare è lecito, ma non si deve mai trascendere. Io sono contro gli eccessi della polizia, ma anche contro quei manifestanti che vanno alle manifestazioni essendo portatori malsani di violenza. Non sopporto poi che, con la scusa della libertà, si scherzi, o meglio si giochi, su argomenti che possano fomentare violenza, o esacerbare gli animi. Personalmente, di giochi come questi, ne vieterei l’uscita. Non vorrei mai vedere mio figlio giocare con questa App, ne tantomeno penso che qualche software house, per farsi un po’ di pubblicità, debba far uscire giochi così potenzialmente pericolosi. Se ci fosse qualche altro morto, quale coscienza dovrebbe scuotere?
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Sicuramente un buon inizio.
Ho fatto il conto, sono oltre 100.000.000 € (centomilioni) i rimborsi elettorali a cui il Movimento 5 stelle avrebbe diritto, dopo questa tornata elettorale. Roba da matti!!! Questa però è la (prima) prova del nove. Se rinunciassero a questi soldi, come per altro hanno già dichiarato, in aggiunta ai circa 4.000.000 al mese del taglio degli stipendi dei deputati e senatori del movimento di Grillo, potrebbe essere un grande inizio. Un inizio con il botto direi. Contro ogni vantaggio di casta e ogni privilegio. Va detto che, per le leggi bigotte di questo stato, i deputati non possono riununciare al loro stipendio, neanche in parte. Quindi significa che lo prenderanno comunque e lo utilizzeranno per finanziare le imprese sul territorio. Questo ovviamente non si traduce in un risparmio per il contribuente, ma in una iniezione di micro-liquidità per le piccole aziende in crisi. Sono proprio curioso di vedere dove arriva questo esercito di nuovi rivoluzionari. Per ora bravi, dopo tanti anni sono fiero di aver votato qualcuno, fino ad ora.
Albertone, già dieci anni.
Mi sono reso conto che, l’altro ieri, il 26 di febbraio, è ricorso il decimo anno dalla morte di Alberto Sordi. Sono cresciuto con i suoi film, mi ha fatto fare un mare di risate. E’ stato un attore che ho molto apprezzato, e che ancora apprezzo. I suoi film che preferisco: un Americano a Roma, la Grande Guerra e il Vigile. Il suo capolavoro: il Marchese del Grillo. Ho visto piangere tanta gente al suo funerale. Un attore che ha saputo interpretare una generazione d’Italiani, senza distinzione di ceto, di classe e di ricchezza. Un grande uomo, come pochi ce ne sono, capace di ridere e far ridere anche dei suoi difetti. Una stella nel firmamento della cinematografia, non solo italiana. Grazie Albertone, manchi tanto a tutti.
Sconcerto e paura.
La premessa che faccio è che, in questo momento, la nostra vita non è più indipendente dalla politica della nazione. In questo momento le decisioni che prendono questi signori, possono significare la sopravvivenza, sociale di ognuno di noi. La nostra dignità di uomini, rischia di essere messa in discussione da signori che hanno perso il senso della realtà. Volgio condividere tutto il mio sconcerto e la mia paura. Ho sentito le prime dichiarazioni dei leader politici. L’ipotesi che sembra prendere piede è quella di una coalizione PD-PDL. Ma come è possibile? Non è possibile tornare alle urne, non è possibile governare, abbiamo un paese bloccato. Intanto la borsa perde il 4,5%, e lo spread sale in picchiata. La colpa di tutto ciò è di una legge elettorale sbagliata, fatta da un governo di centro destra, che non rientrava nelle urgenze da rivedere del centro sinistra. Quindi, per me, entrambi e parimenti responsabili e colpevoli. Del resto, il PD, danneggiato in passato da questa legge, pensava di avvantaggiarsene questa volta. A me sembra talmente evidente che gli Italiani, da un lato hanno fatto pagare al centro sinistra, ma in particolare alla sinistra (SEL non vince neanche in Puglia), la totale assenza di programmi, di progettualità. Ed hanno fatto pagare a Monti e a chi lo appoggiava, la presa in giro del governo tecnico. Io ero uno di quelli che, riteneva Monti, un uomo serio, e super partes. Mi sbagliavo. Ha fatto dei danni dai quali difficilmente ci rialzeremo, con la scusa della crisi, dei sacrifici, dell’Europa, dello spread. Nel contempo, Berlusconi, (sarà un caso), ha vinto in tutte quelle regioni con forte ingerenza malavitosa. Ora questa situazione d’ingovernabilità effettiva, getterà l’Italia in un periodo ancora più nero di quello che abbiamo passato. L’elezioni, che da molti erano viste com un momento di speranza, di possibile rinascita, rischiano di diventare il calcio che ci getterà, definitivamente, nel burrone. Grillo intanto, mentre esulta per il (giusto e meritato) successo, dichiara che tra otto mesi si riandrà al voto. Otto mesi sono tanti, forse troppi, per questa Italia e la sua attuale situazione: economica, occupazionale, e, soprattutto, con una pressione fiscale che, come cittadini e come aziende, non possiamo più permetterci. Da qui la mia paura. La coalizione di centro sinistra ha vinto alla camera, ma non al senato. Movimento 5 Stelle è il primo partito d’Italia. Forse a quest’ultimo spetterebbe la responsabilità di governarci in questo momento. Il mandato popolare è chiaro. La politica, gli apparati di partito, non sono più rappresentativi dei cittadini. Forse la vera rivoluzione, quella iniziata da Grillo, e i suoi, dovrebbe essere recepita da tutti i partiti. Questi ultimi dovrebbero, per senso di responsabilità, lasciare spazio al nuovo e mettersi a disposizione, se davvero hanno a cuore il bene del paese. Napolitano, coraggioso nell’aprire la crisi del governo Berlusconi, e proporre Monti, dovrebbe essere altrettanto coraggioso e provare a lanciare il cambiamento in campo. Magari incaricare lo stesso Grillo. E’ incredibile che: Bersani abbia vinto, Berlusconi abbia vinto, Grillo abbia vinto, e non sono in grado di dare un governo a questo paese. Un paese che decisamente lo merita.
Uno Stato alla deriva.
Tutto potevo immaginare tranne il risultato uscito dalle urne fino a questo momento. Una maggioranza alla camera per il centro sinistra, mentre un’assenza di maggioranza al Senato. Ottima performance del Movimento 5 Stelle. Un Italiano su quattro, vogliono il cambiamento radicale predicato, oramai da anni, da Beppe Grillo. Pessima la performance PD-SEL, che non sfonda. La domanda sorge spontanea: se ci fosse stato Renzi? Forse si sarebbe stato un altro film. Ma con i se, e con i ma non si va da nessuna parte, o, dico io, si consegna il paese, di nuovo, a Berlusconi. Che non si capisce, dopo tutto quello che ha combinato, riesce a convincere. Non so chi, non so cosa, ma ha di nuovo vinto, impedendo a Bersani di salire a Palazzo Cighi. Sono seriamente preoccupato. Per mesi i problemi, quelli veri, non solo non verranno risolti, ma neanche affrontati. Penso alla disoccupazione, all’economia, alla tassazione che abbiamo, al rilancio delle piccole e medie imprese, ai padri di famiglia che non ce la fanno più ad andare avanti. Spero in un gesto di responsabilità. Me lo auguro.
Juventus Siena, tutto bello tranne i fischi.
La partita di oggi è stata giocata nell’unico modo possibile dalla Juve: cercando di vincere. Forse a tratti a dispetto del bel gioco, ma con l’intento unico di vincere. Tre reti al Siena, che, soprattutto nell’ultimo periodo ha fatto sempre bene, non era facile farli. Vincere e aspettare quello che il Napoli farà domani era l’unico imperativo. Missione compiuta. Ma, in cuor mio, non capisco i fischi a Giovinco. E’ un ragazzo Italiano, con indubbie capacità, che sta facendo tanto alla Juve. Mai alla ribalta della cronaca per scandalucci vari, mai una parola fuori posto, mai polemico. Certo, forse ci si aspettava qualcosa di più da chi, come lui, è un campione. Ma le belle prestazioni arriveranno. Si è detto spesso che lo Juventus Stadium, ed il suo pubblico, sono il dodicesimo uomo in campo. Ma un compagno di squadra non si fischia, soprattutto quando si è primi in campionato, ed in corsa per la Champions League. Mai fischiare uno come Giovinco che, quando ha giocato altrove, ci ha sempre segnato. Sebastian è un prodotto del vivaio Juventino, va tutelato, va coccolato, anche se fino ad ora non ha reso quello che vale. Detto ciò, dieci alla Juve, zero ai fischi.
Italia Galles, un salto nel passato…
Poche parole, pochi pensieri. Secondo me, ieri pomeriggio, l’Italia ha disputato la più brutta partita che ho mai visto. Tutti i progressi dimostrati nella prima partita di questo sei nazioni con la Francia, sono stati vanificati e cancellati da questa prestazione. Non è tanto per la sconfitta, che ci può anche stare, ma per come è stata subita. Complice il tempo, l’assenza di Parisse, un Castrogiovanni spento, e una marea di altri problemi, l’Italia non si è mai vista. Non è mai entrata in partita. Eravamo sempre in inferiorità nei punti d’incontro, e con i calci hanno sempre avuto la meglio loro. Era la partita di Burton, non ha inciso, e non ha dato neanche la marcia in più. Qualche bel calcio, un pò di sfortuna, ma niente di più. Da lui mi aspetto di più. Brutta partita di tutti i ragazzi, non degna dell’affetto che ha dimostrato, nonostante il freddo ed il nubifragio su Roma, tutto il popolo del rugby, riempendo (almeno le parti comperte) lo stadio Olimpico. Io ero li, ma per la prima volta ho mio figlio, a metà del primo tempo, mi ha chiesto di andare via. Oltre al freddo e alla pioggia, la noia. Mi auguro che Brunell sappia prendere in mano questa squadra, e terminare, questo sei nazioni, nello stesso modo in cui lo abbiamo iniziato.
I Marò tornano a casa, di nuovo.
Questa vicenda continua ad aggiungersi alle tante cose che non capisco. Dopo il permesso avuto per le festività natalizie, i due marinai, detenuti in India con l’accusa di omicidio, tornano a casa per votare. A parte che, come Italiani, avrebbero potuto votare all’estero, come le centinaia di Italiani che lo hanno già fatto. Ma la cosa che non riesco proprio a capire è perché non possono essere trasferiti, definitivamente, in Italia, ed essere giudicati da qui. Hanno dimostrato di non voler fuggire. Hanno dimostrato di essere delle persone che non vogliono sottrarsi alla legge Indiana, anche se gli Indiani non sono stati ugualmente corretti. E se fossero stati colpevoli, certamente a Natale non sarebbero ritornati. Da allora, con l’India si sono innescate anche altre problematiche, tipo Finmeccanica e i suoi elicotteri. Non penso che ci sia la giusta serenità per giudicarli in quella terra così particolare. Io ribadisco, i nostri ragazzi non debbono tornare in India.
Un albero ogni neonato.
Da domani entrerà in vigore una legge. Precisamente la legge n.113 del 29 gennaio 1992, firmata da Cossiga e Andreotti. Questa legge prevede, per tutti i Comuni sopra i 15.000 abitanti, di piantare un albero ogni neonato. Il Comune avrà tempo sei mesi, dalla nascita del bambino, per adempiere agli obblighi della nuova legge, e dovrà anche tenere traccia del tipo di albero piantato, del luogo e del neonato a cui è abbinato. Tale legge che l’ex Presidente Cossiga, non è riuscito a vedere operativa, aveva l’intento di popolare la flora dei comuni Italiani. Sono un inguaribile romantico, e il pensiero mi va subito ai sentimenti. Mi piace pensare che un genitore potrà portare il proprio figlio, sotto il suo albero. Mi piace che quell’albero possa diventare un luogo dove potersi
scambiare promesse, o cementare ricordi. Mi piace l’idea che, per ogni bambino, che poi diventerà uomo, ci sia un albero. Mi piace che l’ombra di quell’albero possa continuare anche oltre il bambino stesso. L’albero mi da l’idea delle radici, delle origini, e in un mondo che le sta sempre più perdendo, è importante sottolinearne l’importanza. In un mondo dove tutto viene prodotto e distrutto troppo velocemente, è bello pensare che insieme ad un bambino che nasce, ci possa essere qualcosa di stabile, di duraturo, che solo la stupidità dell’uomo potrà distruggere. Pensavo che per mio figlio, quello che verrà, vorrei un Pino Marittimo. Lo reputo un albero di una bellezza straordinaria. Roma ne è piena. Vedere le sue forme che seguono il vento, mentre il sole tramonta e dipinge il cielo di rosso, è una emozione che solo noi (romani, o quasi) possiamo ammirare. Per il figlio che già ho, Filippo, partirei con quasi undici anni di ritardo, ma per lui mi piacerebbe una quercia. Per lui pianterei una quercia. E’ l’albero della solidità, e per lui voglio che la vita gli garantisca proprio questo: solidità. E’già grande, e già tanto ha dovuto soffrire. Mi auguro che rimanga forte, come la quercia che immagino per lui.
Scozia Italia, due giorni dopo.
E’ stato bellissimo vedere la partita nella club house della mia squadra. Probabilmente se l’avessi vista da solo a casa, avrei cambiato canale alla fine del primo tempo. La partita è stata brutta, solo perché l’Italia ha sbagliato tanto, troppo, e la Scozia poco. Ecco dove sta la sintesi. Quello che di buono ha fatto Orquera nella partita contro la Francia, non è riuscito a farlo contro la Scozia. Anzi, in un paio di momenti topici ha sbagliato palle importanti, che ci hanno fatto perdere il treno per riacciuffare gli scozzesi. Nel complesso l’Italia ha giocato bene, si è vista tanta voglia, tanto possesso palla, tanto dominio territoriale, ma poca qualità. Non è arrivata nessuna palla giocabile alle ali. Venditti, da quando è in nazionale ha fatto la prima partita incolore. Ma non dobbiamo disperare. La Scozia ci temeva e si è visto. Il risultato (34 a 10) non è la reale fotografia della partita. Dobbiamo continuare a lavorare sodo, a crescere, e soprattutto a crederci. I risultati e, soprattutto, la continuità arriveranno presto. L’unico neo di Brunel, che ha fatto comunque bene, è stato non togliere prima Orquera per Burton. La partita avrebbe avuto un’altro risultato.