Le dinamiche dei gruppi.

LupiQuesta mattina ho pensato a quanto possa essere bello, una volta alla settimana (per ora), poter passare una serata spensierata con gli amici. Poter avere con loro un interesse comune, il rugby, e poi poter trascorrere qualche ora tra risate, battute o discussioni anche semi serie. Poter sfottere e farsi sfottere, senza nessun secondo fine, senza dover stare attento se quello che viene detto possa essere frainteso. La vita, per tutti, è dura. Tutti noi dobbiamo confrontarci con mille problemi. E, come è noto: i parenti ce li troviamo, mentre gli amici li scegliamo. Ho frequentato ambienti in cui, infimi personaggi, ordivano complotti degni del reame di Enrico VIII; ho frequentato persone che, con la scusa del rugby, non facevano che sparlare di questo o di quell’altro, fermo poi farci le vacanze insieme; ho visto scene che in confronto , un bimbo di 10 anni sembrava Matusalemme; e poi l’invidia. Che brutto sentimento l’invidia. Ho conosciuto persone, che con la scusa del rugby, erano costrette a frequentare dei compagni di squadra che avrebbero ucciso per invidia. Ho frequentato gruppi di persone che, per l’interesse personale, per guadagnare due soldi, sono stati disposti a passare sopra a tutto, e a tutti. E’ nobile fare un passo indietro, allontanarsi da un gruppo di persone negativo, che genera solo acredine e negatività per creare, con coraggio, qualcosa di nuovo che, con lo spirito del volere stare bene insieme e la scusa del rugby, possa accomunare chi ha voglia di: giocare, divertirsi e condividere dei bei momenti. Nessun fenomeno, nessun “nonno”, ma solo un gruppo di persone che si rispettano reciprocamente. E in questo rispetto, viene naturale chiedere consigli a chi sa fare meglio. Questo è il motivo per cui riusciamo a passare delle fantastiche serate, e, ne sono convinto, questo è il motivo per cui diventeremo tantissimi. Grazie ragazzi per averci creduto, e grazie soprattutto a chi non ci avrebbe scommesso un centesimo. Siamo un bel branco, il miglior branco. Semplicemente Lupi.

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Texas e Florida…

911 MiamiCome ogni vacanza, prima o poi si torna a casa. E quando si torna a casa, con il pensiero, si fanno sempre i bilanci. Quest’ultima: in Texas e in Florida, è stata, seppur non lunga, una vacanza molto intensa. Siamo riusciti a fare e a vedere molte cose, dando un taglio molto “cool” alla trasferta Americana. Al contrario di quello che mi aspettavo prima della partenza, Miami mi ha molto deluso. Un posto turistico, dove tutto è costruito per fare business. Città come New York, San Francisco sono decisamente molto più vivibili, sia da turista che, a mio avviso, da cittadino. A Miami sembra fatto tutto per catturare l’attenzione, e quindi il denaro, del passante. Le luci sembrano quelle di un parco dei divertimenti, e tutti i locali sono costretti a caratterizzarsi, rischiando, a volte, di risultare delle caricature. Il clima però è fantastico e di posti da vedere intorno ce ne sono moltissimi. Purtroppo il tempo che avevamo a disposizione non era tanto, la Florida meriterebbe almeno due settimane, ma abbiamo avuto la forza, e anche il coraggio, di arrivare: alle Everglades prima e a Key West, dopo.

CoccodrilloLe Everglades sono un parco naturale che sta preservando tutta la zona paludosa a sud della Florida, con tutto il suo patrimonio di flora e fauna. Ci sono rettili di ogni tipo: dagli iguana agli alligatori. Abbiamo rischiato d’investire, in questa zona, un iguana che stava per attraversare la strada. Arrivati al parco, non poteva mancare il caratteristico giro su un’Airboat, dal quale siamo scesi letteralmente fradici di acqua salmastra. La puzza non è stata piacevole, ma per lo spettacolo che abbiamo potuto vedere, ne è valsa la pena. I paesaggi sono sconfinati, immensi, e quando il cielo blu intenso, s’incontra con il verde, che li la fa da padrona: lo spettacolo è servito. Cosa dire di Key West? 200 Km di autostrada perfettamente efficiente che si snoda sulle isole zero milecaraibiche che portano sino all’ultima, appunto Key West. Qui c’è anche il punto più a sud degli Stati Uniti d’America. Un posto dove bisogna fare la fila per una fotografia. Tornati a Miami, vista little Avana, che secondo me è il vero cuore pulsante della città, il resto è solo shopping. Lincoln Road è un centro commerciale a cielo aperto a South Beach. A Miami però non poteva mancare una partita dei Miami Heat. Li si vede la capacità, tutta anglosassone, di organizzare un evento che, qualunque esso sia, raggiunge iHeatsconnotati: “del memorabile”. Bellissima esperienza anche, e soprattutto perché, i celiaci possono gustare i loro hot dog “Gluten Free”. (vero Daniela??).

La parte iniziale del viaggio, l’abbiamo passata ad Austin, in Texas. Un posto di cui fino a qualche mese fa ignoravo l’esistenza. Una sera, prima dell’estate, a casa di Daniela Andrea ci ha detto di questo loro viaggio per andare il Gran Premio di Formula uno degli Stati Uniti, che si svolge per l’appunto ad Austin, e da li abbiamo iniziato a sbirciare i voli. Insieme a Lidia e Max, abbiamo costruito un viaggio nel quale il Gran Premio è stato solo il pretesto per partire. Talmente pretesto, che infatti non lo abbiamo visto. L’idea che avevo era quella di andare li e trovare il lato oscuro dell’America. SaloonQuello lontano dalle città più blasonate e più turisticamente interessanti. Invece mi sbagliavo. Austin, come tutto il Texas mi ha fatto capire che l’america, quella vera, sta li. Fatta di gente seria, che ama il proprio paese e si batte per rendererlo migliore. Gente che se vede un turista in difficoltà gli da un passaggio con la propria autovettura, oppure che se t’incontra con la cartina in mano, spaesato come tutti i turisti, smette di correre e ti chiede “Can I help you??”. Fatta di gente così, quelle persone che senza conoscerle ti offrono la cena, oppure si sforzano di capire il tuo inglese stentato. Bella gente. Che si alza la mattina presto per andare a lavorare, ma la sera fa tardi per sentire del buon country blues, in un locale di Soco. E ce ne sono tanti a Soco di locali fichi per andare ad ascoltare musica. Gente che si veste di arancione e in ottantamila, Calcio d'iniziovanno a tifare per la loro squadra di Football universitario: i “Longhornes”. Tutto è grande in Texas. Le macchine sono immense, i negozi sono specifici ed immensi, anche se la città non è smisurata. Mi ha colpito un negozio che vendeva solo stivali. Si proprio stivali texani. Erano tantissimi, e di ogni tipo, colore o misura. C’era quello fatto con la pelle di serpente, quello trattato con l’olio, quello da 150$, ma ne ho visto un paio da oltre 2.000$. E’ divertente immergersi nel loro modo di vivere. Questa città non è abituata ad ospitare il turismo di massa continuo. Infatti i taxi non funzionano. Loro ospitano eventi importanti, in periodi programmati, e questo li preserva dall’estinzione delle loro origini. E’ una città costruita per gli americani, anzi, costruita per i texani. A loro uso e Hammerconsumo. E’ bello poter visitare una meta gustandone il lato autoctono. Il poi posto diventa relativo. A volte un viaggio ti lascia di più avendo potuto assaporare il contatto con la gente, che per quello che esprimono i suoi monumenti. Se mi costringete a scegliere una citta in cui vivere, tra quelle che ho visitato in questo viaggio, di sicuro sceglierei Austin. Di sicuro il Texas. Di questa vacanza va anche detto che, segreto del suo successo è stato anche, e soprattutto, la compagnia. Per Dany e me: Lidia e Max sono stati dei compagni di viaggio stupendi. Sempre carini e disponibili a macinare chilometri ed eventi. Dany poi, ha trovato in Lidia una instancabile compagna di Shopping. Peccato per Andrea e Marika che siamo riusciti a vedere Big Daddypoco. Ma quel poco è stato comunque tanto. Simpatici anche i nostri nuovi amici americani Mark, Michael e Kevin, oltre alle loro signore. Unica “nota negativa” è stato il cibo. Per colpa dell’America, qualche chilogrammo in più ce lo siamo portati a casa. Ma anche questo fa parte del bello di un viaggio. Nella mia memoria rimarrà sempre scolpito il “Big Daddy” un piatto gigantesco di costolette di non so quale animale, affogate in una salsa barbecue fantastica. Ovviamente buonissimi anche gli Hamburger.