L’ultima festa di Filippo sulla terra

La mia codardia, la mia paura di dover fare i conti con i miei sentimenti, non mi ha dato la forza (il coraggio) di andare a questa festa: Filippo, sei nei miei pensieri, sei nelle mie preghiere…avessi avuto un centesimo del tuo coraggio…

il blog di Costanza Miriano

palloncini filippo

di Costanza Miriano

Venerdì scorso abbiamo ricevuto un grande regalo. Noi eravamo in tanti, ma il regalo era grossissimo, e bastava per tutti, così ci è sembrato, a tutti credo, di arrivare a casa con i forzieri carichi di tesori. Eppure era il funerale di un bambino di otto anni, Filippo, di cui più volte abbiamo parlato qui, e di cui moltissime altre volte abbiamo parlato privatamente tra noi, anche nella rete che è nata da questo blog e che si è diramata in tante amicizie vere, di carne e telefono e vicinanza concreta.

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5 novembre…

DSCN0204Oggi compi 64 anni. Tre anni fa cercavamo di festeggiare il tuo compleanno, ma sempre mille impegni, sempre di corsa. Mi ricordo che ti chiesi, come se fosse il mio di compleanno, di preparare la pizza. La fai così bassa, e io ne posso mangiare un quintale. Mi hai chiesto di cercare la zucca, di prenderla sotto casa, e così ho fatto. Ci siamo visti all’ora di pranzo e te l’ho portata. Quanto mi piaceva la pizza con la zucca. Era sabato, avevo Filippo con me. Siamo venuti abbastanza presto, il forno era già acceso, e non so perché gli occhi mi andavano sempre a quella guarnizione rotta, che faceva uscire un velo di calore. Avevi già preparato tutto c’era solo da infornare le pizze. Sei sempre stata un esempio di organizzazione. Non eravamo mai tanto in palla ai tuoi compleanni, dieci anni prima quella brutta storia di Danielina aveva gettato un’ombra sul 5 novembre. Quella sera però nei tuoi occhi non c’era solo il ricordo triste di tua nipote, c’era dell’altro. Eri stanca, ma a quello purtroppo ci avevamo fatto tutti l’abitudine, nonostante te provassi sempre a nascondercelo. La tua malattia ti rendeva tutto più difficile, più pesante. Avevi l’affanno anche se dovevi andare: dalla camera da letto al salone. Quella sera non era solo stanchezza, non era solo la malattia. Avevi voglia di abbracciare tutti, di stare con i tuoi nipoti. Filippo e Maria Chiara si litigavano le tue attenzioni, ma te avevi in braccio Benedetta, che te chiamavi Peppa. Avevi voglia di fissare ogni istante di quel tuo compleanno festeggiato come piaceva a te: semplicemente e in famiglia. Faceva freddo quella sera. Ripensando a quella serata di novembre, forse non ha fatto mai più freddo così. Forse te lo sentivi che quello sarebbe stato il tuo ultimo compleanno. Il medico era stato chiaro, dalla tua malattia non se ne esce. Noi speravamo tutti che saresti vissuta a lungo, e in un certo senso sapevamo che sarebbe stato così, sei sempre stata forte, sei sempre stata la migliore di tutti noi, sei sempre stata quella che sapeva le cose prima degli altri. E forse quella sera sapevi che sarebbe stato difficile rivivere dei momenti come quello. Quel compleanno è stato bellissimo. Lo porto con me nel cuore come, e faccio di tutto per alimentare quel ricordo, il tuo ricordo, rivivendolo nella mia mente ogni giorno. Da quel 5 novembre in poi le cose non sono state più le stesse. Venti giorni dopo saresti entrata in ospedale e non ne saresti più uscita. Tu sapevi. Tu sapevi che quel Natale noi non avremmo avuto più la nostra Mamma, e i tuoi nipoti la loro Nonna. Tu sapevi. Se tu avessi dato retta al tuo stato di salute, forse saresti stata a letto a riposare. Ma no, hai voluto regalarci un ultimo ricordo bello, felice, insieme. Il 24 dicembre saranno tre anni che tu non ci sei più. E’ bello averti avuto come madre, è bello poter vivere dei tuoi insegnamenti, è bello essere orgoglioso di avere avuto una Mamma così.

Lo sport è anche questo: il sogno di Lauren Hill.

Lauren_Hill_Indiana_Fever_1414850529424_9407534_ver1.0_640_480Bellissimo gesto, bellissima iniziativa. Lauren Hill è una ragazza malata di tumore al cervello, e, secondo i medici, morirà entro Natale. Il suo più grande sogno era quello di giocare una partita di basket nella Wnba, la NBA femminile. Non solo è riuscita a coronare questo sogno, ma ha anche segnato un canestro. L’affetto di tutto il pubblico, di tutte le sue compagne di squadra, sta commuovendo tutto il mondo. Nonostante la nausea derivante dai farmaci, il viso visibilmente gonfio, ha voluto lasciare a tutti un sorriso felice, prima dell’inevitabile. Sono sempre più convinto, come mi dice sempre il mio Socio/Amico Giancarlo “the President”, che: “le cose importanti sono altre”…sono queste”. Tutto il resto si risolve. Mi piace anche citare che, intorno a questa iniziativa, è stata organizzata una campagna legata ai social network, che ha fatto raccogliere oltre 40.000€, Questi soldi, sono stati devoluti alla ricerca. Il nome della campagna è: #1More4Lauren.

Anche se sei stonato.

154042183-ecb3c2b6-9a62-4001-995c-1672c577ea56La serata ieri sera, prima di entrare in teatro, è iniziata con Marco Presta che mi ha “fregato” il parcheggio fuori al teatro. Ottimo inizio direi, anche perché quando, scherzando gli ho fatto notare che sarei andato a teatro a vederlo, e non era “giusto” che mi avesse preceduto nel parcheggio, la sua risposta è stata: “Peggio per te!!”. Ecco ieri abbiamo iniziato a ridere prima di entrare in teatro. Penso che una trasmissione radiofonica, non duri venti anni, in RAI, senza motivo. Bisogna essere bravi, bisogna essere intelligenti nel sapersi evolvere, adattare ai cambiamenti della società. La gang de “il ruggito del coniglio”: Marco Presta, Max Paiella e Attilio Di Giovanni hanno portato in scena, al teatro Olimpico di Roma, una commedia: brillante, piacevole, intelligente, colta e con moltissima musica. Tre ore di risate, condite insieme da un cast spumeggiante e accompagnato dalle musiche del duo Paiella-Di Giovanni, con l’inserimento di un bellissimo gruppo di archi. La storia gira intorno ai due protagonisti: Valerio (Max Paiella), squattrinato gestore di un locale di musica dal vivo, nel quale si fa anche scuola di canto, e Giacomo (Marco Presta), depresso professore universitario che, dopo essere stato lasciato dalla moglie, viene invitato dallo psicanalista a frequentare la scuola di canto di Giacomo. Tra i due, donnaiolo l’uno, perdutamente innamorato della moglie fedifraga l’altro, s’instaurerà un rapporto decisamente unico ed insolito. Brave anche le due attrici a supporto, che si sono integrate alla perfezione con l’affiatassimo trio che lavora da anni insieme in radio. Inutile svelare la trama o il finale, va solo detto che lo spettacolo fila via veloce ed è divertentissimo. Bravo Marco nella scrittura della sceneggiatura, bravi gli artisti Paiella e Di Giovanni nella produzione musicale e dei testi.