Dexter…” tonigth is the nigth”

DexterSi, lo ammetto, mi ha preso. E’ un’idea geniale. Tutti siamo attratti dal lato oscuro, ma rendere un serial killer, un personaggio: d’amare, da rispettare, da seguire, è una grande idea. L’eroe che viaggia sul confine sottile tra: follia, giustizia e perversione. Dexter è un serial killer segnato da un evento traumatico avuto all’età di 3 anni. E’stato testimone dell’uccisione della mamma con una moto sega, ed ha passato tre giorni in un container pieno di sangue. Questo evento fa imbarcare in Dexter quello che lui definisce: “l’oscuro passeggero”, e che sarà sempre con lui. Il poliziotto che lo ha trovato chiede l’affidamento e poi l’adozione. Dexter cresce in una famiglia serena, i Morgan, insieme ad una sorella che diventerà una persona fondamentale nella sua vita. Il papà poliziotto percepisce che il ragazzo ha un lato oscuro e lo educa cercando di fornirgli un codice, prima di morire di tumore. La prima regola del codice è: “non farsi beccare”. Proprio per questo motivo il padre utilizza la sua esperienza nella polizia per educare al meglio il figlio. Le vittime di Dexter sono tutti serial killer o assassini che, in un modo o nell’altro, rischiano di farla franca di fronte alla giustizia. Dexter è metodico ed attento nella preparazione del “letto di morte”, e le sue vittime finiscono tutte nell’Oceano dopo essere state tagliate e imbustate. Il rito che si svolge è sempre lo stesso. Le vittime vengono legate con della plastica ad un letto che, il bravo Dexter, ha precedentemente preparato. Prima di uccidere gli assassini, Dexter li mette davanti ai loro crimini, facendogli vedere delle foto dei cadaveri che hanno ucciso, molto spesso in modo barbaro. Di certo il suo lavoro gli è di aiuto. Dexter lavora nella sezione scientifica della squadra omicidi di Miami. E’ un perito ematologo, ossia studia le dinamiche delle macchie di sangue nelle scene del crimine. Questo gli permette di partecipare attivamente alle indagini ed avere notizie sui crimini che avvengono a Miami. E’una serie avvincente che ti lascia con il fiato sospeso. Fino ad ora sono state girate 8 stagioni. Io ne ho viste 6 in DVD. La settima stagione uscirà il prossimo 11 dicembre, mentre l’ottava è ora in onda su Fox Crime. Dalla prima stagione il miglioramento è notevole. La serie è migliorata con il passare delle puntate. Molto credibile nella trama, e molto ben girata. Le esterne sono tantissime.

Michael C.Hall e Jennifer Carpenter

Michael C.Hall e Jennifer Carpenter

Anche questo particolare da un colore tutto nuovo a questa serie. Nuovo perchè di solito le serie sono girate in studio, e per questo hanno dei colori artefatti. Miami è una città con un bel sole, ed è stato intelligente usarlo. Gli attori sono tutti giovani e bravi. Dexter è interpretato da: Micheal C.Hall, mentre la sorella Debra Morgan da Jennifer Carpeter. Da quello che ho letto esiste già una stagione finale. Non mi è chiaro se è stata già girata oppure è in fase di ultimazione, ma di certo c’è che non vedo l’ora di vederla. Tutto questo è iniziato grazie a Daniela. E’ stata lei a darmi la prima stagione. Quindi se nascerà un nuovo serial killer, chiedete a lei.

Dexter

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Steve Jobs, il film.

Steve JobsAd ottobre, e più precisamente il tre ottobre, sarà in uscita il film sulla vita di Steve Jobs. Ashton Kutcher sarà l’attore protagonista. Il film ripercorrerà tutta la vita del creatore del marchio della mela e sarà ispirato alla biografia autorizzata, scritta da Walter Isacson. Lo distribuirà in Italia la Film Auro che, dopo qualche problema iniziale è riuscita ad accaparrarsi la pellicola. Dalle prime indiscrezioni il film sembrerebbe ben girato, e delineerebbe il carattere molto difficile di Jobs. Staremo a vedere se sarà bello ed interessante quanto il libro. Una curiosità, per ricreare l’abbigliamento vintage, sono stati utilizzati 60 Levi’s 501, ancora in commercio.

Questo è il trailer:

Albertone, già dieci anni.

Alberto SordiMi sono reso conto che, l’altro ieri, il 26 di febbraio, è ricorso il decimo anno dalla morte di Alberto Sordi. Sono cresciuto con i suoi film, mi ha fatto fare un mare di risate. E’ stato un attore che ho molto apprezzato, e che ancora apprezzo. I suoi film che preferisco: un Americano a Roma, la Grande Guerra e il Vigile. Il suo capolavoro: il Marchese del Grillo. Ho visto piangere tanta gente al suo funerale. Un attore che ha saputo interpretare una generazione d’Italiani, senza distinzione di ceto, di classe e di ricchezza. Un grande uomo, come pochi ce ne sono, capace di ridere e far ridere anche dei suoi difetti. Una stella nel firmamento della cinematografia, non solo italiana. Grazie Albertone, manchi tanto a tutti.

The Master.

The MasterSicuramente non sono in grado di giudicare l’arte sopraffina. Sono una persona di media intelligenza, certamente sensibile, ma alcune forme di espressione artistica, molto probabilmente, mi sono ancora sconosciute. Ieri sera, nella uggiosa capitale, siamo andati a vedere: “The Master”. Un film ambientato nell’immediato dopoguerra, negli USA del rilancio economico. Le interpretazioni di: Joaquin Phoenix e di Philip Seymour Hoffman, sono incredibili. Alcuni monologhi con telecamera fissa sono da scuola di recitazione. Bravissimi entrambi. In tutto questo bel contesto però, io non ho capito il film. Non ho capito la trama, non ho capito la morale, non ho capito quello che si voleva raccontare. Ho letto che entrambi gli attori sono candidati al Golden Globe, insieme con l’altra protagonista, l’attrice Amy Adams. Sarà un caso ma le candidature riguardano solo gli attori, e non il film. Il film scorre a tratti, ma in altri tratti è pesante e poco chiaro. Se fosse stato possibile fare un mio ritratto, ieri sera, al cinema, ci sarebbe stato un grosso punto interrogativo sulla mia testa mentre ero intento e concentrato a guardare questo film. I commenti fuori dalla sala non erano positivi, tutt’altro. Un film che, in cuor mio, non consiglio nella maniera più assoluta.

Argo

Argo - Ben Affleck -

Argo – Ben Affleck –

Domenica sera era la giornata giusta per andare al cinema. La scelta è caduta su Argo, un bel film diretto e interpretato da Ben Affleck. Risultato tra i 10 miglior film secondo l’Afi (American film institute), ripercorre una missione della CIA nell’Iran di Komeini. Scorre veloce e tiene lo spettatore sempre in allerta. Lo sfondo sono i fatti successi nell’ambasciata USA in Iran, appena prima degli anni 80. L’agente Tony Mendez ha il compito di riportare a casa sei cittadini statunitensi, scappati all’invasione dell’ambasciata USA, da parte dei rivoluzionari di Komeini nel 1979.  In quell’occasione, 52 statunitensi rimasero prigionieri per oltre 400 giorni nelle mani dei guerriglieri, in una situazione al limite della umana sopportazione. Il film è ben interpretato e ripercorre, con qualche romanzesca aggiunta, i fatti che si sono susseguiti in quei tremendi giorni. Un film che ti tiene con il fiato sospeso, dall’inizio alla fine, e fa assaporare allo spettatore il gusto della libertà. Forse è la prima volta che faccio il tifo per la CIA. Curiosissima la tecnica che venne usata all’epoca dalla CIA, studiata dall’agente Mendez, per riportare a casa i 6 dipendenti dell’ambasciata USA, scampati all’assalto.

Scheda:

regia di Ben Affleck. USA, 2012.

Con Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber.

Titolo originale: Argo.

Durata: 120 min. Drammatico.

The Lady.

The Lady

The Lady

Quando ho letto i titoli di coda, sono rimasto sbalordito. Il regista di un film così carico di passione, di sentimento è Luc Besson. Un bravo regista che ha dato prova delle sue qualità artistiche, oltre che umane. Con una bellissima fotografia, che rende il giusto omaggio alla bellezza del luogo dove è ambientato, si racconta la storia di: Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace nel 1991 e leader del movimento che da oltre un ventennio sta combattendo la tirannia in Birmania. Questo film narra la storia vera di questa donna fantastica che, grazie anche ad una famiglia fantastica, cerca di combattere senza violenza, la dittatura del generale Ne Win, salito al potere dopo un colpo di stato nel quale perse la vita il padre di  Aung San Suu Kyi. E’ un film che insegna quanto poco sappiamo di queste popolazioni, ma soprattutto quanto è preziosa la nostra libertà. L’orchidea d’acciaio, così soprannominata, ha subito quasi venti anni di arresti domiciliari avendo la sola colpa di voler ridare al suo popolo la libertà. Una donna determinata come poche al mondo. Un’emozione continua, dall’inizio alla fine del film. Una vita difficilissima, dura.

Scheda:

Regia: Luc Besson

Attori: Michelle Yeoh, David Thewlis, William Hope, Sahajak Boonthanakit.

Produzione: Europa Corp., France 3 Cinéma, Left Bank Pictures.

Distribuzione: Good Film.

Il trailer:

Molto forte, incredibilmente vicino.

Molto Forte, incredibilmente vicinoE’ un film fantastico. Molto commovente, nel cast ci sono Sandra Bullok e Tom Hanks, ma l’oscar (del film) va al giovane Tomas Horn. Un bambino di dodici anni, al massimo, che con la sua recitazione ha saputo darmi dell’emozioni fortissime. Bravo dall’inizio alla fine. Saggiamente accompagnato da colleghi di enorme esperienza. La storia, tratta dal romanzo omonimo di Jonathan Safran Foer, è ambientata a New York. La New York post 11 settembre. La commovente ricerca di un bambino di origini ebree, Oskar, che ha ritrovato una chiave lasciata dal padre morto del disastro delle Twin Tower. In questa ricerca impossibile Oskar affronta e libera tutto se stesso. A partire da alcuni lati del suo carattere: intelliggenza, testardaggine e metodo. Immaginate cosa possa significare, in una città come New York, avere una chiave e cercarne la serratura. Il bambino, riscopre i rapporti con chi gli sta intorno, ma soprattutto, pian piano combatte le sue paure. Paure che normalmente albergano in un bambino in età preadolescenziale, ma che sono state acutizzate dalla perdita, improvvisa e violenta, del papà . Guardando questo film, ho molto pensato al mio rapporto con mio figlio, e mi ha aperto anche la finestra dei ricordi, ammesso e non concesso che si fosse mai chiusa, facendo riemergere quelli di mia mamma. Non esistono spiegazioni o argomentazioni logiche quando si perde qualcuno che amiamo, ma forse questo film ci consegna una chiave. Sta a noi andare a cercare la serratura giusta.

Scheda:

Film USA 2011

Regia: Stephen Daldry

Attori: Tom Hanks, Thomas Horn, Sandra Bullok, Zoe Caldwell, Viola Davis.

Produzione: Paramount Pictures, Scott Rudin productions, Warner Bros Pictures.

Distribuzione: Warner Bros.

Diaz.

La locandina di DiazUltimamente, colpa certamente dell’età, se mi metto sul divano a vedere un film, mi addormento. Specialmente dopo cena. Un po’ la stanchezza, un po’ l’abbraccio caldo che solo un divano sa offrirti, non riesco proprio a resistere. Posso guardare una commedia, un thriller o il più sofisticato acion movie, ad un certo punto imprecisato del film arriva Morfeo e mi porta via con se. La scorsa sera invece no. Ho preso un blu ray che mi avevano consigliato, e l’ho portato a casa di Daniela. Avevo paura che fosse il solito film di sinistra. Invece no. Ne escono tutti un po’ malconci. Sicuramente le forze dell’ordine entrate in quella scuola non si sono mosse con il buon senso del bravo padre di famiglia, sicuramente i black block che hanno partecipato, solo ed esclusivamente per fare e creare casino. Avrebbero dovuto essere fermati sia dai ragazzi del social forum, sia dalle forze dell’ordine. Certamente Genova non è la città ideale per organizzare un G8. Il mix di tutte queste componenti, ha generato un G8 da incubo. La cronaca di questo G8 ha partorito un film denuncia veramente bello. Uno di quei film che sono destinati a far discutere, a denunciare non solo un fatto, ma un degrado sociale e culturale forte. Si può essere d’accordo o meno; si può essere di destra o di sinistra; si può essere giovani o anziani; appartenenti alle forze dell’ordine o dimostranti; ma quello che è successo a Genova, non fa piacere a nessuno. Un ragazzo deceduto, che va pianto in quanto stroncato nella fiore della sua giovane età, ma che se avesse evitato di andare contro una volante e tirare un estintore ad un militare armato, oggi sarebbe ancora vivo. E’ stato un week end da dimenticare, ma che un bel film come Diaz, aiuta a far riflettere. Il cast è impeccabile, sono tutti attori oramai rodati, che hanno dato una qualità ed una espressività ad una storia comunque difficile da raccontare, difficile d’affrontare.

La scheda:

Regia: Daniele Vicari

Attori: Elio Germano, Claudio Santamaria, Alessandro Roja, Rolando Ravello.

Produzione: Fandango, Le Pacte, Mandragora Movies.

Distribuzione: Fandango.

Io lo consiglio, certo eviterei di vederlo con dei bambini vicino.