La prima risata.

IMG_3510La mamma di Daniela, qualche giorno fa, ci ha detto di segnarsi, come fosse un diario, tutte le prime cose che farà Andrea. E’ un modo semplice, secondo lei, di contestualizzare dei ricordi. Personalmente ho una memoria molto fotografica, quindi ogni mio ricordo è impresso nella mia mente così come si svolge. L’unico problema è richiamarlo. Ieri Andrea ha fatto la sua prima risata a “crepapelle”. L’aveva già fatta in passato, la sera di Santa Lucia, ma ieri è stata fantastica. E’durata tanto e oltre a divertire noi, ho avuto la percezione che si stesse divertendo anche lei. La mente mi è andata subito a Filippo, e mi sono reso conto che non mi ricordo la sua prima risata. Non voglio più dimenticare. I figli sono un patrimonio inestimabile di gioia e soddisfazioni. Noi genitori possiamo e dobbiamo attingere linfa vitale dai ricordi, dalle cose che fanno, da quello che c’insegnano. Non voglio più avere il problema di non ricordare. Voglio che il mio patrimonio di ricordi venga conservato. Questa notte mi è venuta spesso in mente la scena di Andrea che rideva e mi sono riscoperto a mia volta a ridere da solo. Mi ha messo tanta gioia. La mamma di Dany ha proprio ragione, questi ricordi non posso proprio permettermi di perderli. Andrea e Filippo avranno un diario delle loro prime volte…

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Di nuovo l’albero.

E’qualche anno che vivo male il Natale. L’ho già scritto in precedenza, ma ogni anno, non c’è nulla da fare, si ripresenta lo stesso problema. E pensare che a me il Natale piaceva tantissimo, ma crescendo questo sentimento è cambiato, fino ad arrivare alla vigilia di Natale del 2011 quando ho perso mia mamma. D’allora questa festa è caduta in un baratro senza fondo. Fatico a condividere con il prossimo, o anche solo con i miei cari, quello che prima invece amavo, in una parola: lo Spirito di questa festa. Quest’anno però Daniela si è imposta. E’nata Andrea e dobbiamo fargli vivere il Natale al meglio. Andrea deveIMG_3470.JPG poter: desiderare, sognare, immaginare tutto quello che una bambina può: desiderare, sognare, immaginare. Il mio umore, il mio trascorso non debbono penalizzarla. Non ha tutti i torti. Leggo sui social network che spesso le feste vengono osteggiate, vengono criticate, a partire dal Natale. E anche se io non lo faccio per partito preso o perché “fa fico“, ma proprio perché questa festa mi mette in uno stato di malessere generale. Vorrei che tutto tornasse a come quando ero bambino. Vorrei che il Natale diventasse di nuovo un momento bello, in cui tutta la famiglia si raccoglie intorno a quello che rappresenta veramente e ne facesse tesoro. Un tesoro che duri per tutto l’anno. Quest’anno però sarà diverso, ne sono quasi sicuro. Almeno per come Daniela lo sta affrontando. Si è caricata sulle spalle il lavoro di tutti e due, e sta cercando di far diventare questo Natale, il suo primo Natale da mamma, speciale. Se ci riuscirà, e sono sicuro che ci riuscirà, sarà un Natale speciale per tutti. Anche per Filippo che, forse, da troppi anni sopporta il mio stato d’animo.  Il risultato sarà ancora più clamoroso perché per me quest’anno è stato l’anno più controverso da quando ne ho memoria. Mi sono successe talmente tante cose orribili che certamente me lo ricorderò come l’anno peggiore di tutti; nel contempo mi sono capitate delle cose che altrettanto me lo faranno ricordare come un anno speciale. Di certo è stato un anno faticoso, senza nemmeno un giorno di vacanza e con tante preoccupazioni per la testa, ma ci ha portato anche Andrea. Di certo per ora c’è che, dopo tanti anni Daniela è riuscita a fare entrare a casa un albero di Natale. Uno di quelli grandi, belli e pieni di luci. Grazie Daniela, e se sarà di nuovo un Natale, sarà soprattutto per merito tuo.