La mia opinione sul referendum.

referendum-costituzionale-2016-744x437Si o no? In Italia non si parla d’altro. Sembra che non ci siano altri problemi, che non ci siano altre priorità. Perché tutta questa attenzione per un referendum? L’argomento è sicuramente importante, ci sono in ballo tanti articoli della costituzione. Secondo chi ha pensato questa riforma l’obiettivo è quello di snellire processo legislativo, e farla finita con il bicameralismo perfetto o paritario, oltre che diminuire i costi della politica. Il Senato della Repubblica, una delle istituzioni più antiche che abbiamo, avrebbe una natura diversa, se vogliamo anche superiore. Ho letto e riletto questa riforma. L’ho letta prima cercando di avere un’ottica distaccata, cercando di vedere a fondo i punti forti e quelli deboli. Poi ho provato ad approcciarla andando a leggere i motivi del no. Infine ho letto cosa dicono invece coloro che sostengono il si. Non voglio andare molto in profondità in questo mio post, ma piuttosto vorrei fare delle considerazioni obiettive partendo da fatti assodati. Il primo fatto è che l’Italia va cambiata. Su questo siamo tutti d’accordo penso, anzi, mi sembra una ovvietà. Tasse troppo alte, investimenti stranieri che non arrivano, l’economia che fa fatica a partire, e un sistema che non funziona leggi che rimbalzano in parlamento per anni. Nello specifico, in questo panorama dilaniato e rissoso, la politica sta dando il peggio di se. Invece di ragionare sulle cose buone o su quelle che non vanno di questa proposta referendaria, i leader di partito, ma anche l’ultimo degli aventi diritto al voto si scontrano, in un clima che farebbe risultare una curva piena di Hooligans un convento di suore di clausura. Ideali politici e antipatie su questo o quell’altro, in particolare su Renzi, sono gli argomenti di cui si discute, ma sono pochi che si fermano sull’essenza di tutto. Non è così che un referendum va affrontato. Penso ai referendum sull’aborto o sul divorzio. Chi li propose erano, fondamentalmente, i radicali che non sono mai andati oltre il 5% nelle elezioni politiche, ma presentavano delle ragioni laiche apprezzabili, condivisibili. In quell’occasione non era in discussione Pannella o la Bonino, o il governo, in quella occasione i cittadini italiani: democristiani, comunisti, socialisti e missini, si confrontavano su degli ideali. Aspro è stato il confronto ma alla fine, sopra ogni ideale e ogni personalismo politico, gli italiani si sono potuti esprimere sull’argomento. Un livello così basso di discussione, a mio avviso voluto, non si è mai toccato. Ha sbagliato Renzi a personalizzare questa tornata referendaria, ma i continui attacchi al governo sono , a mio avviso, la voce di chi non ha argomenti. E’ vero che la Costituzione è un documento importante per la vita di un paese. Ma come tutti sapranno (spero) la nostra costituzione è divisa in più parti. La prima descrive i “Principi Fondamentali“, ossia tutti quegli articoli intoccabili nei quali vengono enunciati i principi su cui si basa la Costituzione stessa (articoli 1 – 12); nella seconda parte (articoli 13 – 54) nella nostra Costituzione sono enunciati i doveri/diritti di ogni cittadino italiano; nelle terza parte (articoli 55 – 139) e, infine, ci sono 18 articoli che sono le disposizioni transitorie e finali. In verità, per convenzione la nostra Costituzione viene divisa come segue: i Principi Fondamentali, la parte prima e la parte seconda. Com’è facilmente intuibile la parte dei Principi Fondamentali è, e deve essere: Sacra, inviolabile, intoccabile. Nessuno può o deve neanche pensare di modificare il fondamento della nostra nazione. Per quella parte di Costituzione sono morte delle persone. Hanno lottato delle persone. Le altre norme, divise in Titoli, che a loro volta sono divise in articoli, debbono essere, anche, una fotografia del tempo che cambia. Quando è stata scritta la nostra costituzione, uscivamo da due guerre, da una monarchia che non è mai stata una guida, se non quando c’è stato da unire sotto il proprio blasone un’intero popolo, ma anche li lo hanno lasciato fare ad altri per loro conto. C’era da ricostruire un paese e per la prima volta un’identità nazionale. Da questi punti sono partiti i padri costituenti. E hanno fatto un lavoro incredibile. Sono riusciti a creare una sintesi che oggi, forse, la nostra classe dirigente non sarebbe in grado di trovare. Non è vero che la nostra Costituzione è la migliore di tutte, ogni popolo adora la propria, ma è sicuramente la migliore che, in quel momento, poteva essere scritta per l’Italia che si era appena fatta. La carta d’Indipendenza Americana è un documento idolatrato dagli statunitensi. Li non sono scritte le regole della costituzione, ma i principi fondatori e fondamentali del popolo americano. Qui va fatto un distinguo fondamentale: in nessuna carta, o costituzione, possono essere modificati i principi fondamentali perché verrebbe semplicemente meno il senso di nazione, di popolo, ma il funzionamento di uno Stato può e deve essere modificato. Questa è la mia opinione. Tutto muta e non possiamo essere fermi o pensare che un documento “antico” di 70 anni, si possa o si debba adattare al progresso. Quell’impianto che i nostri padri costituenti hanno dato alla costituzione è proprio la forza della costituzione stessa. Loro, nella loro somma intelligenza, avevano già previsto che il mondo sarebbe andato avanti e non volevano assolutamente che la costituzione fosse una zavorra. Ad esempio, uscire dalla dittatura fascista, ha messo l’accento, a mio avviso ora anche eccessivo, sul una serie di sitemi di tutele e contrappesi. Tutti giusti in uno stato democratico, ma un eccesso di tali meccanismi può generare: lentezza, eccessiva burocrazia, in poche parole un sistema ingessato che non permette la competitività in un mondo e in una economia sempre più globale. Da qui la ricerca del superamento del bicameralismo paritario. Altro esempio, il CNEL. Questo organismo, previsto dall’articolo 99 della costituzione è un ente che aveva un senso nel 1948, ma inutile ora. Ecco il perchè della soppressione. Risparmio, velocità, ma soprattutto inutilità. Non perché l’articolo 99 definiva la creazione di questo organismo, si può definire tutta la costituzione un lavoro mal fatto. E’ soltanto il segno dei tempi che cambiano, e con loro dovrebbe adeguarsi quella parte della nostra Costituzione. Questa è la prova provata che è possibile modificare la costituzione, anzi andrebbe: assolutamente e continuamente adeguata. Potrei ancora andare avanti sul ruolo del Senato che avremmo o con altre modifiche, ma penso che sia solo un inutile esercizio di stile. Il quesito è, una volta assodato che la Costituzione in alcune sue parti va e può essere modificata, quale è il modo? E qui s’impatta con il problema vero in Italia: gli Italiani! In Italia non si fa nulla cercando di essere onesti intellettualmente. Nulla! Il problema di questo referendum, grazie all’iniziale errore del nostro premier, è la personificazione della tornata elettorale. In poche parole: se vince il SI, vince il governo, se vince il NO, il governo dovrebbe andare a casa. Renzi ha sbagliato a dichiarare questo. Ma è altrettanto errato sostenere in campagna elettorale che i motivi del NO debbono: essere Renzi a casa, oppure il governo a casa. Non ha senso. Renzi, ma anche fosse stato qualsiasi altro premier, indipendentemente dal risultato elettorale deve rimanere dov’è. Uno dei motivi più forti della modifica di questa costituzione è anche la stabilità, non può essere quindi proprio questo referendum a renderci instabili politicamente. Non capisco poi come questa riforma, scritta inizialmente a più mani, ora veda in alcuni di quelli che l’hanno scritta i maggiori detrattori. L’ho letta, come dicevo prima, l’ho letta più e più volte. Non mi piace in tutti i punti, anzi avrei fatto alcune cose in modo diverso, ma è pur sempre un inizio. E’ pur sempre un buon inizio. Se è vero che l’Italia va cambiata, e tutti sappiamo che è vero, proviamo a cambiarla! Questo è il mio pensiero. Questo è il motivo per cui voterò SI! E lo farò convinto e consapevole. Convinto che ne abbiamo tutti bisogno; consapevole perché ho letto e mi sono fatto una mia opinione. Non ho paura di dire la mia, non ho paura di chi pensa che votare SI, sia l’essere omologato a un sistema di corrotti e di delinquenti. Voglio sentirmi libero di poter esprimere il mio pensiero senza scatenare l’automatico meccanismo dell’insulto. Io non voto di pancia, voto con la mia testa. Non voto contro o a favore di nessuno, voto SI, perché penso che sia meglio per noi. Ho alcuni Amici che voteranno NO, proprio la possibilità di dialogare con loro, in toni pacati e alti, mi ha permesso di costruire la mia convinzione. Non voglio generalizzare, ma la prepotenza, l’insulto, la strumentalizzazione diversa, a mio avviso alla lunga non pagherà. I toni che ho letto, che ho sentito, per onestà soprattutto nelle compagini di chi sta facendo propaganda per il NO, non mi sono per niente piaciuti. Non di tutti, ma molti dei sostenitori del NO hanno preso questa tornata come se non ci fosse un domani. Come se la vittoria del SI definisse un’apocalisse senza ritorno. Anche per questo, il 4 di dicembre voterò SI alle domande che saranno poste nella scheda elettorale che mi verrà fornita. SI, perché NO significa voler non cambiare. Lasciare tutto come sta. E poi, in ultima analisi qualora domani vincesse il NO, tutte le varie anime che oggi animano il fronte contro il SI, contro Renzi, saranno in grado di formulare, nel breve, una riforma che possa migliorare il sistema complessivo? Qualcuno riesce a darmi un panorama che veda insieme: gli integralisti del movimento 5 stelle, con le ali della destra guidate da Giorgia Meloni, con la Lega di Salvini e i Forzisti di Berlusconi? Io la vedo veramente dura.

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La Brexit, vista da un comune – Italiano – mortale.

referendum-brexit-3Sono passati quattro mesi ma niente, la Gran Bretagna è ancora in Europa, nell’Europa dell’Euro anche se non ha mai aderito alla moneta unica. Per un periodo non si è parlato d’altro. Quali saranno le ripercussioni sull’Europa dell’uscita  della Gran Bretagna. Intanto va fatto un distinguo tra Europa, quella geografica, ed Unione Europea, quella degli stati membri. Mentre la prima è un insieme di stati che sono uniti da confini geografici, la seconda dovrebbe avere una comunione d’intenti: economici e politici. Il Regno Unito ha chiesto di essere escluso dall’Unione Europea ovviamente, quindi, tutti quelli preoccupati dell’impatto della Brexit sulla Champions League, possono stare tranquilli: Liverpool, Manchester City e tutte le altre squadre britanniche parteciperanno alla prossima competizione Europea. Questo per dire che dal punto geografico, non ci saranno cambiamenti. I confini rimarranno quelli che tutti conosciamo. Ci sarà sicuramente più “difficoltà” per entrare in Gran Bretagna visto che verranno meno tutti i trattati relativi alla libera circolazione dei cittadini degli stati membri. Ci sarà sicuramente molta più difficoltà e regole totalmente diverse, per chi commercia con la Gran Bretagna, perché verranno meno anche i trattati economici. Non ci sarà nessun cambiamento dal punto di vista della moneta. La Gran Bretagna non aveva voluto rinunciare alla sterlina, aderendo si all’Unione Europea, ma non aderendo all’Euro. Questo dovrebbe, quanto meno nel breve, indebolire la sterlina e quindi generare un potere d’acquisto maggiore dell’Euro verso la moneta di sua Maestà. Per un normale cittadino Italiano dovrebbe costare molto meno andare a fare un week end a Londra, o un tour dei castelli scozzesi. Un problema sicuramente ci sarà per tutti gli appartenenti all’Unione Europea, che lavorano in Gran Bretagna. Quando, ufficialmente, la Gran Bretagna sarà fuori dall’Unione Europea, quei lavoratori, dovranno essere tutti regolarizzati, essendo extra-comunitari. Ci saranno anche problemi per tutte quelle aziende, società, multinazionali, che in questi anni hanno spostato la loro sede a Londra, o più in generale in Gran Bretagna, per avere un regime fiscale agevolato, un sistema economico e legislativo all’avanguardia, e, nel contempo, potere usufruire dei vantaggi di essere all’interno del sistema economico più potente del mondo. Tutte queste aziende, una volta ratificato l’articolo 50 della costituzione europea, dovranno fare i conti con una fiscalità sicuramente diversa, forse con dei dazi. Quindi la FIAT, ora FCA, rischierebbe, per assurdo, che per vendere un’auto in Italia, o anche semplicemente un pezzo di ricambio, debba pagare un dazio. Va detto che sicuramente la Gran Bretagna, come la Francia o la Germania, hanno sempre funzionato da traino per il prodotto interno lordo (PIL) europeo, quindi una volta che il Regno Unito lascerà l’Unione Europea, certamente questo indicatore ne risentirà. Ma quali sono gli svantaggi per un cittadino Italiano? Sicuramente nel breve nulla, salvo dover risentire delle montagne russe che questa separazione sta generando nelle borse di tutto il mondo. I prodotti relativi a tutta l’area UK subiranno degli aumenti, ma nel breve non ci dovrebbe essere nessuna ripercussione. Altro aspetto è quello che riguarda le banche. La BCE potrebbe essere costretta a rialzare i tassi per contrastare i problemi generati dall’instabilità dei mercati. Questo potrebbe avere una ripercussione sui mutui, sui prestiti o comunque sull’indebitamento. Non vedo altri aspetti negativi per la cittadinanza. Non vedo rischi ulteriori per un popolo, come quello italiano, che ha già mille problemi di sussistenza. Paradossalmente vedo delle opportunità. Sicuramente cresciamo, in ambito Europeo, come considerazione. Gioco forza, venendo meno un paese più forte di noi. Personalmente mi sono fatto anche un’idea del catastrofismo che si sta facendo intorno a questa vicenda. Molti più problemi degli abitanti dell’Unione Europea, a mio avviso, li avranno i cittadini britannici. Ma un’onda lunga di popoli che volessero abbandonare l’Unione Europea, verrebbe meno il senso di mantenere in piedi la stessa Unione. L’unica notizia certa è che, a oggi, nulla è successo. Continua il braccio di ferro tra Londra e Bruxelles, ma nel frattempo la Gran Bretagna è ancora li.

Bisogna andare avanti.

155846287-390bd3ad-900f-4aa2-8cdb-703925d365e5Ieri ha aperto i battenti la Nuvola di Fuksas. Dopo 18 anni dall’inizio del progetto; dopo 8 anni di cantiere; dopo mille scandali su questa opera; dopo tanti soldi spesi e sicuramente anche sprecati, ha aperto il centro congressi che porterà all’EUR, tantissimi curiosi, tantissime aziende per fare i loro eventi e, mi auguro, tante idee per stimolare la voglia di cultura, di novità. Io percepisco Roma, ma più in generale l’Italia un paese fermo e sentire che vengono inaugurate cose nuove e belle, mi generano eccitazione. Ma non quell’eccitazione stupida che prende senza motivo, è un’eccitazione legata alla percezione che è avvenuta qualcosa di bello per tutti. Come quella bella sensazione che prova quando si fa una buona azione. Noi dobbiamo ripartire. Dobbiamo cercare qualcosa che renda ancora più bello il nostro paese. Creare cose belle può essere una soluzione. Può essere di aiuto. Mentre scrivo il centro Italia è sconquassata dai terremoti. Questa mattina ci siamo svegliati con la terra che tremava e, e mentre qui da noi a Roma è stata solo tanta paura, a Norcia, a Cascia e in altre zone dell’Umbria, delle Marche e del Lazio, cadevano pezzi di storia. Cadevano pezzi della nostra storia. Non potremo più vedere alcuni nostri bellissimi borghi, così come eravamo abituati a vederli da secoli. Non potremo più vedere più alcune: chiese, basiliche. Vedere le crepe nella piazza di Norcia mi ha lasciato senza fiato. Dobbiamo ripartire. terremoto2016-norcia-agb_7622Dobbiamo andare avanti. Dobbiamo raccogliere le forze, cercare di mettere in sicurezza il nostro patrimonio, ma non possiamo ne dobbiamo fermarci. Mi piacerebbe che venisse coltivato il bello, il buon gusto e non dovermi preoccupare che ogni cosa, anche una nuova struttura, venga sporcata dalle strumentalizzazioni politiche di chi dice che in Italia non si può far nulla. Dobbiamo combattere questa mentalità che, pian piano ci stanno instillando. Noi ce la possiamo fare, noi ce la dobbiamo fare. Dobbiamo cercare di lasciare ai nostri figli un posto più bello di come ce lo hanno lasciato i nostri padri. Tutto questo passa per: l’impegno, la voglia di fare, ma anche e soprattutto su un repentino cambio di mentalità. Un cosa di buono che noi abbiamo, e che tutti c’invidiano, è l’ottimismo. Non ci facciamo rubare questo nostro spirito. Tutto quello che sta succedendo ci deve servire da monito, da esempio. Colgo nell’inaugurazione di una nuova struttura poche prima della devastazione che il terremoto ha causato un segno del cielo, uno spunto di riflessione. La rabbia, l’angoscia, i luoghi comuni vanno buttati alle nostre spalle. Bisogna andare avanti.

Basta.

11960021_1173612062654172_298447364309995252_nIn questi giorni dove mi giro trovo questa foto pubblicata. Mi sta togliendo il sonno, ce l’ho nella mente quando chiudo gli occhi. Sarà che il corpo di questo bimbo mi ricorda mia figlia quando dorme; sarà che non trovo più una spiegazione a tutta questa crudeltà; sarà che noi, popoli civilizzati, non riusciamo a trovare una soluzione a tutta questa cattiveria; sarà che forse un bel po’ di responsabilità nella morte di questo bimbo me sento sulle spalle anche io, mentre i responsabili, sono sicuro, vivono tranquilli e sereni. E non è un discorso di chi è d’accordo o no all’ospitalità. Non è un discorso di chi è a favore o no dell’immigrazione. E’ che non capisco più tutto questo immobilismo. Vedo tanta gente che lavora tanto, oltre ogni più umana sopportazione. Mi riferisco: al personale umanitario, alle forze armate, alla guardia costiera, ai volontari. Ma poi finita questa gestione, il nulla. Vedo uno stato immobile, un’Europa indifferente. Non si può far finta che il problema non esiste. E intanto leggiamo di scandali che hanno letteralmente divorato le risorse economiche destinate a queste persone. Penso che sia arrivato il momento di dire basta. Basta!! Bisogna che ognuno di noi s’impegni a costruire un mondo migliore. Basta al mondo dei furbi che strumentalizzano la sofferenza. Basta. Dobbiamo essere in grado di distinguere: chi scappa per disperazione, da chi si approfitta. Quel corpo non mi sembra un terrorista, non mi sembra un clandestino. Io ci vedo un bambino morto per niente. Io ci vedo un bambino vittima dell’ipocrisia di questo mondo. Io ci vedo un mondo che se permette questo è all’inizio della fine.

Coerenza, questa sconosciuta.

Matteo RenziLa politica è la materia in cui si dovrebbe promettere una cosa, si dovrebbe dare una visione di come si vorrebbe: una nazione, una provincia, una regione, un comune, un’associazione; e quella visione, quella promessa, deve essere poi mantenuta, realizzata. La politica deve essere il mezzo, lo strumento. Non ci può essere coerenza quando si dice una cosa, e poi se ne fa un’altra. Renzi in particolare, non sta facendo nulla di male, nessun reato. La costituzione gli permette di diventare il primo ministro della Repubblica Italiana, e lui lo sta facendo. Ma tutte le promesse?? Ma la visione che ci ha dato di una Nazione lontana dalla vecchia politica, dalle vecchie usanze di palazzo? La rottamazione? Dov’è finito il nuovo? In questa mossa non ci vedo nulla che può farmi, di nuovo, innamorare di questa politica, di questi politicanti. Prevedo una delusione cocente. Qualche anno fa, alle “prime primarie” contro Bersani, mentre tutti non lo votavano, io ci ho visto la possibilità, ci ho visto la forza della voce di una generazione, da troppo tempo zitta e inconcludente. Non ho mai votato il centro destra da quando c’è Berlusconi, e il movimento di Grillo è stato, fino ad ora, una grossa delusione. Con il loro modo, in una democrazia moderna, non si otterrà mai nulla. Ho sperato in Renzi, ma forse (e spero proprio di sbagliarmi), sarà uno degli altri. Uno come: Berlusconi, Monti, D’Alema, Fini, Casini, Napolitano, Grillo. Il problema che nessuno di noi ha più tempo, la nostra economia non ha più tempo. Ho 43 anni, sono sempre andato a votare, ma se ci fossero, questo week end, le politiche, con questo sole, me ne andrei di certo al mare.

Il CV di Mastrapasqua Antonio.

Antonio MastapasquaRiprendo da Wikipedia, e da qualche quotidiano, e riporto. Tanto per sapere noi Italiani quanto e come spendiamo i nostri soldi. Sicuramente un manager pubblico, per avere un incarico, dovrebbe avere delle competenze incredibili.  Figuriamoci se un manager, riesce ad avere più di un incarico. Sicuramente in Italia non c’è una legge che vieti a manager pubblici di avere incarichi multipli e, a volte, anche in palese conflitto. Sicuramente l’Italia è l’Italia. Questi sono gli incarichi attuali di Antonio Mastrapasqua (fonte Wikipedia):

“Dal 2001 è Direttore generale dell’Ospedale israelitico di RomaDa aprile 2002 è Amministratore delegato di Italia previdenza, società italiana di servizi per la previdenza integrativa SpA. Consigliere di amministrazione dell’Inps per quattro anni, dal 2004Dal 2005 è consigliere e vice-presidente esecutivo di Equitalia. Dal 2007 è Direttore della Casa di riposo ebraica di Roma. Oltre alla gestione della casa di riposo, l’Ente dispone di un ingente patrimonio immobiliare ubicato nella città di RomaÈ stato dal 2008 fino al 2014 presidente dell’Inps. Unico presidente ad avere ricevuto il voto favorevole all’unanimità di tutte e due le Commissioni Lavoro di Camera e Senato, che devono esprimere un parere consultivo alla nomina del presidente Inps. Dal luglio al dicembre 2008 è stato commissario straordinario del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Inps. Nel decreto legge “Salva-Italia” è stato rinnovato il suo incarico presidenziale fino al 31 dicembre 2014 per guidare la fusione in Inps di Inpdap ed Enpals (soppressi dallo stesso decreto). Secondo il Fatto Quotidiano la nomina è avvenuta su indicazione di Gianni LettaPer poco più di un anno (ottobre 2008 – novembre 2009) è stato presidente del Comitato di settore degli Enti pubblici non economici (Epne). Presiede inoltre il Comitato amministratore della Gestione interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali (GIAS) dell’INPS, il Comitato pensioni privilegiate (ex Inpdap) e il Fondo gestione speciale. In un documento sulle dichiarazioni patrimoniali e reddituali rese dai titolari di cariche elettive e direttive di alcuni enti, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’ art. 12 della legge 5 luglio 1982 n. 441, risulta che il manager vanti per il 2010, redditi annui pari a 1,3 milioni di €. Dal gennaio 2012 è Presidente di “Idea Fimit Sgr” Spa. Infatti, con l’integrazione di Inpdap ed Enpals in Inps, l’Istituto presieduto da Antonio Mastrapasqua è diventato azionista (con una quota del 29,6%, derivante dai pacchetti dei due istituti soppressi) della società Idea Fimit Sgr SpA, che si colloca al primo posto in Italia quale società di gestione del risparmio specializzata in fondi di investimento immobiliare. La società gestisce 10,1 miliardi di masse in gestione e 31 fondi immobiliari di cui 5 quotati nel segmento MIV, Mercato Telematico degli Investment Vehicles, di Borsa ItalianaÈ stato Presidente del Collegio sindacale “Telenergia” Srl (Produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica); Presidente del Collegio sindacale “Eur Power” Srl; Presidente del Collegio sindacale “Eur Tel” Srl (Attività di telecomunicazione); Presidente del Collegio sindacale Aquadrome Srl (Società di costruzione di edifici residenziali e non residenziali); Sindaco effettivo di Loquendo Spa (Azienda leader dell’innovazione nella sintesi e riconoscimento vocale); Presidente del Collegio sindacale di Mediterranean Nautilus Italy Spa (Società di Telecomunicazioni); Presidente del Collegio sindacale di Ram, Rete autostrade mediterranee Spa; Sindaco effettivo di Autostrade per l’Italia Spa (Gestione di strade, ponti, gallerie); Sindaco effettivo di Coni Servizi Spa (Ente di promozione sportive, promozione ed organizzazione di eventi sportivi); Presidente del Collegio Sindacale di T.C.C. Spa – Telecontact Center Spa (Società di Telecomunicazioni); Presidente del Collegio sindacale di Emsa Servizi Spa; Presidente del Collegio sindacale di Adr Engineering Spa; Presidente regionale di Lazio Aris – Associazione religiosa istituti socio-sanitari; Consigliere/Amministratore delegato S.I.S.P.I. Spa; Amministratore unico Litorale Spa; Consulente della Banca Nazionale del Lavoro – Divisione credito industriale; Vice-presidente vicario e membro della Giunta esecutiva EnpsdiEnte nazionale promozione sportiva disabili; Amministratore unico della MA.TI. SERVICE Srl”.

A queste cariche vanno aggiunte quelle della sua signora. Infatti Lady Mastrapasqua, oltre a quella in RAI, e ACI, occupa un altra ventina di poltrone d’oro. Ma non paghi, la famiglia Mastrapasqua, ha infilato anche il fratello del più noto Antonio, Pietro. Molte poltrone illustri 13 in totale ora, tra cui: Imprefidi LazioMarshSiaMa.Ti Service Silpe, oltre a essere sindaco dell’As Roma. Una concentrazione di cariche e di potere spaventosa. Ma quello che a me sconcerta di più, è che tutti sapevano. O meglio tutti quello che contano sapevano. E’ proprio vero, nel nostro paese la disoccupazione è un’invenzione! In Italia chi ha voglia di lavorare trova sempre da fare.

Per la cronaca, da domani, ci sarà (almeno) un posto di lavoro in più, quello da presidente dell’INPS. Oggi Antonio Mastrapasqua si è dimesso.

Fiat diventa Anglo-Olandese-Statunitense.

marchionne-elkann-ansa-258Da oggi Fiat, che da domani si chiamerà: Fiat Chrysler Automobiles NV, avrà sede legale ad Amsterdam, in Olanda, domicilio fiscale a Londra, nel Regno Unito, e, a meno di clamorose ed inaspettate modifiche, interessi negli Stati Uniti. Il titolo verrà quotato al NYSE di New York, e sede secondaria Milano. E’ successo tutto quello che di negativo doveva succedere, anzi, anche peggio. Secondo me, dopo l’acquisizione di Chrysler, la voglia, soprattutto da parte di Marchionne, di trasferirsi a Detroit era chiarissima. Vanno ricordate tutte le bordate che il gruppo ha inflitto al contratto di lavoro in Italia; tutte le discussioni su ogni piccolo o grande problema italiano; gli attacchi da parte del super AD a città come Firenze. I segnali c’erano tutti, anzi, leggendo i fatti con la storia e mettendoci un po’ di malizia, oggi sembrano tutti mattoncini di un edificio molto più grande. Con Fiat che va via, o quasi, l’ultima grande azienda Italiana va via con essa. Viviamo un momento molto difficile e anche bizzarro, certamente figlio dell’assenza di politiche economiche degne nel nostro paese. Un momento in cui imprenditori stranieri mettono le mani su gioielli italiani in ogni settore: moda, televisione, comunicazione; e quando un’azienda Italiana riesce a comprarne una straniera, si trasferisce all’estero. E’ vero che l’alta finanza è priva di coscienza, è priva di riconoscenza, ma un’azienda come FIAT, una famiglia come gli Agnelli (e lo dico da Juventino) non avrebbe mai dovuto iniziare un processo come quello in corso. L’Italia al gruppo FIAT ha dato molto, sono sicuro che la FIAT non ha ridato indietro, all’Italia e agli Italiani, altrettanto.

Il golf tra Renzi e Berlusconi.

Fidel-Castro-e-Che-Guevara-giocano-a-golfDi tutto questo bailamme di voci, notizie, e scandali, relativamente all’incontro tra Renzi e Berlusconi, a me è rimasta una sola cosa: la foto di Fidel Castro e Che Guevara che giocavano a golf. La foto è stata scattata con una Leica, la mitica Leica, da Alberto Korda. Quest’ultimo è stato un fotografo molto famoso per l’epoca, che ha contribuito a far divenire un’icona Ernesto Che Guevara. L’idea di fondo di Castro era quella di rispondere al Presidente Eisenhower, che con la scusa di una partita a golf, non incontrò il leader maximo. In seguito Castro usò il golf come segno distensivo verso JFK, dopo il problema dei missili a Cuba. C’è molto mistero dietro quelle foto, ma la mia personalissima idea però è che Fidel aveva bisogno di rendere il suo regime un po’ più borghese, di avvicinarlo un po’ ai già vicini Stati Uniti. Sotto questa foto è avvenuto l’incontro tra Renzi e Berlusconi, che, personalmente reputo doveva essere fatto. Che piaccia o no, e a me non piace, ma Silvio Berlusconi è il leader del maggior partito di opposizione, e come tale va incontrato e bisogna confrontarsi con lui. Mi auguro che, alle prossime tornate elettorali, si possa fare a meno di parlare con un leader condannato, oltre che pregiudicato.

1243 immobili e non sentirli…

palazzo civiltà italianaMi è arrivato l’IMU per la mia casa al mare, e mi ha preso letteralmente un colpo. Poche centinaia di euro, per carità, ma in momenti come questi, pesa tutto. Figuriamoci se il commercialista mi avesse spedito l’IMU di 1243 immobili. Tanto per cominciare non pensavo esistesse una persona che: direttamente o indirettamente, possedesse un tale patrimonio. E poi non pensavo potesse esistere un evasore totale, proprietario di 1243 immobili. Sembrerebbe, e per questo è stata denunciata, che la sig.ra Armellini Angiola, erede della famiglia Armellini noti “palazzinari” romani, non abbia mai denunciato oltre 2 miliardi di patrimonio immobiliare, e in aggiunta, sembrerebbe, non aver mai pagato neanche l’IMU. Avrà forse pensato che i suoi immobili erano assimilabili a quelli del Vaticano? Mi auguro che si faccia luce molto presto su questa vicenda, e comunque vada a finire, secondo me ha vinto lei. Se fosse vero, non so da quanti anni, questa signora, non paga le tasse e, per quello che posso conoscere io della materia, il fisco ha 5 anni di prescrizione. Tra la contrattazione con l’erario e prescrizione, questa signora, qualora risultasse colpevole, pagherebbe sempre poco rispetto all’evasione. Mi sono di poco sollievo tutte le imputazioni penali che la sig.ra Armellini rischia. E l’Italia va…

Bindi Presidente della commissione antimafia.

falcone-e-borsellinoOggi è stata eletta la Bindi, presidente della commissione bicamerale antimafia. Su questa elezione c’è stata una levata di scudi che, francamente, non capisco. Chi sta alzando la voce qualche tono sopra la media è il PDL. Dobbiamo, forse, aspettarci qualche novità in tal senso. Potrebbero tornare di moda qualche vecchio processo legato a Dell’Utri, che coinvolgeva anche Berlusconi, oppure è solo una atavica antipatia verso Rosy Bindi? E’ simpatica questa sceneggiata del governo dalle larghe intese quando, ogni mezz’ora, si tirano delle bordate l’uno contro l’altro. E secondo il PD, chi avrebbe dovuto essere il Presidente di una commissione così delicata? Questo fatto, di per se sconcertante, nasconde il fatto che ci sono una marea di cose che noi non sappiamo, che al popolo non dicono, ma la differenza con il passato è che non si sforzano neanche più di tenerlo nascosto. Chissà come avrebbero commentato  Falcone e Borsellino questo “fattaccio brutto, brutto”…