Cos’è successo in Sardegna? Forse non siamo tutti stupidi come pensano…

imagesUna delle cose che mi fa più arrabbiare è quando qualcuno mi dice: “…te l’avevo detto!!!” Mi fa talmente tanto arrabbiare che evito di dirlo anche io ai miei interlocutori. Questa volta però non riesco a trovare una frase più calzante. Ho sempre pensato, e sempre penserò, che quando Abraham Lincoln diceva: “puoi ingannare (fregare) tutti per poco tempo, o qualcuno per sempre, sicuramente non tutti per sempre”, sia una verità inconfutabile. In poche parole, i nodi vengono sempre al pettine. In Sardegna, come in Abruzzo d’altronde, non mi stupisce l’avanzata della Lega, che traina tutto il centro destra, ma l’arresto repentino dei 5 stelle. Quantomeno non mi aspettavo una caduta in picchiata in così poco tempo. Sono passati pochi mesi da marzo, nemmeno un anno, eppure hanno perso un vantaggio che non era solo numerico, ma anche d’idee e d’innovazione nella comunicazione. I 5 stelle, di colpo, sono diventati vecchi. Hanno promesso tanto e hanno mantenuto poco, forse niente, scaricando sempre le “colpe” dei loro insuccessi su chi c’era prima. Non sono stati in grado di vedere ai loro errori, soprattutto in quell’alleanza di governo che tutti sapevano dove li avrebbe portati. Hanno candidato impresentabili, gente senza arte ne parte che pesa sulla collettività da sempre, senza chiedersi perché se nella loro vita erano dei falliti e, soprattutto, se non sono riusciti a valorizzare la loro impresa/azienda, come potranno mai rilanciare un’impresa/azienda decisamente più complessa come può essere l’Italia? Hanno candidato gente che abitava (loro o i loro parenti) in case che tutti noi pagavamo, ridando indietro alla comunità solo qualche spiccio, pochi euro, al mese. Questa gente dovrebbe gestire il bene comune? Andrebbe spesa qualche parola poi, sul clima d’odio che hanno portato in politica. Un clima che, alla lunga, ha destabilizzato anche loro. Un esercito di adepti che sputa sentenze preconfezionate contro tutti quelli che non la pensano come loro. Insomma, in termini di comunicazione, un disastro!! Eppure, la base, quella vera quella della prima ora, ancora è li e spera nel Movimento dell’origine. In questo contesto poi, ci sarebbe da capire come mai, in alternativa cresce un movimento come la Lega che, tutto è tranne che nuovo. Non solo, in passato si è distinto come divisorio, arrivando ad enunciare un trattato sul secessionismo del nord, su cui fondava radici e convinzioni. Il Sud, Sardegna compresa, era un ricettacolo di regioni che spremevano soldi al fiorente nord. Mi suonano ancora nelle orecchie gli enunciati di: Bossi, Maroni e tutta la cricca. Ora, strano ma vero, proprio quel sud così osteggiato e denigrato ha fatto fare il salto di livello ad un partito destinato, altrimenti, a morire. Leggevo giorni fa parole di politici Calabresi che elogiavano i comportamenti di Salvini, non considerando che i compagni di partito dello stesso vice premier, per la maggior parte, ancora considerano la Calabria alla stregua dell’Africa. L’intelligenza politica di Salvini però ha permesso questo “lifting” di comunicazione, che ha portato un partito, che non schiodava dal 9%, a superare (con buona probabilità) il 35%. Ma anche in questo caso non vedo lungimiranza. Non vedo programmazione, ma solo tanto populismo e tanta demagogia. Un’attenzione spasmodica nel cavalcare solo il malcontento pur non avendo alcuna soluzione a riguardo (i migranti continuano a sbarcare; nessuna ripresa economica; disoccupazione che continua a salire). In questo scenario molto più simile ad un deserto dei tartari, non vedo una soluzione a breve. Vedo solo un’enorme opportunità di riorganizzare un centro-sinistra togliendo quelle caratteristiche suicide come:  l’enorme predisposizione alla litigiosità e, forse, con connotazioni meno democratiche. Un centro sinistra forte, non può prescindere da un leader forte. Forse questa opportunità di rimanere un pò all’opposizione potrà far crescere validi dirigenti politici pronti a sfidare il centro-destra, in un’auspicata regola dell’alternanza. Ritenevo in passato, ma ancora di più oggi, che in uno stato che funzioni ci debbano essere solo due poli a contrapporsi. Il cittadino potrà premiare le politiche dell’uno o dell’altro con maggiore chiarezza e consapevolezza. Forse l’esperimento di movimenti improvvisati e arrabattati è arrivata al termine. La mia gioia più grande è riscoprire che l’Italiano non è poi così stupido e sprovveduto.

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