#iorestoacasa diario di una pandemia giorno 16

unnamedIeri ho messo insieme un pò di numeri relativi al contagio in Italia. Con le poche conoscenze che ho mi sembra che qui non ci siamo proprio. La tendenza rimane alta e abbiamo un tasso di mortalità alto, supera il 10%. I casi di positività hanno ripreso a salire e, dopo due tre giorni in cui ci avevano fatto ben sperare, la linea ha ricominciato ad impennarsi. I guariti sono appena sotto il 13%, ancora pochi. I numeri ci dicono che chi guarisce e chi muore sono più o meno gli stessi. Iniziano i casi di giovani che non ce la fanno, continuano a morire gli anziani. Questo è il quadro, non proprio incoraggiante da noi. Nel mondo invece cosa succede? Gli Stati Uniti passano in testa come numero di contagi e li la situazione sarà veramente drammatica. Non hanno una sanità per tutti e la gente morirà e se non morirà contagerà altre persone. All’interno hanno delle bombe sociali pronte ad esplodere. Secondo me non ne usciranno a breve e non ne usciranno bene. La Spagna è in ginocchio. Anche se i numeri sono più bassi dei nostri, la situazione è già al collasso. Francia e Germania continuano a comportarsi da superiori, non dando numeri attendibili. Come se a loro non riguardasse. In Germania, per esempio, non muoiono da COVID-19. Forse reputano un affronto alla razza ariana morire contagiati. La Francia pensa di risolvere il problema a casa sua, continuando, come se fossimo nel medioevo, a non comunicare con il resto d’Europa. La Gran Bretagna è passata dall’immunità di gregge a stanziare miliardi di sterline per sostenere l’economia e la sanità. Forse ora abbiamo tutti coscienza che il problema è globale. Forse ora abbiamo tutti chiaro che non si ripartirà a breve. Forse ora abbiamo tutti chiaro che l’economia, se andrà bene, dovrà ricevere ossigeno fino a dicembre. Si, andrà messa in terapia intensiva anche la nostra economia. Avrà bisogno di tanto ossigeno perchè da sola non ce la farà a respirare a riprendersi. Dovremo rivedere, quanto meno a breve le nostre abitudini negli spostamenti, nei viaggi, nei contatti con le persone che conosciamo. E questo contribuirà a rallentare le economie globali. La propensione alla spesa e al consumo precipiterà e, anche per mancanza di liquidità, la gente spenderà di meno. Dovremo lottare per riprenderci la nostra libertà. Forse solo ora abbiamo veramente capito l’importanza della vita, del mondo che ci ospita e delle persone che abbiamo vicino. A volte non tutti i mali vengono per nuocere, sta solo a noi prenderci ciò che di buono queste situazioni ci lasciano.

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