Steve Jobs non lo avrebbe permesso.

iOS-7Ho letto un articolo che mi ha un po’ stupito. In autunno, come tutti sappiamo, verrà rilasciata la nuova versione di iOS, la 7. Sembra che sarà tutto nuovo, completamente rivoluzionato. Questa rivoluzione comporterà una totale riprogrammazione di tutte le applicazioni in essere, per adattarle al nuovo standard. Come imposto da Steve Jobs, Apple non permette di mettere sullo store gli aggiornamenti delle App a pagamento, per cui, per molte applicazioni, l’unica strada sarà la completa riprogrammazione. Molte software house hanno già annunciato che ritireranno le App, e ne riproporranno delle nuove. Ovviamente per chi le vorrà, l’unica soluzione sarà, riacquistarle. Mi auguro proprio, con tutto il cuore, che trovino una soluzione diversa. Non sarebbe “Apple’s style”.

Steve Jobs, il film.

Steve JobsAd ottobre, e più precisamente il tre ottobre, sarà in uscita il film sulla vita di Steve Jobs. Ashton Kutcher sarà l’attore protagonista. Il film ripercorrerà tutta la vita del creatore del marchio della mela e sarà ispirato alla biografia autorizzata, scritta da Walter Isacson. Lo distribuirà in Italia la Film Auro che, dopo qualche problema iniziale è riuscita ad accaparrarsi la pellicola. Dalle prime indiscrezioni il film sembrerebbe ben girato, e delineerebbe il carattere molto difficile di Jobs. Staremo a vedere se sarà bello ed interessante quanto il libro. Una curiosità, per ricreare l’abbigliamento vintage, sono stati utilizzati 60 Levi’s 501, ancora in commercio.

Questo è il trailer:

What’s Up, fine della pacchia.

UnknownEntro fine anno What’s up, la celebre applicazione che permette di scambiare messaggi, sarà a pagamento anche per Iphone. Sino ad oggi, era a pagamento solo per gli utenti Android, che, dopo aver pagato 0,89 centesimi al momento dello scarico, lo potevano utilizzare gratis per un anno. Decorso tale termine, si dovrà pagare un abbonamento. Da questo meccanismo erano esclusi i dispositivi iOS. C’è da tenere presente che ogni giorno vengono scambiati oltre cento milioni di messaggi con what’s up. Diventando a pagamento, sarà un bel business. Un problema per molti utilizzatori assidui. E poi come potrò dare la sveglia ai miei amici quando, la mattina presto, sono di ritorno dalla mia dimora romana? Dovremmo trovare una nuova applicazione. Personalmente non sono disponibile a pagare un’applicazione che, quando a sarà a pagamento, sarà un clone dell’app di messagistica di ogni cellulare.

Apple, non corre più.

Think differentUn silenzio che fa eco. Troppo tempo senza un vero nuovo prodotto. Finita la spinta propulsiva di Steve Jobs, la casa di Cupertino non ha saputo sfornare nessuna novità. Molti restiling, molte variazioni sulle misure. I prodotti diventano: più lunghi, più stretti, più corti, più piccoli, ma nella sostanza non cambiano. Apple ci aveva abituato ad attendere da loro il futuro. La visione di Jobs era la sintesi di quello che tutti noi volevamo. E’ sempre stato bravo ad intercettare queste esigenze, tramutarle in un prodotto che funzionava, e renderlo un oggetto di design. Oggi non capisco come si potesse vivere: senza un Iphone, o senza un touch screen. Non capisco come si potesse vivere senza un Ipad. Quelle sono state idee. Li c’era l’innovazione, e diciamocelo, la differenza di prezzo che, il mercato, era disposta a spendere sui prodotti della mela. Ma dove sono oggi le novità? Si parla di un televisore. Si parla di qualche altro restiling, ma nulla di nuovo. Mi auguro proprio che Apple riprenda i binari del fare creativo. Dov’è il pensiero differente? Lo dico da fanatico della mela.

Wired, una rivista multimediale incredibile.

Wired per IPadFaccio fatica a leggere le riviste sul mio Ipad. Lo faccio, lo faccio spesso, ma in generale non riesco bene. Il mese scorso ho scoperto, sull’edicola dell’App Store: Wired. E’ una rivista che leggevo cartacea tutti i mesi. E’ l’unica rivista che ancora divoro. La rivista è ben fatta, ha una cura per i particolari incredibile. Articoli, foto, scelta dei colori, carta, impaginazione, la rendono una rivista da sfogliare mille volte. L’impressione che si ha, è che non diventi mai vecchia. Un prodotto così ben fatto, ho pensato, non renderà mai su un Ipad. Non riusciranno mai a creare la stessa emozione che crea la carta, su un IPad. Mi sbagliavo. Leggere Wired su Ipad è un’esperienza del tutto nuova. Sono riusciti a ricreare la bellezza della rivesta cartacea, rendendola interattiva. E’ un’esperienza di lettura nuova. Non si sono limitati a riprodurre un giornale in un formato digitale, hanno creato un modo nuovo d’interfacciarsi con la loro rivista. I miei complimenti a chi, cosa sempre più rara dopo la morte di Steve Jobs, prova ad aprire nuove finestre che guardano al futuro.

BiblioTech.

Rendering bibliotechNel Texas, nella contea di Bexar, un imprenditore innamorato: dell’Apple design, della tecnologia e della buona lettura, ha investito 250.000,00 $ per creare una biblioteca totalmente digitale. Questa biblioteca, che aprirà il prossimo autunno, ha emulato lo stile degli Apple store, e non conterrà nessun libro in formato cartaceo. Ritengo che sia una bella conquista per la tecnologia. Le biblioteche, da sempre sinonimo di spazi immensi con migliaia di tomi da sfogliare, ma soprattutto da dover ricercare, si trasformeranno in ambienti confortevoli dove, tutta la conoscenza, è a portata di click. All’interno della biblioTech, così è stata chiamata, saranno disponibili anche degli e reader, per permettere di noleggiare il libro, e portarlo a casa. Bellissima idea, bellissima sfida.

Apple, doveva succedere.

Display IPhoneEra prevedibile. Apple ha ridotto gli ordini dei display per l’Iphone 5. L’assenza di Steve Jobs, fino ad oggi, non si era fatta sentire, ma la totale assenza d’idee è palese. Apple, dopo la morte del suo fondatore, non è riuscita a produrre niente di nuovo. Di contro la concorrenza, Samsung in testa, ha migliorato molto i propri prodotti: sia dal punto di vista del design, che dal punto di vista tecnologico. A questo va aggiunta una generalizzata crisi che, alla lunga, sta portando ad un’attenzione agli acquisti, in tutto il globo. Il risultato della somma di: crisi, scarsità d’idee e concorrenza agguerrita, ha portato alla scelta di dimezzare gli ordini dei display. Produrre la metà dei display, vuol dire che le previsioni di vendita sono sotto la metà. Questo ha comportato una picchiata del titolo in borsa. Gli Apple’s supporters, come me, rimangono in attesa che la casa di Cupertino, rinizi ad inventare il futuro. Dal dopo Jobs ad oggi, si è inventato meno di nulla.

Un buon investimento.

Apple 1 con il caratteristico involucro in legnoNel 1976 sicuramente non avrà pensato di fare un investimento, ma bensì di acquistare un avveniristico apparecchio di calcolo. Infatti, l’ignoto possessore dell’Apple I battuto all’asta qualche giorno fa, è stato venduto a 640,000,00 $ (circa 500.000,00 €), deve essersi sentito decisamente felice. Il computer, che a guardarlo sembra essere stato costruito nel neolitico, è stato assemblato nel garage di Steve Jobs, nel 1976 dallo stesso Jobs e dall’altro Steve, Wozniac. Il prezzo di vendita, all’origine, è stato di 666,66 $, e ne sono stati prodotti 200 esemplari. E’ stato messo all’asta completo di: scatola, istruzioni e di una lettera scritta da Steve Jobs. Certamente lontano dal design ricercato dell’attuale Apple, è però una pietra miliare della moderna tecnologia.

Hue…

So che posso sembrare un bambino che rimane a bocca aperta di fronte al finto giochino di magia dell’adulto, ma questo Hue, mi piace proprio. La Philips, è un po’ di anni che gioca con la luce e i colori. Girando un po’ nei vari megastore di elettronica, mi hanno sempre incuriosito le lampade a forma stondata che la nota marca tedesca propone. Inoltre quei buffi telecomandi che le governano riescono a creare una molteplicità di colori, che mi hanno sempre lasciato una piacevole sensazione. Ovviamente non ne ho mai acquistata una, semplicemente perchè seguo la logica dell’attenzione, soprattutto nei negozi di elettronica. Diversamente avrei casa piena di tecnologia. Ora i tecnici della Philips hanno rigenerato la scoperta della classica “acqua calda”, ossia abbinare una loro una tecnologia, certamente interessante, come quella delle loro lampade, alla tecnologia che va per la maggiore in questo momento, quella legata agli apparecchi di casa Apple, com: Iphone e Ipad. E’ iniziata quindi la produzione di lampadine a basso consumo, che posso essere comandate da questi ultimi. Possiamo, grazie ad Iphone e Ipad, far variare alle lampadine: intensità, colore e possono essere gestite singolarmente, permettendo di creare infinite possibilità e combinazioni di colori e d’intensità. Daniela mi ha impedito, almeno sino a Natale, di fare acquisti, ma probabilmente, a gennaio, un paio di queste lampadine prodigio me le compro proprio.

Il sig.Sung che lavora alla Apple…

Il biglietto da visitaIn questi ultimi periodi si deve essere sentito decisamente fuori posto in Azienda. Tutti lo accusavano di plagio, di aver copiato le idee. Un tribunale lo ha anche condannato a risarcire il marchio con la mela morsicata per un miliardo di dollari. Sam, Sam Sung, dipendete Apple di Vancouver ha un nome molto particolare. Ovviamente la condanna si riferisce all’omonima, e ben più famosa, azienda coreana. Se fosse stato vivo Steve Jobs avrebbe trovato sicuramente il modo di scherzarci sopra. Di certo c’è che Sam è diventato uno dei dipendenti più famosi in Apple. Chissà se tale fama sarà sfruttata in una delle prossime campagne commerciali di Apple. Nel frattempo, oltre alla sua fama locale, il giovane Sam si starà godendo anche la fama che il web gli sta fornendo. Speriamo solo che non sia, realmente, parente del papà del Galaxy.