Steve Jobs non lo avrebbe permesso.

iOS-7Ho letto un articolo che mi ha un po’ stupito. In autunno, come tutti sappiamo, verrà rilasciata la nuova versione di iOS, la 7. Sembra che sarà tutto nuovo, completamente rivoluzionato. Questa rivoluzione comporterà una totale riprogrammazione di tutte le applicazioni in essere, per adattarle al nuovo standard. Come imposto da Steve Jobs, Apple non permette di mettere sullo store gli aggiornamenti delle App a pagamento, per cui, per molte applicazioni, l’unica strada sarà la completa riprogrammazione. Molte software house hanno già annunciato che ritireranno le App, e ne riproporranno delle nuove. Ovviamente per chi le vorrà, l’unica soluzione sarà, riacquistarle. Mi auguro proprio, con tutto il cuore, che trovino una soluzione diversa. Non sarebbe “Apple’s style”.

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Wired, una rivista multimediale incredibile.

Wired per IPadFaccio fatica a leggere le riviste sul mio Ipad. Lo faccio, lo faccio spesso, ma in generale non riesco bene. Il mese scorso ho scoperto, sull’edicola dell’App Store: Wired. E’ una rivista che leggevo cartacea tutti i mesi. E’ l’unica rivista che ancora divoro. La rivista è ben fatta, ha una cura per i particolari incredibile. Articoli, foto, scelta dei colori, carta, impaginazione, la rendono una rivista da sfogliare mille volte. L’impressione che si ha, è che non diventi mai vecchia. Un prodotto così ben fatto, ho pensato, non renderà mai su un Ipad. Non riusciranno mai a creare la stessa emozione che crea la carta, su un IPad. Mi sbagliavo. Leggere Wired su Ipad è un’esperienza del tutto nuova. Sono riusciti a ricreare la bellezza della rivesta cartacea, rendendola interattiva. E’ un’esperienza di lettura nuova. Non si sono limitati a riprodurre un giornale in un formato digitale, hanno creato un modo nuovo d’interfacciarsi con la loro rivista. I miei complimenti a chi, cosa sempre più rara dopo la morte di Steve Jobs, prova ad aprire nuove finestre che guardano al futuro.

Mancava solo Nexus.

Google Nexus 7

Nexus 7 di Google

Stamattina, leggendo come di solito qualche notizia sul Web, mi sono accorto che Google ha presentato il suo tablet. All’apparenza un concentrato di tecnologia che si va a collocare in alto, come prestazioni, ed in basso come prezzo. Infatti, per la prima caratteristica potrebbe diventare un diretto concorrente dell’IPad, mentre per la seconda potrebbe attaccare quella nicchia di mercato degli Ereader economici, che vede il Kindle in poleposition. La mia curiosità per le novità tecnologiche è tale che ho letteralmente divorato l’articolo, ma non pago ne ho letto un altro, e poi un’altro ancora. Ma niente, nessuna novità. Ma possibile, mi chiedo, che gli ingenieri di Google, e prima ancora di Microsoft, perché anche quest’ultima ha da poco lanciato il suo tablet: Surface, non hanno capito che il vero successo di Apple si basa sull’innovazione. Il prodotto in se, alla fine, non conta. Quello che tutti noi abbiamo apprezzato in Steve Jobs, e nei prodotti che ha pensato, è stata la sua visione del mondo, della tecnologia. Tutti questi nuovi prodotti, salvo cretinate di appendice, non hanno nulla di nuovo, nulla d’innovativo. Possibile che la tecnologia, intesa come sviluppo d’idee per migliorare il nostro modo di: vivere, leggere, comunicare, non sforni più cose nuove. O forse bisognerà attendere i nuovi prodotti della mela, e tutti quanti poi correranno dietro a scopiazzare? Sinceramente da aziende con il blasone di: Google, o Microsoft, mi aspetto di più di un misero tentativo di rincorsa. Mi aspetto che ci facciano sognare, che ci migliorino la vita. Pensate a quello che ha detto Steve Jobs, e mettetelo in pratica: “stay foolish, stay hungry”. Ma come fanno ad essere folli e affamati, dei colletti bianchi miliardari? Tanto vale continuare a pagare tanto, forse troppo, un Iphone o un Ipad, almeno ci garantiremo quello sviluppo di design ed innovazione al quale Apple ci ha abituati. In un momento difficile come questo, di crisi come questo, le persone vogliono poter sognare cose nuove, vogliono potersi stupire con cose nuove, innovative, non basta solo far produrre cose già viste a buon prezzo.