I numeri della Juventus.

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Conte…il miracolo Italiano.

Antonio-ConteE’ tanto tempo che non scrivo, forse troppo, ma oggi quando ho letto del “miracolo italiano” non ho resistito. L’ho difeso in passato, l’ho tifato, l’ho ammirato, e probabilmente in futuro continuerò a farlo, ma ci sono delle cose che non capisco. O forse è meglio non capire. Facciamo un passo indietro, anzi due. Negli ultimi tre campionati, al di la di quello che possono dire i detrattori, la Juventus ha vinto meritatamente i tre scudetti. La gran parte del merito è stato sicuramente di Antonio Conte che, in un ambiente ottimale e con una squadra competitiva, è riuscito a fare il miracolo. Quello si che è stato un miracolo. Non dobbiamo neanche dimenticare però che la Juventus ha difeso il suo allenatore anche quando, squalificato, non poteva sedere in panchina. Sono stati tre anni fantastici, forse è mancato un successo europeo, ma è andata bene così. Mentre tutti ci preparavamo a fare le valigie per le vacanze, con un tempismo degno di un cronografo svizzero, immediatamente dopo le dimissioni di Prandelli, Conte si è dimesso da allenatore della Juventus. Più che dimissioni è sembrata una vera e propria fuga da Torino, lasciando la squadra a preparazione iniziata e con i nazionali (quindi anche il capitano e i così detti senatori) in ferie. Questo non è stato un comportamento degno dell’uomo che ha dato tanto alla Juve, ma che ha ricevuto anche moltissimo. Con questi presupposti, io non avrei mai chiamato un allenatore a rappresentare l’Italia. Abbiamo bisogno di guide, di esempi, e lui, al di la dei meriti sportivi, non lo è stato. Non pago, il suo stipendio sarà di quasi 4 milioni di euro. Una cifra spropositata, a mio modo di vedere, in un’Italia che stenta a stare a galla. Penso che eticamente non sia un bel esempio. Penso che eticamente: che i soldi arrivino dalla federazione o dagli sponsor, non si può pagare un allenatore quelle cifre. Sono quasi sicuro che farà bene. Sono quasi sicuro che metterà tutta la sua professionalità a disposizione della Nazionale Italiana, ma il prezzo che stiamo pagando, e non penso ai soldi, forse è veramente troppo. Forse tante altre persone smetteranno di guardare la nazionale…..o forse no….dimentico sempre che siamo in Italia….la domanda che continua a ronzarmi nella testa è: ma dov’è questo miracolo italiano?

Striscioni Ignobili

Articolo TorinoLo dico da Juventino, lo dico da sportivo: a me quegli striscioni esposti nel derby non sono andati proprio giù. Cosa centra andarsela a riprendere con i morti. Cosa centra rimettere in mezzo il dolore di tante persone, di una nazione intera, rimettere in mezzo una tragedia come quella di Superga per fare il tifo alla propria squadra. Bene ha fatto la dirigenza della Juvve, a prendere le distanze. Purtroppo il tifo negli stadi è uno spaccato della nostra società. Chi ha ordito una stupidaggine del genere, lo ha fatto solo per avere un po’ di pubblicità sui mass media. Lo ha fatto solo per poter dire: quello striscione era il mio. Sta di fatto che in quell’incidente morirono tanti campioni, tanti uomini che hanno lasciato figli e mogli e mamme e padri, e vanno solo ricordati e onorati. Quel Torino, se veramente vogliamo parlare di sport, ha fatto grande l’Italia in Europa. Dobbiamo sempre ricordare che non siamo tutti uguali. Ritengo che, la stragrande maggioranza del tifo juventino non ha apprezzato quegli striscioni. Ritengo che la stragrande maggioranza dei tifosi, in tutta Italia, è stanca delle prodezze di pochi imbecilli. E’ ora che iniziamo a dirlo.

Osvaldo, un’altra scommessa.

Pablo OsvaldoPablo Osvaldo, classe 1986, carattere difficile e talento cristallino. Questa è la definizione che ne do, e che ne davo anche quando militava alla Roma. Prima dell’arrivo di Tevez e Llorente, era l’attaccante che mi sarebbe piaciuto avere alla Juventus. Ora è arrivato. E’ ovvio che ho mille dubbi in proposito. Nella Premier League non si è mai ambientato, e per un giocatore che vuole fare il mondiale brasiliano, non è certo il massimo. Di certo c’è che ha un pessimo carattere, e non è uno che unisce lo spogliatoio. A Roma, dopo un arrivo a suon di colpi di classe e goal, non ha lasciato il segno. I compagni, a poco a poco, lo hanno messo ai margini del gruppo, e lui è stato costretto ad andare via, con estrema gioia di chi ha aveva in mano la cassa dei giallo-rossi. Al Southampton, è stato subito etichettato come capriccioso ed irritabile e gli inglesi, rigidi, ed amanti della gerarchia, non lo hanno mai fatto sentire a proprio agio. Ora arriva a Torino, con una formula finanziaria che a me piace, soprattutto per uno con il suo “caratteraccio”: prestito con diritto di riscatto fissato. Da febbraio a giugno, l’attaccante italo-argentino, dovrà dimostrare un sacco di cose. La prima che è maturato: come uomo e come calciatore; la seconda che Prandelli non potrà fare a meno di lui; la terza, che può convivere in uno spogliatoio; e la quarta, ma questa vale soprattutto per se stesso, che può essere un giocatore determinante e sul quale una società possa fare degli investimenti di lungo periodo. Se manterrà queste promesse, a giugno, verrà certamente riscattato, ed avremo un altro talento puro a Torino. Reputo che la Juventus, ed: il suo ambiente, la sua società, il suo stile, possa essere d’aiuto a questo ragazzo, ed il talento di Osvaldo potrà essere di certo uno spunto in più per la Juve.

Juve Roma, un altro capitolo.

2014_01_05t211345z_928749216_gm1ea160egl01_rtrmadp_3_soccer_italy_57303_immagine_obigQuest’anno Juve Roma era attesa, se possibile, di più do ogni anno. La Roma arrivata dall’ottima partenza, con il record di vittorie consecutive, e forte del secondo posto, direi meritato. La Juve, dopo l’uscita dalla Champions League, motivata a non mollare nessun ulteriore obiettivo, e decisa ad incrementare la striscia di vittorie consecutive in campionato (nove prima di domenica). I presupposti c’erano tutti e, a mio modesto parere, la partita è stata all’altezza delle aspettative, almeno fino ai primi quindici minuti del secondo tempo. Le due squadre si sono affrontate alla pari, come da copione. Partita maschia, senza esclusione di colpi, ma la differenza, secondo me, l’hanno fatta due fattori: lo Juventus Stadium, e la fragilità mentale della Roma. Il primo, non da oggi, da una carica ai bianconeri difficilmente arginabile. In pochi hanno vinto in quello stadio, e con moltissima fatica. Sul secondo fattore c’è molto da lavorare. La forza psicologica arriva solo con la certezza e la consapevolezza delle proprie forze. Non è sempre colpa di qualcun altro se si perde. Si deve lavorare a testa bassa e provare, riuscire, a vincere. Anche nello sfottersi, i tifosi romanisti fanno sempre riferimento a “scuse” sul perché si perde, e non cercano mai di enfatizzare le enormi capacità che la propria squadra possiede. Un giorno l’arbitro, un altro il doping, un altro ancora gli aiutino. Questo secondo me è un limite mentale che si ripercuote, si trasferisce, sulla squadra, e quindi sui risultati. I tifosi non dovrebbero fornire alibi ai giocatori e alla società. Mai. Qui a Roma c’è sempre la moda di scaricare le responsabilità, e mai andare ad analizzare il problema alla radice. Ma questo è anche un male tutto italico. Ma tornando alla partita, al di la del risultato, bellissima serata di sport. Si sono battute due squadre forti e, forse, alla fine ha prevalso solo la migliore organizzazione globale. Nell’assenza totale delle Milanesi, è bello vedere: Roma e Napoli cercare di fronteggiare la Juventus. Ha il sapore antico di bellissime sfide.

Tevez, questo sconosciuto.

Presentazione di TevezLo confesso, non so chi caspita sia Carlos TEVEZ. Lo conosco di nome, so dove giocava, ma dire che potrà dare quella marcia in più all’attacco della Juve, non sono in grado di dirlo. Certamente sarà un fuori classe di primo livello, per giocare nel City di Mancini. Ho letto che è il classico sudamericano tutto genio e sregolatezza. Forse potrà apportare quella spinta offensiva che farà brillare la Juventus anche in Europa. Certo la campagna acquisti non deve intendersi completata, e, come ogni anno di questo periodo, temo per chi dovrà partire. Mi auguro che non siano Matri o Vucinic, sono due calciatori troppo importanti per le dinamiche di gioco della Juve. Probabilmente a lasciare sarà Quagliarella, giocatore, a mio avviso di grossissimo livello, ma che a Torino non è esploso. In questa vicenda però, la cosa che mi ha colpito negativamente, è l’assegnazione della maglia numero 10. Sarà che per me di numero 10 ce n’è uno solo, ed è: Alessandro Del Piero, ma ne aveva fatto richiesta anche Arturo Vidal. Quest’ultimo ha messo la firma agli ultimi due scudetti della Juve, e, forse, prima di darla al nuovo acquisto, avrei accontentato chi ha contribuito pesantemente a riportare la Juve agli antichi fasti. Staremo a vedere. Per il momento godiamoci questa campagna acquisti stellare da parte della Juve.

Juventus Siena, tutto bello tranne i fischi.

Juventus SienaLa partita di oggi è stata giocata nell’unico modo possibile dalla Juve: cercando di vincere. Forse a tratti a dispetto del bel gioco, ma con l’intento unico di vincere. Tre reti al Siena, che, soprattutto nell’ultimo periodo ha fatto sempre bene, non era facile farli. Vincere e aspettare quello che il Napoli farà domani era l’unico imperativo. Missione compiuta. Ma, in cuor mio, non capisco i fischi a Giovinco. E’ un ragazzo Italiano, con indubbie capacità, che sta facendo tanto alla Juve. Mai alla ribalta della cronaca per scandalucci vari, mai una parola fuori posto, mai polemico. Certo, forse ci si aspettava qualcosa di più da chi, come lui, è un campione. Ma le belle prestazioni arriveranno. Si è detto spesso che lo Juventus Stadium, ed il suo pubblico, sono il dodicesimo uomo in campo. Ma un compagno di squadra non si fischia, soprattutto quando si è primi in campionato, ed in corsa per la Champions League. Mai fischiare uno come Giovinco che, quando ha giocato altrove, ci ha sempre segnato. Sebastian è un prodotto del vivaio Juventino, va tutelato, va coccolato, anche se fino ad ora non ha reso quello che vale. Detto ciò, dieci alla Juve, zero ai fischi.

Milan – Juventus, finalmente una partita rubata.

Finalmente è successo. La Juve ha perso ed il rigore, anche secondo Bergomi, non c’era. E se lo dice Bergomi.Ieri è stata, tutto sommato, una bella partita. Il primo tempo la Juventus ha subito la maggior freschezza del Milan, oltre alla maggiore determinazione. Nel secondo tempo invece, la Juventus ha preso in mano il gioco ed ha passato 45 minuti davanti alla porta del Milan. Risultato finale uno a zero per il Milan. Forse il risultato giusto sarebbe stato un bel pareggio. Avanti così, ho ancora negli occhi la bella partita contro il Chelsea. Su tutti mi é piaciuto Giovinco. So di andare controcorrente, ma per me sarà una bella sorpresa tra poco. Anche se entrato dopo, a partita quasi terminata, ha saputo dare quella forza che era mancata sino a quel momento.

Poche righe su Juventus Chelsea.

Non mi vorrei dilungare tanto, ma solo lasciare la mia soddisfazione scritta. Anche se ha avuto molti detrattori in questi ultimi periodi, il Chelsea è una grande squadra. Male fanno quelli che sostengono che Di Matteo non abbia lavorato bene in questi mesi. Sicuramente ingiusto è l’esonero che ha subito stamattina. Vincere  con questo scarto contro i campioni di Europa e d’Inghilterra non era facile, e io sono contento che la Juventus ci sia riuscita. Molto del merito va a Conte, che ha saputo preparare bene la partita, ma anche a tutti i giocatori, nessuno escluso, che hanno ritrovato quella rabbia che non vedevo da un pò. La Juventus ha un organico di tutto rispetto, ma se non interviene la fame di vittoria che ha avuto tutto lo scorso anno, è una buona squadra, ma non La Squadra. Due parole in più, le merita Buffon, che in un paio di occasioni ha saputo salvare la propria porta. Differentemente la partita sarebbe andata a finire male, a mio avviso. E poi a Giovinco, l’eterno incompiuto. Mi è piaciuto poco ultimamente, perché non ha saputo esprimere tutto il suo potenziale realizzativo, ma ieri è entrato in campo con una foga che non gli vedevo da anni. Bravi ragazzi, e avanti così.

Doveva succedere…

Era nell’aria, era giunto il momento. Nelle ultime partite la Juventus ha sempre faticato. Qualche situazione fortunata, qualche aiuto dagli arbitri, ma nelle ultime giornate non era più la Juve “schiacciatutto” che conosco. Certo, nonostante le quarantanove giornate passate senza perdere, farlo contro l’Inter e a Torino fa male. Fa male perché ha fatto emergere quanto la voglia di vincere possa far la differenza. Fa male perché abbiamo sbagliato le sostituzioni. In passato i cambi c’hanno fatto vincere, sabato no. L’uscita di Vucinic e Lichstainer ha pesato, e molto. L’ostinazione su Vidal, uomo scudetto lo scorso anno, a mio avviso, danneggerà la Juve. Nel frattempo complimenti all’Inter, al suo giovane allenatore, e alla sua voglia di vincere. Vediamo cosa succederà nel prossimo futuro, ma sono sicuro che Conte saprà far rialzare la sua squadra da questo piccolo inciampo. Mercoledì è stato il primo banco di prova, quattro reti in Eurpoa non è facile segnarle a nessuna squadra. Vediamo cosa succederà con il Pescara.