Diaz.

La locandina di DiazUltimamente, colpa certamente dell’età, se mi metto sul divano a vedere un film, mi addormento. Specialmente dopo cena. Un po’ la stanchezza, un po’ l’abbraccio caldo che solo un divano sa offrirti, non riesco proprio a resistere. Posso guardare una commedia, un thriller o il più sofisticato acion movie, ad un certo punto imprecisato del film arriva Morfeo e mi porta via con se. La scorsa sera invece no. Ho preso un blu ray che mi avevano consigliato, e l’ho portato a casa di Daniela. Avevo paura che fosse il solito film di sinistra. Invece no. Ne escono tutti un po’ malconci. Sicuramente le forze dell’ordine entrate in quella scuola non si sono mosse con il buon senso del bravo padre di famiglia, sicuramente i black block che hanno partecipato, solo ed esclusivamente per fare e creare casino. Avrebbero dovuto essere fermati sia dai ragazzi del social forum, sia dalle forze dell’ordine. Certamente Genova non è la città ideale per organizzare un G8. Il mix di tutte queste componenti, ha generato un G8 da incubo. La cronaca di questo G8 ha partorito un film denuncia veramente bello. Uno di quei film che sono destinati a far discutere, a denunciare non solo un fatto, ma un degrado sociale e culturale forte. Si può essere d’accordo o meno; si può essere di destra o di sinistra; si può essere giovani o anziani; appartenenti alle forze dell’ordine o dimostranti; ma quello che è successo a Genova, non fa piacere a nessuno. Un ragazzo deceduto, che va pianto in quanto stroncato nella fiore della sua giovane età, ma che se avesse evitato di andare contro una volante e tirare un estintore ad un militare armato, oggi sarebbe ancora vivo. E’ stato un week end da dimenticare, ma che un bel film come Diaz, aiuta a far riflettere. Il cast è impeccabile, sono tutti attori oramai rodati, che hanno dato una qualità ed una espressività ad una storia comunque difficile da raccontare, difficile d’affrontare.

La scheda:

Regia: Daniele Vicari

Attori: Elio Germano, Claudio Santamaria, Alessandro Roja, Rolando Ravello.

Produzione: Fandango, Le Pacte, Mandragora Movies.

Distribuzione: Fandango.

Io lo consiglio, certo eviterei di vederlo con dei bambini vicino.

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