Scozia Italia

Italia Scozia 2012Domani si gioca Scozia Italia. Edinburgo è una tappa importante. Siamo entrati nel sei nazioni proprio vincendo contro la Scozia, il 5 febbraio del 2000. Ora l’Italia ha bisogno di conferme dopo la prova di forza, coraggio e bel gioco di domenica scorsa contro la Francia. La conferma che possiamo diventare una nazionale degna di partecipare a questo prestigioso torneo. La conferma che la vittoria contro la Francia, non è stato un caso. La conferma che il lavoro che Brunel sta facendo è di altissima qualità. Aveva promesso che in un paio d’anni avrebbe portato gli azzurri ai vertici europei. La conferma che possiamo avere continuità anche nei risultati. Quando questo autunno ho visto i test match contro: All Blacks e Australia, ho creduto che quest’anno avremmo potuto fare una bella figura nel nostro torneo continentale. Una vittoria contro la Scozia farebbe tremare le fondamenta del rugby franco-anglosassone. Domani la nostra club house sarà come la tribuna del Murrayfield. Forza ragazzi, domani saremo con voi, domani dateci quelle conferme che anche voi cercate da sempre.

Italia, Francia un’emozione continua.

Parisse zittisce i francesi

Parisse zittisce i francesi

Vedendo le previsioni, nei giorni scorsi, oggi pomeriggio ci sarebbero dovute essere piogge torrenziali. Stamattina invece, ho aperto le finestre e c’era un bel sole. Ho pensato che sarebbe stato di buon auspicio, e così è stato. Con Daniela siamo arrivati allo stadio all’ultimo momento. Non avevo mai visto la partita in curva, ma i posti erano molto buoni. Intorno a noi un sacco di facce conosciute. La solita emozione al canto dell’inno, e poi subito partita vera. L’Italia c’è, e si vede subito. I ragazzi di Brunell si sono battuti, da subito come leoni. La partita è stata sempre tesa, combattuta, sentita. Sembravano due pugili che se le davano di santa ragione. Nessuna delle due squadre voleva mollare. Itali Francia, non è mai solo una partita. Dietro ci sono: vecchi rancori, vecchi invidie, vecchie antipatie. Fino all’ultimo secondo la partita è stata sul filo del rasoio. Solo alla fine i nostri ragazzi si sono potuti abbracciare. Al loro abbraccio si sono uniti i moltissimi tifosi dell’Olimpico. Il risultato finale 23 a 18 per gli azzurri, che per l’occasione hanno indossato un completo “all white”. Man of the match è stato nominato: Orquera; il mio personalissimo voto va a Venditti. Un ragazzo che sta crescendo molto bene, e ci mette tutta la forza e la testa dura degli aquilani, in ogni palla che gioca. Questo sei nazioni inizia nel migliore dei modi. Una vittoria contro la Francia ci fa ben sperare, e perchè no, sognare in grande. Bravi ragazzi.

Addio Zeman.

ZemanDi solito spiace sempre un po’ quando si vede qualcuno cacciato da una panchina, anche se non è della propria squadra. Invece con Zeman non mi dispiace per niente. E’ un uomo che ha sempre scaricato le colpe sugli altri: De Rossi, Totti, De Rossi, Juventus. Le colpe dei suoi insuccessi sono sempre state, per lui: della Juventus, degli arbitri, delle società. Ha un finto carisma che non gli ha fatto mai vincere nulla. Un allenatore che ha avuto opportunità importanti, nella sua carriera ha vinto solo due campionati di serie B. E’ questo che parla. Sono i risultati. E’ arrivato a Roma osannato come il messia. Aveva il progetto. Si è permesso di tenere in panchina, quest’anno, dei veri fuori classe. Roma è certamente una piazza difficile, forse la più difficile, ma pochi sono riusciti a fare male come lui. Pochi sono riusciti a passare dalle stelle alle stalle con la sua stessa velocità e vesmenza. Ha fallito. E da un fallito è sempre difficile accettare le critiche. Ho solo un dispiacere in questa vicenda. Ora, senza Zeman, la Roma rischia di diventare una squadra forte e temibile. Ha un organico importante con qualche giocatore che mi piacerebbe vedere giocare con la maglia della Juventus. Addio Zeman, penso proprio che la tua esperienza con le grandi squadre, almeno in Italia, sia finita per sempre. Addio vecchio provocatore. Addio vecchio fallito.

Il giorno della memoria.

AushwitzOggi è il giorno della memoria, un giorno particolare, di atroci ricordi, per milioni di persone. Un popolo che ha dovuto subire un eccidio senza motivo. Tanti addebitano questa pagina nera della nostra storia, ad un problema politico, altri ad un problema economico, io personalmente lo addebito ad un connubio micidiale: l’imbecillità di poche menti, e l’effetto gregge. Tanti caproni senza cuore hanno seguito queste teste matte. Il razzismo, l’ingiustizia non ha colori, non ha credo politico, non ha un reale motivo di esistere. Esiste semplicemente. L’uomo non nasce per uccidere i propri simili. Non è nel nostro DNA. Qualche difetto di fabbrica, genera menti deviate. E’ il caso di queste triste vicende. Menti che funzionano non possono ordire i campi di concentramento. Menti che funzionano non possono ordire le foibe. Menti che hanno un cuore, non possono pensare di voler sterminare un popolo intero. Io vi sono vicino. Io sono vicino a tutte quelle vittime innocenti della follia umana. Ovunque vi troviate, chiunque sia il vostro Dio, possiate riposare in pace. Basta solo un secondo per ricordare, e far si che queste atrocità non vengano perpetrate di nuovo.

Lo Stato che finanzia la banca.

Monte dei PaschiQualche tempo fa, negli Stati Uniti, si è innescata una crisi finanziaria che ha investito moltissime banche, con ripercussioni anche su altri settori economici. Questa crisi, molto profonda, si è creata a seguito di una gestione molto “allegra” dei fondi delle banche stesse. Le banche statunitensi, da un lato avevano nella loro pancia, molti titoli, così detti spazzatura, dall’altro avevano super finanziato il mercato immobiliare a seguito di una bolla speculativa senza precedenti. Scoppiata la bolla, si è innescata la crisi, ed il conseguente effetto domino. Per far fronte al problema, il governo americano ha posto in essere delle misure di salvaguardia, tra cui finanziare le banche stesse. Il patto che le banche hanno dovuto accettare è stato che, parte di quei soldi, venissero reimmessi sul mercato, per creare liquidità. Non solo, il finanziamento, è stato dato anche alle banche che non erano in crisi, proprio per alzare la loro possibiltà di finanziare il mercato (famiglie e imprese). Passata la crisi, quei soldi sono stati restituiti dalle banche al governo americano, le banche sono state salvate, e quella liquidità ha dato un nuovo impulso alla società. In Italia, con Monte Paschi di Siena, è successa la stessa cosa. Qualcuno ha investito dei soldi utilizzando la leva finanziaria dei derivati, i mercati non sono andati bene, ed il risultato è stato un buco di oltre quattro miliardi di euro. Il governo Monti, a mio avviso sbagliando, ha già deliberato il finanziamento statale salva MPS. L’importo che si sta erogando corrisponde al gettito fiscale derivante dall’IMU. Una cifra impressionante, che un governo a fine mandato non doveva erogare. Ma al di la di questo, va bene salvare una banca perché questo aiuta a non compromettere, il già compromesso, sistema economico, ma bisogna approfittare per dettare regole nuove. Il corto circuito della nostra economia, a mio avviso, sta proprio qui. Noi abbiamo banche che non stanno aiutando la ripartenza. Bisogna approfittare di questi momenti per dare, ma per cercare anche di ricevere. Sinceramente ritengo le banche italiane non idonee a sostenere l’economia dell’ottavo paese più industrializzato del mondo. Le aziende, le famiglie, non per loro colpa, stanno soffrendo una crisi che da troppo tempo sta imperversando nel nostro continente, e di cui non si vedono i segnali della fine. La tassazione è la più alta d’Europa, rispetto ai servizi che riceviamo, e non abbiamo nessun sostegno per l’economia. Ora è giusto che una banca riceva una cifra così importante, a seguito di propri errori, e intorno a noi tantissime aziende oneste, chiudono i battenti? E’ giusto che moltissime, troppe, famiglie non riescono più ad arrivare a fine mese? E la stessa politica, che non è stata capace di produrre tagli significativi ai propri costi, finanzia un sistema bancario che: da un lato fallisce per le proprie incompetenze, e dall’altro non finanzia la nostra economia? Tutti sapevano di MPS da almeno un anno. Nessuno è intervenuto: ne il governo, ne la Banca d’Italia. E’ troppo facile, se quando si fallisce, interviene qualcuno a tappare i buchi. Io la vedo sempre più nera, sempre più nera.

Neanche a Paperopoli.

Fabrizio CoronaA chi deve essere data la libertà condizionata? A chi, in attesa di giudizio, oppure durante la detenzione, ha dimostrato di rispettare la legge; a chi nella sua vita ha dimostrato che, se pur sbagliando, si è assunto le proprie responsabilità; a chi non esplicita un chiaro rischio di fuga. Tutte caratteristiche che il paparazzo-ricattatore Fabrizio Corona, non ha mai dimostrato. La vicenda che leggo da ieri sui giornali, mi ricorda la corsa dietro la banda Bassotti, da parte di Topolino e del commissario Basettoni. Un uomo come Corona, che ha fatto del ricatto, del vivere illegalmente un suo status non poteva essere lasciato libero. Era ovvio che dal momento che la condanna fosse diventata definitiva, il Corona si sarebbe dato alla macchia. Siamo la nazione che riconsegna due marinai all’India, per farli giudicare all’estero, e si fa scappare un delinquente come Corona. E ora spenderemo soldi e risorse per ricercarlo. Per carità, non ha ucciso nessuno, ma è un uomo che ha ricattato, approfittandosi delle debolezze di persone famose, quindi economicamente attaccabili. Chi ricatta è un uomo che non merita rispetto. Proprio per questo motivo il sig.Corona deve, o forse è meglio dire doveva, pagare il suo debito con la giustizia. Il messaggio che passa è bruttissimo: vince chi fa il furbo. E’ una brutta vicenda, ma tutta Italiana, mi auguro solo che finisca con l’incarcerazione di questo soggetto.

I nostri Marò stanno tornando.

I due Marò Italiani

I due Marò Italiani

Sono riusciti ad ottenere un permesso per Natale. I nostri ragazzi stanno tornando a casa su cauzione. Un aereo li ha imbarcati stamattina ed arriveranno in serata. Abbiamo dovuto sborsare 800.000,00€, come governo Italiano, per far si che riuscissero a tornare. Per riabbracciare le loro famiglie, i loro cari. Non sono terroristi o malviventi, sono dei nostri militari che stavano scortando una nave. Nel loro lavoro, sicuramente, gli capita di fare delle cose che non gli piacciono, e questa è una di queste. Quei militari, come molti altri nostri ragazzi, erano imbarcati come scorta su una nave petrolifera. Queste scorte sono state rese necessarie in quanto, puntualmente, le nostre navi, ma anche quelle battenti altre bandiere, vengono prese in ostaggio, con tutto l’equipaggio, per poi richiedere un riscatto. I governi sovrani, in quelle zone, non riescono a mantenere l’ordine in mare, e quindi gli armatori, sono costretti a difendersi. Quei due ragazzi pugliesi erano li in missione. Ora io non voglio entrare nel merito, ritengo che se un uomo perde la vita, c’è sempre qualcosa che non va. Per quei pescatori, se lo erano, mi dispiace, ma eravamo in acque internazionali e l’India, uno stato in cui: la democrazia, la libertà e anche la giustizia, non sono proprio dell’eccellenze, non può pretendere di processare dei nostri militari in missione. Io mi auguro solo che questi ragazzi non vengano riconsegnati nella mani della giustizia indiana. Lasciamogli quella cauzione, Fiorito & C. se ne sono mangiati molti di più. Processiamoli qui, e se colpevoli condanniamoli, ma qui. Vi auguro un sereno Natale, dopo dieci mesi di detenzione, ve lo meritate.

Comodore 64…

Consolle Commodore 64

Consolle Commodore 64

Leggevo, qualche giorno fa, che il Comodore 64 ha compiuto 30 anni. A me il Comodore 64 scatena una serie di ricordi, tutti legati a questa macchina, all’epoca innovativa. Il primo ricordo è legato a Babbo Natale. Con il Comodore 64, ho scoperto che Babbo Natale non esiste. Ovviamente lo sapevo già, ma ricordo mia madre beccata in piena notte a metterlo sotto l’albero. Quel misto tra la gioia di aver ricevuto il regalo che volevo, e la delusione nello scoprire che quel signore ciccione, con la barba bianca era solo una invenzione del consumistico Natale. Il secondo ricordo è legato a Mauro. Il mio amico d’infanzia compagno di mille avventure nella mia cucina. Infatti attaccavamo il Comodore alla televisione a colori della cucina, mettevamo la cassetta, e passavamo quei 15/20 minuti buoni ad aspettare che il gioco si caricasse. Si avete capito bene, nella cassetta, io non avevo il floppy. E quei 15 minuti passavano con le dita incrociate, sperando che lo caricasse e non ci fosse alcun errore. Quel registratore begie con il numeratore di giri. Non passava mai il tempo. Un altro ricordo che mi viene in mente, sono le prime prove di programmazione. Quei primi tentativi che abortivano sempre troppo presto. Se ho scelto informatica alle superiori, un po’ lo debbo proprio al Comodore 64. Un altro abbinamento mentale che mi arriva velocemente, legato alla consolle Comodore, è l’incendio del bagno di casa mia. Era pomeriggio, e mia mamma doveva andare in palestra. Mi ricordo ancora che era una giornata di primavera, c’era tanta luce e il clima era piacevole. Il bacio sulla fronte datomi da mia mamma, e la sua frase classica: “giudizio!!!”. Io e Mauro avevamo tutta casa per noi, e quello era il periodo delle sfide a tennis sul Commodore 64. Non c’era uno dei due che era più forte in assoluto, ce la giocavamo sempre. A metà di una partita, un suono al campanello. Era mia sorella, che mi diceva che andava da Riccardo. Mi alzo, vado ad aprire, ma tornando in cucina, vedo uno strano bagliore dalla porta del bagno. Non so perchè, ho pensato subito ai marziani. ET era appena uscito al cinema. Mi avvicino per vedere, apro la porta del bagno. La maniglia scottava, quindi gli do una spinta. In quell’istante una lingua di fuoco esce nel corridoio. La scena che mi si presenta davanti è di fiamme e fumo dapertutto. Scappo alla porta d’ingresso gridando a Mauretto che aveva preso fuoco tutto. Apro la porta di casa e inizio a gridare aiuto. Mauro prende una brocchetta da un quarto, la riempie, e prova a spegnere quello che oramai era un incendio con l’acqua che avanzava dopo la sua corsa. Per fortuna il mio vicino di casa. Lui che lavorava nelle sale macchine delle navi sapeva come domare un incendio. Lo ha praticamente spento lui. Io nel frattempo, tutto nero in faccia e senza scarpe, sono corso dai pompieri, a piedi, per chiamarli. Mi hanno riportato a casa mia con il camion pompa. Dirlo a mia mamma, e poi a mio padre è stata la parte più difficile. Il loro primo pensiero è stato che fossi stato io a dare fuoco a casa. Non ero quello che si definisce un bambino tranquillo. La casa è stata inagibile per una settimana. Sono incredibili i danni che può fare un incendio, anche se circoscritto. Sono passati tanti anni, e quella forma primordiale di computer è ancora nel mio cuore. Io poi ero uno dei fortunati. Esisteva infatti una versione più modesta in casa Commodore, chiamata Vic 20. Sono molto legato a quei ricordi, anche se mi rendo conto che sono passati tanti anni, forse troppi e sto scrivendo queste righe su una macchina solo lontana parente di quella consolle. Ma quanto affetto provo per quell’oggetto. Probabilmente sono legato anche a quei momenti, a quel contesto, alla mia adolescenza che è stata veramente bella. Il Commodore 64 mi ricorda tutto questo.

Egregio Presidente Berlusconi…

lettera al Presidente Berlusconi

lettera al Presidente Berlusconi

…mi permetto di scriverLe questa missiva per ringraziarLa della Sua enorme disponibilità, ma possiamo farcela anche senza di Lei. Anzi, forse, senza di Lei ce la possiamo fare. Personalmente non ho ancora capito se: siamo sull’orlo del baratro, oppure stiamo già precipitando. In entrambi i casi il Suo ennesimo rientro in politica, ammesso e non concesso che ne fosse mai uscito, non ci aiuterebbe affatto. Nella prima ipotesi, penso che il Suo intervento possa portarci la spinta finale per iniziare a precipitare; nella seconda ipotesi, se la caduta fosse già iniziata, La prego, ci lasci  cadere in pace. Nel “quasi ventennio” nel quale, a fase alterne, ha governato, ci ha garantito: una graduale retrocessione, un impoverimento generale, una netta deriva morale. Ha utilizzato i palazzi del potere, non per far bene, ma per tamponare i Suoi problemi economici e legali,  e per aiutare i Suoi amici, ma soprattutto le Sue amiche. Grazie a Lei abbiamo avuto: la Minetti, Bondi, la Carfagna, la Gelmini, che ha dichiarato di aver speso 20 milioni di euro per un tunnel, mai costruito, dal CERN in Svizzera al Gran Sasso, oltre ad una serie di altri impresentabili. Con Lei abbiamo dovuto conoscere l’onta dell’isolamento mondiale. Era rimasta solo la Russia come paese nostro amico, grazie alle sue personali amicizie con Putin. Questa cosa la reputo molto singolare. Infatti, un uomo come Lei, che ha fatto della battaglia contro i comunisti e le sinistre il Suo cavallo di battaglia, stringe affari con Putin e la sua Russia, culla del comunismo mondiale. Potere del dio denaro. Tra i miei ultimi ricordi di questi anni, c’è anche la legge elettorale, che Lei, a Suo uso e consumo, ha provveduto a cambiare pochi giorni prima delle elezioni, per far si che Lei, e i suoi alleati, poteste vincere meglio l’elezioni che si sarebbero tenute dopo qualche mese. Questa legge elettorale, denominata “porcellum” resiste ancora oggi. Ricordo le tre sedute parlamentari nelle quali, circa 500 dei nostri onorevoli, hanno dovuto discutere se la marocchina Ruby era, o poteva essere, la nipote di Mubarak. Peccato che Mubarak sia egiziano. Mi viene in mente il suo baciamano a Gheddafi, e la tenda del rais a villa Pamphili. Mi ricordo il Suo arrivo al G8 in Germania, e la Merkel che ha dovuto, per protocollo, attendere Lei che finisse di parlare al telefono. La regina Elisabetta che Le chiede, in modo regale, di non urlare. Quando nei palazzi del parlamento Europeo ha dato del Kapò ad un Europarlamentare tedesco. MI ricordo di Biagi e di Montanelli. E putroppo la lista dei miei ricordi sarebbe infinita. Vede Presidente, noi Italiani non siamo così, almeno non tutti. Noi Italiani, non abbiamo bisogno, ulteriormente del Suo “aiuto”. E’ notizia di oggi che l’Italia è al 72° posto al mondo nella classifica dei paesi meno corrotti. Tre posti più in basso rispetto ad un anno fa.  Noi ci collochiamo a pari-merito con lo stato jugoslavo della Bosnia-Erzegovina, e con le isole dell’Africa equatoriale di Sao Tome e Principe, prima di noi il Ghana.

Questa lettera Presidente è per sollevarLa da questo impegno che Lei sente così pressante. Potrebbe dedicare il tempo, che Lei dedicherebbe al paese: per i Suoi nipoti, per i Suoi figli, per il Milan, oppure a fare del sano Burlesche a casa Sua ad Arcore.

La prego Presidente, desista da questo impegno, le garantisco che questa scelta desterebbe gratitudine da parte di tutti. Inoltre, se può aiutare a convincerLa, Bersani sta esultando del Suo possibile, e molto probabile, rientro in politica. Sarebbe l’unico modo per far vincere l’elezioni a quelle sinistre che Lei tanto aborra.

Stia tranquillo Presidente, possiamo fare a meno di Lei, ci lasci provare da soli, tanto peggio di così.

Distinti saluti.

Alessandro DG

Il Servizio Sanitario Nazionale va a Monte(i)…

Allora sono io che non capisco. Cosa ha detto Monti che tutti noi non sapevamo? Il Servizio Sanitario Nazionale, così com’è non funziona. E’ in perdita cronica, e ogni anno genera non un buco, ma un baratro. Stamattina tutti i giornali titolano con questa notizia, come se non lo sapessimo. La Sanità in Italia è fonte degli sprechi massimi. E’ ben radicata nel nostro mal costume. Basti pensare che una siringa, la stessa siringa, a Trento costa un quindicesimo che a Catania. Guarda caso, a Trento, oltre a costare meno la siringa, funziona anche meglio l’ospedale che l’acquista. Quindi siamo d’accordo sul fatto che tutti sappiamo che la Sanità in Italia è in perdita, ma un governo serio, dopo averci ammazzato di tasse, ha l’obbligo di cercare le risorse nell’abbattimento degli sprechi. La competenza economica della Sanità in Italia ce l’hanno le regioni. Le stesse regioni che erogano i contributi ai partiti di Fiorito & C. Forse, caro Monti, la cosa su cui dovremmo ragionare, e lo farei volentieri insieme a te, è su come trovarle le risorse. Io penso, anche non essendo un luminare dell’economia come il nostro Premier, che con un pò di coraggio ce la possiamo fare. Il coraggio sta nel fatto che non possiamo più rimandare i tagli alla casta. Finanziamenti ai partiti, stipendi dei politici, beni pubblici, sprechi, il taglio tutto questo, e anche altro, deve concorrere ad abbassare il nostro debito pubblico, a tagliare le tasse che stiamo pagando e a migliorare i servizi che lo stato ci fa profumatamente pagare. Dai Mario, datti da fare!!