Il Servizio Sanitario Nazionale va a Monte(i)…

Allora sono io che non capisco. Cosa ha detto Monti che tutti noi non sapevamo? Il Servizio Sanitario Nazionale, così com’è non funziona. E’ in perdita cronica, e ogni anno genera non un buco, ma un baratro. Stamattina tutti i giornali titolano con questa notizia, come se non lo sapessimo. La Sanità in Italia è fonte degli sprechi massimi. E’ ben radicata nel nostro mal costume. Basti pensare che una siringa, la stessa siringa, a Trento costa un quindicesimo che a Catania. Guarda caso, a Trento, oltre a costare meno la siringa, funziona anche meglio l’ospedale che l’acquista. Quindi siamo d’accordo sul fatto che tutti sappiamo che la Sanità in Italia è in perdita, ma un governo serio, dopo averci ammazzato di tasse, ha l’obbligo di cercare le risorse nell’abbattimento degli sprechi. La competenza economica della Sanità in Italia ce l’hanno le regioni. Le stesse regioni che erogano i contributi ai partiti di Fiorito & C. Forse, caro Monti, la cosa su cui dovremmo ragionare, e lo farei volentieri insieme a te, è su come trovarle le risorse. Io penso, anche non essendo un luminare dell’economia come il nostro Premier, che con un pò di coraggio ce la possiamo fare. Il coraggio sta nel fatto che non possiamo più rimandare i tagli alla casta. Finanziamenti ai partiti, stipendi dei politici, beni pubblici, sprechi, il taglio tutto questo, e anche altro, deve concorrere ad abbassare il nostro debito pubblico, a tagliare le tasse che stiamo pagando e a migliorare i servizi che lo stato ci fa profumatamente pagare. Dai Mario, datti da fare!!

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2 thoughts on “Il Servizio Sanitario Nazionale va a Monte(i)…

  1. Ale, pur condividendo i contenuti, qui – secondo me – commetti un errore di prospettiva.
    Come hai detto tu, e’ chiaro e noto a tutti che in Italia la Sanita’ pubblica (cosi’ come la Scuola, l’Universita’ e tutto quanto e “pubblico”) non funziona tuttavia, anziche’ concentrarti sulle ragioni per le quali certe cose non funzionano e sul perche’ certe cose non vengono cambiate, ti accanisci anche tu contro la cosidetta “casta” degli sprechi.
    Ora con tutto il disprezzo che posso provare per gente come Fiorito & Company, per tutta la rabbia per gli assurdi privilegi i benefit che vengono accordati a politici e politicanti di quart’ordine, il grosso del problema risiede altrove e, piu’ precisamente, in tre concetti letteralmente inamovibili dalla mentalita’ italiana.

    1) l’Azienda pubblica non funziona in quanto non dichiaratamente votata al conseguimento di un profitto.
    In Italia, certa mentalita’ sinistroide, dura a morire piu’ di qualsiasi altra dottrina, ha inculcato nelle menti la seguente equivalenza: profitto = male.
    Il profitto e’ visto sempre ed unicamente come un becero sottoprodotto di menti grette, ciniche ed egoiste, il frutto delle diaboliche elucubrazioni di personaggi senza morale e senza scrupoli che, in nome del dio-denaro, calpestano i piu’ elementari diritti umani e si arricchiscono sulle spalle dei deboli e degli sfruttati.
    Questa concezione deve finire! La gente, tutta la gente, compresi i rottami sessantottini e le loro farneticazioni ancora ben radicate in certi ambienti, si deve mettere in testa che il profitto e’ l’UNICO (letteralmente l’unico, non ve ne sono altri) parametro che consente ad una qualsiasi Azienda di sopravvivere nel tempo.
    Senza profitto l’Azienda muore e con essa tutti i suoi lavoratori.
    L’aberrazione rappresentata dall’Azienda Pubblica e’ che questa non ha bisogno di conseguire un profitto per restare in vita, ma si nutre della costante infusione di capitali pubblici (ossia tasse dei cittadini) a prescindere dalla qualita’ e dalla competitivita’ delle sue prestazioni sul mercato.
    L’Azienda pubblica, non ha bisogno di “guadagnarsi il pane”, non ha bisogno di guadagnarsi la fedelta’ dei propri Clienti, non ha bisogno di essere competitiva sul mercato, non ha bisogno di offire un servizio migliore, non investe nella ricerca di prodotti e servizi migliori e piu’ competitivi, in quanto – ogni anno – a prescindere dal proprio rendimenti, gli arriva l’infusione di nuove tasse, nuove risorse, pagati dai contribuenti. E cosi’ si tira a campare.

    2) L’Azienda pubblica e’ il principale ricettacolo dei raccomandati. E’ ovvio che vi siano lavoratori onesti e validi (anche persino tra i raccomandati) tuttavia il malcostume della raccomandazione, del nepotismo, del favoritismo, del disgustoso “do ut des” della politica, fa si che molti, moltissimi, decisamente TROPPI dipendenti e dirigenti inutili ed incapaci, vengano collocati in posti di lavoro senza la benche’ minima preparazione, e senza il benche’ minimo bisogno che quel posto esista.
    Hai fatto riferimento alla Sicilia: la Regione Sicilia ha 20.000 (VENTIMILA!) dipendenti, cinque volte tanto quelli della Lombardia. La Regione Sicilia ha piu’ dipendenti dell’intero Governo Inglese.
    La Regione Sicilia ha un debito pari alla somma di tutte le altre regioni del resto d’Italia.
    La regione Sicilia ha il record di baby pensioni.
    Mi chiedo quali importanti e fondamentali funzioni regionali questo esercito di impegati svolga quitidianamente!
    Ma senza accanirsi contro la Sicilia, la RAI da sola ha piu’ dipendenti di Mediaset, Sky e tutte le altre televisioni private in Italia. Il costo MEDIO del dipendente RAI e di 90.000 Euro/anno.
    Al TG1 lavorano 174 giornalisti contro i 71 del TG5 e cosi’ per tutti gli altri canali.
    Pensa un po’ che nonostante questo al momento il 10% dei dipendenti RAI (ossia circa 2000 persone) e’ in causa con l’Azienda, nel tentativo di spillare piu’ soldi e risarcimenti.
    Il problema e’ che, a prescindere dalla qualita’ del servizio e dalla reditivita’ dell’Azienda, alla RAI gli stipendi si pagano comunque con i soldi dei contribuenti…e quindi chissene frega.

    3) Tutte le aziende pubbliche sono viste come un luogo in cui garantire welfare al cittadino: il cittadino ha DIRITTO al lavoro, DIRITTO ad uno stipendio decoroso, DIRITTO alla pensione, DIRITTO a tutta una serie di benefit a prescindere dalla qualita’ e dal valore del suo lavoro, a prescindere dal fatto che il suo posto di lavoro sia necessario o meno, a prescindere dal fatto che l’azienda in cui presumibilmente lavora sia competitiva o meno.
    Andare a toccare questo significa guerra civile.
    La mentalita’ e’ che, laddove vi siano centinaia di migliaia di dipendenti pubblici inutili che fagocitano soldi senza produrre nulla… dall’altra parte questo esercito di parassiti dovra’ pur consumare!
    Immagina il caso dei 20.000 dipendenti inutili della regione Sicilia… queste 20.000 famiglie, dovranno pur acquistare una casa, dovranno acquistare i mobili e gli elettrodomestici, dovranno acquistare una o piu’ auto, pagare la benzina, l’assicurazione, comprarsi i vestiti, il mega schermo, 10 o 12 telefonini per famiglia. Dovranno fare le vacanze, andare al ristorante, andare al supermercato tutti i giorni, ecc. no?
    Il problema e’ che spesso e volentieri a questo consumo, a questa propulsione dell’economia locale (commercianti, professionisti, medici, dentisti, ecc. che raccolgono i frutti di questi consumi) non corrisponde un adeguato ritorno a livello di gettito fiscale.
    Anche in questo caso, cambiare questo stato di cose, equivale ad accendere la miccia della guerra civile.

    E allora, diamo la colpa ai politici e a Fiorito che e’ piu’ facile e piu’ nazional popolare!
    Il problema, caro Ale, e’ altriove… in Italia ci sono 3.6 MILIONI di dipendenti pubblici, di cui almeno la meta’ e’ completamente INUTILE!!!
    In Italia ci sono 112.000 bidelli, piu’ dell’Esercito (che conta 108.000 militari) e piu’ della Polizia (che conta 105.000 agenti)!!!
    I soli dipendenti RAI ad esempio, costano piu’ di 1 miliardo di Euro/anno.
    Ma noi preferiamo dare la colpa a Fiorito che ha rubato 1.3 milioni.
    Il problema e’ politico-culturale: in Italia va fatta tabula rasa di certe ideologie malsane.
    Punto e basta.

    • Vedi Ale, qui non è un discorso di destra o sinistra, di pubblico o privato, ma di mentalità. Io sono d’accordo con te su tutto. Non capisco però perché se abbiamo un servizio, che paghiamo, perché lo paghiamo, questo se è pubblico non debba funzionare. Non solo, non capisco neanche perché se è pubblico mi debbo accontentare. Io non mi voglio accontentare. Tu hai la fortuna di vedere la nostra Italia, da una postazione lontane e privilegiata. Qui c’è da rifondare una nazione, c’è da fare un azzeramento della mentalità di tutti noi, e ricostruire. Ma da qualche parte si deve pure partire. Io so solo che, fino ad ora, tutti i sacrifici sono ricaduti sulle spalle dei cittadini. Chi detiene il potere in Italia: politica, industria, finanza e informazione, se ne sono guardate bene dal caricarsi il problema sulle spalle. E mi sono rotto le palle. Io se incontro Fiorito per strada, gli metto le mani addosso, ma non tanto perché fa proprio schifo a vista, ma perché mi ha messo le mani in tasca e ha speso i miei soldi. Come me tantissimi altri. Poi se mi chiedi se il problema è solo questo, ti dico no. Ma loro debbono farsi da parte. Ho seguito le elezioni americane e trovo molto edificante quel tipo di dibattito. Sinceramente faccio il tifo per Obama, so che te la pensi diversamente, ma il bello è che non è in dubbio la serietà di nessuno dei due contendenti. Qui in Italia non abbiamo più gente spendibile. Dopo venti anni di Berlusconi, di zoccole in politica, d’incapaci alla direzione delle reti pubbliche e private oltre che nei giornali sono stanco. Vorrei vedere qualche segno di sacrificio anche da parte di questa gente. Monti, per dirti il più serio che abbiamo (secondo l’opinione pubblica e internazionale) prima di prendersi l’incarico di Premier, si è fatto nominare senatore a vita. Neanche in Uganda, con tutto il rispetto per l’Uganda. Qui si discute ancora di legge elettorale. Non votiamo più le persone. Ma ti sembra normale? Ale sono schifato e se le cose non cambiano, e subito, la vedo proprio brutta. Sono anche consapevole però che se cambiassero domani, i risultati, forse, neanche mio figlio li vedrà. Detto tutto ciò però, il problema non stava tanto nella notizia in se, ma sul fatto che perché Monti lo ha detto che la sanità pubblica è in pericolo, noi ce ne siamo accorti. Ma non lo sapevamo prima?? Mah…Un abbraccio e salutami Bruno the Bear!!! 😀 Ti aspettiamo a Natale, anche Daniela vuole rivederti. 😉

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