Oggi ho letto dei dati impressionanti. Dal 2006 a oggi, le vendite sono dimezzate. Crisi nera, che però non sembra intaccare i venditori. Di solito, quando il mercato scende, oppure è stagnante i prezzi calano. E’ una regola semplice per incrociare la domanda e l’offerta. Invece i prezzi non scendono, le banche non finanziano e le case non si vendono. Tutto ciò genera un effetto domino. Infatti stanno andando in crisi, le agenzie immobiliari; sono in legata alle aziende legate all’edilizia e alle ristrutturazioni; sono in crisi le aziende legate ai suddetti indotti. Non si riesce a vedere un pò di luce. Tutti i fondamentali della nostra economia dormono, e non c’è verso di svegliarli. Che brutto momento.
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Google Glass.
Nel 2014 dovrebbe essere l’inizio della commercializzazione degli occhiali di Google. Negli USA dovrebbero costare 1.500 $. Saranno l’ennesimo gadget hi-tech costoso ed inutile. Secondo me saranno bellissimi, e io adoro i gadget hi-tech costosissimi, soprattutto se inutili. Certo che se funzionassero come il video di presentazione dimostra, sarebbe un bel modo di vedere, e far vedere, la nostra vita. Un terzo occhio che osserva quello che vediamo, con la capacità di memorizzare e rendere reali i nostri ricordi. Sono molteplici le applicazioni che vedo, anche nel mondo del lavoro. Sicuramente cambierà il modo di vedere e comunicare quello che vediamo. Il segreto del successo (annunciato) di questi occhiali sarà l’accesso facilitato a tutto il mondo che gira intorno a Google. Un bel salto in avanti, vediamo se le attese saranno all’altezza del prodotto. Intanto godiamoci la presentazione.
Wired, una rivista multimediale incredibile.
Faccio fatica a leggere le riviste sul mio Ipad. Lo faccio, lo faccio spesso, ma in generale non riesco bene. Il mese scorso ho scoperto, sull’edicola dell’App Store: Wired. E’ una rivista che leggevo cartacea tutti i mesi. E’ l’unica rivista che ancora divoro. La rivista è ben fatta, ha una cura per i particolari incredibile. Articoli, foto, scelta dei colori, carta, impaginazione, la rendono una rivista da sfogliare mille volte. L’impressione che si ha, è che non diventi mai vecchia. Un prodotto così ben fatto, ho pensato, non renderà mai su un Ipad. Non riusciranno mai a creare la stessa emozione che crea la carta, su un IPad. Mi sbagliavo. Leggere Wired su Ipad è un’esperienza del tutto nuova. Sono riusciti a ricreare la bellezza della rivesta cartacea, rendendola interattiva. E’ un’esperienza di lettura nuova. Non si sono limitati a riprodurre un giornale in un formato digitale, hanno creato un modo nuovo d’interfacciarsi con la loro rivista. I miei complimenti a chi, cosa sempre più rara dopo la morte di Steve Jobs, prova ad aprire nuove finestre che guardano al futuro.
Le nuove sfide dei genitori. Comprare l’account facebook dei propri figli.
I miei genitori hanno faticato molto con me. Non che fossi un delinquente, ma si sono trovati a dover affrontare moltissime insidie nella mia educazione. Penso che mia mamma sia stata soddisfatta del risultato, anche se con mia sorella sono riusciti meglio. La mia generazione è stata quella che ha vissuto il passaggio tra analogico e digitale, ma c’erano anche le droghe sintetiche, e le cattive compagnie, e tutte le insidie da cui un bambino sveglio come me, era attratto. Con i miei genitori, ma in particolare con mia mamma, ho sempre parlato. Ho sempre potuto parlare, scambiare opinioni e pareri. Non sempre erano concordi, anche io ho vissuto il conflitto generazionale, ma una cosa non hanno mai fatto: scendere a compromessi sui valori, o su quello che ritenevano giusto. Non si possono comprare i valori. Non si può mercanteggiare per ottenere dei risultati dai propri figli. Con questa idea, cerco di crescere mio figlio. E spero di riuscire, anche se oggi è molto più difficile di un tempo. Ho letto che un papà, negli Stati Uniti, ha comprato l’astinenza da Facebook della figlia. Ha contrattualizzato che, se quest’ultima fosse riuscita a rinunciare a Facebook per cinque mesi, l’avrebbe pagata 200 dollari. Cinquanta alla firma dell’atto, altri 150 dopo cinque mesi. Per sancire tale accordo, hanno controfirmato un regolare contratto. Trovo pericoloso un tale comportamento. Se questo concetto dovesse passare, dovesse diventare il modo di relazionarsi con i propri figli, sarebbe la fine. Se un padre reputa dannoso per la salute della propria figlia una cosa, deve poter avere: il potere e la forza d’impedirla. Se questo signore reputa pericoloso, per la salute mentale della propria bimba, Facebook, deve avere la forza d’impedirne l’accesso, o quanto meno limitarne l’uso. Anche vietandolo. Mi piace pensare, ed intimamente ne sono ancora convinto, che non tutto debba avere un prezzo. Non tutto si deve, e si può, comprare con il denaro. Mi piace pensare in questo mondo, nel quale mi trovo sempre di più un cittadino straniero, che il rispetto, ed anche il timore, dei propri figli non debba mai essere acquistato. Il denaro, alla lunga, rovina ogni rapporto. Il denaro non è mai lo strumento migliore da usare in famiglia. Per lo meno in una famiglia che funziona.
Il mio Amico Cornacchione, ne sarebbe fiero. Lo compro!!!
A differenza di qualche anno fa, l’appassionato di rugby con la voglia di leggersi un libro può godere oggi di vasta scelta. Chiamamola bibliodiversità della letteratura italiana ovale. E consideriamola come uno degli aspetti del boom di interesse che il nostro sport sta vivendo. Si va da nomi già “classici”, come Marco Pastonesi e il suo amore nel rugby per l’aspetto più comico, anzi quasi grottesco e pantagruelico, la sua penna libera e brillante, i suoi giochi di parole, ad un versante che molti amano del nostro sport, quello epico e… cavalleresco, con spunti di storia militare, di Giorgio Cimbrico e de “Gli implaccabili” (lascia intendere di appartenere a questo filone anche “Gli eroi siamo noi” di Giacomo Mazzocchi).
Colui che sta scrivendo confessa di leggere poco di rugby in lingua italiana, perché troppo assorto con libri stranieri. Fra i molti titoli usciti di recente mi pare interessante la scelta…
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Il sig.Sung che lavora alla Apple…
In questi ultimi periodi si deve essere sentito decisamente fuori posto in Azienda. Tutti lo accusavano di plagio, di aver copiato le idee. Un tribunale lo ha anche condannato a risarcire il marchio con la mela morsicata per un miliardo di dollari. Sam, Sam Sung, dipendete Apple di Vancouver ha un nome molto particolare. Ovviamente la condanna si riferisce all’omonima, e ben più famosa, azienda coreana. Se fosse stato vivo Steve Jobs avrebbe trovato sicuramente il modo di scherzarci sopra. Di certo c’è che Sam è diventato uno dei dipendenti più famosi in Apple. Chissà se tale fama sarà sfruttata in una delle prossime campagne commerciali di Apple. Nel frattempo, oltre alla sua fama locale, il giovane Sam si starà godendo anche la fama che il web gli sta fornendo. Speriamo solo che non sia, realmente, parente del papà del Galaxy.
La curiosità dei bambini e il vomito di capodoglio.
Quante volte ci è capitato di passeggiare sulla spiaggia e trovare delle cose curiose sul bagnasciuga. Quante volte dopo averle raccolte, averci giocherellato un po’, le abbiamo poi buttate via. Invece a volte la curiosità andrebbe soddisfatta. Bisognerebbe capire meglio. A fine agosto, un bambino di nome Charlie Naysmith, giocando su una spiaggia del Dorset, si è imbattuto in una strana pietra. Chissà quante altre persone vi erano già passate a fianco. Lui invece l’ha raccolta, e ha fatto quello che i bambini fanno sempre, si è posto delle domande. Chi avrebbe mai detto, a partire dai genitori, che quel bambino aveva in mano del vomito di balena, più precisamente di un capodoglio. Un rarissimo evento naturale, trasforma il vomito di questo cetaceo in un’ambra grigia. Per far si che questo processo si completi, possono passare anche venti anni. La curiosità del bambino, che ha appena compiuto otto anni, è stata stimolata non solo dalla forma, dalla consistenza e dal colore di quella strana pietra, ma anche dall’odore. Infatti quello strano odore unito alla consistenza simile alla cera, ha spinto i genitori a far analizzare quel ritrovamento. Scoprendo anche che era vomito di capodoglio e che quell’elemento così trasformato, ha una proprietà molto ricercata dalle industrie cosmetiche. E’uno dei fissatori animali più ricercati in assoluto, e il valore dell’ambra ritrovata da Charlie, può raggiungere anche 50.000€. Gli articoli che ho letto sono tutti molto incuriositi nel capire cosa farà Charlie con tutto quel denaro. Io invece ne sono scarsamente interessato, spero che ne faccia un buon uso, ma soprattutto che lo aiutino nella vita. Quello che vorrei invece capire io, è dove poterne trovare dell’altra.