Boston, una brutta faccenda.

Attentato BostonEra un pò che non scrivevo, era un pò che non si vedeva un attentato come quello di Boston. Potenzialmente poteva essere una strage, e per quanto è brutto e irrispettoso dirlo, è andata bene così. Ora rimangono i dubbi e le lacrime. I dubbi sono relativi, soprattutto ai perché. Un attentato come quello ordito ieri, non può rimanere senza rivendicazioni. Chi organizza una cosa del genere, con il frastuono che cagiona, non può voler rimanere in disparte. Non credo che il governo degli Stati Uniti, non sappia chi abbia fatto esplodere quelle bombe. Questa assenza d’informazione e di divulgazione mi preoccupa ancora di più. Mi da l’idea della vulnerabilità a cui ci espongono. Perchè, e soprattutto che rischio abbiamo che colpiscano di nuovo. Non è possibile che continui a morire gente comune, bambini. Ieri è morto un bambino di 8 anni, quattro meno di mio figlio, che voleva vedere il papà all’arrivo della maratona. Voleva poterlo abbracciare. Martin, questo era il suo nome, aveva un eroe: quel papà che avrebbe voluto ricevere il premio di quell’abbraccio, dopo 42 chilometri di sofferenza. Quel papà che sarebbe arrivato sul traguardo solo dopo pochi minuti, ed ora quello stesso papà non ha più il suo bambino. A questo genitore gli si deve una risposta. Non ha senso questa follia dell’umanità. Non esiste protesta o battaglia o lotta, che possa portare via un figlio ad un padre. Perché questo inutile sacrificio. Perchè sono sempre gli innocenti i più colpiti. Un’altra immagine che ieri, a caldo, mi ha fatto versare qualche lacrima, è del corridore che, caduto a terra con lo spostamento d’aria. Dopo un primo smarrimento, si è rialzato ed è arrivato sino al traguardo. Era stordito, ferito alle ginocchia, ma è arrivato. Quella maglia arancione che non si è fatta piegare dalla violenza che è esplosa intorno a lui, ed ha portato a casa il suo traguardo, il suo obiettivo. Un gesto di sport, un gesto di tenacia. Mi auguro che quella stessa immagine possa essere replicata da parte di chi deve, e anche velocemente, dare una risposta a tutte queste lacrime, a tutta questa follia.

Pedofilia e Facebook.

pedofiliaLeggere notizie come questa, mi fa venir voglia di essere un delinquente. Mi fa venir voglia di giustizia sommaria. Il fatto risale a qualche giorno fa. La stampa britannica, ha fatto emergere un fatto dai contorni, a dir poco, macabri. Nel Regno Unito, è stato postato su Facebook un video pedo-pornografico. In questo video nel quale un adulto, violenta una minorenne. Già solo questo mi fa salire la bile e lo schifo. Io non reputo i pedofili dei malati, ma dei viziosi da castrare. Senza alcuna pietà. Purtroppo, su alcune cose, non ho il dono del perdono divino, adotterei metodi antichi, ma sicuramente molto più efficaci. La cosa grave, anzi gravissima, è che nel giro di poche ore, quel video, oltre ad avere centinaia di condivisioni, ha avuto quasi 5.000 “like”. Segno evidente che il vecchio detto: “le mamme dei cretini sono sempre incinta”, è sempre più vero, è sempre attuale. Inutili le scuse del management di Facebook che, con colpevole ritardo, ha rimosso il video dopo circa tre ore. Ora io mi chiedo, non è possibile rintracciare il delinquente che ha messo il video on line, e tutti i suoi simili che hanno commentato con un: “mi piace”? Ritengo oltremodo ingiurioso per la ragazza, per i suoi genitori, per chi le vuole bene, e per tutti i genitori di bambine e bambini preoccupati per i loro figli, che, atti come questi rimangano impuniti. Mi piacerebbe un pò di sana giustizia. Mi piacerebbe un pò di antica giustizia.

In cucina con papà.

Paccheri ripieni Ieri era la festa del papà, ma come ogni anno non me ne ricordo mai. Da ragazzino facevo delle figure barbine con mio padre, proprio per questo motivo. Lo scorso week end, sbirciando tra i siti che preferisco, sono andato a vedere i corsi disponibili del Gambero Rosso. Ho trovato l’inaspettata disponibilità di un corso che, da tantissimo tempo, volevo fare: ” in cucina con papà”. Poi ho capito perchè: avevano aumentato considerevolmente il numero delle aule, per la ricorrenza della festa del papà. La serata si può riassumere, sostanzialmente, in un corso di cucina in coppia: padre, figlio. Dire che è stata un’esperienza al contempo: divertente ed emozionante, è dire poco. Insieme a Filippo, che ha fatto il cuoco a tutti gli effetti, ho fatto l’aiuto cuoco, cucinando un pasto completo: primo, secondo con contorno e un dolceHamburger di salmone stupendo. Il menu era: paccheri ripieni di ricotta e prosciutto cotto, gratinati al forno; hamburger di salmone con patate al forno, e un tortino di cioccolata dal cuore morbido. Vedere Filippo, che fa sempre storie a tavola, cucinarsi dei piatti, guarnirli con il suo acerrimo nemico: la verdura; e mangiarli con gusto, mi ha fatto riflettere sull’importanza del coinvolgimento dei nostri figli. Noi diamo per scontato che loro non vogliano partecipare alle cose che facciamo per loro. Anche quelle più comuni, come: la cucina, il giardino, il lavoro. Noi diamo per scontato che loro non vogliano, invece ieri negli occhi di Filippo c’era tanta voglia di fare, d’imparare. E’ stato bellissimo, e molto ben organizzato. Il complesso della Città del Gusto è sempre accogliente. Le aule Dolcetto.sempre pulite e ben attrezzate. Gli chef e gli aiuti, sempre gentili e disponibili. Il risultato, una serata diversa, bella emozionante. Una cosa che consiglio ad ogni papà. Un’occasione unica per vedere i nostri figli con occhi diversi. Un occasione per permettere ai nostri figli di dimostrare quanta voglia hanno d’imparare. Una occasione per passare una serata con i nostri figli, senza l’inquinamento della routine di casa, senza l’inquinamento della televisione, dei videogiochi. Una bella serata, grazie di cuore.

What’s Up, fine della pacchia.

UnknownEntro fine anno What’s up, la celebre applicazione che permette di scambiare messaggi, sarà a pagamento anche per Iphone. Sino ad oggi, era a pagamento solo per gli utenti Android, che, dopo aver pagato 0,89 centesimi al momento dello scarico, lo potevano utilizzare gratis per un anno. Decorso tale termine, si dovrà pagare un abbonamento. Da questo meccanismo erano esclusi i dispositivi iOS. C’è da tenere presente che ogni giorno vengono scambiati oltre cento milioni di messaggi con what’s up. Diventando a pagamento, sarà un bel business. Un problema per molti utilizzatori assidui. E poi come potrò dare la sveglia ai miei amici quando, la mattina presto, sono di ritorno dalla mia dimora romana? Dovremmo trovare una nuova applicazione. Personalmente non sono disponibile a pagare un’applicazione che, quando a sarà a pagamento, sarà un clone dell’app di messagistica di ogni cellulare.

Italia Irlanda: gioia e amaro.

ZanniQuesto sei nazioni, è finito come è iniziato. In uno stadio Olimpico tutto esaurito, l’Italia ha vinto contro un’Irlanda tosta e agguerrita. Non era mai successo, in un sei nazioni, di vincere contro i verdi d’Irlanda. Ieri poi era anche San Patrizio, loro santo, il loro giorno. Il clima fuori lo stadio è solare e giocoso, il sole bacia Roma, e la giornata è mite. Non sono miti gli scontri in campo. Quattro o cinque infortunati, e tre cartellini gialli: due irlandesi e uno a Parisse. Un arbitraggio non all’altezza, che aumenta il valore dell’impresa dei nostri ragazzi. Praticamente la partita si è svolta sempre nella metà campo irlandese, o quasi. Troppe mete sbagliate da noi, e un calcio di Orquera che finisce sul palo. Se le occasioni che abbiamo avuto, avrebbero avuto miglior fortuna, la partita sarebbe dovuta finire con molta più tranquillità, invece abbiamo sofferto fino alla fine. Come sempre. Il risultato è di 22 a 15, una sontuosa prestazione di Zanni, e di tutti i muscoli Italiani. Non ci siamo sottratti agli scontri, e gli irlandesi li hanno sentiti tutti. Sicuramente una partita da ricordare, anche perché ci pone, nella classifica finale di questo sei nazioni, sopra Francia e Irlanda ed insieme alla Scozia. Una doverosa nota per Lo Cicero. Non lo ho mai amato come giocatore, ma gli va dato il giusto onore per l’ultima partita in Nazionale. Ieri ha combattuto come un leone, a dispetto dei suoi 37 anni. All’anno prossimo, ma con ambizioni molto più alte.

Leonardo si sposa.

Anna Billò e LeonardoBellissima dichiarazione d’amore di Leonardo: ex giocatore e ex allenatore del Milan, ora dirigente sportivo del Paris saint Germain, ha chiesto alla compagna, la giornalista di Sky Anna Billò, di sposarlo in diretta. Stanno insieme da quattro anni, ed hanno un bambino, ma per un motivo o per un altro non erano mai riusciti a sposarsi. Per la verità lui un paio di volte gli e lo ha chiesto, ma le carriere hanno sempre avuto la priorità, e tutto è stato rimandato. Rimandato fino ad oggi. E’ una bellissima coppia, e si vede che sono innamorati. Leo ha scelto l’intervista di Sky, dove Anna era la conduttrice, dopo il sorteggio di Champions League, e, approfittando del momento, è riuscito a scucire il fatidico si, alla sua emozionatissima compagna. Mi è molto piaciuta la naturalezza con la quale lui gli e lo ha chiesto, ma soprattutto il fingersi di lei, per niente scossa. Bravo Leonardo, mi raccomando “due volte: uno in Italia e uno in Brasile.” Poco importa contro chi giocherà la sua squadra in Champions, la loro coppa: Anna e Leo, l’hanno già vinta.

E adesso liberiamo l’Ambasciatore.

I due marò italianiLo dico da un po’, l’ho scritto qualche tempo fa, l’India usa mezzi e metodologie antiche come le sue tradizioni. Un popolo che fonda ancora le proprie leggi su distinte classi sociali, si è vista sfuggire i nostri marinai. Infatti sembra che, finalmente, dopo aver ottenuto una licenza di un mese, per andare a votare, i due Marò non sono rientrati in India.  Questo ha scatenato tutte le ire del tribunale di sorveglianza Indiano. Ma nonostante l’India si confessa uno stato moderno; nonostante abbiano armamenti nucleari a disposizione, nonostante sia una delle economie in maggiore ascesa in tutto il globi, è passato oltre un anno e, i suoi tribunali, non sono riusciti a giudicare la giurisdizione del processo pendente sui nostri concittadini. In poche parole, non hanno ancora iniziato a giudicarli. Continuo a pensare che è una storia strana, che s’intreccia con l’economia, con Finmeccanica, con gli elicotteri ordinati, e mai consegnati, con le tangenti, e con mille altre questioni di cui ignoriamo l’esistenza. Sono fermamente convinto che il nostro ministero degli esteri, e quello della difesa, abbiano fatto bene a non riconsegnare i nostri ragazzi agli Indiani. Non erano delle persone da giudicare, ma solo ostaggi d’interessi più alti. La dimostrazione di modernità, la dovremmo dare ora, lasciando giudicare i due marinai da qui. Infatti la distanza, non deve impedire un giusto processo, ma in tempi che non possono, e non devono, decidere gli indiani. Come controffensiva, il “moderno” stato Indiano, ha “ordinato” al nostro ambasciatore in India, di non lasciare il paese. Di fatto è divenuto un ostaggio di lusso. Alla faccia della legge. Alla faccia della giustizia. Alla faccia del diritto internazionale. Mi auguro di cuore che questa vicenda finisca presto, sono stanco delle prepotenze di questo stato antiquato e ingiusto.

Crisi del mercato immobiliare.

vendesiOggi ho letto dei dati impressionanti. Dal 2006 a oggi, le vendite sono dimezzate. Crisi nera, che però non sembra intaccare i venditori. Di solito, quando il mercato scende, oppure è stagnante i prezzi calano. E’ una regola semplice per incrociare la domanda e l’offerta. Invece i prezzi non scendono, le banche non finanziano e le case non si vendono. Tutto ciò genera un effetto domino. Infatti stanno andando in crisi, le agenzie immobiliari; sono in legata alle aziende legate all’edilizia e alle ristrutturazioni; sono in crisi le aziende legate ai suddetti indotti. Non si riesce a vedere un pò di luce. Tutti i fondamentali della nostra economia dormono, e non c’è verso di svegliarli. Che brutto momento.

Apple, non corre più.

Think differentUn silenzio che fa eco. Troppo tempo senza un vero nuovo prodotto. Finita la spinta propulsiva di Steve Jobs, la casa di Cupertino non ha saputo sfornare nessuna novità. Molti restiling, molte variazioni sulle misure. I prodotti diventano: più lunghi, più stretti, più corti, più piccoli, ma nella sostanza non cambiano. Apple ci aveva abituato ad attendere da loro il futuro. La visione di Jobs era la sintesi di quello che tutti noi volevamo. E’ sempre stato bravo ad intercettare queste esigenze, tramutarle in un prodotto che funzionava, e renderlo un oggetto di design. Oggi non capisco come si potesse vivere: senza un Iphone, o senza un touch screen. Non capisco come si potesse vivere senza un Ipad. Quelle sono state idee. Li c’era l’innovazione, e diciamocelo, la differenza di prezzo che, il mercato, era disposta a spendere sui prodotti della mela. Ma dove sono oggi le novità? Si parla di un televisore. Si parla di qualche altro restiling, ma nulla di nuovo. Mi auguro proprio che Apple riprenda i binari del fare creativo. Dov’è il pensiero differente? Lo dico da fanatico della mela.

Inghilterra Italia, rugby allo stato puro.

Inghilterra ItaliaSe l’Inghilterra dovesse vincere questa edizione del sei nazioni, molto sarà dipeso dalla partita di oggi. Il risultato finale è di 18 a 11, ma se ai punti dell’Italia si aggiungono due calci mancati da Orquera, e due mete, praticamente fatte, abbiamo la sintesi della partita. Ma con i se e con i ma, come dicono i pragmatici, non si vincono: ne partite, ne i tornei. Gli Inglesi non marcano neanche una meta, e fanno punti solo con i piedi di Flood. Noi invece, facciamo una bella meta con Mc Lean, che va a raccogliere un bel calcetto a scavalcare la difesa, di Orquera. L’Italia ha giocato bene, e oltre alla solita classe di Parisse, la forza di Masi e l’intelligenza di Zanni, oggi va segnalato un trasformato Mc Lean. Forse la sua migliore prestazione in nazionale. Una partita tutta lotta e placcaggi. Nel rugby non si parla mai dell’arbitro, ma a me oggi non è piaciuto per niente. Preciso e meticoloso nel fischiare i nostri falli, assolutamente permissivo nei confronti dei bianchi Inglesi. Espugnare Twickenham è un impresa riuscita a pochi, ma oggi l’Italia ci è andata molto vicino. Bravi ragazzi, ora con la testa e con il cuore, bisogna tornare a Roma ed iniziare a pensare, da subito, all’Irlanda. Bisogna chiudere questo sei Nazioni nello stesso modo in cui lo abbiamo aperto.