Dormire tra le fronde: primo via libera al ddl per costruire case sugli alberi!

Potrebbe essere un’idea….

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Le case sugli alberi una cosa da bambini? A Trento non più! La Terza Commissione della Provincia ha infatti dato il via libera al ddl proposto da Mauro Delladio (Pdl) che introduce la possibilità di realizzare questo tipo di costruzioni. La tipologia abitativa è però consentita “solo in presenza di immobili che offrano servizi centralizzati” e all’interno di strutture turistiche già esistenti, come villaggi e campeggi. Ma è solo un primo passo, ora la palla rimbalza al consiglio della Provincia autonoma di Trento che dovrebbe avvenire intorno a metà giugno. Pur non conoscendo ancora gli aspetti specifici (dalle metrature alle altezze fino alle modalità costruttive e alla distribuzione dei locali), per i quali si devono ancora attendere i dettagli della giunta provinciale, è già certo che le queste case in “stile Tarzan” non potranno aver né bagno né cucina. Alla fine, quindi, potrebbe sbarcare anche in Italia la possibilità di…

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Corso Pizza Amatoriale.

Pizza senza glutineUn paio di settimane fa, ho partecipato ad un corso di cucina. Più precisamente ad un corso per pizza amatoriale. Mi ero sempre incuriosito a corsi del genere, mi sarebbe sempre piaciuto farlo, ma ho sempre pensato che, forse, non sarei mai riuscito a tirare fuori un prodotto buono, da condividere con gli amici. La pizza è un must della socialità. Il corso si è svolto in due serate, per un totale di sei ore. Un maestro molto capace e simpatico, Pino Arletto, ci ha accompagnato nei segreti di questo mondo, solo all’apparenza, di facile approccio. In questi due giorni abbiamo appreso, inizialmente, la parte teorica, e nel secondo giorno abbiamo svolto la parte manuale e pratica. La giornata teorica sulla lievitazione e sui principi che muovono tale processo mi erano sconosciuti, e la preparazione dell’impasto, con il suo rituale, l’ordine degli ingredienti, e la loro grammatura. Prima del corso, mi sono reso conto che: sbagliavo tutto!! Pino è stato molto bravo nel far lievitare, oltre che l’impasto, anche la mia curiosità. Abbiamo alla fine di ogni giornata del corso, pasteggiato con la pizza preparata da noi. Inutile dire che era buonissima. Ho provato a sperimentare un po’ a casa in questi giorni, e sabato, invitati: Daniela, mia sorella e mio cognato, e le due nipotine, ho sfornato le prime pizze post corso. Come prima volta direi un ottimo risultato, ora debbo solo lavorare sulla giusta quantità d’impasto per le mie teglie. Fare la pizza, ma soprattutto farla bene, è un arte. La semplicità è solo apparente. Bisogna, come tutto, avere delle giuste nozioni, delle informazioni senza le quali non si può fare il salto di qualità. La mia più grande soddisfazione però è stata quella di riuscire a trovare una buona miscela per la pizza senza glutine. Nel turbinio di esperimenti, ho provato anche questo. Non è stato per niente facile, e proprio per questo mi ha reso orgoglioso di esserci riuscito. Il risultato, anche in questo caso, di assoluto valore. In conclusione, i soldi del corso ben spesi, e sicuramente mi segnerò anche al secondo livello. Grazie Pino.

Come al solito ci rimette la brava gente.

Luigi PreitiE’ un pò che non scrivo, ma lo schifo di questi giorni è tantissimo. Enrico Letta è una brava persona, un giovane, ma con l’esperienza di un anziano. Forse oramai infettato dal palazzo, ma non voglio avere visioni preconcette, anche se sono disilluso, e so che, per come siamo messi, serve una svolta epocale, che parta dalla base. Da noi. Ovviamente la politica deve metterci il suo. Deve dare l’indirizzo, deve dare l’esempio. La gente è stanca, è avvilita, è colpita nelle cose basilari, nella dignità. Il voto di protesta così massiccio era un indizio; la marea di suicidi che stanno colpendo la nostra nazione, ad ogni livello sociale, il secondo indizio; il terzo indizio è l’attentatore di palazzo Chigi. Se è vero che tre indizi fanno una prova ci siamo. Luigi Preiti ha dichiarato testualmente: “volevo colpire i politici”. E l’idea che la politica, in questo momento, sia il problema, non la soluzione è molto diffusa. Quando poi finiranno, giustamente, d’indagare e capiranno che la disperazione di quell’uomo derivava, non dalla separazione, non dalla pazzia, ma dal fatto che a cinquanta anni non si può tornare a casa con i genitori a ottocento chilometri dal figlio. Non si può non avere la possibilità di mantenere un figlio oramai undicenne. Non si può non avere speranze. Non si può non avere un lavoro, e nessuna possibilità di ritrovarlo. Questo è il problema. Mi sembra normale impazzire. Viviamo in una situazione in cui la normalità è la disperazione. Il problema però, quello vero, è che a rimetterci sono stati due carabinieri che stavano facendo il loro lavoro. Loro, che spesso fanno da scudo umano a istituzioni marce, a politici che invece di capire il dissenso della piazza alzano il dito medio. Per questi comportamenti, un uomo rischia la paralisi, ed un altro è stato ferito. La responsabilità di questo nuovo esecutivo è quella di dare risposte: chiare, veloci ed esaustive, ad un popolo che, sino ad oggi, si è dimostrato molto paziente. Speriamo bene.

Napolitano, il fallimento della politica.

Giorgio NapolitanoQualche giorno fa ho scritto che Marini Presidente non mi piaceva. E’ successo di peggio. Giorgio Napolitano, ha accettato la candidatura, ed è stato rieletto Presidente della Repubblica. E’ la situazione più comoda per questi politicanti da quattro soldi. Hanno eletto un Presidente che vuole, ad ogni costo, fare un governo di larghe intese. Questa gente ha fatto di tutto per rimanere attaccata alle poltrone. Attaccata allo stipendio da nababbi che percepiscono e a tutti i privilegi che ne conseguono. Hanno barattato il nostro futuro, e quello dei nostri figli, per un piatto di minestra. Come fa un Presidente ad adempiere le sue funzioni a 88 anni. Quando finirà il mandato, se in vita, avrà 95 anni. Per carità, Napolitano è sempre stato irreprensibile, ed ha sempre dato il massimo. Ma dove sta il cambiamento, dove sta il nuovo. A me non piaceva neanche Rodotà. Avrei preferito di gran lunga una donna, magari non politica (non la Cancellieri parla come Lisa Simpson). Ho una gran voglia di vedere qualcosa di nuovo, qualcosa che possa finalmente stupirmi, qualcosa che possa farmi tornare ad essere orgoglioso di essere Italiano.

Marini Presidente, non mi piace per niente.

Bandiera ItalianaNon c’è niente da fare. Reputavo Bersani una persona capace, molto colta e per bene. L’ho molto apprezzato nel suo lavoro (incompiuto) come ministro. Ha iniziato una fase nuova, quella delle liberalizzioni, che poi nessuno ha avuto il coraggio di proseguire. Soprattutto chi fregia del titolo di liberale. Ma quelli erano altri tempi. Non aveva ancora le mani sporche dalla politica. O almeno non le aveva così sporche. Da segretario di partito non è riuscito a fare nulla di buono. E’ riuscito a perdere le ultime elezioni, e sembrava impossibile perderle. Ha ceduto almeno dieci punti a Berlusconi, che sembrava sconfitto prima d’iniziare la campagna elettorale. Non ha permesso a Renzi di prendere in mano il centro sinistra per dare una reale svolta alla politica e, forse, al nostro paese. Il risultato delle ultime elezioni, mi sembra molto chiaro. Gli Italiani hanno detto, in modo chiaro e netto: basta con il vecchio, basta con il passato. Facce nuove, modalità nuove. Grillo, il grande vincitore dall’ultima tornata, lo ha fatto dando delle spallate al sistema, e la gente lo ha premiato. E Bersani cosa fa? Candida Franco Marini. Il vecchio che nessuno vuole più, se non Bersani stesso, e Berlusconi. Marini, che non ha passato la tornata elettorale come senatore in Abruzzo, si ritrova ad essere riciclato per il quirinale. Quindi da un lato gli italiani bocciano un politico, e la politica lo ritira in ballo. Non si riesce, in questo paese, a fare scelte coraggiose. E intanto l’Italia muore. Muore di se stessa.

Boston, una brutta faccenda.

Attentato BostonEra un pò che non scrivevo, era un pò che non si vedeva un attentato come quello di Boston. Potenzialmente poteva essere una strage, e per quanto è brutto e irrispettoso dirlo, è andata bene così. Ora rimangono i dubbi e le lacrime. I dubbi sono relativi, soprattutto ai perché. Un attentato come quello ordito ieri, non può rimanere senza rivendicazioni. Chi organizza una cosa del genere, con il frastuono che cagiona, non può voler rimanere in disparte. Non credo che il governo degli Stati Uniti, non sappia chi abbia fatto esplodere quelle bombe. Questa assenza d’informazione e di divulgazione mi preoccupa ancora di più. Mi da l’idea della vulnerabilità a cui ci espongono. Perchè, e soprattutto che rischio abbiamo che colpiscano di nuovo. Non è possibile che continui a morire gente comune, bambini. Ieri è morto un bambino di 8 anni, quattro meno di mio figlio, che voleva vedere il papà all’arrivo della maratona. Voleva poterlo abbracciare. Martin, questo era il suo nome, aveva un eroe: quel papà che avrebbe voluto ricevere il premio di quell’abbraccio, dopo 42 chilometri di sofferenza. Quel papà che sarebbe arrivato sul traguardo solo dopo pochi minuti, ed ora quello stesso papà non ha più il suo bambino. A questo genitore gli si deve una risposta. Non ha senso questa follia dell’umanità. Non esiste protesta o battaglia o lotta, che possa portare via un figlio ad un padre. Perché questo inutile sacrificio. Perchè sono sempre gli innocenti i più colpiti. Un’altra immagine che ieri, a caldo, mi ha fatto versare qualche lacrima, è del corridore che, caduto a terra con lo spostamento d’aria. Dopo un primo smarrimento, si è rialzato ed è arrivato sino al traguardo. Era stordito, ferito alle ginocchia, ma è arrivato. Quella maglia arancione che non si è fatta piegare dalla violenza che è esplosa intorno a lui, ed ha portato a casa il suo traguardo, il suo obiettivo. Un gesto di sport, un gesto di tenacia. Mi auguro che quella stessa immagine possa essere replicata da parte di chi deve, e anche velocemente, dare una risposta a tutte queste lacrime, a tutta questa follia.

Pedofilia e Facebook.

pedofiliaLeggere notizie come questa, mi fa venir voglia di essere un delinquente. Mi fa venir voglia di giustizia sommaria. Il fatto risale a qualche giorno fa. La stampa britannica, ha fatto emergere un fatto dai contorni, a dir poco, macabri. Nel Regno Unito, è stato postato su Facebook un video pedo-pornografico. In questo video nel quale un adulto, violenta una minorenne. Già solo questo mi fa salire la bile e lo schifo. Io non reputo i pedofili dei malati, ma dei viziosi da castrare. Senza alcuna pietà. Purtroppo, su alcune cose, non ho il dono del perdono divino, adotterei metodi antichi, ma sicuramente molto più efficaci. La cosa grave, anzi gravissima, è che nel giro di poche ore, quel video, oltre ad avere centinaia di condivisioni, ha avuto quasi 5.000 “like”. Segno evidente che il vecchio detto: “le mamme dei cretini sono sempre incinta”, è sempre più vero, è sempre attuale. Inutili le scuse del management di Facebook che, con colpevole ritardo, ha rimosso il video dopo circa tre ore. Ora io mi chiedo, non è possibile rintracciare il delinquente che ha messo il video on line, e tutti i suoi simili che hanno commentato con un: “mi piace”? Ritengo oltremodo ingiurioso per la ragazza, per i suoi genitori, per chi le vuole bene, e per tutti i genitori di bambine e bambini preoccupati per i loro figli, che, atti come questi rimangano impuniti. Mi piacerebbe un pò di sana giustizia. Mi piacerebbe un pò di antica giustizia.

In cucina con papà.

Paccheri ripieni Ieri era la festa del papà, ma come ogni anno non me ne ricordo mai. Da ragazzino facevo delle figure barbine con mio padre, proprio per questo motivo. Lo scorso week end, sbirciando tra i siti che preferisco, sono andato a vedere i corsi disponibili del Gambero Rosso. Ho trovato l’inaspettata disponibilità di un corso che, da tantissimo tempo, volevo fare: ” in cucina con papà”. Poi ho capito perchè: avevano aumentato considerevolmente il numero delle aule, per la ricorrenza della festa del papà. La serata si può riassumere, sostanzialmente, in un corso di cucina in coppia: padre, figlio. Dire che è stata un’esperienza al contempo: divertente ed emozionante, è dire poco. Insieme a Filippo, che ha fatto il cuoco a tutti gli effetti, ho fatto l’aiuto cuoco, cucinando un pasto completo: primo, secondo con contorno e un dolceHamburger di salmone stupendo. Il menu era: paccheri ripieni di ricotta e prosciutto cotto, gratinati al forno; hamburger di salmone con patate al forno, e un tortino di cioccolata dal cuore morbido. Vedere Filippo, che fa sempre storie a tavola, cucinarsi dei piatti, guarnirli con il suo acerrimo nemico: la verdura; e mangiarli con gusto, mi ha fatto riflettere sull’importanza del coinvolgimento dei nostri figli. Noi diamo per scontato che loro non vogliano partecipare alle cose che facciamo per loro. Anche quelle più comuni, come: la cucina, il giardino, il lavoro. Noi diamo per scontato che loro non vogliano, invece ieri negli occhi di Filippo c’era tanta voglia di fare, d’imparare. E’ stato bellissimo, e molto ben organizzato. Il complesso della Città del Gusto è sempre accogliente. Le aule Dolcetto.sempre pulite e ben attrezzate. Gli chef e gli aiuti, sempre gentili e disponibili. Il risultato, una serata diversa, bella emozionante. Una cosa che consiglio ad ogni papà. Un’occasione unica per vedere i nostri figli con occhi diversi. Un occasione per permettere ai nostri figli di dimostrare quanta voglia hanno d’imparare. Una occasione per passare una serata con i nostri figli, senza l’inquinamento della routine di casa, senza l’inquinamento della televisione, dei videogiochi. Una bella serata, grazie di cuore.

E adesso liberiamo l’Ambasciatore.

I due marò italianiLo dico da un po’, l’ho scritto qualche tempo fa, l’India usa mezzi e metodologie antiche come le sue tradizioni. Un popolo che fonda ancora le proprie leggi su distinte classi sociali, si è vista sfuggire i nostri marinai. Infatti sembra che, finalmente, dopo aver ottenuto una licenza di un mese, per andare a votare, i due Marò non sono rientrati in India.  Questo ha scatenato tutte le ire del tribunale di sorveglianza Indiano. Ma nonostante l’India si confessa uno stato moderno; nonostante abbiano armamenti nucleari a disposizione, nonostante sia una delle economie in maggiore ascesa in tutto il globi, è passato oltre un anno e, i suoi tribunali, non sono riusciti a giudicare la giurisdizione del processo pendente sui nostri concittadini. In poche parole, non hanno ancora iniziato a giudicarli. Continuo a pensare che è una storia strana, che s’intreccia con l’economia, con Finmeccanica, con gli elicotteri ordinati, e mai consegnati, con le tangenti, e con mille altre questioni di cui ignoriamo l’esistenza. Sono fermamente convinto che il nostro ministero degli esteri, e quello della difesa, abbiano fatto bene a non riconsegnare i nostri ragazzi agli Indiani. Non erano delle persone da giudicare, ma solo ostaggi d’interessi più alti. La dimostrazione di modernità, la dovremmo dare ora, lasciando giudicare i due marinai da qui. Infatti la distanza, non deve impedire un giusto processo, ma in tempi che non possono, e non devono, decidere gli indiani. Come controffensiva, il “moderno” stato Indiano, ha “ordinato” al nostro ambasciatore in India, di non lasciare il paese. Di fatto è divenuto un ostaggio di lusso. Alla faccia della legge. Alla faccia della giustizia. Alla faccia del diritto internazionale. Mi auguro di cuore che questa vicenda finisca presto, sono stanco delle prepotenze di questo stato antiquato e ingiusto.

Crisi del mercato immobiliare.

vendesiOggi ho letto dei dati impressionanti. Dal 2006 a oggi, le vendite sono dimezzate. Crisi nera, che però non sembra intaccare i venditori. Di solito, quando il mercato scende, oppure è stagnante i prezzi calano. E’ una regola semplice per incrociare la domanda e l’offerta. Invece i prezzi non scendono, le banche non finanziano e le case non si vendono. Tutto ciò genera un effetto domino. Infatti stanno andando in crisi, le agenzie immobiliari; sono in legata alle aziende legate all’edilizia e alle ristrutturazioni; sono in crisi le aziende legate ai suddetti indotti. Non si riesce a vedere un pò di luce. Tutti i fondamentali della nostra economia dormono, e non c’è verso di svegliarli. Che brutto momento.