La curiosità dei bambini e il vomito di capodoglio.

Quante volte ci è capitato di passeggiare sulla spiaggia e trovare delle cose curiose sul bagnasciuga. Quante volte dopo averle raccolte, averci giocherellato un po’, le abbiamo poi buttate via. Invece a volte la curiosità andrebbe soddisfatta. Bisognerebbe capire meglio. A fine agosto, un bambino di nome Charlie Naysmith, giocando su una spiaggia del Dorset, si è imbattuto in una strana pietra. Chissà quante altre persone vi erano già passate a fianco. Lui invece l’ha raccolta, e ha fatto quello che i bambini fanno sempre, si è posto delle domande. Chi avrebbe mai detto, a partire dai genitori, che quel bambino aveva in mano del vomito di balena, più precisamente di un capodoglio. Un rarissimo evento naturale, trasforma il vomito di questo cetaceo in un’ambra grigia. Per far si che questo processo si completi, possono passare anche venti anni. La curiosità del bambino, che ha appena compiuto otto anni, è stata stimolata non solo dalla forma, dalla consistenza e dal colore di quella strana pietra, ma anche dall’odore. Infatti quello strano odore unito alla consistenza simile alla cera, ha spinto i genitori a far analizzare quel ritrovamento. Scoprendo anche che era vomito di capodoglio e che quell’elemento così trasformato, ha una proprietà molto ricercata dalle industrie cosmetiche. E’uno dei fissatori animali più ricercati in assoluto, e il valore dell’ambra ritrovata da Charlie, può raggiungere anche 50.000€. Gli articoli che ho letto sono tutti molto incuriositi nel capire cosa farà Charlie con tutto quel denaro. Io invece ne sono scarsamente interessato, spero che ne faccia un buon uso, ma soprattutto che lo aiutino nella vita. Quello che vorrei invece capire io, è dove poterne trovare dell’altra.

Minetti e Zanardi, due esempi di carattere.

La vera fortuna nella vita di una persona è il carattere. Solo il carattere ti da la forza di rialzarti quando si cade. Ti permette di ottenere i risultati. L’ostinazione, la forza di creare qualcosa di buono, anche quando tutto può sembrarti perduto, solo il carattere te lo da. Purtroppo il carattere non si compra, non si presta. In questi giorni mi vengono in mente due persone: Annalisa Minetti e Alessandro Zanardi. La prima, non vedente, ha sempre cercato di ottimizzare tutte le altre qualità che la natura gli ha messo a disposizione. Con questa voglia di non piangersi addosso, di dimostrare quanto si può essere comunque fortunati, nonostante tutto, è riuscita a vincere un Festival di San Remo e a diventare La medaglia di Annalisa MinettiMiss Italia. Nelle ultime para-olimpiadi, ha vinto una bellissima medaglia di bronzo, facendo, per l’altro, segnare il record italiano, nei 1.500 metri. Alessandro Zanardi invece, un talento assoluto nell’automobilismo, dopo essere rimasto vittima di un famigerato incidente nel quale ci ha rimesso le gambe, si è saputo “rialzare” ed ha vinto ben due ori nella disciplina cronometro H4. Queste due persone, questi due Italiani sono, per me, due esempi. Il messaggio che mi hanno lasciato è: “impegnati, trova stimoli e non abbatterti. I risultati dipendono solo da te stesso. Non esiste fortuna o sfortuna, tutto risiede nelle tue capacità”. Facciamone buon uso di questi messaggi. Grazie Annalisa, e grazie Alessandro.

La medaglia di Alessandro Zanardi

Non capisco più….

…ho forse non ho mai capito. E’ un brutto periodo per tutti. Sicuramente non per tutti, ma certamente per molti. I miei genitori mi hanno sempre inculcato: i sani principi, i valori, la buona educazione, ma forse hanno sbagliato tutto. Il risultato che hanno ottenuto è che il loro figliolo, è venuto fuori un tipino a modo, che rispetta le regole, di sani principi e radicati valori; ma, l’impressione che ho è che, in questo mondo, tutta questa positività rischia di farti diventare un perdente. Viviamo in una società competitiva, fondata su falsi moralismi e senza alcuna regola di base. Non solo, chi dovrebbe far rispettare le regole, anche quelle più comuni, più banali, più semplici: o è impossibilitato a farlo, oppure, nella maggior parte dei casi, è disinteressato. Risultato, i disonesti perpetrano reati, e non gli succede nulla. Gli onesti, quelli che pagano le tasse, i fornitori, i propri collaboratori, le bollette, sono inermi. Senza difese, e nessuna possibilitò di attacco. Sempre più spesso ho voglia d’iniziare a non rispettare più le regole, i paletti. Andare oltre, e anche contro, quella morale che da sempre ho coltivato. Ho sempre più voglia di far uscire tutta la parte peggiore di me, e misurare i risultati che questa riesce ad ottenere. Non è possibile che sento parlare di spred, di legge elettorale, o dei battibecchi tra questo, o quel politico, mentre non si sente alcun dibattito su come cercare di rendere migliore questa società, questo nostro paese. Non è chiaro a tutti che se non si ristabiliscono le regole di base, questo paese non si riprenderà mai. L’altro ieri mi sono sentito dire dall’avvocato che sta intentando una causa contro una tipa che ci ha truffato: “…questa non ha nulla da perdere, non riprenderai mai quello che ti ha sottratto.” Ma porca miseria, allora basta non avere nulla, intestare tutto quello che si ha ai propri figli, mogli, compagne, genitori, e si può delinquere senza problema. Ma perché per i reati civili, nella Paperopoli in cui viviamo, non si può far in modo che chi ruba: VADA IN GALERA?? Io non sono quello che si dice un giurista, ma  sarebbe molto semplice. Chi viene riconosciuto colpevole di un reato civile, dopo i nostri tre gradi di giudizio che hanno solo il potere di allungare il brodo, in uno stato  pregnato di garantismo bieco e ottuso, o paga, oppure finisce ai lavori socialmente utili. Lo mettiamo a costruire le strade, oppure a potare i giardini, oppure a raccogliere l’immondizia nelle strade, gli si paga uno stipendio, ovviamente sottratto del vitto e l’alloggio che il carcere passa al detenuto, e poi il resto deve occorrere a pagare il debito che il furfante in questione ha prodotto con il suo operato. Molto semplice direi. Il risultato sarebbe triplice: il primo effetto un deterrente a delinquere; il secondo risultato, una soddisfazione di chi si è visto, ingiustamente, sottratto un proprio bene. In ultimo, ma non da ultimo, il furfante, imparerebbe un mestiere. Invece no. In Italia, un paese che fa parte degli otto stati più industrializzati, non funziona così bisogna sobbarcarsi in una causa, che durerà quanto il ciclo di studi, università compresa, dei propri figli. Facendo arricchire avvocati e consulenti, per arrivarsi a sentir dire dopo: “…hai vinto la causa, ma non ha nulla da perdere. Accontentati della magra soddisfazione di aver vinto.” Non ci sto più. Bisogna dare a questa gente la morte civile. Si deve far in modo che questa feccia non abbia più la possibilità di offendere, di ledere il prossimo. Altri stati, molto più civili di noi, se sei un delinquente non la passi liscia come qui da noi. Se poi sei recidivo le pene diventano molto, ma molto, esemplari. Dobbiamo mettere in sicurezza tutte le persone oneste che ci sono nel nostro bel paese. Dobbiamo proteggere tutte quella gente che si muove nello stretto recinto delle regole, del vivere civile. In uno stato civile è sicuramente più alto il livello di libertà, oltre alla voglia di costruire qualcosa. Il desiderio di tante persone con le quali mi confronto, non è più quello di costruire qualcosa qui, in Italia, ma bensì è quello di andarsene. Me compreso. Non è un bel segnale.

20.000 Euro al mese sono pochi…

Il contratto di “buonuscita” che l’oramai ex direttore del TG4 ha stipulato con Mediaset, prevede: ventimila euro al mese netti, macchina, autista e casa (che ovviamente prevede anche il pagamento delle utenze). Qual’è la risposta dell’ottantunenne Emilio Fede? “Non basta, scendo in politica”. Vuole fondare un suo partito, e tra il suo programma vuole riaprire le case chiuse per togliere le prostitute dalla strada. Non solo, non pago, ha dichiarato che nella sua lista vorrebbe anche Roberto Saviano. Mi sono ripromesso in questo blog di non parlare mai di politica, e di fatto non lo sto facendo, Emilio Fede non è un uomo politico, ma da cittadino due domande mi vengono proprio spontanee, e sarei felice se qualcuno mi aiutasse a capire. La prima, come può un uomo che è stato un celebre invitato delle cene Berlusconiane, poter venire a fare il moralizzatore quando, è assodato, che ha pagato delle donne per avere la loro “compagnia”? Secondo punto, come può solo menzionare Roberto Saviano quando, nella sua veste di giornalista e direttore di un telegiornale, lo ha attaccato continuamente e senza nessun motivo? Mi auguro proprio che questo signore si presenti in politica,  e fondi il suo partito, ma soprattutto permetta a noi cittadini (elettori) di esprimere tutto il nostro disprezzo verso quello che è stato, sia come persona che come giornalista e direttore, non prendendo un solo voto. E’ ora di farla finita. Basta gente che vuole prenderci per il naso.

L’assenza.

Dove sei. Ti cerco, ti chiamo, ma Te non rispondi. E’ dalla vigilia di Natale che non mi dici più nulla. Ti ho forse fato qualcosa? Non puoi pensare di essere il riferimento, la guida, di qualcuno e poi sparire così, da un giorno all’altro. Ho tante cose da dirti, ho tanti consigli da chiederti. Per colpa tua ho una rabbia dentro che non riesco a far affievolire. Dopo che te ne sei andata, ho pensato che con il tempo tutto sarebbe migliorato, ma niente. Sei un’assenza troppo ingombrante, nella stessa misura in cui eri discreta quando eri qui. Il tuo non esserci riempie tutti gli spazi, ogni minuto della mia vita. Questi 8 mesi, o poco più, sono trascorsi lenti inesorabili. A volte ti vedo, accucciata sul pavimento di marmo, dove una volta c’era il corridoio, e io sono sulle tue spalle. Facevamo il cavallino ricordi? Poi mi giro e te sei li. Tieni la testa a Nonna Caterina. Quanto è magra, quanto ti somiglia. Ora sei seduta con Filippo, sul parquet di casa, nel salone, ricordi? Stai giocando con le costruzioni. Quanto gli manchi a questo bimbo. Le costruzioni rimangono uno dei suoi giochi preferiti ancora oggi. E a te sembra giusto fare questo gioco? E’ stupido! Non puoi sparire così. Ti ricordi quante discussioni? Quanto mi facevi arrabbiare! Dovevi sempre dire l’ultima, ed era sempre diversa dalla mia. Ma quanto darei per darti ragione. Almeno una volta. Anche perchè molto spesso avevi ragione sul serio. Una sola volta, darei la mia vita per riaverti qui a cena una sera. Ricordi quante cenette io e te, mentre papà se ne andava sempre al solito posto? Non ne facevo neanche una giusta secondo te, ma eri sempre li a spronarmi. Eri la mia più grande detrattrice e la mia più grande tifosa. Troppo tardi ho capito che quelle tue critiche erano solo per far uscire il meglio di me. Te mi hai regalato un patrimonio di capacità, e volevi solo che togliessi il freno a mano. Volevi solo che non mi accontentassi delle mediocrità. Qui non è finito il tuo lavoro. Te ne sei andata senza neanche vedere i miei geranei. Sono bellissimi. Colorati e vari, come piacciono a te. Certo non sono belli come i tuoi, ma è un buon inizio. Sono diventato proprio bravo a fare le lavatrici. Ancora non stiro, ma penso che non lo farò mai. Daniele è sempre stato più bravo di me a farlo. Ma Daniele è più bravo di me a fare molte cose. Benedetta cresce e gli manchi. Perchè non torni? Maria Chiara è ancora più bella. Si avvicina sempre di più all’adolescenza. A Silvia servirà il tuo aiuto quando ci arriverà, quell’età per una bambina è particolare. Quanto ti assomiglia Silvia. Non fisicamente, è sempre di più – tutto – papà, ma si muove come te. Riesce ad organizzare tutto ed apparentemente è forte. Come può essere forte un albero di fronte all’uragano più grande. Perché il fatto che te ne sei andata è come quell’uragano. Si può essere forti con tutto e tutti, ma poi arriva quell’assenza che ti annienta. Angelino va come un treno. Corre sempre e mangia da far paura, ma non ingrassa. A Filippo, gli manchi. Gli manca la nonna, quella che ha voluto salutare dalla finestra a Tor Vergata, ricordi? Ti sei sistemata i capelli, hai preso il telefono per parlare con lui (era troppo lontano e te troppo debole) e dalla finestra lo guardavi, e parlavi con lui. Cresce mamma, sta crescendo bello come il sole. Ha tanta voglia di vivere e ho l’impressione di non essere abbastanza per lui. Abbastanza forte, abbastanza bravo, abbastanza papà. Dopo che te ne sei andata mi sembra che passo troppo poco tempo con lui, troppo poco tempo per lui. Vorrei essere la metà di quello che te sei stata con me. Sarei il miglior padre del mondo. Altre volte mi sembra di vederti al mio fianco, sul divano, come se partecipassi ai miei pensieri, senza renderti conto di esserne parte. La parte più grande. Tutto si sarebbe potuto risolvere quando sapevo dove chiamarti, dove cercarti. Te c’eri. Ora è tutto più difficile. Le salite sono più ripide, le discese burroni. Papà fa finta che non è cambiato nulla, ma te gli manchi. Non ha mai saputo dimostrartelo, ma senza di te non è nulla. Fa finta di essere impegnato, ma gira a vuoto. Anche Daniela vorrebbe condividere con te delle cose. Sai è una ragazza fantastica, per certi versi vi somigliate. Non sto qui a dirti quali, ma vi somigliate. Vorrebbe parlarti ancora, come quella mattina che sei venuta a prenderti il caffè. Lei ti conosce da quello che gli racconto io, da quello che gli racconta la gente che ti conosce, ma non è la stessa cosa. Lei vorrebbe parlarti. Sai Daniela è un pò lenta, ma quando inizia a darti, non la finisce più. E’ come te. Ti sei lamentata con Silvia che non vengo mai a trovarti. E te? Ti ricordi quel week end a Pavia? Te, Filippo e me. Che bel week end. Quello che doveva essere un viaggio per andare a consultare un medico, un luminare, si è trasformata nella vacanza insieme, che non facevamo più da troppo tempo. Quel dottore ha detto che voleva darti una qualità della vita migliore. Perché non gli hai dato il tempo di farti aiutare? Con te, è andato via un pezzo di me. Se non torni, non potrò essere più lo stesso. Torna, non albergare solo nei miei pensieri, accompagnami almeno nei miei sogni. Non può esserci un posto dove te possa resistere, lontano da tutti noi. Sei proprio un’egoista, o forse lo sono io. Forse sei solo stanca, stai riposando. Mentre aspetto che torni, al mare, uso il tuo accappatoio. Asciuga da schifo e non ha il cappuccio, ma almeno quello mi fa sentire vicino a te. Ti prometto che se torni sarai come una regina. Ci sarò io a vegliare su di te. Non dovrai più stancarti, non dovrai più correre per tutti. Riposa mamma, se ne hai bisogno riposa, ma appena puoi torna, torna presto, tutti noi ti aspettiamo.

La sanità che uccide.

Lo ammetto ho usato il rewind per riascoltare la notizia. Un bambino morto a Roma perché hanno sbagliato a mettere una flebo. Il bimbo figlio di genitori filippini, nato prematuro, ha ricevuto del latte, invece che per bocca per endovena. Sconcertante. La morte è sopraggiunta velocemente. Non commento poi il tentativo di sotterrare quanto successo. Solo l’intervento del magistrato ha scongiurato la cremazione dell’innocente salma. Come fanno dei professionisti come i medici e i paramedici dell’ospedale San Giovanni a mettere nelle vene di un bambino appena nato del latte. Sono vicino ai genitori del bambino e mi auguro che, parte del loro dolore, possa essere lenita dalla giustizia terrena, prima ancora di quella divina per chi crede. Seguirò molto da vicino, e con molta attenzione lo sviluppo di questo sconvolgente avvenimento.

Anticipata di due giorni la fine del mondo.

Calendario Maya

Calendario Maya

Una scoperta di qualche giorno fa, in una grotta Guatemalteca, confermerebbe il mese e l’anno in cui arriverebbe la fine del mondo, secondo le profezie e il calendario Maya, ma non il giorno. Infatti la data stimata secondo la traduzione di alcuni geroglifici, sarebbe quella del 21, e non del 23 dicembre, come più diffusamente conosciuta. La scoperta è stata effettuata da un team di archeologi in una scala di pietra, presso il sito La Corona. Questo antico testo però descrive più la storia che politica che la profezia. Infatti, a giustificazione della profezia, ci sarebbe una motivazione politico-sociale. Era il 696 a.c. e questo re Maya, dal nome impronunciabile Yuknoom Yich’aak K’ahk’, più noto come “Zampa del Giaguaro”, dopo l’ennesima batosta patita in guerra, ha voluto chiarire ai suoi sudditi che la fine del mondo era ancora lontana, e che il regno Maya sarebbe ancora durato a lungo, molto a lungo, non prevedendo però l’invasione spagnola postcolombiana. Ora, la provocazione che mi verrebbe da fare al signor Zampa del Giaguaro è la seguente: “se non c’hai preso 2700 anni fa, ci devi prendere fra cinque mesi???”. Ma noi l’attenzione dal 21 al 23 la terremo alta lo stesso, anche se abbiamo passato l’anno mille, poi l’anno duemila indenni. Ci strafogheremo di panettoni, pandori e ogni altro ben di Dio, visto che, ogni volta, potrebbe essere l’ultimo pasto. Certo è che la curiosità è tanta, come sono tanti gli smottamenti del terreno che si susseguono in questo periodo. E’ notizia di oggi infatti che, a largo di Catania, in pieno mar Jonio, c’è stato l’ennesimo terremoto. L’intensità è stata di magnitudo 4,8, pari all’ultimo terremoto Emiliano. Riflettevo inoltre su un fatto che come ultimo anno di vita di tutti noi, poteva essere decisamente migliore. Sapendo che il mondo potrebbe finire, ce la saremmo potuta spassare un po’ di più.

Mancava solo Nexus.

Google Nexus 7

Nexus 7 di Google

Stamattina, leggendo come di solito qualche notizia sul Web, mi sono accorto che Google ha presentato il suo tablet. All’apparenza un concentrato di tecnologia che si va a collocare in alto, come prestazioni, ed in basso come prezzo. Infatti, per la prima caratteristica potrebbe diventare un diretto concorrente dell’IPad, mentre per la seconda potrebbe attaccare quella nicchia di mercato degli Ereader economici, che vede il Kindle in poleposition. La mia curiosità per le novità tecnologiche è tale che ho letteralmente divorato l’articolo, ma non pago ne ho letto un altro, e poi un’altro ancora. Ma niente, nessuna novità. Ma possibile, mi chiedo, che gli ingenieri di Google, e prima ancora di Microsoft, perché anche quest’ultima ha da poco lanciato il suo tablet: Surface, non hanno capito che il vero successo di Apple si basa sull’innovazione. Il prodotto in se, alla fine, non conta. Quello che tutti noi abbiamo apprezzato in Steve Jobs, e nei prodotti che ha pensato, è stata la sua visione del mondo, della tecnologia. Tutti questi nuovi prodotti, salvo cretinate di appendice, non hanno nulla di nuovo, nulla d’innovativo. Possibile che la tecnologia, intesa come sviluppo d’idee per migliorare il nostro modo di: vivere, leggere, comunicare, non sforni più cose nuove. O forse bisognerà attendere i nuovi prodotti della mela, e tutti quanti poi correranno dietro a scopiazzare? Sinceramente da aziende con il blasone di: Google, o Microsoft, mi aspetto di più di un misero tentativo di rincorsa. Mi aspetto che ci facciano sognare, che ci migliorino la vita. Pensate a quello che ha detto Steve Jobs, e mettetelo in pratica: “stay foolish, stay hungry”. Ma come fanno ad essere folli e affamati, dei colletti bianchi miliardari? Tanto vale continuare a pagare tanto, forse troppo, un Iphone o un Ipad, almeno ci garantiremo quello sviluppo di design ed innovazione al quale Apple ci ha abituati. In un momento difficile come questo, di crisi come questo, le persone vogliono poter sognare cose nuove, vogliono potersi stupire con cose nuove, innovative, non basta solo far produrre cose già viste a buon prezzo.

Mondiali di rugby 2011 il Re Maori riceve gli All Blacks

Maori King

Antico re Maori

Sono innamorato della Nuova Zelanda. Mi piace tutto di questa nazione: la natura, il mare, la popolazione, il rugby, la vela, le loro radici. Non hanno nulla che non va. I neozelandesi, sono un popolo fiero e basa sulle usanze Maori, sul credo di quella antica popolazione, il loro modo di vivere. Non se ne vergognano, anzi ne vanno fieri, e fanno di tutto per difenderle. Hanno esportato il grido propiziatorio, che gli antichi guerrieri facevano, prima di andare in guerra: la Haka. Soprattutto nel rugby, è diventato il segno distintivo della Nazionale. Non sapevo che i Maori hanno ancora il loro re. Viene rispettato ed onorato come qualsiasi re, di rango non decaduto, esistente sulla terra. Questo uomo è il depositario di usanze che sopravvivono da millenni. Un bellissimo gesto di rispetto gli e lo hanno riservato proprio i giocatori della nazionale Neozelandese di rugby – gli All Blacks – durante la loro visita prima d’iniziare i mondiali del 2011, che poi hanno vinto. Gustatene un assaggio:

Sono sempre più convinto che queste due isole, nel bel mezzo dell’oceano, siano un posto da visitare in uno dei miei prossimi viaggi. Ma la mia paura più grande sarebbe quella di scoprire che forse è il posto migliore dove vivere. Purtroppo è molto difficile (impossibile) ottenere la cittadinanza.

Il capitano degli All Blacks saluta il Re Maori, nel loro tipico saluto.

Bombardamenti a colpi di bit.

Flame

Virus Flame

Stavo leggendo i miei soliti quotidiani online, quando gli occhi, e l’attenzione sono andati su questo interessante articolo, che pubblico integralmente, tratto dal Daily Wired. Sembra che i creatori del virus Flame siano enti governativi Americani e Israeliani. La curiosità, sta nel fatto che questo virus si è espanso ed è proliferato solo su computer: israeliani, palestinesi, libanesi, siriani e sudanesi. Era già successo qualche anno fa che un virus era stato capace di sabotare i sistemi di alcune centrali nucleari iraniane. Posto l’interessante articolo:

“Dietro a Flame, il potente virus informatico che si è insinuato in almeno un migliaio di computer iraniani, palestinesi, libanesi, siriani e sudanesi e scoperto lo scorso mese, ci sarebbero Usa e Israele. Proprio come dietro al famigerato Stuxnet, utilizzato per sabotare le centrali nucleari iraniane tra il 2009 e il 2010. A dare la notizia è il Washington Post, che ha ottenuto le dichiarazioni anonime di alte cariche statunitensi. Anche l’obiettivo è lo stesso del precedente worm: raccogliere informazioni per rallentare l’ Iran nella messa a punto del suo arsenale di armi nucleari. La notizia non giunge inaspettata. Come riporta Wired.com, già la scorsa settimana l’azienda russa di sicurezza informatica Kaspersky Lab, la stessa che ha individuato il virus, ha scoperto che Flame e Stuxnet condividono parte del codice ( qui i dettagli). Il nuovo worm sarebbe stato sviluppato almeno cinque anni fa all’interno del progetto soprannominato Olympic Games. Esattamente come Stuxnet, quindi, e non è escluso che Flame ne sia persino il precursore. Entrambi i virus farebbero parte di un solo grande piano, come avrebbe confermato anche un ex alto funzionario della Cia. “ Mettendo insieme i vari pezzi del puzzle raccolti finora, si direbbe che ci troviamo di fronte alla prima prolungata campagna di cyber-sabotaggio contro un nemico degli Stati Uniti”, scrive infatti il Washington Post. Le fonti ufficiali – i portavoce dell’Intelligence, dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale statunitense e l’ambasciata israeliana – per ora si trincerano dietro a un “ no comment”. Come abbiamo già raccontato, una volta installato nel computer, Flame è in grado di controllare microfoni, webcam e sistemi Bluetooth per raccogliere informazioni sull’ambiente della vittima, e di fotografare tutto quello che avviene nel pc: contatti, comunicazioni via instant-messaging, Skype e posta elettronica, password e username. Invade network e si trasmette anche via chiavette Usb.  Si tratta, secondo gli esperti di Kaspersky Lab e di altre aziende di sicurezza informatica, di un wormaltamente sofisticato, di circa 20 Megabyte, mascherato da software Microsoft. Ed è improbabile che l’Iran abbia già trovato il modo di neutralizzarlo, come aveva dichiarato già alla fine di maggio. Non è neanche ancora chiaro se Flame sia davvero lo stesso virus usato nell’ attacco informatico ai networkdelle raffinerie del petrolio iraniane di fine aprile.”