Qualche giorno fa ho scritto che Marini Presidente non mi piaceva. E’ successo di peggio. Giorgio Napolitano, ha accettato la candidatura, ed è stato rieletto Presidente della Repubblica. E’ la situazione più comoda per questi politicanti da quattro soldi. Hanno eletto un Presidente che vuole, ad ogni costo, fare un governo di larghe intese. Questa gente ha fatto di tutto per rimanere attaccata alle poltrone. Attaccata allo stipendio da nababbi che percepiscono e a tutti i privilegi che ne conseguono. Hanno barattato il nostro futuro, e quello dei nostri figli, per un piatto di minestra. Come fa un Presidente ad adempiere le sue funzioni a 88 anni. Quando finirà il mandato, se in vita, avrà 95 anni. Per carità, Napolitano è sempre stato irreprensibile, ed ha sempre dato il massimo. Ma dove sta il cambiamento, dove sta il nuovo. A me non piaceva neanche Rodotà. Avrei preferito di gran lunga una donna, magari non politica (non la Cancellieri parla come Lisa Simpson). Ho una gran voglia di vedere qualcosa di nuovo, qualcosa che possa finalmente stupirmi, qualcosa che possa farmi tornare ad essere orgoglioso di essere Italiano.
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Marini Presidente, non mi piace per niente.
Non c’è niente da fare. Reputavo Bersani una persona capace, molto colta e per bene. L’ho molto apprezzato nel suo lavoro (incompiuto) come ministro. Ha iniziato una fase nuova, quella delle liberalizzioni, che poi nessuno ha avuto il coraggio di proseguire. Soprattutto chi fregia del titolo di liberale. Ma quelli erano altri tempi. Non aveva ancora le mani sporche dalla politica. O almeno non le aveva così sporche. Da segretario di partito non è riuscito a fare nulla di buono. E’ riuscito a perdere le ultime elezioni, e sembrava impossibile perderle. Ha ceduto almeno dieci punti a Berlusconi, che sembrava sconfitto prima d’iniziare la campagna elettorale. Non ha permesso a Renzi di prendere in mano il centro sinistra per dare una reale svolta alla politica e, forse, al nostro paese. Il risultato delle ultime elezioni, mi sembra molto chiaro. Gli Italiani hanno detto, in modo chiaro e netto: basta con il vecchio, basta con il passato. Facce nuove, modalità nuove. Grillo, il grande vincitore dall’ultima tornata, lo ha fatto dando delle spallate al sistema, e la gente lo ha premiato. E Bersani cosa fa? Candida Franco Marini. Il vecchio che nessuno vuole più, se non Bersani stesso, e Berlusconi. Marini, che non ha passato la tornata elettorale come senatore in Abruzzo, si ritrova ad essere riciclato per il quirinale. Quindi da un lato gli italiani bocciano un politico, e la politica lo ritira in ballo. Non si riesce, in questo paese, a fare scelte coraggiose. E intanto l’Italia muore. Muore di se stessa.
Boston, una brutta faccenda.
Era un pò che non scrivevo, era un pò che non si vedeva un attentato come quello di Boston. Potenzialmente poteva essere una strage, e per quanto è brutto e irrispettoso dirlo, è andata bene così. Ora rimangono i dubbi e le lacrime. I dubbi sono relativi, soprattutto ai perché. Un attentato come quello ordito ieri, non può rimanere senza rivendicazioni. Chi organizza una cosa del genere, con il frastuono che cagiona, non può voler rimanere in disparte. Non credo che il governo degli Stati Uniti, non sappia chi abbia fatto esplodere quelle bombe. Questa assenza d’informazione e di divulgazione mi preoccupa ancora di più. Mi da l’idea della vulnerabilità a cui ci espongono. Perchè, e soprattutto che rischio abbiamo che colpiscano di nuovo. Non è possibile che continui a morire gente comune, bambini. Ieri è morto un bambino di 8 anni, quattro meno di mio figlio, che voleva vedere il papà all’arrivo della maratona. Voleva poterlo abbracciare. Martin, questo era il suo nome, aveva un eroe: quel papà che avrebbe voluto ricevere il premio di quell’abbraccio, dopo 42 chilometri di sofferenza. Quel papà che sarebbe arrivato sul traguardo solo dopo pochi minuti, ed ora quello stesso papà non ha più il suo bambino. A questo genitore gli si deve una risposta. Non ha senso questa follia dell’umanità. Non esiste protesta o battaglia o lotta, che possa portare via un figlio ad un padre. Perché questo inutile sacrificio. Perchè sono sempre gli innocenti i più colpiti. Un’altra immagine che ieri, a caldo, mi ha fatto versare qualche lacrima, è del corridore che, caduto a terra con lo spostamento d’aria. Dopo un primo smarrimento, si è rialzato ed è arrivato sino al traguardo. Era stordito, ferito alle ginocchia, ma è arrivato. Quella maglia arancione che non si è fatta piegare dalla violenza che è esplosa intorno a lui, ed ha portato a casa il suo traguardo, il suo obiettivo. Un gesto di sport, un gesto di tenacia. Mi auguro che quella stessa immagine possa essere replicata da parte di chi deve, e anche velocemente, dare una risposta a tutte queste lacrime, a tutta questa follia.
Pedofilia e Facebook.
Leggere notizie come questa, mi fa venir voglia di essere un delinquente. Mi fa venir voglia di giustizia sommaria. Il fatto risale a qualche giorno fa. La stampa britannica, ha fatto emergere un fatto dai contorni, a dir poco, macabri. Nel Regno Unito, è stato postato su Facebook un video pedo-pornografico. In questo video nel quale un adulto, violenta una minorenne. Già solo questo mi fa salire la bile e lo schifo. Io non reputo i pedofili dei malati, ma dei viziosi da castrare. Senza alcuna pietà. Purtroppo, su alcune cose, non ho il dono del perdono divino, adotterei metodi antichi, ma sicuramente molto più efficaci. La cosa grave, anzi gravissima, è che nel giro di poche ore, quel video, oltre ad avere centinaia di condivisioni, ha avuto quasi 5.000 “like”. Segno evidente che il vecchio detto: “le mamme dei cretini sono sempre incinta”, è sempre più vero, è sempre attuale. Inutili le scuse del management di Facebook che, con colpevole ritardo, ha rimosso il video dopo circa tre ore. Ora io mi chiedo, non è possibile rintracciare il delinquente che ha messo il video on line, e tutti i suoi simili che hanno commentato con un: “mi piace”? Ritengo oltremodo ingiurioso per la ragazza, per i suoi genitori, per chi le vuole bene, e per tutti i genitori di bambine e bambini preoccupati per i loro figli, che, atti come questi rimangano impuniti. Mi piacerebbe un pò di sana giustizia. Mi piacerebbe un pò di antica giustizia.
In cucina con papà.
Ieri era la festa del papà, ma come ogni anno non me ne ricordo mai. Da ragazzino facevo delle figure barbine con mio padre, proprio per questo motivo. Lo scorso week end, sbirciando tra i siti che preferisco, sono andato a vedere i corsi disponibili del Gambero Rosso. Ho trovato l’inaspettata disponibilità di un corso che, da tantissimo tempo, volevo fare: ” in cucina con papà”. Poi ho capito perchè: avevano aumentato considerevolmente il numero delle aule, per la ricorrenza della festa del papà. La serata si può riassumere, sostanzialmente, in un corso di cucina in coppia: padre, figlio. Dire che è stata un’esperienza al contempo: divertente ed emozionante, è dire poco. Insieme a Filippo, che ha fatto il cuoco a tutti gli effetti, ho fatto l’aiuto cuoco, cucinando un pasto completo: primo, secondo con contorno e un dolce
stupendo. Il menu era: paccheri ripieni di ricotta e prosciutto cotto, gratinati al forno; hamburger di salmone con patate al forno, e un tortino di cioccolata dal cuore morbido. Vedere Filippo, che fa sempre storie a tavola, cucinarsi dei piatti, guarnirli con il suo acerrimo nemico: la verdura; e mangiarli con gusto, mi ha fatto riflettere sull’importanza del coinvolgimento dei nostri figli. Noi diamo per scontato che loro non vogliano partecipare alle cose che facciamo per loro. Anche quelle più comuni, come: la cucina, il giardino, il lavoro. Noi diamo per scontato che loro non vogliano, invece ieri negli occhi di Filippo c’era tanta voglia di fare, d’imparare. E’ stato bellissimo, e molto ben organizzato. Il complesso della Città del Gusto è sempre accogliente. Le aule
sempre pulite e ben attrezzate. Gli chef e gli aiuti, sempre gentili e disponibili. Il risultato, una serata diversa, bella emozionante. Una cosa che consiglio ad ogni papà. Un’occasione unica per vedere i nostri figli con occhi diversi. Un occasione per permettere ai nostri figli di dimostrare quanta voglia hanno d’imparare. Una occasione per passare una serata con i nostri figli, senza l’inquinamento della routine di casa, senza l’inquinamento della televisione, dei videogiochi. Una bella serata, grazie di cuore.
Leonardo si sposa.
Bellissima dichiarazione d’amore di Leonardo: ex giocatore e ex allenatore del Milan, ora dirigente sportivo del Paris saint Germain, ha chiesto alla compagna, la giornalista di Sky Anna Billò, di sposarlo in diretta. Stanno insieme da quattro anni, ed hanno un bambino, ma per un motivo o per un altro non erano mai riusciti a sposarsi. Per la verità lui un paio di volte gli e lo ha chiesto, ma le carriere hanno sempre avuto la priorità, e tutto è stato rimandato. Rimandato fino ad oggi. E’ una bellissima coppia, e si vede che sono innamorati. Leo ha scelto l’intervista di Sky, dove Anna era la conduttrice, dopo il sorteggio di Champions League, e, approfittando del momento, è riuscito a scucire il fatidico si, alla sua emozionatissima compagna. Mi è molto piaciuta la naturalezza con la quale lui gli e lo ha chiesto, ma soprattutto il fingersi di lei, per niente scossa. Bravo Leonardo, mi raccomando “due volte: uno in Italia e uno in Brasile.” Poco importa contro chi giocherà la sua squadra in Champions, la loro coppa: Anna e Leo, l’hanno già vinta.
E adesso liberiamo l’Ambasciatore.
Lo dico da un po’, l’ho scritto qualche tempo fa, l’India usa mezzi e metodologie antiche come le sue tradizioni. Un popolo che fonda ancora le proprie leggi su distinte classi sociali, si è vista sfuggire i nostri marinai. Infatti sembra che, finalmente, dopo aver ottenuto una licenza di un mese, per andare a votare, i due Marò non sono rientrati in India. Questo ha scatenato tutte le ire del tribunale di sorveglianza Indiano. Ma nonostante l’India si confessa uno stato moderno; nonostante abbiano armamenti nucleari a disposizione, nonostante sia una delle economie in maggiore ascesa in tutto il globi, è passato oltre un anno e, i suoi tribunali, non sono riusciti a giudicare la giurisdizione del processo pendente sui nostri concittadini. In poche parole, non hanno ancora iniziato a giudicarli. Continuo a pensare che è una storia strana, che s’intreccia con l’economia, con Finmeccanica, con gli elicotteri ordinati, e mai consegnati, con le tangenti, e con mille altre questioni di cui ignoriamo l’esistenza. Sono fermamente convinto che il nostro ministero degli esteri, e quello della difesa, abbiano fatto bene a non riconsegnare i nostri ragazzi agli Indiani. Non erano delle persone da giudicare, ma solo ostaggi d’interessi più alti. La dimostrazione di modernità, la dovremmo dare ora, lasciando giudicare i due marinai da qui. Infatti la distanza, non deve impedire un giusto processo, ma in tempi che non possono, e non devono, decidere gli indiani. Come controffensiva, il “moderno” stato Indiano, ha “ordinato” al nostro ambasciatore in India, di non lasciare il paese. Di fatto è divenuto un ostaggio di lusso. Alla faccia della legge. Alla faccia della giustizia. Alla faccia del diritto internazionale. Mi auguro di cuore che questa vicenda finisca presto, sono stanco delle prepotenze di questo stato antiquato e ingiusto.
Apple, non corre più.
Un silenzio che fa eco. Troppo tempo senza un vero nuovo prodotto. Finita la spinta propulsiva di Steve Jobs, la casa di Cupertino non ha saputo sfornare nessuna novità. Molti restiling, molte variazioni sulle misure. I prodotti diventano: più lunghi, più stretti, più corti, più piccoli, ma nella sostanza non cambiano. Apple ci aveva abituato ad attendere da loro il futuro. La visione di Jobs era la sintesi di quello che tutti noi volevamo. E’ sempre stato bravo ad intercettare queste esigenze, tramutarle in un prodotto che funzionava, e renderlo un oggetto di design. Oggi non capisco come si potesse vivere: senza un Iphone, o senza un touch screen. Non capisco come si potesse vivere senza un Ipad. Quelle sono state idee. Li c’era l’innovazione, e diciamocelo, la differenza di prezzo che, il mercato, era disposta a spendere sui prodotti della mela. Ma dove sono oggi le novità? Si parla di un televisore. Si parla di qualche altro restiling, ma nulla di nuovo. Mi auguro proprio che Apple riprenda i binari del fare creativo. Dov’è il pensiero differente? Lo dico da fanatico della mela.
Renzi si avvicina. Si ma a chi?
A sentirlo paralre, sembra più un adepto del movimento 5 stelle, a vederlo un pensatore di destra, nel muoversi non ricorda assolutamente uno di sinistra. Per vedere cenni di PD, bisogna andare leggere la sua tessera di partito. Questo non è propriamente una colpa, anzi. Oggi ho letto che, Matteo Renzi, ha dichiarato che: abolire il finanziamento pubblico dei partiti sarebbe un atto di serietà. Ritengo proprio che questo punto, abbia dato all’Italia l’abbrivio verso il declino. Infatti, la gestione dei soldi pubblici ha fatto si che i partiti, ricche fabbriche senza produzione di PIL, non avessero problemi di soldi. La gestione dei fondi è stata affidata, molto spesso, a persone poco inclini al rispetto del comune senso civico, e soprattutto senza la memoria dell’origine di quei soldi (tasse). Questo connubio di caratteristiche ha creato la miscela simile a quando, ad esempio, a gestire la ricchezza di una famiglia, ci si mette un rampollo che non ha la minima idea di come quei soldi siano capitati nelle sue mani. Non ha l’idea dei sacrifici che occorrono per generarli. Quasi sempre il risultato è lo sperpero. Così è capitato ai partiti. L’atto di serietà, citato da Renzi, ma anche prima da Grillo, starebbe nel dichiarare che questo sistema non ha funzionato. La conseguenza dovrebbe essere l’abolizione, e lo studio di un nuovo meccanismo sul come finanziare i partiti politici. In questo senso, Grillo docet. Quest’ultimo ha dimostrato che per far politica bastano pochi soldi, e i risultati possono essere sorprendenti. Altro punto in comune di Renzi, con il comico genovese è la rivoluzione generazionale. Io pagherò la pensione a mio padre. Ma i miei figli non saranno in grado, sempre per colpa di quei padri, di pagarla a me. E’ un altro sistema che ha fallito, e la saggezza dell’anziano dovrebbe fargli capire che, sarebbe ora, di farsi da parte. Renzi ha provato, in un partito vecchio e super-strutturato ha togliere il vecchiume. Ha scelto la strada più difficile, ma forse l’unica che aveva. Ha provato ad aprire le finestre per far entrare un pò d’aria nuova nelle stanze del potere del PD, ma non c’è riuscito, o forse non c’è riuscito fino in fondo. Nel PD, tutti pensavano che sarebbero state elezioni facili da vincere, e non hanno voluto cambiare niente. Ecco il risultato: Grillo che cattura una marea di scontenti e di giovani, e Berlusconi che resuscita dall’aldilà. Ora tutti vedono a Renzi come quello che dovrebbe togliere le castagne dal fuoco. Un fuoco che nel frattempo si è fatto altissimo, e il rischio di scottarsi, è quasi una certezza. Ancora non hanno capito che, del nostro futuro, non può parlare chi, certamente, non ci sarà più. Questa situazione di stallo, con tutto quello che ne consegue, non potrà essere decisa se non con altre elezioni. Solo allora Matteo Renzi potrà provare, entrando dalla porta principale, a guidare quel centro sinistra che, sempre meno gli somiglia, e che sempre di più dovrebbe farlo. Io nel frattempo attendo, e rimango a guardare.
Una domanda da cittadino comune.
Da stamattina ho una domanda che mi ronza in testa. Ma se ricevo la visita fiscale, e scoprono che non ho niente. Cosa mi succede? Probabilmente, se a mandarmela è il mio datore di lavoro, rischierò il posto. Ma se a mandarla è un giudice? Se la mia bugia non ha permesso ad un collegio di giudicarmi come imputato? Ritengo che, a me cittadino normalissimo, bene che mi va, mi arrestano. Ed il processo che, sempre come cittadino normale, avevo in corso, potrebbe subire una certa scossa negativa. E se a farlo è un uomo politico, ricco e potente? Se la scusa è una banale congiuntivite simile, per altro, a quella che il mio socio e collega ha da oltre un anno e non ha saltato un giorno di lavoro? Faccio sempre fatica a capire che popolo siamo. Dopo venti anni di prese per il culo, c’è ancora chi vota Berlusconi. Questa è l’ennesima chicca che ci ha riservato questo signore così distinto e così sempre innocente. Quasi un italiano su tre lo ha votato alle ultime elezioni. Non è bastato tutto quello che ha fatto, e che ci ha fatto. Forse è proprio vero che ci meritiamo tutto quello che ci sta capitando! Meditate gente, meditate. Un complimento anche ai medici: complici e corrotti.