…ho forse non ho mai capito. E’ un brutto periodo per tutti. Sicuramente non per tutti, ma certamente per molti. I miei genitori mi hanno sempre inculcato: i sani principi, i valori, la buona educazione, ma forse hanno sbagliato tutto. Il risultato che hanno ottenuto è che il loro figliolo, è venuto fuori un tipino a modo, che rispetta le regole, di sani principi e radicati valori; ma, l’impressione che ho è che, in questo mondo, tutta questa positività rischia di farti diventare un perdente. Viviamo in una società competitiva, fondata su falsi moralismi e senza alcuna regola di base. Non solo, chi dovrebbe far rispettare le regole, anche quelle più comuni, più banali, più semplici: o è impossibilitato a farlo, oppure, nella maggior parte dei casi, è disinteressato. Risultato, i disonesti perpetrano reati, e non gli succede nulla. Gli onesti, quelli che pagano le tasse, i fornitori, i propri collaboratori, le bollette, sono inermi.
Senza difese, e nessuna possibilitò di attacco. Sempre più spesso ho voglia d’iniziare a non rispettare più le regole, i paletti. Andare oltre, e anche contro, quella morale che da sempre ho coltivato. Ho sempre più voglia di far uscire tutta la parte peggiore di me, e misurare i risultati che questa riesce ad ottenere. Non è possibile che sento parlare di spred, di legge elettorale, o dei battibecchi tra questo, o quel politico, mentre non si sente alcun dibattito su come cercare di rendere migliore questa società, questo nostro paese. Non è chiaro a tutti che se non si ristabiliscono le regole di base, questo paese non si riprenderà mai. L’altro ieri mi sono sentito dire dall’avvocato che sta intentando una causa contro una tipa che ci ha truffato: “…questa non ha nulla da perdere, non riprenderai mai quello che ti ha sottratto.” Ma porca miseria, allora basta non avere nulla, intestare tutto quello che si ha ai propri figli, mogli, compagne, genitori, e si può delinquere senza problema. Ma perché per i reati civili, nella Paperopoli in cui viviamo, non si può far in modo che chi ruba: VADA IN GALERA?? Io non sono quello che si dice un giurista, ma sarebbe molto semplice. Chi viene riconosciuto colpevole di un reato civile, dopo i nostri tre gradi di giudizio che hanno solo il potere di allungare il brodo, in uno stato pregnato di garantismo bieco e ottuso, o paga, oppure finisce ai lavori socialmente utili. Lo mettiamo a costruire le strade, oppure a potare i giardini, oppure a raccogliere l’immondizia nelle strade, gli si paga uno stipendio, ovviamente sottratto del vitto e l’alloggio che il carcere passa al detenuto, e poi il resto deve occorrere a pagare il debito che il furfante in questione ha prodotto con il suo operato. Molto semplice direi. Il risultato sarebbe triplice: il primo effetto un deterrente a delinquere; il secondo risultato, una soddisfazione di chi si è visto, ingiustamente, sottratto un proprio bene. In ultimo, ma non da ultimo, il furfante, imparerebbe un mestiere. Invece no. In Italia, un paese che fa parte degli otto stati più industrializzati, non funziona così bisogna sobbarcarsi in una causa, che durerà quanto il ciclo di studi, università compresa, dei propri figli. Facendo arricchire avvocati e consulenti, per arrivarsi a sentir dire dopo: “…hai vinto la causa, ma non ha nulla da perdere. Accontentati della magra soddisfazione di aver vinto.” Non ci sto più. Bisogna dare a questa gente la morte civile. Si deve far in modo che questa feccia non abbia più la possibilità di offendere, di ledere il prossimo. Altri stati, molto più civili di noi, se sei un delinquente non la passi liscia come qui da noi. Se poi sei recidivo le pene diventano molto, ma molto, esemplari. Dobbiamo mettere in sicurezza tutte le persone oneste che ci sono nel nostro bel paese. Dobbiamo proteggere tutte quella gente che si muove nello stretto recinto delle regole, del vivere civile. In uno stato civile è sicuramente più alto il livello di libertà, oltre alla voglia di costruire qualcosa. Il desiderio di tante persone con le quali mi confronto, non è più quello di costruire qualcosa qui, in Italia, ma bensì è quello di andarsene. Me compreso. Non è un bel segnale.
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Avanti così…Udinese – Juventus 1 4
Certo la Juve ancora sbaglia molto, e poco importano le critiche, la ha attaccato 90 minuti e stanno uscendo giocatori che lo scorso anno hanno ben fatto come: Giovinco e Vucinic. Anche se il primo con un’altra squadra. A mio avviso il rigore era netto, ovviamente non c’era l’espulsione, ma questo non può e non deve essere un problema della Juve. A riprova che non esiste una forza oscura che aiuta la Juventus, ricordo che abbiamo l’allenatore che lo scorso anno ha stravinto lo scudetto che sta pagando, con 10 mesi di squalifica, l’omessa denuncia, e ribadisco OMESSA DENUNCIA per fatti riferibili a quando Conte allenava il Siena. La sta pagando come allenatore della Juventus, quindi indirettamente quest’ultima ne sta facendo le spese. Detto ciò ieri i migliori in campo sono stati: Giovinco, che dopo un primo tempo incolore, è uscito alla lunga con delle giocate da Top Player e due reti; Marchisio, ha corso novanta minuti con una qualità altissima di gioco, sia in attacco che in fase d’interdizione. Un’altra nota positiva, ieri hanno segnato gli attaccanti. Se si riuscisse a trovare una continuità di realizzazioni in questo reparto, si potrebbe avere quella marcia in più, utilissima in Europa. Per amore di verità va detto che, nei due incontri di campionato, l’Udinese non è quella macchina da guerra messa su da Guidolin lo scorso anno.
20.000 Euro al mese sono pochi…
Il contratto di “buonuscita” che l’oramai ex direttore del TG4 ha stipulato con Mediaset, prevede: ventimila euro al mese netti, macchina, autista e casa (che ovviamente prevede anche il pagamento delle utenze). Qual’è la risposta dell’ottantunenne Emilio Fede? “Non basta, scendo in politica”. Vuole fondare un suo partito, e tra il suo programma vuole riaprire le case chiuse per togliere le prostitute dalla strada. Non solo, non pago, ha dichiarato che nella sua lista vorrebbe anche Roberto Saviano. Mi sono ripromesso in questo blog di non parlare mai di politica, e di fatto non lo sto facendo, Emilio Fede non è un uomo politico, ma da cittadino due domande mi vengono proprio spontanee, e sarei felice se qualcuno mi aiutasse a capire. La prima, come può un uomo che è stato un celebre invitato delle cene Berlusconiane, poter venire a fare il moralizzatore quando, è assodato, che ha pagato delle donne per avere la loro “compagnia”? Secondo punto, come può solo menzionare Roberto Saviano quando, nella sua veste di giornalista e direttore di un telegiornale, lo ha attaccato continuamente e senza nessun motivo? Mi auguro proprio che questo signore si presenti in politica, e fondi il suo partito, ma soprattutto permetta a noi cittadini (elettori) di esprimere tutto il nostro disprezzo verso quello che è stato, sia come persona che come giornalista e direttore, non prendendo un solo voto. E’ ora di farla finita. Basta gente che vuole prenderci per il naso.
Due Di Giulio in Nazionale. Bravi, bravi, bravi!!!
Luca Bot e Luca De Marigny, tecnici dell’Accademia FIR U19 “Ivan Francescato” hanno annunciato la formazione che domani sera, al “Musgrave Park” di Cork, affronteranno l’Accademia di Munster alle ore 19.30 locali (20.30 in Italia) nel primo dei tre incontri del tour irlandese che vede impegnata la selezione federale.
Questa la formazione dell’Accademia FIR:
15 Andrea TORLAI (Rugby Reggio)
14 Gabriele DI GIULIO (Frascati Rugby)
13 Mattia BELLINI (Petrarca Padova)
12 Gianmarco VIAN (M-Three San Donà)
11 Shadi EID (Amatori Parma)
10 Filippo BUSCEMA (UR Capitolina)
9 Simone MARINARO (Fiamme Oro)
8 Maxime MATA-MBANDA’ (Rugby Grande Milano)
7 Mattia CATELAN (Valsugana Padova)
6 Michele BOCCARDO (Cus Padova)
5 Federico RUZZA (Cus Padova)
4 Michele ANDREOTTI (Cammi Calvisano)
3 Cherif TRAORE (Rugby Viadana)
2 Adriano DANIELE (Pomezia-Torvianica)
1 Francesco VENTO (Rugby Union Messina)
a disposizione
16 Marco SILVA (Amatori Parma)
17 Stefano IOVENITTI (Polisportiva Paganica)
18…
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La sanità che uccide.
Lo ammetto ho usato il rewind per riascoltare la notizia. Un bambino morto a Roma perché hanno sbagliato a mettere una flebo. Il bimbo figlio di genitori filippini, nato prematuro, ha ricevuto del latte, invece che per bocca per endovena. Sconcertante. La morte è sopraggiunta velocemente. Non commento poi il tentativo di sotterrare quanto successo. Solo l’intervento del magistrato ha scongiurato la cremazione dell’innocente salma. Come fanno dei professionisti come i medici e i paramedici dell’ospedale San Giovanni a mettere nelle vene di un bambino appena nato del latte. Sono vicino ai genitori del bambino e mi auguro che, parte del loro dolore, possa essere lenita dalla giustizia terrena, prima ancora di quella divina per chi crede. Seguirò molto da vicino, e con molta attenzione lo sviluppo di questo sconvolgente avvenimento.
11 luglio 1982, io c’ero…
Ricordo nitidamente quella serata. Quando Zoff alzò la coppa al cielo, quando Tardelli segnò ed il suo esultare rimase nella storia, il “Campioni del mondo, Campioni del mondo” urlato da Nando Martellini al fischio finale, Paolo Rossi capocannoniere del mondiale, la maglia strappata di Maradona tra le mani di Gentile, quel goal di Falcao che ci ha gelato contro il Brasile, quel manifesto firmato Mirò che ci ha accompagnato per tutto il mondiale, la pipa di Bearzot, l’esultanza di Pertini, e quella squadra che, ancora oggi, se mi chiedi di citarti una nazionale a memoria, inizia così: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Collovati….
Sono passati 30 anni da quella sera, ed è ancora il mondiale che preferisco. Venivamo anche li dal calcio scommesse del 1980 che aveva portato in carcere molti giocatori, ma quella era la nazionale che batteva il Brasile, l’Argentina, rischiando però di uscire nel primo girone contro in Camerun di Nkono. Che bella quella serata di luglio, a festeggiare con mamma e papà per le strade, avevo più o meno l’età di Filippo. Questo però è il segno ineluttabile dell’età che avanza. Inizio a ricordarmi cose che neanche la mia compagna forse ricorda. Daniela è più giovane di me. Non so se è un brutto segno, ma sicuramente un bel ricordo. Era un periodo in cui si poteva ancora gridare “FORZA ITALIA”, senza che un coglione se ne fosse impossessato.
Grazie ragazzi…
Di certo non sono mai stato un grande sponsor della partecipazione della nostra nazionale ai campionati Europei. Il calcio scommesse, la crisi, mi hanno fatto pensare che dare un segnale duro, chiaro, forte, potesse scuotere le coscienze. Nonostante ciò, ieri ho guardato la finale, ho sofferto, e mi sono arrabbiato di aver perso. Mentre tornavo, silenzioso, in macchina dopo la partita, mi è venuta in mente una vecchia citazione di Churchill: gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Ora, Churchill non mi è mai stato troppo simpatico, ma gli andava riconosciuto un bel cervello e una discreta sagacia. Questa citazione ci descrive incredibilmente bene. Ieri sera, ma in tutto il cammino che la nostra nazionale ha fatto in questa competizione, ci siamo dimenticati di: spread, disoccupazione, IMU, tasse e conti correnti. Abbiamo sognato insieme, accomunati dal sogno di vincere qualcosa. Anzi, a dirla tutta, che ieri Monti fosse a vedere la partita un po’ mi ha scocciato. Come se mi si volesse distrarre dalla distrazione. Non vorrei spendere tante parole, ne entrare nel vortice della retorica, ma nel giorno in cui la Lega Nord ha fatto il suo congresso, ribadendo la volontà di staccarsi dall’Italia, io mi sento ancora di più Italiano, e ringrazio questi ragazzi che si sono battuti per i nostri colori. Siamo partiti che non dovevamo passare neanche la prima fase, siamo arrivati in finale. Questo dimostra che, anche quando tutto è perduto e sembra impossibile, si può riuscire a cambiare le cose. Non abbiamo perso l’Europeo, siamo arrivati secondi! Onore ai vincitori, che hanno giocato benissimo, sicuramente meglio di noi, ma bravi i nostri ragazzi.
Germania fuori dall’Euro (2012)
Sono sempre più convinto che la nostra nazionale di calcio rappresenta appieno come siamo nella vita. Noi Italiani siamo proprio così. Quando tutto sembra perduto, troviamo delle forze, delle risorse, che non sapevamo di avere. Ieri sera abbiamo visto una bellissima nazionale, un bellissimo calcio. Continuo a ritenere che gran parte del merito sia d’attribuire a Cesare Prandelli. Ha saputo creare un gruppo nuovo, dargli delle motivazioni, rendendolo vincente. Inutile fare un commento sulla partita di ieri: l’Italia è stata superiore, a tratti incontenibile, la Germania ha subito il nostro calcio, dal primo al novantesimo minuto. Lo dicevo da prima della partita di ieri: secondo me la Germania era sopravvalutata. Sicuramente una bella squadra, ma niente a che vedere con il Portogallo o la Spagna. Anche ieri sera abbiamo visto un centro campo Italiano sontuoso, con Pirlo, De Rossi e Montolivo, a dettare trame e geometrie, una difesa impenetrabile, magistralmente gestita dal Gigi nazionale, ed un attacco, che non è ancora il nostro punto forte. Balotelli si è bel comportato, ma il bilancio del suo europeo, a mio avviso, è ancora deficitario. Ha fatto due bei goals, ma si è fatto inutilmente ammonire per fare, ancora una volta, il bimbetto dispettoso. Un’ammonizione così, in una competizione come l’Europeo è da evitare assolutamente, in quanto rischia di far rimanere la squadra in 10. Un’altra nota negativa rimangono le tante occasioni sfumate. Continuiamo a produrre tanto, e a vanificare troppo. Ieri, a dir il vero, ci si sono messi anche i centrocampisti. Marchisio, che di solito è molto freddo davanti la porta, ha divorato due occasioni facilissime. Anche Di Natale, non è riuscito a mettere il marchio di qualità sulla sua prestazione. Nel complesso però siamo riusciti ad andare avanti. La rabbia di Buffon, alla fine della partita, va decodificata ed elaborata. Un giocatore come lui, messo sotto stress dai noti fatti delle scommesse (va detto che non è indagato), ha una reazione come quella, solo perché vuole portare a casa il risultato. Solo perché tiene a questo Europeo. Sono d’accordo con lui quando dice che non si può rischiare, come abbiamo fatto con l’Inghilterra, ed in parte ieri, di dominare la partita e prendere un goal sul finire. Ieri i tedeschi avrebbero potuto, del tutto immeritatamente, riaprire l’incontro. Sul due a due, noi saremmo crollati psicologicamente e tutto sarebbe stato difficile. Ma comunque godiamoci questa vittoria, godiamoci questo caldo week end che ci separa dalla finale, e speriamo di “matare” questi spagnoli. Grazie ragazzi, continuate a farci sognare.
Italia Inghilterra, avanti così…
Ieri sono riuscito a vedere, per la seconda volta, una partita dell’Italia agli Europei. Debbo dire che mi sono molto divertito, forse per la prima volta, in questa competizione. Registro ancora l’imbattibilità che citavo la scorsa volta: quando vedo la Nazionale, non perde mai!!! La preparazione è stata di quelle serie. L’ho vista insieme a: Filippo, mio padre Daniele, Sara e il mitico Gabriele, in quel di Tor San Lorenzo. Della partita mi porto dietro principalmente tre cose: gli errori del sopravalutato Balotelli (quanto mi hanno fatto incazzare!!!), il rigore di Pirlo, e la serietà di Prandelli. Sul primo punto non voglio spendere ancora parole. Un giocatore, se veramente di livello, non sbaglia tutto quello che ha sbagliato lui, soprattutto in una competizione importante come l’Europeo. Su Pirlo, genio e sregolatezza. Una partita impeccabile del nostro registra che, insieme a De Rossi, è stato, a mio avviso, il migliore in campo, e poi quella botta alle coronarie. Quel cucchiaio che dai tempi del Totti nazionale non si vedeva più. Quando classe, follia e coraggio si fondono insieme, partoriscono quel rigore che ha dato la marcia in più ai nostri ragazzi. Era fondamentale segnarlo, e farlo in quel modo ha dato coraggio a noi, ed ha spezzato le gambe a loro. L’ultima cosa è la serietà di Prandelli. Non finirò mai di spendere parole sullo stile di quest’uomo. Era serio e professionale da giocatore, me lo ricordo grande lavoratore nel centro campo della Juve, lo è d’allenatore. La sua nazionale traccia delle geometrie belle ed efficaci, sintomo di un lavoro continuo e ben fatto. Bravo Cesare. Mi auguro giovedì di riuscire a:” buttare fuori la Germania dall’Euro”.
La mia prima partita dell’Europeo…
Ieri sono riuscito a vedere la prima partita dell’Europeo di calcio 2012. Le scorse partite, un po’ per impegni, un po’ perché non mi andava, non sono riuscito a vederle. Senza sottolineare il fatto che, dalla stagione 2011 – 2012 di calcio, ogni partita che ho visto: sia della Juventus, che della Nazionale abbiamo sempre vinto, una bella vittoria ci voleva proprio. Visto tutti i sacrifici che stiamo facendo ce la meritiamo proprio. Per motivi logistici ho visto la partita in una pizzeria in zona Balduina, con Daniela, e la serata è stata molto piacevole, ma la riflessione che ho fatto è la seguente: ma è mai possibile che dobbiamo sopportare Mario Balotelli??? Un giocatore a mio avviso modesto, o comunque non così forte da essere considerato quel fenomeno che tutti osannano, ha avuto a che dire di nuovo. Destinatario delle male parole, per altro pronunciate in inglese, era Cesare Prandelli che, dopo due partite incolore, ha deciso di lasciarlo in panchina. Ora il nostro tecnico, che, al di la delle sue doti tecniche, è certamente una persona seria e preparata. Sarò sicuramente una voce contro, ma non ci riesco proprio a vederci proprio nulla di male. Ritengo anzi la decisione giusta, anche perché a sostituirlo c’era Totò Di Natale che non solo è il capocannoniere del campionato italiano, ma è anche un esempio di professionalità e disciplina. Da Italiano incazzato già di mio, visto il momento di merda che stiamo vivendo, quel viziato che si lamenta, prende milioni di euro ogni anno, sfascia case come se fossero costruite con i Lego, va a escort, non ha mai fatto un cavolo in vita sua, ed ha il coraggio di dire parolacce in anglosassone ad una persona seria e che, ha dato le dimissioni da CT della Roma per stare vicino alla moglie morente malata di cancro. Questo bambino viziato, dovrebbe imparare dai veri campioni. Campioni nella vita e nello sport. Da persone, come: Del Piero, Torres, dallo stesso Prandelli che, specialmente in Nazionale, hanno accettato la panchina senza lamentarsi, anzi sostenendo i compagni che andavano in campo. Se potessi scrivere direttamente a Balotelli, gli chiederei se i cori, presunti, razzisti, che ovviamente condanno e aborro, erano riferiti al colore della sua pelle o piuttosto alla sua atavica antipatia. Su quest’ultima specialità, quella di rendersi antipatico a tutto e a tutti, è veramente un campione, sicuramente il numero uno. Se io faccio male il mio lavoro, il management della mia azienda mi sostituisce, non vedo perché se lui gioca da schifo, due partite dell’Europeo, non lo deve essere. Caro Mario, forse nella tua vita sei stato abituato a battere i piedi, a piagnucolare ed ottenere quello che volevi. Forse, fino a oggi, per quale strano motivo, sei stato il destinatario di doti calcistiche apprezzabili ma che ti hanno portato a essere l’eterno incompiuto a causa del tuo modo di essere, a dir poco, opinabile, pensa a chi, privo di tutto quello che te invece hai, non può fare i capricci che te fai. Pensa a fare bene il tuo lavoro, e soprattutto a rispettare ed onorare quella maglia che indossi. Aver fatto un goal, per altro non fondamentale, non cancella le tue opache prestazioni precendenti. La gioventù passa, e te, se non cambi testa in fretta, sarai destinato a finire nel dimenticatoio, e non per il colore della tua pelle. Pensaci caro Mario, pensaci.





