L’altro ieri sera la serata era calda a Roma, e a Capannelle ancora di più. Si esibivano infatti i Kasabian che con la loro musica hanno contribuito a rendere il clima rovente. Era tanto tempo che non vedevo la gente ballare in quel modo. Salti e urla sincopate che, solo apparentemente, non avevano una logica. E’ stato un po’ come assistere a due concerti in uno. Nella prima parte i Kasabian hanno cantato molti pezzi della loro ultima fatica: “Velociraptor”, mentre nella seconda parte si sono esibiti nel loro repertorio elettronico. Quest’ultimo, a metà tra la house music, il rock spinto e la musica elettronica. Questo miscuglio di suoni che è un po’ il loro stile. Sinceramente ho molto apprezzato la prima parte, sia la sequenza dei brani che la loro interpretazione dal vivo, che ha fatto emergere l’affiatamento del gruppo e la bravura dei singoli elementi. Nella seconda parte, ho apprezzato il coraggio e lo stile. Impressionante vedere tutte quelle persone ballare, segno che il mio gusto musicale ha sicuramente dei detrattori. Tom Meighan ha tenuto benissimo il palco, sin dal primo pezzo “Day are Forgotten”, ma è stato magistralmente supportato dalla sua band, in particolare dall’altro elemento storico del gruppo Sergio Pizzorno, che, probabilmente in virtù delle sue chiare origini italiane, ci ha tenuto a mettere la firma sul concerto. Goodbye Kiss, è stato il pezzo che, a mio modesto parere, hanno interpretato meglio, ed il pubblico lo ha apprezzato. L’unica nota dolente, è la struttura. L’ippodromo delle Capannelle è un brutto posto per ospitare eventi come quello di ieri sera. Continuo a pensare che una città come Roma, dove si respira storia e cultura in ogni sasso, deve e può avere delle strutture che possano ospitare eventi MUSICALI di rilievo, come quello dell’altra sera. Penso sempre al concerto dei Muse che ho visto due anni fa a Wembley. Comunque, nell’insieme promossi a pieni voti tutti i Kasabian, bel concerto, bella musica, ottima energia.
Dall’ufficio stampa Lazio Rugby
Ancora due nomi importanti arrivano ad arricchire la rosa della SS Lazio Rugby 1927 per il prossimo campionato d’Eccellenza. Dopo i tre piloni, lo scozzese Dave Young, Sami Drissi Panico e Francesco Pepoli e dopo la seconda linea irlandese Neilus Keogh, Alfredo Biagini ha messo a segno altri due colpi: Giulio Rubini e Stefano Canale.
Giulio Rubini, frascatano venticinquenne, gioca mediano d’apertura, estremo o ala. Dopo aver vestito le maglie delle varie rappresentative nazionali di categoria, ha esordito nella nazionale maggiore nel 6Nazioni 2009, a Edimburgo contro la Scozia, collezionando poi altri 3 caps. Giulio, alto 174 cm per 85 kg di peso, nel 2006 si è trasferito da Frascati a Parma dove è rimasto sino a quando, dichiarato “atleta di interesse nazionale” dalla Federazione, è stato ingaggiato dagli Aironi. Nella franchigia di Viadana Giulio ha giocato nella stagione 2010-11, per poi fare ritorno a Parma…
View original post 169 altre parole
Paolo Nutini in concerto
Ieri sera, su consiglio di Daniela e anche grazie al suo portafoglio, siamo andati a vedere un concerto alla Cavea dell’Auditorium Parco della musica di Roma. Si esibiva Paolo Nutini al quale, debbo confessare con molta onestà, non avevo mai dato peso. Essendo molto esigente dal punto di vista musicale, questo sbarbatello non lo avevo mai gran che considerato. Si, conoscevo qualcuno dei suoi brani, ma non mi sarei mai immaginato di andare ad un suo concerto, ed apprezzarlo. Nutini si è presentato, con un’ora di ritardo sul programma, ma ad allietarci ci ha pensato la bravissima Lisa Hannigan, quella di What’ll I do. Molto brava. Non l’avevamo riconosciuta, ma da subito abbiamo apprezzato la sua versatilità nel suonare molti strumenti a corda (chiatarra, benjo, ecc), oltre alla sua spendida voce. Tornando a Paolo Nutini, va detto che con lui si sono esibiti dei musicisti di prim’ordine. La sua band era composta da due chitarre, un basso, tastiere, batteria e tre trombe. La sua voce è molto buona, anche dal vivo, e si è visto subito che voleva fare buona impressione su un pubblico numeroso e dall’età molto variabile. Ha proposto musica di qualità, giocando molto sugli stili e mischiando il country, un variabile soft del raggae, il soul, fino alla pop-rock, mischiando simpatia ed energia, tipica di un ragazzo della sua età. Certo non possiamo paragonarlo a Pavarotti, o a Bocelli, o allo stesso Dalla, ma ha voluto provare anche lui a cantare una versione acustica di Caruso prima della sua Candy. Il risultato è stato buono dal punto di vista musicale, ma l’italiano ha lasciato un po’ a desiderare. Questo miscuglio di generi, ben amalgamato insieme, probabilmente nasce dalle sue origini miste, infatti Nutini vedei i suoi natali, il 9 gennaio del 1987 in Scozia, da padre di origini Toscane e mamma britannica. Cantautore eclettico, incide il suo primo album nel 2006 – These Streets – seguito nel 2009 dal secondo – Sunny Side Up -. I suoi maggiori successi: Candy, New Shoes, Rewind, Last request e 10/10. Una bella serata, un bel concerto in un posto, come la Cavea dell’Auditorium che è troppo piccolo per poter ospitare tutti gli artisti che un pubblico come quello di Roma meriterebbe. Bravo Paolo, anzi, come ha urlato ieri qualcuno al concerto in perfetto slang: “daje Paole!!!” mentre scrivo sto sentendo una tua canzone: These Streets.
Gli Old in Sud Africa….
11 luglio 1982, io c’ero…
Ricordo nitidamente quella serata. Quando Zoff alzò la coppa al cielo, quando Tardelli segnò ed il suo esultare rimase nella storia, il “Campioni del mondo, Campioni del mondo” urlato da Nando Martellini al fischio finale, Paolo Rossi capocannoniere del mondiale, la maglia strappata di Maradona tra le mani di Gentile, quel goal di Falcao che ci ha gelato contro il Brasile, quel manifesto firmato Mirò che ci ha accompagnato per tutto il mondiale, la pipa di Bearzot, l’esultanza di Pertini, e quella squadra che, ancora oggi, se mi chiedi di citarti una nazionale a memoria, inizia così: Zoff, Gentile, Cabrini, Scirea, Collovati….
Sono passati 30 anni da quella sera, ed è ancora il mondiale che preferisco. Venivamo anche li dal calcio scommesse del 1980 che aveva portato in carcere molti giocatori, ma quella era la nazionale che batteva il Brasile, l’Argentina, rischiando però di uscire nel primo girone contro in Camerun di Nkono. Che bella quella serata di luglio, a festeggiare con mamma e papà per le strade, avevo più o meno l’età di Filippo. Questo però è il segno ineluttabile dell’età che avanza. Inizio a ricordarmi cose che neanche la mia compagna forse ricorda. Daniela è più giovane di me. Non so se è un brutto segno, ma sicuramente un bel ricordo. Era un periodo in cui si poteva ancora gridare “FORZA ITALIA”, senza che un coglione se ne fosse impossessato.
Il quadro dovrebbe essere questo: SBW finisce la stagione di Super Rugby con i Chiefs, poi va in Giappone per qualche mese e quindi si accasa ai Sydney Roosters (rugby a 13), lasciandosi aperta la parentesi per il Sol Levante anche nella stagione 2013-2014. Quindi ritorno in Nuova Zelanda in tempo per i Mondiali inglesi del 2015. In tutto questo bisogna poi trovare un po’ di spazio per qualche incontro di boxe, ovviamente.
Questo è il piano del giocatore per i prossimi anni, anche se non ancora ufficiale (e bisogna vedere, perché in Nuova zelanda qualcuno comincia a stufarsi di questi continui salti e chiede regole più stringenti). Vedremo.
Ad ogni modo dall’Australia mi arriva una notizia davvero “colorita”: una radio di Sydney ha diffuso alcuno dettagli del contratto che legherebbe il giocatore ai Roosters. Uno è particolarmente interessante: una clausola infatti prevederebbe che nel caso in cui il suo…
View original post 59 altre parole
Anticipata di due giorni la fine del mondo.
Una scoperta di qualche giorno fa, in una grotta Guatemalteca, confermerebbe il mese e l’anno in cui arriverebbe la fine del mondo, secondo le profezie e il calendario Maya, ma non il giorno. Infatti la data stimata secondo la traduzione di alcuni geroglifici, sarebbe quella del 21, e non del 23 dicembre, come più diffusamente conosciuta. La scoperta è stata effettuata da un team di archeologi in una scala di pietra, presso il sito La Corona. Questo antico testo però descrive più la storia che politica che la profezia. Infatti, a giustificazione della profezia, ci sarebbe una motivazione politico-sociale. Era il 696 a.c. e questo re Maya, dal nome impronunciabile Yuknoom Yich’aak K’ahk’, più noto come “Zampa del Giaguaro”, dopo l’ennesima batosta patita in guerra, ha voluto chiarire ai suoi sudditi che la fine del mondo era ancora lontana, e che il regno Maya sarebbe ancora durato a lungo, molto a lungo, non prevedendo però l’invasione spagnola postcolombiana. Ora, la provocazione che mi verrebbe da fare al signor Zampa del Giaguaro è la seguente: “se non c’hai preso 2700 anni fa, ci devi prendere fra cinque mesi???”. Ma noi l’attenzione dal 21 al 23 la terremo alta lo stesso, anche se abbiamo passato l’anno mille, poi l’anno duemila indenni. Ci strafogheremo di panettoni, pandori e ogni altro ben di Dio, visto che, ogni volta, potrebbe essere l’ultimo pasto. Certo è che la curiosità è tanta, come sono tanti gli smottamenti del terreno che si susseguono in questo periodo. E’ notizia di oggi infatti che, a largo di Catania, in pieno mar Jonio, c’è stato l’ennesimo terremoto. L’intensità è stata di magnitudo 4,8, pari all’ultimo terremoto Emiliano. Riflettevo inoltre su un fatto che come ultimo anno di vita di tutti noi, poteva essere decisamente migliore. Sapendo che il mondo potrebbe finire, ce la saremmo potuta spassare un po’ di più.
Conte convocato dalla procura federale.
Il 13 luglio, Antonio Conte, dovrà presentarsi davanti alla procura federale per rispondere della accuse che gli sono state mosse. Il filone d’inchiesta lo vede indagato non per aver comprato o aggiustato incontri, ma perché sapeva di una possibile combine. Infatti in quel periodo era l’allenatore del Siena, che sembra essere pesantemente coinvolta nella vicenda. Insieme all’allenatore della Juve, è stato convocato anche il presidente del club toscano, Massimo Mezzaroma. Sono proprio curioso di vedere gli sviluppi di questa inchiesta, e mi chiedo come mai, la convocazione arriva solo due giorni dopo la finale degli europei. In tutto questo tempo la nostra giustizia sportiva era forse in Ucraina a vedere gli Europei in tribuna??
Grazie ragazzi…
Di certo non sono mai stato un grande sponsor della partecipazione della nostra nazionale ai campionati Europei. Il calcio scommesse, la crisi, mi hanno fatto pensare che dare un segnale duro, chiaro, forte, potesse scuotere le coscienze. Nonostante ciò, ieri ho guardato la finale, ho sofferto, e mi sono arrabbiato di aver perso. Mentre tornavo, silenzioso, in macchina dopo la partita, mi è venuta in mente una vecchia citazione di Churchill: gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Ora, Churchill non mi è mai stato troppo simpatico, ma gli andava riconosciuto un bel cervello e una discreta sagacia. Questa citazione ci descrive incredibilmente bene. Ieri sera, ma in tutto il cammino che la nostra nazionale ha fatto in questa competizione, ci siamo dimenticati di: spread, disoccupazione, IMU, tasse e conti correnti. Abbiamo sognato insieme, accomunati dal sogno di vincere qualcosa. Anzi, a dirla tutta, che ieri Monti fosse a vedere la partita un po’ mi ha scocciato. Come se mi si volesse distrarre dalla distrazione. Non vorrei spendere tante parole, ne entrare nel vortice della retorica, ma nel giorno in cui la Lega Nord ha fatto il suo congresso, ribadendo la volontà di staccarsi dall’Italia, io mi sento ancora di più Italiano, e ringrazio questi ragazzi che si sono battuti per i nostri colori. Siamo partiti che non dovevamo passare neanche la prima fase, siamo arrivati in finale. Questo dimostra che, anche quando tutto è perduto e sembra impossibile, si può riuscire a cambiare le cose. Non abbiamo perso l’Europeo, siamo arrivati secondi! Onore ai vincitori, che hanno giocato benissimo, sicuramente meglio di noi, ma bravi i nostri ragazzi.
Germania fuori dall’Euro (2012)
Sono sempre più convinto che la nostra nazionale di calcio rappresenta appieno come siamo nella vita. Noi Italiani siamo proprio così. Quando tutto sembra perduto, troviamo delle forze, delle risorse, che non sapevamo di avere. Ieri sera abbiamo visto una bellissima nazionale, un bellissimo calcio. Continuo a ritenere che gran parte del merito sia d’attribuire a Cesare Prandelli. Ha saputo creare un gruppo nuovo, dargli delle motivazioni, rendendolo vincente. Inutile fare un commento sulla partita di ieri: l’Italia è stata superiore, a tratti incontenibile, la Germania ha subito il nostro calcio, dal primo al novantesimo minuto. Lo dicevo da prima della partita di ieri: secondo me la Germania era sopravvalutata. Sicuramente una bella squadra, ma niente a che vedere con il Portogallo o la Spagna. Anche ieri sera abbiamo visto un centro campo Italiano sontuoso, con Pirlo, De Rossi e Montolivo, a dettare trame e geometrie, una difesa impenetrabile, magistralmente gestita dal Gigi nazionale, ed un attacco, che non è ancora il nostro punto forte. Balotelli si è bel comportato, ma il bilancio del suo europeo, a mio avviso, è ancora deficitario. Ha fatto due bei goals, ma si è fatto inutilmente ammonire per fare, ancora una volta, il bimbetto dispettoso. Un’ammonizione così, in una competizione come l’Europeo è da evitare assolutamente, in quanto rischia di far rimanere la squadra in 10. Un’altra nota negativa rimangono le tante occasioni sfumate. Continuiamo a produrre tanto, e a vanificare troppo. Ieri, a dir il vero, ci si sono messi anche i centrocampisti. Marchisio, che di solito è molto freddo davanti la porta, ha divorato due occasioni facilissime. Anche Di Natale, non è riuscito a mettere il marchio di qualità sulla sua prestazione. Nel complesso però siamo riusciti ad andare avanti. La rabbia di Buffon, alla fine della partita, va decodificata ed elaborata. Un giocatore come lui, messo sotto stress dai noti fatti delle scommesse (va detto che non è indagato), ha una reazione come quella, solo perché vuole portare a casa il risultato. Solo perché tiene a questo Europeo. Sono d’accordo con lui quando dice che non si può rischiare, come abbiamo fatto con l’Inghilterra, ed in parte ieri, di dominare la partita e prendere un goal sul finire. Ieri i tedeschi avrebbero potuto, del tutto immeritatamente, riaprire l’incontro. Sul due a due, noi saremmo crollati psicologicamente e tutto sarebbe stato difficile. Ma comunque godiamoci questa vittoria, godiamoci questo caldo week end che ci separa dalla finale, e speriamo di “matare” questi spagnoli. Grazie ragazzi, continuate a farci sognare.






