Nel Texas, nella contea di Bexar, un imprenditore innamorato: dell’Apple design, della tecnologia e della buona lettura, ha investito 250.000,00 $ per creare una biblioteca totalmente digitale. Questa biblioteca, che aprirà il prossimo autunno, ha emulato lo stile degli Apple store, e non conterrà nessun libro in formato cartaceo. Ritengo che sia una bella conquista per la tecnologia. Le biblioteche, da sempre sinonimo di spazi immensi con migliaia di tomi da sfogliare, ma soprattutto da dover ricercare, si trasformeranno in ambienti confortevoli dove, tutta la conoscenza, è a portata di click. All’interno della biblioTech, così è stata chiamata, saranno disponibili anche degli e reader, per permettere di noleggiare il libro, e portarlo a casa. Bellissima idea, bellissima sfida.
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Apple, doveva succedere.
Era prevedibile. Apple ha ridotto gli ordini dei display per l’Iphone 5. L’assenza di Steve Jobs, fino ad oggi, non si era fatta sentire, ma la totale assenza d’idee è palese. Apple, dopo la morte del suo fondatore, non è riuscita a produrre niente di nuovo. Di contro la concorrenza, Samsung in testa, ha migliorato molto i propri prodotti: sia dal punto di vista del design, che dal punto di vista tecnologico. A questo va aggiunta una generalizzata crisi che, alla lunga, sta portando ad un’attenzione agli acquisti, in tutto il globo. Il risultato della somma di: crisi, scarsità d’idee e concorrenza agguerrita, ha portato alla scelta di dimezzare gli ordini dei display. Produrre la metà dei display, vuol dire che le previsioni di vendita sono sotto la metà. Questo ha comportato una picchiata del titolo in borsa. Gli Apple’s supporters, come me, rimangono in attesa che la casa di Cupertino, rinizi ad inventare il futuro. Dal dopo Jobs ad oggi, si è inventato meno di nulla.
Comodore 64…
Leggevo, qualche giorno fa, che il Comodore 64 ha compiuto 30 anni. A me il Comodore 64 scatena una serie di ricordi, tutti legati a questa macchina, all’epoca innovativa. Il primo ricordo è legato a Babbo Natale. Con il Comodore 64, ho scoperto che Babbo Natale non esiste. Ovviamente lo sapevo già, ma ricordo mia madre beccata in piena notte a metterlo sotto l’albero. Quel misto tra la gioia di aver ricevuto il regalo che volevo, e la delusione nello scoprire che quel signore ciccione, con la barba bianca era solo una invenzione del consumistico Natale. Il secondo ricordo è legato a Mauro. Il mio amico d’infanzia compagno di mille avventure nella mia cucina. Infatti attaccavamo il Comodore alla televisione a colori della cucina, mettevamo la cassetta, e passavamo quei 15/20 minuti buoni ad aspettare che il gioco si caricasse. Si avete capito bene, nella cassetta, io non avevo il floppy. E quei 15 minuti passavano con le dita incrociate, sperando che lo caricasse e non ci fosse alcun errore. Quel registratore begie con il numeratore di giri. Non passava mai il tempo. Un altro ricordo che mi viene in mente, sono le prime prove di programmazione. Quei primi tentativi che abortivano sempre troppo presto. Se ho scelto informatica alle superiori, un po’ lo debbo proprio al Comodore 64. Un altro abbinamento mentale che mi arriva velocemente, legato alla consolle Comodore, è l’incendio del bagno di casa mia. Era pomeriggio, e mia mamma doveva andare in palestra. Mi ricordo ancora che era una giornata di primavera, c’era tanta luce e il clima era piacevole. Il bacio sulla fronte datomi da mia mamma, e la sua frase classica: “giudizio!!!”. Io e Mauro avevamo tutta casa per noi, e quello era il periodo delle sfide a tennis sul Commodore 64. Non c’era uno dei due che era più forte in assoluto, ce la giocavamo sempre. A metà di una partita, un suono al campanello. Era mia sorella, che mi diceva che andava da Riccardo. Mi alzo, vado ad aprire, ma tornando in cucina, vedo uno strano bagliore dalla porta del bagno. Non so perchè, ho pensato subito ai marziani. ET era appena uscito al cinema. Mi avvicino per vedere, apro la porta del bagno. La maniglia scottava, quindi gli do una spinta. In quell’istante una lingua di fuoco esce nel corridoio. La scena che mi si presenta davanti è di fiamme e fumo dapertutto. Scappo alla porta d’ingresso gridando a Mauretto che aveva preso fuoco tutto. Apro la porta di casa e inizio a gridare aiuto. Mauro prende una brocchetta da un quarto, la riempie, e prova a spegnere quello che oramai era un incendio con l’acqua che avanzava dopo la sua corsa. Per fortuna il mio vicino di casa. Lui che lavorava nelle sale macchine delle navi sapeva come domare un incendio. Lo ha praticamente spento lui. Io nel frattempo, tutto nero in faccia e senza scarpe, sono corso dai pompieri, a piedi, per chiamarli. Mi hanno riportato a casa mia con il camion pompa. Dirlo a mia mamma, e poi a mio padre è stata la parte più difficile. Il loro primo pensiero è stato che fossi stato io a dare fuoco a casa. Non ero quello che si definisce un bambino tranquillo. La casa è stata inagibile per una settimana. Sono incredibili i danni che può fare un incendio, anche se circoscritto. Sono passati tanti anni, e quella forma primordiale di computer è ancora nel mio cuore. Io poi ero uno dei fortunati. Esisteva infatti una versione più modesta in casa Commodore, chiamata Vic 20. Sono molto legato a quei ricordi, anche se mi rendo conto che sono passati tanti anni, forse troppi e sto scrivendo queste righe su una macchina solo lontana parente di quella consolle. Ma quanto affetto provo per quell’oggetto. Probabilmente sono legato anche a quei momenti, a quel contesto, alla mia adolescenza che è stata veramente bella. Il Commodore 64 mi ricorda tutto questo.
Rocksmith – Ubisoft –
L’evoluzione dei video giochi è impressionante. Se penso al primo che mio papà mi acquistato mi chiedo ancora come facevamo a passarci pomeriggi interi. E poi il Commodore 64, la Playstation. Con la wii e tutta l’interazione che la questa consolle della Nintendo ha fornito, ha costretto gli altri costruttori, in testa: Sony e Microsoft, a correrle dietro. Le persone vogliono sentirsi parte attiva del gioco, e pian piano le consolle e i video giochi sono cresciuti sino ad arrivare ad un livello molto alto di virtualizzazione. Certamente con l’ulteriore miglioramento della tecnologia si potrà fare di più. Oggi, ho visto per caso, un video gioco della Ubisoft: Rocksmith. Cos’ha di particolare? Semplice, puoi attaccare la tua chitarra alla consolle e suonare con la guida del gioco. Un pò come Guitar hero, ma la differenza fondamentale sta nel fatto che usi la tua chitarra, quindi impari realmente a suonare, mentre giochi. Fenomenale!!!
Per ora ho il divieto formale di acquistare qualsiasi cosa, ma dopo Natale, se Babbo Natale non me lo ha portato, si va ad acquistare. Ovviamente e rigorosamente due copie.
Un buon investimento.
Nel 1976 sicuramente non avrà pensato di fare un investimento, ma bensì di acquistare un avveniristico apparecchio di calcolo. Infatti, l’ignoto possessore dell’Apple I battuto all’asta qualche giorno fa, è stato venduto a 640,000,00 $ (circa 500.000,00 €), deve essersi sentito decisamente felice. Il computer, che a guardarlo sembra essere stato costruito nel neolitico, è stato assemblato nel garage di Steve Jobs, nel 1976 dallo stesso Jobs e dall’altro Steve, Wozniac. Il prezzo di vendita, all’origine, è stato di 666,66 $, e ne sono stati prodotti 200 esemplari. E’ stato messo all’asta completo di: scatola, istruzioni e di una lettera scritta da Steve Jobs. Certamente lontano dal design ricercato dell’attuale Apple, è però una pietra miliare della moderna tecnologia.
Hue…
So che posso sembrare un bambino che rimane a bocca aperta di fronte al finto giochino di magia dell’adulto, ma questo Hue, mi piace proprio. La Philips, è un po’ di anni che gioca con la luce e i colori. Girando un po’ nei vari megastore di elettronica, mi hanno sempre incuriosito le lampade a forma stondata che la nota marca tedesca propone. Inoltre quei buffi telecomandi che le governano riescono a creare una molteplicità di colori, che mi hanno sempre lasciato una piacevole sensazione. Ovviamente non ne ho mai acquistata una, semplicemente perchè seguo la logica dell’attenzione, soprattutto nei negozi di elettronica. Diversamente avrei casa piena di tecnologia. Ora i tecnici della Philips hanno rigenerato la scoperta della classica “acqua calda”, ossia abbinare una loro una tecnologia, certamente interessante, come quella delle loro lampade, alla tecnologia che va per la maggiore in questo momento, quella legata agli apparecchi di casa Apple, com: Iphone e Ipad. E’ iniziata quindi la produzione di lampadine a basso consumo, che posso essere comandate da questi ultimi. Possiamo, grazie ad Iphone e Ipad, far variare alle lampadine: intensità, colore e possono essere gestite singolarmente, permettendo di creare infinite possibilità e combinazioni di colori e d’intensità. Daniela mi ha impedito, almeno sino a Natale, di fare acquisti, ma probabilmente, a gennaio, un paio di queste lampadine prodigio me le compro proprio.
Il sig.Sung che lavora alla Apple…
In questi ultimi periodi si deve essere sentito decisamente fuori posto in Azienda. Tutti lo accusavano di plagio, di aver copiato le idee. Un tribunale lo ha anche condannato a risarcire il marchio con la mela morsicata per un miliardo di dollari. Sam, Sam Sung, dipendete Apple di Vancouver ha un nome molto particolare. Ovviamente la condanna si riferisce all’omonima, e ben più famosa, azienda coreana. Se fosse stato vivo Steve Jobs avrebbe trovato sicuramente il modo di scherzarci sopra. Di certo c’è che Sam è diventato uno dei dipendenti più famosi in Apple. Chissà se tale fama sarà sfruttata in una delle prossime campagne commerciali di Apple. Nel frattempo, oltre alla sua fama locale, il giovane Sam si starà godendo anche la fama che il web gli sta fornendo. Speriamo solo che non sia, realmente, parente del papà del Galaxy.
Da fare….
GTA 5 – artwork ufficiale
Debbo proprio regalarlo a Filippo….
Iphone 5, e le mezze verità.
Ieri sera sono stato a cena in un centro commerciale dove c’è un Apple store. Immaginavo, come era presente all’uscita dell’iPhone 3 e dell’iPhone 4, una fila clamorosa. Non ho mai capito perchè la gente si accalca, fa delle file chilometriche, per avere una cosa che può ricevere, magari dopo un paio di giorni, direttamente a casa. Invece nulla. Ieri è uscito in Italia l’ iPhone 5, e l’Apple store romano ha vissuto una normale giornata. Un normale venerdì di fine settembre. Forse qualche folle si è messo in fila la sera prima per poterlo avere per prima, ma vi garantisco che ieri nello store c’era la folla di sempre. Certo tanta curiosità. i banchi che ospitavano l’ultimo nato in casa Apple erano pieni, ma, sicuramente, non c’era la calca degli anni scorsi. Certamente la crisi, certamente una compiuta maturità all’acquisto che, momenti come questo si acuisce, hanno reso il lancio di un prodotto, atteso da almeno un anno, un evento normale. Va anche detto che forse non tutti hanno, in questo momento, tanta voglia di spendere almeno 729,00 € (fino ad arrivare a quasi mille) per un oggetto, certamente tanto ambito, ma altrettanto certamente superfluo. Va detto anche che, la vera differenza rispetto a qualche tempo fa, negli iPhone, la fa il sistema operativo. Quest’ultimo gira benissimo anche sul modello 4s. Sono curioso di leggere, fra qualche mese, i dati di vendita e confrontarli con quelli di iPhone 3 e iPhone 4. Nel frattempo, da fanatico Apple, attenderò ad acquistarlo, e magari andrò a cercare le offerte che, certamente usciranno, per qualche modello precedente.
