Le contraddizioni della nostra società.

In questi giorni sto seguendo tutta la storia relativa al calcio scommesse. Come sempre capita questi fatti danno lo spunto per fare delle considerazioni molto più ampie. Mi sono ripromesso di non parlare mai di politica nel mio blog, e manterrò questa promessa. Ma quando in una società così detta civile, in uno Stato come il nostro, in un momento così delicato, sia dal punto di vista sociale, che economico qualcuno, che guadagna centinaia di migliaia di euro l’anno, si permetta di fare illeciti per la sola sete di avere di più. Non è solo riprovevole delinquere, ma lo è ancora di più in quanto fatto non per esigenza. Ai colpevoli, e solo a loro, la condanna che vedo adeguata è quella dei lavori socialmente utili, a mille euro al mese. Tornando ai calciatori, o ai dirigenti delle squadre coinvolte, leggevo i nomi degli indagati o degli arrestati, e spiccano personaggi come: Mezzaroma, Mauri, Conte, Criscito, Sculli, e molti altri meno noti. Ma come caspita si fa a, non avere problemi economici, e mettere a rischio il futuro proprio, della propria famiglia, oltre alla reputazione e alla fiducia di migliaia di persone, per avere di più del già tanto. Guadagnano tutti delle cifre esorbitanti, ed in più fanno un lavoro bellissimo, invidiato da ogni adolescente. Il presidente del Siena, per esempio, c’è partito da Roma dove fa il costruttore e guadagna milioni di Euro, per andare a combinare incontri per arrivare in seria A. Calciatori e ex, amati e rispettati come divinità antiche, che si abbassano ad un livello veramente infimo. Ora chiaramente vanno attese le sentenze dei giudici: ordinari e sportivi, ma anche nel mondo del calcio, per risistemare tutto, andrebbe attivato uno tsunami. Andrebbero azzerati sia i vertici delle società colluse, che quelli federali. Lo sport dovrebbe trasmettere valori, invece è al livello dei nostri più bassi politici. Abbiamo potuto leggere con quale facilità, i dirigenti amministrativi dei partiti politici, senza alcuna differenza di schieramento e credo, manipolino i nostri soldi, perché sono i nostri soldi, per farci il loro porco comodo. Comprano diamanti, case, finanziano attività extra politiche e forniscono “paghette” ai figli dei leader, fanno vacanze su yacht da milioni di euro in cambio di appalti e chissà quante altre cose alle nostre spalle. Questi sono gli esempi che i nostri figli hanno. Ed un genitore, che già fa fatica a confrontarsi ogni giorno con le sollecitazioni che arrivano ai nostri figli, cosa dovrebbe fare? Cosa dovrebbe insegnargli? La tentazione sarebbe quella di reagire contro: non si va a votare, non si partecipa a quello, non si compra quell’altro. Ma è sbagliato! Non si costruisce niente essendo solo contro. Ma nel nostro paese, in questo momento, non ci sono neanche le premesse per ricostruire. Mio nonno mi diceva sempre che quando la vigna non dava più il frutto, andava distrutta, bruciata e ripiantata. Solo così si sarebbe potuto sfruttare la terra, di per se, fertile. Cosa altro ci debbono fare per iniziare a distruggere la vigna? La terra è fertile. In Italia ci sono tante piante che vorrebbero dare dei frutti, ma non vengono messe in condizione. Forse è ora di reagire, e non di mettere la testa sotto la sabbia. Qualche segnale all’orizzonte pare esserci, ma non basta. Serve un cambio radicale di mentalità. Non è giusto che ognuno di noi covi nel cuore il desiderio di lasciare questo stato, a favore di altre nazioni, in cerca di quello che invece dovremmo pretendere qui. Ci ho pensato tante volte, ma un po’ mio figlio, un po’ la certezza che la mia patria mi mancherebbe troppo, non mi hanno mai fatto maturare la reale voglia di andarmene. L’auspicio che mi faccio è quello che, la maturità di ogni cittadino onesto, faccia venir voglia, o renda necessario, a chi non lo è di fuggire da questo nostro stupendo paese. Per il momento gioco e seguo il rugby, non il calcio.

La profezia dei Maya.

Di sicuro viviamo in un’era in cui l’enorme diffusione e la grande velocità con cui le notizie viaggiano, ci permette di conoscere quanto, di bello o di brutto, succede nel mondo. Certo è che, a mia memoria, non ricordo una catena di disastri naturali così lunga: terremoti, tsunami, eruzioni. Sarà questo il motivo per cui, nell’ultimo periodo, mi vengono spesso in mente i Maya e la loro profezia. Questo popolo, trucidato dagli scopritori spagnoli, ed in seguito anche da tutte le altre popolazioni europee colonizzatrici, in virtù del loro credo hanno anche bruciato migliaia di libri di quei “pagani” popoli barbari. Il quei roghi sono bruciate anche centinaia di risposte ad altrettante domande. Queste popolazioni, che dagli occidentali venivano etichettate come preistoriche, avevano una cultura immensa, ed hanno ipotizzato un evento che, a loro modo di vedere, cambierà il corso della storia. Secondo il loro calendario, più di 2.500 anni fa questi popoli avevano già un calendario, osservavano gli astri e costruivano opere che ancora possiamo osservare, – non capendo ancora come hanno fatto a realizzarle -, danno anche una data precisa di quando questa apocalisse dovrà accadere, ossia: il 21 dicembre del 2012. Cito Wikipedia:

Il 21 dicembre 2012 è la data del calendario gregoriano nella quale secondo alcune aspettative e profezie si dovrebbe verificare un evento, di natura imprecisata e di proporzioni planetarie, capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato: una qualche radicale trasformazione dell’umanità in senso spirituale oppure la fine del mondo. L’evento atteso viene collegato temporalmente alla fine di uno dei cicli (b’ak’tun) del calendario maya. Nessuna di queste profezie ha alcun fondamento scientifico e sono state più volte smentite dalla comunità geofisica e astronomica. Anche la maggioranza degli studiosi della storia dei Maya confuta queste affermazioni. (fonte Wikipedia)

Il cielo alle 0 UTC del 21 dicembre 2012

Il cielo alle 0 UTC del 21 dicembre 2012

Ci sono moltissime leggende, e a poche, o forse a nessuna di esse, io credo. Certamente so che Zeus, Odino, o altri miti sparsi per il mondo nascono dal mix sapiente di qualche mente illuminata e dalla credulità popolare. Ma sarà il crescendo di tutte queste catastrofi naturali che stanno dilaniando e uccidendo in tutto il pianeta; sarà che le informazioni hanno una capillarità, ed una velocità, esponenziale, quindi ci arrivano dentro casa mentre stanno succedendo, senza avere confini; sarà che su Sky, ultimamente facendo zapping, vedo in continuazione i seguenti film: 2012 e The day after tomorrow; ma non nascondo che il pensiero di una catastrofe imminente, mi frulla spesso per la testa, e non dico che sia paura, ma qualcosa che assomiglia al preludio dell’angoscia. Ci sono dei dati inconfutabili. Sia i popoli centro americani, come: Maya e Aztechi, sia alcuni popoli del nord Africa come: gli Egiziani, avevano delle conoscenze degli astri che si avvicinano a quelle odierne. Basti pensare alla proiezione celeste sulla spianata di Giza, che, secondo accredidati studi riprenderebbe la cintura di Orione, ed il Nilo sarebbe stato la proiezione della via lattea. Oppure i misteri sulla costruzione delle piramidi, sia Egiziane che Messicane. Il mistero sulle figure Nazca. Ce ne sono tante, troppe, di cose senza spiegazioni, di misteri irrisolti. La mia personale opinione è che ci fossero delle conoscenze, apprese chissà da chi, e chissà da dove, che sono andate perdute. E se tra queste conoscenze ci fosse anche quella che prevede uno studio approfondito sui eventi come terremoti, o altre calamità naturali?? Certo che se fosse vero, al 21 dicembre mancherebbe veramente poco. Se poi mi fermo a pensare a tutte le cose che ho da fare. A tutti i viaggi che non ho ancora fatto. Mi trovo a fantasticare sulla lista, mai stesa, dei miei desideri prima della catastrofe. Mi accorgo che ci sono alcune cose non più rimandabili. Mi piacerebbe almeno una volta fare: una traversata oceanica, il giro d’Europa in moto, lanciarmi con il paracadute, mangiare il Guacamole in Messico, fare il giro delle Nuova Zelanda in barca a vela, vedere vincere una finale di coppa del mondo di rugby All Blacks – Italia (giocata in Francia), vedere le balene in Argentina (qualcuno lo ha già fatto, e ancora rosico), fare la route 66 in su una Harley Davidson 883, vedere mio figlio che si laurea ad Harvad, vedere un concerto di Adele, imparare l’assolo chitarra di “Wish  you were here”, vorrei poter vedere crescere mio figlio ed emozionarmi per i suoi successi, vorrei poter assaggiare tutti i Ron (rum) del mondo e poter decidere qual’è il migliore…vorrei tantissime altre cose, ma probabilmente non farei in tempo a farle in una vita intera, figuriamoci in poco meno di sette mesi.

…un pranzo particolare…

E’ un periodo molto particolare. Un po’ per lavoro, un po’ per lontananza, un po’ per l’incastro, non sempre perfetto, delle cose della vita, non riesco a vedere Daniela come vorrei. Oggi mi ero messo in mente di pranzare con lei, a qualunque costo. La capacità che alcune persone hanno di stupirmi è senza limiti. Lei è una di queste persone. Ed è bello essere stupito. Ero, ovviamente in ritardo, e mi è arrivato un sms che recitava, più o meno, così: ” ci vediamo davanti al cinese, penso io alla tua insalata”. Essendo all’EUR, non poteva che essere quello in viale America. Arrivo in moto, lei era già li. Aveva in mano tre buste. In una, ovviamente, la mia insalata, nella seconda il suo riso alla cantonese, e nella terza una coperta ultra-tech, acquistata da Decathlon l’ultima volta che era uscita a

EUR

Laghetto

fare compere. Mi stava portando a fare un pic nic sulle sponde del laghetto dell’EUR. A parte scoprire che non eravamo i soli, e che le sponde di quel lago sono vissute come Central Park in estate, mi ha fatto fare una cosa che non facevo da forse 20 anni. Un pic nic. E nel pieno centro della Roma del terziario. Nel giro di un minuto aveva steso la coperta, sistemato il cibo e si era seduta, togliendosi le scarpe. Abbiamo mangiato, chiacchierato, e poi ci siamo sdraiati per un po’. Quanto è stato piacevole chiacchierare, li e così, con quel sole, con quel clima.

Troppo poco tempo però. L’unica nota stonata di quel pranzo è stata il poco tempo. Sarei rimasto sdraiato li tutto il pomeriggio.

Ciao mondo!!

Da oggi ci sono anche io…è tanto tempo che ci penso, ed ora ho trovato la voglia e il tempo di voler mettere i miei pensieri on-line.

A presto.

Alessandro