La guerra del touch.

Apple contro Samsung

La guerra del touch.

Sono di parte, decisamente di parte. Penso che Apple sforni prodotti di altissimo design e con dietro uno studio sulle esigenze e le passioni delle persone. Un’azienda che produce con passione le passioni dei suoi clienti. Anche Samsung, ad onor del vero, ha creato alcuni prodotti interessanti in atri ambiti (TV, Hi FI, Tablet). Ho seguito con molta attenzione la lotta sui brevetti tra Apple e Samsung e, senza volere entrare nei tecnicismi spicci della sentenza, rimane un fatto: Apple ha vinto e Samsung ha perso. Oltre a non poter vendere alcuni suoi prodotti, il gigante nord Coreano, dovrà rimborsare ad Apple oltre un miliardo di dollari. Samsung ha dichiarato di voler ricorrere in appello. Leggendo tra i vari blog, ho letto che questa è stata una guerra combattuta tra Android e OS. Non sono assolutamente d’accordo. La guerra è stata sulla paternità delle idee. Non è giusto che qualcuno rubi, e sottolineo rubi, le idee di qualcun’altro, o peggio ancora scopiazzi. Apple ben ha fatto a farsi valere in tribunale. E’ mai possibile che non ci siano altre cose da inventare? La filosofia giusta, in aziende che vogliono innovare è dare libero sfogo ai creativi. Mi auguro che questa lezione sia da stimolo per Samsung che, in altri settori tecnologici, ha ben fatto.

…un pranzo particolare…

E’ un periodo molto particolare. Un po’ per lavoro, un po’ per lontananza, un po’ per l’incastro, non sempre perfetto, delle cose della vita, non riesco a vedere Daniela come vorrei. Oggi mi ero messo in mente di pranzare con lei, a qualunque costo. La capacità che alcune persone hanno di stupirmi è senza limiti. Lei è una di queste persone. Ed è bello essere stupito. Ero, ovviamente in ritardo, e mi è arrivato un sms che recitava, più o meno, così: ” ci vediamo davanti al cinese, penso io alla tua insalata”. Essendo all’EUR, non poteva che essere quello in viale America. Arrivo in moto, lei era già li. Aveva in mano tre buste. In una, ovviamente, la mia insalata, nella seconda il suo riso alla cantonese, e nella terza una coperta ultra-tech, acquistata da Decathlon l’ultima volta che era uscita a

EUR

Laghetto

fare compere. Mi stava portando a fare un pic nic sulle sponde del laghetto dell’EUR. A parte scoprire che non eravamo i soli, e che le sponde di quel lago sono vissute come Central Park in estate, mi ha fatto fare una cosa che non facevo da forse 20 anni. Un pic nic. E nel pieno centro della Roma del terziario. Nel giro di un minuto aveva steso la coperta, sistemato il cibo e si era seduta, togliendosi le scarpe. Abbiamo mangiato, chiacchierato, e poi ci siamo sdraiati per un po’. Quanto è stato piacevole chiacchierare, li e così, con quel sole, con quel clima.

Troppo poco tempo però. L’unica nota stonata di quel pranzo è stata il poco tempo. Sarei rimasto sdraiato li tutto il pomeriggio.