Grazie ragazzi…

Buffon sconsolato

FInale Euro 2012 Italia Spagna

Di certo non sono mai stato un grande sponsor della partecipazione della nostra nazionale ai campionati Europei. Il calcio scommesse, la crisi, mi hanno fatto pensare che dare un segnale duro, chiaro, forte, potesse scuotere le coscienze. Nonostante ciò, ieri ho guardato la finale, ho sofferto, e mi sono arrabbiato di aver perso. Mentre tornavo, silenzioso, in macchina dopo la partita, mi è venuta in mente una vecchia citazione di Churchill: gli Italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre. Ora, Churchill non mi è mai stato troppo simpatico, ma gli andava riconosciuto un bel cervello e una discreta sagacia. Questa citazione ci descrive incredibilmente bene. Ieri sera, ma in tutto il cammino che la nostra nazionale ha fatto in questa competizione, ci siamo dimenticati di: spread, disoccupazione, IMU, tasse e conti correnti. Abbiamo sognato insieme, accomunati dal sogno di vincere qualcosa. Anzi, a dirla tutta, che ieri Monti fosse a vedere la partita un po’ mi ha scocciato. Come se mi si volesse distrarre dalla distrazione. Non vorrei spendere tante parole, ne entrare nel vortice della retorica, ma nel giorno in cui la Lega Nord ha fatto il suo congresso, ribadendo la volontà di staccarsi dall’Italia, io mi sento ancora di più Italiano, e ringrazio questi ragazzi che si sono battuti per i nostri colori. Siamo partiti che non dovevamo passare neanche la prima fase, siamo arrivati in finale. Questo dimostra che, anche quando tutto è perduto e sembra impossibile, si può riuscire a cambiare le cose. Non abbiamo perso l’Europeo, siamo arrivati secondi! Onore ai vincitori, che hanno giocato benissimo, sicuramente meglio di noi, ma bravi i nostri ragazzi.

Germania fuori dall’Euro (2012)

Balotelli Mario secondo goal

Mario mostra il fisico dopo il secondo goal alla Germania

Sono sempre più convinto che la nostra nazionale di calcio rappresenta appieno come siamo nella vita. Noi Italiani siamo proprio così. Quando tutto sembra perduto, troviamo delle forze, delle risorse, che non sapevamo di avere. Ieri sera abbiamo visto una bellissima nazionale, un bellissimo calcio. Continuo a ritenere che gran parte del merito sia d’attribuire a Cesare Prandelli. Ha saputo creare un gruppo nuovo, dargli delle motivazioni, rendendolo vincente. Inutile fare un commento sulla partita di ieri: l’Italia è stata superiore, a tratti incontenibile, la Germania ha subito il nostro calcio, dal primo al novantesimo minuto. Lo dicevo da prima della partita di ieri: secondo me la Germania era sopravvalutata. Sicuramente una bella squadra, ma niente a che vedere con il Portogallo o la Spagna. Anche ieri sera abbiamo visto un centro campo Italiano sontuoso, con Pirlo, De Rossi e Montolivo, a dettare trame e geometrie, una difesa impenetrabile, magistralmente gestita dal Gigi nazionale, ed un attacco, che non è ancora il nostro punto forte. Balotelli si è bel comportato, ma il bilancio del suo europeo, a mio avviso, è ancora deficitario. Ha fatto due bei goals, ma si è fatto inutilmente ammonire per fare, ancora una volta, il bimbetto dispettoso. Un’ammonizione così, in una competizione come l’Europeo è da evitare assolutamente, in quanto rischia di far rimanere la squadra in 10. Un’altra nota negativa rimangono le tante occasioni sfumate. Continuiamo a produrre tanto, e a vanificare troppo. Ieri, a dir il vero, ci si sono messi anche i centrocampisti. Marchisio, che di solito è molto freddo davanti la porta, ha divorato due occasioni facilissime. Anche Di Natale, non è riuscito a mettere il marchio di qualità sulla sua prestazione. Nel complesso però siamo riusciti ad andare avanti. La rabbia di Buffon, alla fine della partita, va decodificata ed elaborata. Un giocatore come lui, messo sotto stress dai noti fatti delle scommesse (va detto che non è indagato), ha una reazione come quella, solo perché vuole portare a casa il risultato. Solo perché tiene a questo Europeo. Sono d’accordo con lui quando dice che non si può rischiare, come abbiamo fatto con l’Inghilterra, ed in parte ieri, di dominare la partita e prendere un goal sul finire. Ieri i tedeschi avrebbero potuto, del tutto immeritatamente, riaprire l’incontro. Sul due a due, noi saremmo crollati psicologicamente e tutto sarebbe stato difficile. Ma comunque godiamoci questa vittoria, godiamoci questo caldo week end che ci separa dalla finale, e speriamo di “matare” questi spagnoli. Grazie ragazzi, continuate a farci sognare.

Castro e le olimpiadi…

Carina la nuova campagna Edison che vede come volto, e non solo, quello di Castrogiovanni. Non essendo il rugby una disciplina olimpica, ma piena di significato, non solo sportivo, il nostro pilone si è cimentato in una simpatica campagna pubblicitaria incentrata sul: “vorrei ma non posso”. Posto alcuni video:

Castro vuole andare per forza alle Olimpiadi di Londra

con le ragazze della ginnastica

con le ragazze della pallavolo

Con i ragazzi della pallanuoto


Decisamente simpatica questa campagna, e complimenti: sia ai creativi di Edison, che alla simpatia di Castrogiovanni. Speriamo porti bene.

Italia Inghilterra, avanti così…

Italia Inghilterra, rigore parato di Buffon

Rigore parato di Buffon.

Ieri sono riuscito a vedere, per la seconda volta, una partita dell’Italia agli Europei. Debbo dire che mi sono molto divertito, forse per la prima volta, in questa competizione. Registro ancora l’imbattibilità che citavo la scorsa volta: quando vedo la Nazionale, non perde mai!!! La preparazione è stata di quelle serie. L’ho vista insieme a: Filippo, mio padre Daniele, Sara e il mitico Gabriele, in quel di Tor San Lorenzo. Della partita mi porto dietro principalmente tre cose: gli errori del sopravalutato Balotelli (quanto mi hanno fatto incazzare!!!), il rigore di Pirlo, e la serietà di Prandelli. Sul primo punto non voglio spendere ancora parole. Un giocatore, se veramente di livello, non sbaglia tutto quello che ha sbagliato lui, soprattutto in una competizione importante come l’Europeo. Su Pirlo, genio e sregolatezza. Una partita impeccabile del nostro registra che, insieme a De Rossi, è stato, a mio avviso, il migliore in campo, e poi quella botta alle coronarie. Quel cucchiaio che dai tempi del Totti nazionale non si vedeva più. Quando classe, follia e coraggio si fondono insieme, partoriscono quel rigore che ha dato la marcia in più ai nostri ragazzi. Era fondamentale segnarlo, e farlo in quel modo ha dato coraggio a noi, ed ha spezzato le gambe a loro. L’ultima cosa è la serietà di Prandelli. Non finirò mai di spendere parole sullo stile di quest’uomo. Era serio e professionale da giocatore, me lo ricordo grande lavoratore nel centro campo della Juve, lo è d’allenatore. La sua nazionale traccia delle geometrie belle ed efficaci, sintomo di un lavoro continuo e ben fatto. Bravo Cesare. Mi auguro giovedì di riuscire a:” buttare fuori la Germania dall’Euro”.

La mia prima partita dell’Europeo…

Bonucci zittisce Balotelli

Bonucci salva Balotelli da una figuraccia.

Ieri sono riuscito a vedere la prima partita dell’Europeo di calcio 2012. Le scorse partite, un po’ per impegni, un po’ perché non mi andava, non sono riuscito a vederle. Senza sottolineare il fatto che, dalla stagione 2011 – 2012 di calcio, ogni partita che ho visto: sia della Juventus, che della Nazionale abbiamo sempre vinto, una bella vittoria ci voleva proprio. Visto tutti i sacrifici che stiamo facendo ce la meritiamo proprio. Per motivi logistici ho visto la partita in una pizzeria in zona Balduina, con Daniela, e la serata è stata molto piacevole, ma la riflessione che ho fatto è la seguente: ma è mai possibile che dobbiamo sopportare Mario Balotelli??? Un giocatore a mio avviso modesto, o comunque non così forte da essere considerato quel fenomeno che tutti osannano, ha avuto a che dire di nuovo. Destinatario delle male parole, per altro pronunciate in inglese, era Cesare Prandelli che, dopo due partite incolore, ha deciso di lasciarlo in panchina. Ora il nostro tecnico, che, al di la delle sue doti tecniche, è certamente una persona seria e preparata. Sarò sicuramente una voce contro, ma non ci riesco proprio a vederci proprio nulla di male. Ritengo anzi la decisione giusta, anche perché a sostituirlo c’era Totò Di Natale che  non solo è il capocannoniere del campionato italiano, ma è anche un esempio di professionalità e disciplina. Da Italiano incazzato già di mio, visto il momento di merda che stiamo vivendo, quel viziato che si lamenta, prende milioni di euro ogni anno, sfascia case come se fossero costruite con i Lego, va a escort, non ha mai fatto un cavolo in vita sua, ed ha il coraggio di dire parolacce in anglosassone ad una persona seria e che, ha dato le dimissioni da CT della Roma per stare vicino alla moglie morente malata di cancro. Questo bambino viziato, dovrebbe imparare dai veri campioni. Campioni nella vita e nello sport. Da persone, come: Del Piero, Torres, dallo stesso Prandelli che, specialmente in Nazionale, hanno accettato la panchina senza lamentarsi, anzi sostenendo i compagni che andavano in campo. Se potessi scrivere direttamente a Balotelli, gli chiederei se i cori, presunti, razzisti, che ovviamente condanno e aborro, erano riferiti al colore della sua pelle o piuttosto alla sua atavica antipatia. Su quest’ultima specialità, quella di rendersi antipatico a tutto e a tutti, è veramente un campione, sicuramente il numero uno. Se io faccio male il mio lavoro, il management della mia azienda mi sostituisce, non vedo perché se lui gioca da schifo, due partite dell’Europeo, non lo deve essere. Caro Mario, forse nella tua vita sei stato abituato a battere i piedi, a piagnucolare ed ottenere quello che volevi. Forse, fino a oggi, per quale strano motivo, sei stato il destinatario di doti calcistiche apprezzabili ma che ti hanno portato a essere l’eterno incompiuto a causa del tuo modo di essere, a dir poco, opinabile, pensa a chi, privo di tutto quello che te invece hai, non può fare i capricci che te fai. Pensa a fare bene il tuo lavoro, e soprattutto a rispettare ed onorare quella maglia che indossi. Aver fatto un goal, per altro non fondamentale, non cancella le tue opache prestazioni precendenti. La gioventù passa, e te, se non cambi testa in fretta, sarai destinato a finire nel dimenticatoio, e non per il colore della tua pelle. Pensaci caro Mario, pensaci.

Bellissima questa foto, a chi dice che il rugby non è uno sport per tutte l’età!!!

Avatar di il grillotalpaIl Grillotalpa

La foto è di Antonio Ros ed è stata scattata ad Egor 2012. Bellissima!

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Pronti, partenza, via…partono gli Europei…

Vignetta pubblicata su Bastardidentro

Linus e Snoopy

Sono iniziati gli europei di calcio. In questo scorcio d’inizio estate sportivo, che ci consegnerà anche le olimpiadi di Londra, sembra quasi che il calcio non sia più lo sport nazionale del nostro paese. Forse tutti gli scandali legati al calcio scommesse, che ha portato in carcere qualche autorevole giocatore, e gettato un’ombra su dirigenti e allenatori; forse vedere che questi miliardari ventenni, coccolati e viziati, sono capaci solo di fare i capricci, andare ad escort e non hanno nessuna voglia di fare quei sacrifici che tutti noi stiamo facendo. In altri tempi, alla proposta del nostro primo ministro, di sospendere il calcio per tre anni, ci sarebbe stata una sommossa di popolo, una rivoluzione. Nulla di tutto questo invece, anzi si è aperto un dibattito che non dava come impopolare il pensiero di Monti. Tutt’altro, tanto che il commissario tecnico della nazionale, Cesare Prandelli, è stato costretto a fare una provocazione, che ha avuto più l’aria della brutta figura. Ha dichiarato che se qualcuno lo desiderava, lo avesse ritenuto opportuno, la nazionale sarebbe stata pronta a ritornare a casa, senza disputare il campionato europeo. Anche in quel caso, nessuna levata di scudi. Se fossi stato il Cesare nazionale, forse qualche pensiero lo avrei fatto. Ritengo il nostro CT una persona intelligente, e sicuramente lo avrà fatto, e proprio questo pensiero lo ha portato a far visitare ai nostri ragazzi il campo di concentramento di Auschwitz. Un gesto che sicuramente avrà fatto riflettere i nostri ragazzi sul quanto sono fortunati. Un altro dato interessante è che le partite del primo giorno di Europeo non hanno avuto lo share previsto, sia in Italia che all’estero. Tutto ciò concorre a dare, a mio avviso, un sapore diverso a questa competizione, che ci ha visti quasi sempre protagonisti. Pensando a mio cognato che oggi prenderà l’aereo per andare a vedere Italia – Spagna, in Polonia, mi è venuta in mente la vignetta di Charlie Brown che ho postato. C’è stata la possibilità di andare con lui, un nostro amico ha dovuto rinunciare all’ultimo momento per dei seri motivi, e la risposta che ho dato è, più o meno, quella di Snoopy. In questo momento dove abbiamo bisogno di segnali forti e puliti, di gesti coerenti con il momento storico, la nazionale passa in secondo ordine.

Le speranze azzurre.

Ballotelli e Cassano.

Certo è che se i nostri ragazzi dovessero andare avanti, da buoni Italiani, ci ritroveremo uniti nel supportare gli azzurri. Ma sino a quel momento, ammesso e non concesso che ci sia, tutti noi, sembra che, abbiamo altro a cui pensare. Una piccola curiosità statistica, le ultime due vincitrici degli europei sono state: Grecia e Spagna. Entrambe hanno le loro economie in dissesto, la Grecia rischia, anzi sembra certo, l’uscita dalla zona Euro; la Spagna, chiederà, forse entro oggi, aiuto alla banca centrale Europea, o al fondo salva stati, per ridare liquidità alle banche, entrate in crisi dopo la bolla edilizia. Visti questi precedenti, forse, converrebbe che questo europeo lo facciamo vincere a qualcun’altra. Ma mentre ci pensiamo, “FORZA AZZURRI”!!!

La profezia dei Maya.

Di sicuro viviamo in un’era in cui l’enorme diffusione e la grande velocità con cui le notizie viaggiano, ci permette di conoscere quanto, di bello o di brutto, succede nel mondo. Certo è che, a mia memoria, non ricordo una catena di disastri naturali così lunga: terremoti, tsunami, eruzioni. Sarà questo il motivo per cui, nell’ultimo periodo, mi vengono spesso in mente i Maya e la loro profezia. Questo popolo, trucidato dagli scopritori spagnoli, ed in seguito anche da tutte le altre popolazioni europee colonizzatrici, in virtù del loro credo hanno anche bruciato migliaia di libri di quei “pagani” popoli barbari. Il quei roghi sono bruciate anche centinaia di risposte ad altrettante domande. Queste popolazioni, che dagli occidentali venivano etichettate come preistoriche, avevano una cultura immensa, ed hanno ipotizzato un evento che, a loro modo di vedere, cambierà il corso della storia. Secondo il loro calendario, più di 2.500 anni fa questi popoli avevano già un calendario, osservavano gli astri e costruivano opere che ancora possiamo osservare, – non capendo ancora come hanno fatto a realizzarle -, danno anche una data precisa di quando questa apocalisse dovrà accadere, ossia: il 21 dicembre del 2012. Cito Wikipedia:

Il 21 dicembre 2012 è la data del calendario gregoriano nella quale secondo alcune aspettative e profezie si dovrebbe verificare un evento, di natura imprecisata e di proporzioni planetarie, capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato: una qualche radicale trasformazione dell’umanità in senso spirituale oppure la fine del mondo. L’evento atteso viene collegato temporalmente alla fine di uno dei cicli (b’ak’tun) del calendario maya. Nessuna di queste profezie ha alcun fondamento scientifico e sono state più volte smentite dalla comunità geofisica e astronomica. Anche la maggioranza degli studiosi della storia dei Maya confuta queste affermazioni. (fonte Wikipedia)

Il cielo alle 0 UTC del 21 dicembre 2012

Il cielo alle 0 UTC del 21 dicembre 2012

Ci sono moltissime leggende, e a poche, o forse a nessuna di esse, io credo. Certamente so che Zeus, Odino, o altri miti sparsi per il mondo nascono dal mix sapiente di qualche mente illuminata e dalla credulità popolare. Ma sarà il crescendo di tutte queste catastrofi naturali che stanno dilaniando e uccidendo in tutto il pianeta; sarà che le informazioni hanno una capillarità, ed una velocità, esponenziale, quindi ci arrivano dentro casa mentre stanno succedendo, senza avere confini; sarà che su Sky, ultimamente facendo zapping, vedo in continuazione i seguenti film: 2012 e The day after tomorrow; ma non nascondo che il pensiero di una catastrofe imminente, mi frulla spesso per la testa, e non dico che sia paura, ma qualcosa che assomiglia al preludio dell’angoscia. Ci sono dei dati inconfutabili. Sia i popoli centro americani, come: Maya e Aztechi, sia alcuni popoli del nord Africa come: gli Egiziani, avevano delle conoscenze degli astri che si avvicinano a quelle odierne. Basti pensare alla proiezione celeste sulla spianata di Giza, che, secondo accredidati studi riprenderebbe la cintura di Orione, ed il Nilo sarebbe stato la proiezione della via lattea. Oppure i misteri sulla costruzione delle piramidi, sia Egiziane che Messicane. Il mistero sulle figure Nazca. Ce ne sono tante, troppe, di cose senza spiegazioni, di misteri irrisolti. La mia personale opinione è che ci fossero delle conoscenze, apprese chissà da chi, e chissà da dove, che sono andate perdute. E se tra queste conoscenze ci fosse anche quella che prevede uno studio approfondito sui eventi come terremoti, o altre calamità naturali?? Certo che se fosse vero, al 21 dicembre mancherebbe veramente poco. Se poi mi fermo a pensare a tutte le cose che ho da fare. A tutti i viaggi che non ho ancora fatto. Mi trovo a fantasticare sulla lista, mai stesa, dei miei desideri prima della catastrofe. Mi accorgo che ci sono alcune cose non più rimandabili. Mi piacerebbe almeno una volta fare: una traversata oceanica, il giro d’Europa in moto, lanciarmi con il paracadute, mangiare il Guacamole in Messico, fare il giro delle Nuova Zelanda in barca a vela, vedere vincere una finale di coppa del mondo di rugby All Blacks – Italia (giocata in Francia), vedere le balene in Argentina (qualcuno lo ha già fatto, e ancora rosico), fare la route 66 in su una Harley Davidson 883, vedere mio figlio che si laurea ad Harvad, vedere un concerto di Adele, imparare l’assolo chitarra di “Wish  you were here”, vorrei poter vedere crescere mio figlio ed emozionarmi per i suoi successi, vorrei poter assaggiare tutti i Ron (rum) del mondo e poter decidere qual’è il migliore…vorrei tantissime altre cose, ma probabilmente non farei in tempo a farle in una vita intera, figuriamoci in poco meno di sette mesi.

Spulciando tra il Web

Passeggiando nello spazio digitale del Web, Fabio, un amico con il quale condivido una serie di passioni, tra cui il rugby, mi ha inviato il link di un articolo molto carino. Si riferisce ad un torneo svolto, presso l’Unione Rugby Capitolina, dai nostri figli. L’articolo e tratto dal sito minirugby.it. Oltre ad essere molto interessante…guardate un po’ chi c’è nell’ultima foto insieme ad Andrea Lo Cicero?

http://www.minirugby.it/tornei-2011-2012/report/4462-al-16-torneo-gabrielli-vince-l-integrazione

Bruges

uno dei canali

Lo scorso week end l’ho passato in Belgio. Più precisamente a Bruges, una località a circa un’ora di treno da Bruxelles. Un posto splendido, dove il verde, la pace ed un’ordine, a cui non sono abituato, la fanno da padrona. E’ stato bellissimo perdersi in quei vicoli creati da edifici medioevali, e superare quei ponti sopra a quei canali, le case con le uscite a filo d’acqua. Mi è sembrato di fare un salto indietro di seicento anni. Il rumore degli zoccoli dei cavalli rendeva questo salto ancora più realistico. Ci sono decine di carrozze sulle quali puoi fare il giro della città, e quasi tutte condotte, stranamente, da ragazzine bionde che spiegano in un bell’inglese quello che si sta vedendo. Con Daniela abbiamo deciso di prenotare un Bed and Breakfast non in centro. Sul sito c’era scritto a pochi minuti dal centro, ma non ci aspettavamo nulla del genere. Il paradiso. Siamo entrati da un cancello in un giardino curatissimo, dove alberi ad alto fusto che formavano un boschetto privato, un prato verde e ogni tipo di fiori ci hanno frastornato. Nel mezzo una costruzione del 1600, ristrutturata  in ogni sua parte faceva la sua bella mostra. Ci ha accolto Katrien, una gentilissima signora che da subito ci ha messo a disposizione tutta la sua gentilezza e cortesia accompagnandoci sempre con il suo sorriso. La casa anche dentro è bellissima, segno della cura che la stessa Katrein ha messo nell’arredarla. Quando poi chiacchierando scopriamo che lei è un architetto d’interni, tutto torna. Da quello che possiamo vedere è anche brava. C’è una stanza circolare a piano terra di cui Daniela si è innamorata. Quel paradiso si chiama:’t Wit Huys ( http://www.withuys.eu ).

Bed And Breakfast

la vista dalla nostra stanza

La nostra stanza da letto affacciava sui due lati della casa. Un bosco privato alla fine di un prato verde e ben tenuto da un lato, e dall’altro delle siepi che confinavano con un’altra bella dimora. Una pace indescrivibile. Ma la cosa più bella è stata proprio riscoprirla. Il gusto di ritrovare qualcosa che da tanto non avevo più. Il caos della città, della quotidianità, il lavoro, il traffico, i problemi, tutte cose che ci fanno perdere il gusto di assaporare un po’ di tranquillità. E’ stato bello poter ascoltare il suono del silenzio. Katrien, dopo averci offerto un caffè, ci ha dato due bici, e via! In poco tempo siamo arrivati in centro. Che fascino passeggiare in bici. Eravamo stanchi del viaggio quindi ci siamo accontentati di pedalare un po’ tanto per avere un anticipo di quello che avremmo visto il giorno dopo. Arrivata l’ora di cena abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta. I locali per mangiare qualcosa sono tantissimi. Una cenetta romantica e poi a nanna.

bicchiere di Kwak

Il giorno successivo è stato bello perdersi tra quei vicoli, sorseggiare una Kwak con quello strano bicchiere, cercare un posto dove mangiare delle moulles (cozze) servite in mille modi, la torre della marketz square, da dove si suicida il killer buono nel film “in Bruges”. Il sabato è volato. Prima di ritornare, la domenica, abbiamo voluto fare una capatina a Bruxelles. Abbiamo salutato Katrien, e la sua splendida, casa con quella tristezza che si ha quando ci si separa da una cosa bella, senza sapere se e quando si potrà di nuovo vivere. Bruxelles è città non grandissima, ma passare dalla tranquillità di Bruges al caos di Bruxelles ci ha dato un senso di disorientamento. Non vedevamo l’ora di prendere l’aereo, quasi a volersi portare nel cuore quei momenti che quel paese medioevale, e i suoi canali, ci avevano lasciato. E’ stato proprio un bel week end. Grazie Daniela per trovato quell’angolo di paradiso.