Il tradimento e la rabbia…

Lo sospettavo, ma ora ne ho la certezza. Non riesco a sopportare il tradimento. Non riesco ad andare oltre, a dimenticare. Non so se è un limite, o il riconoscimento di un difetto, ma ora so che non sono in grado di sopportare un tale sentimento. Il tradimento, la menzogna è il livello più basso a cui un essere umano si può abbassare. La rabbia invece è la logica conseguenza del tradimento. Essere tradito, mi scatena il sentimento più difficile da controllare. Non vi riescono gli animali e i bambini. Ed in questo momento mi sento una belva. Sono arrabbiato, deluso, stanco. Se poi a deluderti, a tradirti, è uno che dovrebbe darti dei valori, che dovrebbe prenderti per mano ed insegnarti a vivere. Se a tradirti è chi dovrebbe essere un riferimento. Sono stanco perchè mi sento derubato della mia giovinezza, della spensieratezza dell’adolescenza. Voglio essere un padre che il proprio figlio deve poter guardare con fierezza. Voglio essere motivo d’orgoglio per le persone con le quali debbo condividere la mia esistenza. Voglio essere un compagno di vita leale, e sincero. Voglio poter donare un abbraccio a chi voglio bene, senza che questo sia volgarmente inquinato. Voglio che le cose che faccio, che vivo, siano pure, e non un modo per fuggire dalla solitudine dalla routine. Non voglio essere al centro dell’attenzione. Gli egocentrici, hanno tanta gente intorno, ma sono soli dentro. Non voglio vivere rapporti di convenienza. Voglio avere le risposte sulle persone e le cose che contano per me.  Voglio una famiglia che non debba mai vergognarsi di me…

Poche righe su Juventus Chelsea.

Non mi vorrei dilungare tanto, ma solo lasciare la mia soddisfazione scritta. Anche se ha avuto molti detrattori in questi ultimi periodi, il Chelsea è una grande squadra. Male fanno quelli che sostengono che Di Matteo non abbia lavorato bene in questi mesi. Sicuramente ingiusto è l’esonero che ha subito stamattina. Vincere  con questo scarto contro i campioni di Europa e d’Inghilterra non era facile, e io sono contento che la Juventus ci sia riuscita. Molto del merito va a Conte, che ha saputo preparare bene la partita, ma anche a tutti i giocatori, nessuno escluso, che hanno ritrovato quella rabbia che non vedevo da un pò. La Juventus ha un organico di tutto rispetto, ma se non interviene la fame di vittoria che ha avuto tutto lo scorso anno, è una buona squadra, ma non La Squadra. Due parole in più, le merita Buffon, che in un paio di occasioni ha saputo salvare la propria porta. Differentemente la partita sarebbe andata a finire male, a mio avviso. E poi a Giovinco, l’eterno incompiuto. Mi è piaciuto poco ultimamente, perché non ha saputo esprimere tutto il suo potenziale realizzativo, ma ieri è entrato in campo con una foga che non gli vedevo da anni. Bravi ragazzi, e avanti così.

Italia – All Blacks

Italia - All BlacksIeri a Roma sole primaverile. Chi, come me, era in tribuna Tevere ha potuto vedere fino a metà del primo tempo, la partita a maniche corte, con uno splendido sole in faccia. E se il clima è caldo, non è da meno quello in campo. Fuori, prima di entrare allo stadio, si respira la solita aria di festa. Sono tanti gli Italiani con la maglia nera. Gli All Blacks sono un po’ lo spot del rugby. La voglia di batterli su campo però è tanta. La partita inizia. Dopo gli inni e la tradizionale Haka, in campo è battaglia. Loro sono fortissimi e motivati come al solito. Sbagliano poco o niente, ma l’Italia gioca bene. Placcaggi durissimi, la nostra prima linea tiene e loro sono costretti al calcio, dopo una punizione, per marcare i primi tre punti. Andiamo spesso a giocare davanti la loro linea di meta, ma poi sbagliamo miseramente. E’ proprio qui la differenza con le grandi squadre, massimizzare gli sforzi e segnare quando se ne ha l’occasione. Invece noi ci permettiamo di farci cadere qualche pallone di troppo dalla mani, Mirco Bergamasco manca un paio di contropiede facendosi scivolare la palla del possibile uno contro zero. Loro fanno meta. Si va sullo 0 a 10. L’orgoglio Italiano viene fuori, non giochiamo affatto male. Dopo una serie interminabile di placcaggi davanti alla loro linea di meta, Sgarbi riesce ad infrangere la diga nera, e schiaccia la palla in meta. La successiva trasformazione, porta il punteggio 7 a 10. I Neo Zelandesi non sono persone che s’intimoriscono facilmente, ma certamente non si aspettavano un’Italia così aggressiva. Dimostrazione ne è il fatto che alla prima occasione, invece di scegliere la mischia o il calcio in touche, per cercare una possibile meta, scelgono di calciare verso i pali. Il punteggio del primo tempo si fissa sul 7 a 13. Nel secondo tempo, la cronaca è facile, togliendo qualche bella giocata italiana, gli All Blacks escono fuori in tutta la loro classe. Il punteggio finale è di 10 a 42. Bellissima partita, che a me lascia ben sperare per il prossimo six nations, ed un bellissimo clima anche dentro e fuori lo stadio.

Muse – Bologna 16 novembre 2012 –

Concerto Muse Bologna 16 novembre 2012Quando ho conosciuto Daniela, abbiamo subito parlato di musica. La musica è stata una cosa che tra noi ha sempre funzionato. Il primo concerto che abbiamo visto insieme è stato quello dei Muse a Wembley, nel settembre del 2010. Il nostro primo week end fuori, in una Londra fantastica assistendo ad un concerto fantastico. Ho sempre pensato che quello fosse stato il concerto più bello che abbia mai visto, e sicuramente il contesto (lo stadio di Webmley) rimane il migliore, ma ieri sera i Muse si sono superati. L’Unipol Arena è un palazzetto che ospita, prevalentemente, la pallacanestro, ma è stato riadattato anche per avere una buona acustica. Il palco non era grandissimo, ma la Concerto Muse - Bologna 16 novembre 2012 -tecnologia lo ha reso incredibile. Ci sono state astronavi che atterravano, e marziani che ballavano, una roulette che sceglieva i brani da suonare, luci, laser, e una regia impeccabile. In questo contesto creato per strabiliare, sono volati i brani suonati con maestria dai tre ragazzi inglesi. Matthew Bellamy ha cantato e suonato senza macchie. La musica scorreva fluida in una sequenza senza errori. Le note echeggiavano forti nello spazio, e gli effetti speciali mi hanno letteralmente stordito. Gli assoli di chitarra sembravano registrati in studio. I ragazzi stanno crescendo, ed ora iniziano ad avere un repertorio che gli permette di tenere un concerto al meglio. Non c’è stato un brano forzato, o inserito per riempire. Risultato il concerto perfetto.

Lista dei Brani:

  1. The 2nd Law: Unsustainable
  2. Supremacy
  3. Interlude/Hysteria
  4. Resistance
  5. Supermassive Black Hole
  6. Panic Station
  7. Animals
  8. Explorers
  9. Falling Down
  10. Time is Running Out
  11. Liquid State
  12. Madness
  13. Follow Me
  14. Undisclosed Desires
  15. Plug in Baby
  16. New Born
  17. The 2nd Law: Isolated System
  18. Uprising
  19. Man With Harmonica (intro)/Knights of Cydonia
  20. Starlight
  21. Survival

La forza (esagerata) delle forze del disordine…

Non ho voluto scrivere subito, ho voluto aspettare, ascoltare, contestualizzare quello che è successo ieri. Argomento: le dimostrazioni che, più o meno, ci sono state in tutto il mondo. Il comune denominatore sono state le botte che le polizie di tutto il mondo hanno elargito. Ora, reputo assurdo che un ragazzo di 20 anni, possa andare a fronteggiare, anche se debitamente addestrato, un suo, quasi, coetaneo. Spesso poi la pensano anche alla stessa maniera. Ritengo che non sia giusto devastare città o andare a cercare lo scontro così, tanto per fare. Ma altrettanto penso che il diritto a dimostrare deve essere preservato. Non mi piacciono i regimi, ne di polizia, ne tantomeno l’anarchia assoluta. Gli studenti però non si toccano. Hanno subito un deterioramento dei servizi ai quali debbono accedere che fa spavento. Non andiamo da nessuna parte se continuiamo a tagliare: sulla scuola, sull’università, sulla ricerca, se rendiamo sempre più precari chi deve formare la futura classe dirigente, i futuri cittadini. Ecco perchè non si toccano. Le dimostrazioni pacifiche vanno difese, non attaccate. Perchè i nostri figli non sono (tutti) dei delinquenti e debbono sentirsi liberi di respirare la democrazia, ne debbono far parte. A tutto ciò dobbiamo aggiungere un mal contento che, non conosce più frontiera. La crisi economica, che perdura, almeno dal 2008, sta mettendo a dura prova tutti noi. Soprattutto per questo motivo, la forza della forza dell’ordine non deve essere esagerata. Quando la forza che si usa è troppa, l’unico risultato è il disordine.

Doveva succedere…

Era nell’aria, era giunto il momento. Nelle ultime partite la Juventus ha sempre faticato. Qualche situazione fortunata, qualche aiuto dagli arbitri, ma nelle ultime giornate non era più la Juve “schiacciatutto” che conosco. Certo, nonostante le quarantanove giornate passate senza perdere, farlo contro l’Inter e a Torino fa male. Fa male perché ha fatto emergere quanto la voglia di vincere possa far la differenza. Fa male perché abbiamo sbagliato le sostituzioni. In passato i cambi c’hanno fatto vincere, sabato no. L’uscita di Vucinic e Lichstainer ha pesato, e molto. L’ostinazione su Vidal, uomo scudetto lo scorso anno, a mio avviso, danneggerà la Juve. Nel frattempo complimenti all’Inter, al suo giovane allenatore, e alla sua voglia di vincere. Vediamo cosa succederà nel prossimo futuro, ma sono sicuro che Conte saprà far rialzare la sua squadra da questo piccolo inciampo. Mercoledì è stato il primo banco di prova, quattro reti in Eurpoa non è facile segnarle a nessuna squadra. Vediamo cosa succederà con il Pescara.

Trenitalia, e i suoi accordi commerciali.

Sarrebbe come sparare sulla croce rossa, ma non lo farò. Cercherò di dimenticare l’atavico odio che esiste tra la mia squadra: la Juventus, con la Roma. Quest’ultima, per andare in trasferta a Parma, ha utilizzato Trenitalia. Fino a qui nulla di male, anzi vedere che questi semi-dei dei calciatori utilizzano un mezzo popolare come il treno, fa piacere. Ma che il Treno debba fare una fermata in più, senza che l’utente sia avvisato all’atto dell’acquisto del biglietto, è una cosa tutta Italiana. Poco seria, anzi per niente. I malcapitati passeggeri infatti, per far scendere alla stazione di Parma, i giocatori e i dirigenti della Roma, si sono dovuti sorbire una stazione in più, con ovvi conseguenti ritardi. Trenitalia si è difesa, prima dichiarando che agli altoparlanti era stato dato l’avviso (come se un passeggero arrivato alla stazione, dopo aver acquistato il biglietto, non prende il treno comunque); poi rimborsando il 25% del biglietto. Personalmente reputo tale comportamento non degno di una società (quasi monopolista) come Trenitalia. Ovviamente la Roma (come altre squadre) ha approfittato di un accordo commerciale che, per me, non poteva essere preso da una società di trasporti seria.

Tanto per capire e per far capire.

Faccio uno strappo alla regola, parlo di politica. Ma non per dare indicazioni di voto o per parteggiare per uno o l’altro partito. Anzi, per quello che mi riguarda ho una sfiducia tale nel sistema politico nazionale, che se si votasse ora, prima di decidere per chi votare, dovrei prima decidere se votare. Tornando a noi, da cittadino sono stanco di subire passivamente l’ondata di disinformazione che i nostri mass-media ci propinano ogni giorno. Se un cittadino, nel pieno dei propri diritti, viene condannato all’interdizione dai pubblici uffici, tra le altre cose, non potrà avere cariche politiche, anzi, non può proprio votare, per  tutta la durata della condanna. A tal proposito, cito testualmente Wikipedia: “L’interdizione dai pubblici uffici è una pena accessoria prevista dall’articolo 28 del codice penale italiano e può essere perpetua o temporanea. L’interdizione è la più importante sanzione interdittrice sancita dall’odierno sistema penale, anche se il suo contenuto afflittivo è stato di molto diminuito a seguito di alcune pronunce della Corte costituzionaleL’interdizione secondo il codice penale italiano priva il condannato al diritto di elettorato attivo e passivo; di ogni pubblico ufficio e di ogni incarico non obbligatorio di pubblico servizio; della qualità di tutore o di curatore; dei gradi e delle dignità accademiche, nonché della possibilità di esserne insignito. Nel caso in cui l’interdizione sia temporanea la durata minima prevista è di un anno e quella massima è di 5 anni. La condanna all’ergastolo e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a cinque anni importano l’interdizione perpetua del condannato dai pubblici uffici; e la condanna alla reclusione per un tempo non inferiore a tre anni importa l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di anni cinque. La dichiarazione di abitualità o di professionalità nel delitto, ovvero di tendenza a delinquere, importa l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’interdizione inoltre consegue alla condanna di un reato realizzato mediante abuso di poteri o violazione di doveri inerenti alla pubblica funzione o al pubblico servizio.”

Quindi possiamo stare tranquilli, a meno di una legge ad hoc dell’ultima oranessun condannato alla suddetta pena può presentarsi a ricoprire alcuna carica pubblica. E per quanto riguarda la nostra stampa, sarebbe il caso che, senza temere conseguenza alcuna, s’inizi a dire le cose come stanno. E’ incredibile la collusione che, sempre di più esiste, tra l’informazione e la politica. Sono sempre più schifato.

Catania – Juventus, non si capisce…

Era fuori gioco la posizione di partenza Bertner, quindi il goal della Juve era d’annullare; era goal regolare quello del Catania. Non ci vuole molto ne a vederlo, ne a riconoscerlo. Da Juventino, mi sento danneggiato dal comportamento degli arbitri. Sono in 5 in campo e uno in panchina. Non è possibile che commettano ancora questi errori. E poi, sono passati minuti a parlare, rigorosamente con la mano davanti alla bocca, mentre con il TMO avrebbero potuto risolvere il problema senza errori. Nel rugby, non solo esiste la possibilità, per l’arbitro, di poter vedere cosa è successo tramite un replay televisivo, ma quello che dice ai giocatori e ai suoi collaboratori viene ascoltata da tutti: anche dagli spettatori sugli spalti. E’ un chiaro segnale di trasparenza. Questo non annulla gli errori, ma da un chiaro messaggio di buona fede. I segnali sono evidenti: la gente non si fida più del mondo del calcio, e gli strumenti per risolvere questo problema ci sono. Basta guardare un po’ gli altri sport. Ma poi cosa di cosa si parlerebbe nelle trasmissioni sportive? Cosa scriverebbero i giornali il lunedì mattina?

Juventus multata.

ZemanRiporto dal Corriere dello Sport:

“Il giudice sportivo ha inflitto una multa di 15 mila euro alla Juventus: la società bianconera è stata punita per i “cori insultanti e costituenti espressione di discriminazione etnica” rivolti dai suoi tifosi al tecnico della Roma, Zdenek Zeman, durante la sfida giocata sabato sera.”

Una sola considerazione, come fai a non insultare un uomo come questo? Se ci fossi stato io due o tre cose gli e le avrei dette anche io. Dopo tutto la società, i giocatori, i tifosi gli hanno dimostrato che, nella vita, bisogna: prima lavorare, poi cercare di portare a casa i risultati, e solo dopo iniziare a parlare. Zeman ha fatto il percorso inverso. Debbo anche dire che, lo Juventus Stadium e tutta la tifosera, a mio avviso si sono comportati in modo impeccabile. Basti pensare che le panchine delle squadre, come in tutti gli stadi moderni, sono inglobate nelle tribune. Il “sig.” Zeman ha potuto sedere al suo posto, senza che nessuno gli torcesse un capello, nonostante tutto quello che ancora va in giro ad insinuare. Riflettevo su un fatto, forse l’AS Roma, visti i precedenti fortunati, ha provato a fare qualche ricorso per vincere 0 – 3 a tavolino? Forse quando quest’estate si parlava di progetto, intendevano questo: facciamo casino, poi li denunciamo e vinciamo sempre a tavolino.