Il gracchiante sapore del passato.

Il mio piattoE’ da un pò di tempo che ho riniziato a collezionare vecchi vinili. Quando ero giovane (non che ora non lo sia) e squattrinato, vivevo la musica come un problema: me ne piaceva troppa per il mio portafoglio. Quindi mi accontentavo e compravo solo quello che mi potevo permettere. Ora continua a piacermene tanta, ma posso spendere qualche euro in più. Avendo poi una “ragazzetta” fantastica, che asseconda, molto spesso, le mie passioni, a Natale ha pensato bene di regalarmi un fantastico piatto. Ovviamente uno di quelli per ascoltare i dischi. A parte essere bellissimo, nel suo splendido bianco, è anche qualitativamente molto buono. Debbo confessare che avevo dimenticato, quanto fosse romantico e dolce, poter ascoltare un disco per intero. In un mondo in cui ci sono le Playlist, o i compact disc, che spaziano, con la semplice pigiatura del tasto di un telecomando da una traccia all’altra. Dover appoggiare la puntina del disco. Il gracchiare del disco appena attacca la traccia. Dover alzarsi a girare il lato B. Un mondo, un modo, che avevo perso ma che ha mantenuto intatto tutto il fascino di un tempo. E poi, a dirla proprio tutta, il suono (per me) è anche migliore. E allora ecco che da un pò, a casa mia, sono tornati:  Rolling Stones, i Beatles, i Pink Floyd, David Bowie, i Dire Straits…La cosa più bella che mi è capitata è stata vedere mio figlio che fissava questo disco che girava. Mi ha chiesto che cosa fosse, come funzionasse, e il giorno dopo me lo ha fatto raccontare ai suoi compagni di scuola. Sapori antichi, che non dovremmo mai dimenticare, ma che soprattutto dovremmo tramandare.

Razzismo, nel 2013 non si è ancora estinto.

Boateng abbandona il campo dopo i cori razzisti.

Boateng abbandona il campo dopo i cori razzisti.

E’ proprio vero, la mamma dei cretini è sempre incinta. Non basta che una squadra come il Milan vada a Busto Arsizio a giocare un’amichevole contro il Pro Patria, che milita in seconda divisione. Non basta che dei giocatori che hanno disputato, e qualcuno anche vinto, competizioni internazionali, vada in un paesino di provincia a deliziare i cittadini di bel calcio. No evidentemente non basta. Pochi, ma ci sono stati, hanno dovuto fischiare e schernire i giocatori di colore che militano nel Milan. Risultato: Boateng si è, letteralmente, imbestialito ed ha scaraventato il pallone in tribuna. Partita sospesa. Bene hanno fatto i giocatori del Milan a non rientrare in campo. A sollecitazioni di questo tipo, non bastano multe o penalizzazioni alla società. Vanno adottate le maniere forti, vanno dati segnali importanti. E’ vero che per pochi imbecilli, erano presenti allo stadio moltissime persone per bene, che condannano, come me, questo tipo di comportamenti. Ma basta. Nel 2013 non è più concepibile un tale medioevale modo di comportarsi. Dobbiamo, tutti insieme, fare in modo che tali atteggiamenti vengano condannati, e i responsabili vanno consegnati alla giustizia. E se in quel momento non fosse presente la giustizia ordinaria, in attesa di quella divina, mi offrirei per combinare qualche pena corporea a questi soggetti. Ne più, ne meno, quelle che gli schiavi che provenivano dall’Africa, prima dell’apartheid, hanno dovuto subire. Forse, gli imbecilli di cui sopra, inizieranno a capire di cosa parliamo.

I buoni propositi del 2013…

2013Come ogni anno è tempo di bilanci, ma soprattutto di buoni propositi. La fine dell’anno è sempre un momento dove fare considerazioni di cosa si è fatto, e di cosa non si è riusciti a fare. Il 2012, almeno per me, è stato un anno difficile, molto difficile. La crisi, che oramai si è infilata in ogni famiglia, in ogni nucleo. Il lavoro e le nuove responsabilità. Filippo che cresce. Un anno molto movimentato. Ma alla fine, bene o male, sono riuscito a fare tutto. Alcune cose non bene come avrei voluto, altre meglio. Al contrario degli altri anni però, nel 2013 voglio dichiarare cosa voglio fare. Voglio avere una lista da poter spuntare in ogni momento dell’anno appena iniziato per vedere a che punto sono. Nel 2013 il mio impegno sarà concentrato, principalmente, per queste “poche” cose:

 

  • Più tempo, e migliore per Filippo
  • Portare avanti “progetto LM” 😀
  • Più fatturato in azienda
  • Più sport
  • Più tempo per la famiglia
  • Più tempo per gli amici
  • Occhio alla pancia
  • Almeno un viaggio
  • Musica

 

Queste poche cose sono è quello che voglio fare. Ai posteri l’ardua sentenza.

2012, un anno di blog…

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.

Ecco un estratto:

600 people reached the top of Mt. Everest in 2012. This blog got about 3.600 views in 2012. If every person who reached the top of Mt. Everest viewed this blog, it would have taken 6 years to get that many views.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Un anno…

MammaE’ passato un anno. Un anno difficile, forse il più difficile. Un anno fa, a questa stessa ora, te eri con noi. Stavi soffrendo, c’era Silvia con te. Ma eri con noi. Fra un minuto, lo scorso anno, te ne sei andata. Sembra ieri, e invece è già passato un anno. Un anno dove è successo di tutto. Un anno pieno di cose belle, e anche di cose brutte. Di sicuro posso dire di avercela messa tutta, proprio tutta, come te mi hai insegnato. Filippo cresce e la sua bellezza, è direttamente proporzionale alla sua vivacità.  Tieni presente che è molto bello. Maria Chiara e Benedetta sono due principesse. Maria Chiara è sempre più alta, non cammina, danza; Benedetta ha quel sorriso che riesce ad illuminare una stanza. Te lo ricordi quanto te lo sei goduto quel sorriso. Il Natale scorso è stato decisamente unico, questo sarà particolare. Il Natale scorso sei andata via, questo Natale sarà difficile sorridere mentre tutti si divertiranno. Silvia ha provato a fare i pepetti. Erano buoni, anche se me ne sono toccati pochissimi. Daniela verrà a Natale, e staremo tutti a casa di Silvia. E’ il primo Natale che passeremo tutti insieme, ti sarebbe piaciuto. Mancherai solo te. Anche questo anno è andato. Un altro anno, il primo senza di te. Ogni giorno di questo anno però, ha avuto un comun denominatore: non è passato un giorno senza che non ti pensassi. Dovunque tu sia, spero che possa sentire quanto ti amiamo, quanto ti amo. Sono arrabbiato. Provo a mascherarla tutta questa rabbia, ma a volte non ci riesco. O forse non voglio riuscirci. Spero che tu possa passare un Natale sereno, e se ti andrà, se potrai, passaci a trovare. Saremo li, intorno al fuoco. Ti voglio bene Mamma.

I nostri Marò stanno tornando.

I due Marò Italiani

I due Marò Italiani

Sono riusciti ad ottenere un permesso per Natale. I nostri ragazzi stanno tornando a casa su cauzione. Un aereo li ha imbarcati stamattina ed arriveranno in serata. Abbiamo dovuto sborsare 800.000,00€, come governo Italiano, per far si che riuscissero a tornare. Per riabbracciare le loro famiglie, i loro cari. Non sono terroristi o malviventi, sono dei nostri militari che stavano scortando una nave. Nel loro lavoro, sicuramente, gli capita di fare delle cose che non gli piacciono, e questa è una di queste. Quei militari, come molti altri nostri ragazzi, erano imbarcati come scorta su una nave petrolifera. Queste scorte sono state rese necessarie in quanto, puntualmente, le nostre navi, ma anche quelle battenti altre bandiere, vengono prese in ostaggio, con tutto l’equipaggio, per poi richiedere un riscatto. I governi sovrani, in quelle zone, non riescono a mantenere l’ordine in mare, e quindi gli armatori, sono costretti a difendersi. Quei due ragazzi pugliesi erano li in missione. Ora io non voglio entrare nel merito, ritengo che se un uomo perde la vita, c’è sempre qualcosa che non va. Per quei pescatori, se lo erano, mi dispiace, ma eravamo in acque internazionali e l’India, uno stato in cui: la democrazia, la libertà e anche la giustizia, non sono proprio dell’eccellenze, non può pretendere di processare dei nostri militari in missione. Io mi auguro solo che questi ragazzi non vengano riconsegnati nella mani della giustizia indiana. Lasciamogli quella cauzione, Fiorito & C. se ne sono mangiati molti di più. Processiamoli qui, e se colpevoli condanniamoli, ma qui. Vi auguro un sereno Natale, dopo dieci mesi di detenzione, ve lo meritate.

Argo

Argo - Ben Affleck -

Argo – Ben Affleck –

Domenica sera era la giornata giusta per andare al cinema. La scelta è caduta su Argo, un bel film diretto e interpretato da Ben Affleck. Risultato tra i 10 miglior film secondo l’Afi (American film institute), ripercorre una missione della CIA nell’Iran di Komeini. Scorre veloce e tiene lo spettatore sempre in allerta. Lo sfondo sono i fatti successi nell’ambasciata USA in Iran, appena prima degli anni 80. L’agente Tony Mendez ha il compito di riportare a casa sei cittadini statunitensi, scappati all’invasione dell’ambasciata USA, da parte dei rivoluzionari di Komeini nel 1979.  In quell’occasione, 52 statunitensi rimasero prigionieri per oltre 400 giorni nelle mani dei guerriglieri, in una situazione al limite della umana sopportazione. Il film è ben interpretato e ripercorre, con qualche romanzesca aggiunta, i fatti che si sono susseguiti in quei tremendi giorni. Un film che ti tiene con il fiato sospeso, dall’inizio alla fine, e fa assaporare allo spettatore il gusto della libertà. Forse è la prima volta che faccio il tifo per la CIA. Curiosissima la tecnica che venne usata all’epoca dalla CIA, studiata dall’agente Mendez, per riportare a casa i 6 dipendenti dell’ambasciata USA, scampati all’assalto.

Scheda:

regia di Ben Affleck. USA, 2012.

Con Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber.

Titolo originale: Argo.

Durata: 120 min. Drammatico.

Comodore 64…

Consolle Commodore 64

Consolle Commodore 64

Leggevo, qualche giorno fa, che il Comodore 64 ha compiuto 30 anni. A me il Comodore 64 scatena una serie di ricordi, tutti legati a questa macchina, all’epoca innovativa. Il primo ricordo è legato a Babbo Natale. Con il Comodore 64, ho scoperto che Babbo Natale non esiste. Ovviamente lo sapevo già, ma ricordo mia madre beccata in piena notte a metterlo sotto l’albero. Quel misto tra la gioia di aver ricevuto il regalo che volevo, e la delusione nello scoprire che quel signore ciccione, con la barba bianca era solo una invenzione del consumistico Natale. Il secondo ricordo è legato a Mauro. Il mio amico d’infanzia compagno di mille avventure nella mia cucina. Infatti attaccavamo il Comodore alla televisione a colori della cucina, mettevamo la cassetta, e passavamo quei 15/20 minuti buoni ad aspettare che il gioco si caricasse. Si avete capito bene, nella cassetta, io non avevo il floppy. E quei 15 minuti passavano con le dita incrociate, sperando che lo caricasse e non ci fosse alcun errore. Quel registratore begie con il numeratore di giri. Non passava mai il tempo. Un altro ricordo che mi viene in mente, sono le prime prove di programmazione. Quei primi tentativi che abortivano sempre troppo presto. Se ho scelto informatica alle superiori, un po’ lo debbo proprio al Comodore 64. Un altro abbinamento mentale che mi arriva velocemente, legato alla consolle Comodore, è l’incendio del bagno di casa mia. Era pomeriggio, e mia mamma doveva andare in palestra. Mi ricordo ancora che era una giornata di primavera, c’era tanta luce e il clima era piacevole. Il bacio sulla fronte datomi da mia mamma, e la sua frase classica: “giudizio!!!”. Io e Mauro avevamo tutta casa per noi, e quello era il periodo delle sfide a tennis sul Commodore 64. Non c’era uno dei due che era più forte in assoluto, ce la giocavamo sempre. A metà di una partita, un suono al campanello. Era mia sorella, che mi diceva che andava da Riccardo. Mi alzo, vado ad aprire, ma tornando in cucina, vedo uno strano bagliore dalla porta del bagno. Non so perchè, ho pensato subito ai marziani. ET era appena uscito al cinema. Mi avvicino per vedere, apro la porta del bagno. La maniglia scottava, quindi gli do una spinta. In quell’istante una lingua di fuoco esce nel corridoio. La scena che mi si presenta davanti è di fiamme e fumo dapertutto. Scappo alla porta d’ingresso gridando a Mauretto che aveva preso fuoco tutto. Apro la porta di casa e inizio a gridare aiuto. Mauro prende una brocchetta da un quarto, la riempie, e prova a spegnere quello che oramai era un incendio con l’acqua che avanzava dopo la sua corsa. Per fortuna il mio vicino di casa. Lui che lavorava nelle sale macchine delle navi sapeva come domare un incendio. Lo ha praticamente spento lui. Io nel frattempo, tutto nero in faccia e senza scarpe, sono corso dai pompieri, a piedi, per chiamarli. Mi hanno riportato a casa mia con il camion pompa. Dirlo a mia mamma, e poi a mio padre è stata la parte più difficile. Il loro primo pensiero è stato che fossi stato io a dare fuoco a casa. Non ero quello che si definisce un bambino tranquillo. La casa è stata inagibile per una settimana. Sono incredibili i danni che può fare un incendio, anche se circoscritto. Sono passati tanti anni, e quella forma primordiale di computer è ancora nel mio cuore. Io poi ero uno dei fortunati. Esisteva infatti una versione più modesta in casa Commodore, chiamata Vic 20. Sono molto legato a quei ricordi, anche se mi rendo conto che sono passati tanti anni, forse troppi e sto scrivendo queste righe su una macchina solo lontana parente di quella consolle. Ma quanto affetto provo per quell’oggetto. Probabilmente sono legato anche a quei momenti, a quel contesto, alla mia adolescenza che è stata veramente bella. Il Commodore 64 mi ricorda tutto questo.

Verissimo…

Avatar di agripensarAgripensar

Con l’avvicinarsi della stagione dei malanni, mal di gola, raffreddori è necessario fare chiarezza…

Va prima di tutto sottolineato che il MIELE è tale se non presenta l’aggiunta di qualsiasi additivo o ingrediente alimentare.

Crema_miele_della_nonna

Due consigli utili per la lettura delle etichette dei quali nessuno parla:

 Le etichette, all’indicazione della tipologia di miele, devono assolutamente mostrare dicitura MIELE D’ACACIA, DI CASTAGNO, DI MILLEFIORI, ecc … Senza la preposizione DI siamo di fronte ad una frode , per esempio MIELE ACACIA, MIELE CASTAGNO, MIELE MILLEFIORI si tratta di una tipologia di miele che non appartiene necessariamente alla varietà indicata (poiché è come se fosse il nome del prodotto e non del tipo di fioritura).

Altra indicazione: se sull’etichetta notiamo la dicitura: PRODOTTO E CONFEZIONATO DA … abbiamo la garanzia che il venditore sia anche produttore (produttore primario: APICOLTORE), mentre se la scritta riporta PRODOTTO CONFEZIONATO DA … stiamo acquistando miele da un rivenditore…

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Lo debbo proprio far leggere ad un mio amico.

Avatar di energierinnovateEnergie Rinnovate

Wageningen+2010_02_gele_roest_DSC_9652225x300++1Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: non sto parlando di “quell’erba” (era facile equivocare, trattandosi dell’Olanda) ma di quella normale, che cresce nei nostri prati e nei campi.

Che, a quanto pare, sembra essere una nuova fonte di energia pulita.

Lo ha provato uno studio condotto dall’Università di Wageningen, secondo cui la corrente elettrica viene generata dalla naturale interazione tra le radici delle piante e i batteri del suolo. Una tecnica già operativa, che presto potrebbe essere applicata anche su larga scala e che sarebbe economicamente competitiva con i pannelli solari.

A quanto pare, le celle a combustibile microbico-vegetale generano elettricità mentre la pianta continua a crescere. Secondo i calcoli degli scienziati ‘orange’, al momento generano circa 0,4 Watt per metro quadrato di superficie di erba.

Secondo i ricercatori, guidati da Marjolein Helder, presto la bio-energia elettrica derivata da questi impianti potrebbe produrre fino a 3,2…

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