Pensieri in tempo di COVID-19.

coronavirus_graficaSiamo un popolo fantastico. Di qualsiasi argomento si parli, ognuno di noi diventa improvvisamente: allenatore, ingegnere spaziale, epidemiologo, navigatore, sismologo. Do ogni cosa che succede intorno a noi, e non solo, l’Italiano medio sa. Ho sempre pensato che questa nostra “inclonabile” caratteristica dipendesse da un mix di due componenti del nostro DNA: l’approssimazione e l’essere degli artisti. In fondo in fondo, ognuno di noi nasce in uno stato approssimativo, ma pieno zeppo di arte. L’arte ci circonda in ogni campo: nel design, nell’arte, nella moda, nell’artigianato. E di queste due caratteristiche noi ci contagiamo, irrecuperabilmente, già da piccolissimi. Ovviamente su un argomento come quello del Corona Virus, l’italiano medio  non poteva esimersi dal dichiarare la propria verità. E ogni verità è più vera dell’altra. E quindi c’è chi da la colpa ai cinesi, chi da la colpa ai politici, chi vede le aziende chimiche aver prodotto un simile e nefasto virus. La verità vera, è che in pochi ne sanno qualcosa. In pochi sanno quanto realmente grave è o sarà questa cosa. E quei pochi, come accade spesso, non gli viene data la parola. Da parte mia penso e reputo che vada messa in moto tutta la macchina sanitaria, al fine di scongiurare il peggio. E se questo significa stare a casa, stiamocene a casa. Se questo significa che le scuole debbono chiudere, o che non si giocheranno le partite di calcio, facciamolo. Facciamo in modo di prendere tutte le precauzioni del caso, senza paura e senza strumentalizzare una cosa così grave. Un popolo può dividersi su tante cose, ma poi c’è un momento in cui si deve essere uniti. Solo uniti si possono vincere le battaglie, le guerre. E questa è peggio di una guerra, perchè il nemico non si vede, è invisibile. Da par mio, posso fare solo qualche considerazione che vuole avere solo lo scopo di ragionare, di mettere un pò di logica in questo momento che può avere degli ovvi e irrazionali risvolti incomprensibili e disordinati. La domanda che mi frulla per la testa è: che senso ha chiudere le scuole, quando poi i genitori degli alunni che sono stati costretti a rimanere a casa, s’incontrano in ambienti molto popolosi come ministeri, tribunali, uffici pubblici? Perchè oltre alle scuole chiuse, che trovo un provvedimento giusto e prudente, non seguono dei provvedimenti che limitino ulteriormente il contatto tra persone? Tutto ciò inoltre non può essere non supportato da delle specifiche azioni che diano tranquillità all’economia in tutta la penisola. Ci sono alberghi che stanno subendo la disdetta delle prenotazioni in massa, il commercio è in ginocchio, le aziende e le partite iva sono al collasso. Bisognerebbe creare un paracadute sociale molto ampio, che permetta, quando sarà ora, di ripartire tutti. Questo è un momento duro e lo ricorderemo molto a lungo, ma è anche uno di quei momenti dal quale una nazione può rialzarsi meglio e più forte di prima. Di una triste cosa però sono sicuro. Questo dramma sarà strumentalizzato. E questo ci farà riprecipitare nel provincialismo della nostra bella nazione. Bella, ma incapace di fare squadra come altre nazioni fanno in momenti come questi.