Mai come quest’anno, non sapevo chi votare. Ma stasera ho deciso. Faccio uno strappo alla regola, sul mio blog parlo di politica. Mi sono visto tutti gli interventi dei politici. Ho visto l’intervento di Monti, quello di Bersani, quello di Berlusconi, e quello di Grillo. Beh, tutti politicanti, anche Grillo per certi versi. Tutte promesse: tolgo quello, faccio quell’altro, restituisco quell’altro ancora. Tutte le persone che assistevano in quelle sale erano impettite, spente. Quella piazza, quell’energia intorno, non ce l’aveva nessuno. Solo Grillo. Erano 800.000 in piazza, tutte facce pulite, molti giovani, molti amici sono andati li a sentire cosa aveva da dire Grillo e i suoi candidati. Questo attore, ha portato tutta questa gente in piazza, senza andare una volta in televisione. Ha usato il web, la voglia della gente di voler cambiare tutto. Tutta la rabbia che ha montato in questi anni era li. Tante volte mi sono chiesto se eravamo in tempo per cambiare tutto. Tante volte mi sono chiesto se avevamo, in Italia, avevamo superato il punto di non ritorno. L’onestà intellettuale di una battuta mi ha dato la voglia di partecipare: “meglio un salto nel vuoto con Movimento cinque stelle, che un suicidio assistito con i vecchi partiti”. E’ vero. Tutti abbiamo paura che Grillo fallisca. Tutti pensiamo che, forse, non saranno in grado, se chiamati, di governare. Ma continuare a non cambiare, in questo momento, è un errore. Continuare così non è più possibile. Allora tanto meglio dare fiducia al nuovo, che perseverare nella solita politica.
Archivi giornalieri: 22 febbraio 2013
I Marò tornano a casa, di nuovo.
Questa vicenda continua ad aggiungersi alle tante cose che non capisco. Dopo il permesso avuto per le festività natalizie, i due marinai, detenuti in India con l’accusa di omicidio, tornano a casa per votare. A parte che, come Italiani, avrebbero potuto votare all’estero, come le centinaia di Italiani che lo hanno già fatto. Ma la cosa che non riesco proprio a capire è perché non possono essere trasferiti, definitivamente, in Italia, ed essere giudicati da qui. Hanno dimostrato di non voler fuggire. Hanno dimostrato di essere delle persone che non vogliono sottrarsi alla legge Indiana, anche se gli Indiani non sono stati ugualmente corretti. E se fossero stati colpevoli, certamente a Natale non sarebbero ritornati. Da allora, con l’India si sono innescate anche altre problematiche, tipo Finmeccanica e i suoi elicotteri. Non penso che ci sia la giusta serenità per giudicarli in quella terra così particolare. Io ribadisco, i nostri ragazzi non debbono tornare in India.
Lo confesso, ho visto Masterchef…
Lo confesso, sono uno di quelli che ha visto Masterchef. Sono uno di quelli che, grazie a MySky, non si è perso neanche una puntata. Sono uno di quelli che ha preso in giro la propria compagna: “ma che trasmissione stupida vedi??”, e poi si è incollato davanti alla televisione. Un format veramente ben costruito che, dopo il buon inizio dello scorso anno, quest’anno è esploso, portando i tre giudici: Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich, ad una popolarità, a dir poco, inaspettata. Qualche tempo fa ho sentito un’intervista di Cracco, che ha un esclusivo ristorante a Milano, dire: “mi ha dato più notorietà un programma televisivo, che decine di anni in cucina e centinaia di premi vinti”. Talmente tanta popolarità che: Cracco è stato un ospite attesissimo a San Remo; Bastianich è stato l’ispiratore principe delle parodie di Crozza; Barbieri è divenuto un tesimonial di Sky. Ha vinto Tiziana, quella che odiavo di più, ma probabilmente la più brava. Masterchef, è una trasmissione che avvicina l’arte della cucina, quella alta, e la televisione, quella ben fatta. Il format è statunitense, tra l’altro Bastianich è uno dei giudici anche in quella edizione, ma in Italia è sicuramente più calzante. La nostra è la patria della buona cucina. Ora l’ho confessato, la terza edizione potrebbe essere sicuramente più bella, quindi spero solo che non ci sia di giovedì. Il giovedì mi alleno.