#iorestoacasa diario di una pandemia giorno 35

images-1Nei momenti critici, nei momenti buffi, o anche solo in generale in ogni cosa che succede trovo geniale tutto il mondo multimediale che si attiva e produce delle cose: simpatiche spassose, ma anche irriguardose. Mi meraviglio sempre nello scoprire quanta genialità si cela dietro a insospettabili persone dotate di una simpatia che, forse, solo dietro una tastiera riuscirebbero a tirare fuori. Nel caso della pandemia che stiamo vivendo, trovo esilaranti e ricercate le vignette animate di zerocalcare. Una satira ficcante e contemporanea con una modalità espressiva incredibile. Simpatici filmati che, forse, solo chi vive a Roma può godersi sino in fondo. Oggi non ho voglia di fare analisi o particolari elucubrazioni mentali su quello che ci sta succedendo. Sono stanco di questa situazione e vorrei che tutto tornasse vivibile. Vorrei che questo presente sospeso si trasformasse nel nostro futuro, quello che ci troveremo costretti tutti ad affrontare. Nel frattempo, mentre tutto intorno a noi si sforza di girare nel verso giusto, proviamo a farci due risate e a sdrammatizzare con lo spirito geniale di Michele Rech, in arte Zerocalcare:

Zerocalcare – la Corsa –

Zerocalcare – Rebibbia Quarantine – Interlude: il filtro quarantena –

Zerocalcare – Rebibbia Quarantine S01 Ep.01 –

Zerocalcare – Rebibbia Quarantine S01 Ep.02 –

Zerocalcare – Rebibbia Quarantine S01 Ep.03 –

Zerocalcare – Pizza Stocazzo –

Sorridete…

 

La Satira e il rispetto.

Charlie Hebdo, vignetta su terremoto in Italia

Probabilmente non è chiaro. L’indignazione di tanti, della maggioranza di noi, non è legata al messaggio che la vignetta voleva dare. Quello è chiaro a tutti. La denuncia a chi doveva fare e non ha fatto, è lampante e tristemente noto. L’indignazione nasce dal fatto che la satira non può prescindere dal rispetto. Il rispetto per chi è stato vittima di un terremoto, per chi è morto, per chi ha perso un figlio, un genitore, una persona cara o semplicemente la casa o tutti i suoi averi. Nel giro di pochi minuti, queste persone, sono passate dalla serenità di una serata di Agosto, all’incubo che arriva in piena notte. Incubo infame perché colpisce mentre si dorme, mentre quelle persone si sentono protette dai muri di quelle case che si sono sgretolate come fossero costruite con la farina. La libertà di espressione, di stampa e anche di satira è un bene importante, che va difeso a tutti i costi. Va difeso perché prima di noi c’è stato qualcuno che ha lottato per questi diritti. Ha lottato e magari ha versato sangue, sudore. Certo l’Italia non è il paese migliore al mondo per vivere se quello che si cerca è l’accezione più alta della legalità e, con buona probabilità, se quello che è successo ad Amatrice, e tutto intorno, fosse successo in altri posti, probabilmente non ci sarebbero stati tutti quei morti e tutte quegli edifici distrutti. Sicuramente i soldi per gli adeguamenti sismici si sarebbero spesi meglio. Tutto questo va denunciato, va chiarito e mi sembra che la magistratura si sia già mossa. La satira questo lo può e lo deve fare. La satira ha questo compito, ma non deve confondere chi queste ingiustizie le subisce da chi le genera. I morti, gli sfollati sono le vittime e per questo vanno rispettati, a partire proprio da chi fa satira. Charlie Hebdo, personalmente, non mi piaceva prima e tanto meno mi piace adesso. Lo dicevo anche in un precedente post, scritto subito dopo gli attentati di Parigi ( https://alessandrodigiulio.com/2015/01/17/non-sono-charlie/ ), non si deve e non si può essere sempre “irriverenti”. La satira è bella quando rispetta chi subisce le ingiustizie e attacca chi le commette. Facile nascondersi dietro una matita e dichiarare “noi di Charlie siamo così, prendere o lasciare”. Troppo facile. Sarebbe troppo facile dichiarare che una rivista, praticamente fallita, ha risolto tutti i suoi problemi economici, proprio grazie all’edizione seguente agli attentati barbari che ha subito. Le persone vanno rispettate. Vanno rispettati gli Italiani, vanno rispettati i terremotati, vanno rispettati i mussulmani, vanno rispettati i francesi, vanno rispettati tutti, ma soprattutto vanno rispettati i morti, sia che siano stati uccisi per mano di un gruppo terroristico, sia che siano rimasti uccisi sotto le macerie di una casa che ha tremato per un terremoto. Mi piace essere libero, e mi piace che tutte le nostre libertà vengano tutelate, ma penso che ci sia il momento per fare satira, quello per denunciare con forza delle nefandezze, ma c’è anche il momento per il silenzio. Il silenzio che è dovuto al rispetto che si deve ai morti: francesi, italiani, o di qualsiasi parte del mondo. Non ero Charlie all’ora, non lo sono adesso e, penso che, non lo sarò mai, mi auguro solo che qualcuno chieda scusa. Spero solo che qualcuno di Charlie chieda scusa. Chi fa satira dovrebbe avere una sensibilità superiore alla media, dimostratelo!