Nella vita di ognuno di noi esistono dei riferimenti. Per alcuni possono essere i genitori, per altri degli amici, per altri altre figure vicine. Ce ne possono essere anche più di una, ma di certo non ce ne possono essere essere molte. Per me una di queste figure è stata certamente mia mamma, ma ce n’è stata anche un’altra, sempre disponibile, sempre presente: Renato. E’ stato il medico che mi ha fatto nascere. Mamma mi raccontava sempre che avevo tre giri di cordone intorno al collo, e solo la sua prontezza mi ha salvato. Non doveva essere li, ma c’era, ed ha aiutato l’ostetrica a farmi nascere. Ha salvato mamma la prima volta che la sua malattia si è manifestata, e questo ha permesso a tutti noi di poterla avere per altri 12 anni. Ha permesso a lei di poter conoscere, e godersi, i suoi nipoti. Renato, ogni volta che ne avevamo bisogno c’era. Mi ha curato mille mie influenze da bimbo, mi ha fatto decine di punture. Ha curato migliaia di persone. Sempre con il sorriso, sempre con l’affetto che solo i medici di una volta erano capaci di dare. Se ne è andato via un pezzo di storia, un riferimento importante nella vita di tutti noi, ma anche, e soprattutto, nella vita dei suoi figli. Purtroppo in questi ultimi anni la malattia, quella stessa malattia che lui ha combattuto per una vita negli altri, lo aveva indebolito. Addio Renato, addio “dottò”, come diceva mio nonno, ti porterò sempre nel mio cuore.
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Ho seguito mio figlio.
Debbo confessare una cosa. So che è sbagliato, so che non si fa, ma ero troppo preoccupato. Qualche giorno fa mio figlio, per la prima volta, sarebbe dovuto tornare a a casa da solo dopo la scuola. Era la prima volta che tornava a casa da solo, ed io ero terrorizzato. Lo sono tutt’ora. Avrebbe dovuto attraversare la strada da solo; sarebbe stato, per la prima volta, a contatto con degli sconosciuti, senza la supervisione di un adulto di riferimento; avrebbe dovuto utilizzare le sue cognizioni per trovare la strada migliore per tornare a casa. E’ un passo importante per un bimbo di 11 anni, ed un passo importante per un padre di 42. Mio padre mi dice sempre che i pensieri che i figli ti danno, crescono proporzionalmente con l’età. Solo ora capisco veramente il senso di quelle parole. Fino ad una certo punto della loro vita ci siamo sempre: quando cadono li aiutiamo a rialzarsi; siamo parte dei loro giochi; gli unici riferimenti. Tutto questo, ad un certo punto cambia. Siamo sempre meno presenti, ma nonostante ciò, dobbiamo alzare il livello di attenzione. Se ne sentono tante in giro, ed io sono terrorizzato. La scorsa settimana ho appreso da un mio amico, di un padre che ha perso il figlio di 19 anni in un incidente d’auto. Attendere quel figlio che non tornerà mai più mai a casa. Quella notte ho avuto gli incubi, personalizzando quella disgrazia. Lo so che non avrei dovuto seguire mio figlio, d’altronde doveva percorrere solo poche centinaia di metri, ma vederlo così sicuro camminare per strada, fare attenzione ad attraversare, cercare le strisce pedonali, conquistarsi una fetta in più d’indipendenza, mi ha riempito il petto di emozione. Il mio piccolo non è più tanto piccolo, ed io debbo lasciarlo poter volare da solo.
Erich Priebke è morto.
Ha vissuto cento anni. I partenti, i figli, gli amici delle vittime delle fosse Ardeatine hanno dovuto aspettare così tanto per vederlo defunto. E’ vero che per chi crede in Dio il perdono è alla base del loro credo, ma è difficile perdonare un simile atto. Ho visitato le fosse Ardeatine forse alle medie, e ogni volta che passo li davanti ancora sento l’angoscia che ho provato in quella visita. 335 vittime, tra militari e civili, colpevoli solo di essere stati catturati dopo l’ennesima rappresaglia contro i tedeschi che avevano invaso l’Italia. Questo signore è stato arrestato e processato, ma è stato condannato all’ergastolo solo nel 1998. Nel frattempo era fuggito si era rifatto una vita. Tra i vari posti dove ha trascorso la sua reclusione anche il convento dei frati francescani di Frascati. Sempre dotato di scorta, è stato una spesa per i contribuenti. Non solo un assassino, ma anche una peso per la società. So che può essere peccato non perdonare, ma io non l’ho fatto, e non ho alcuna intenzione di farlo. Caro Erich, non riposare in pace, anzi mi auguro che si occupino di te le anime delle persone che hai fatto uccidere. Mi auguro che quello che hai fatto, nella concezione dantesca dell’inferno, ti accompagni per l’eternità con una pena esemplare.
Come trasformare 37 metri quadri, in un loft.
Sono sempre attratto dalle idee geniali, ma sono attratto soprattutto dalla capacità dell’uomo di adattarsi e migliorare la situazione in cui si trova. E’ l’esempio di questo ragazzo che con un bel pò d’inventiva, qualche soldino, e tanta capacità, ha trasformato un appartamento di 37 mq in una casa polifunzionale. Tutto ruota intorno ad uno spazio e ad un’attento studio dei mobili e delle loro funzioni. Geniale il tavolo, il garage per la bici, e come ha ricavato la seconda stanza, con due posti letto. Queste cose succedono solo a New York. Date un’occhiata al video.
Ceneromane: quando i romani aprono la propria casa ai turisti
Bellissima idea…da sperimentare!!!
Una cena tipica romana… a casa dei romani. E’ questa l’idea proposta dalla piattaforma Ceneromane, che ha fatto sbarcare nella Città Eterna l’homerestaurant su iniziativa di Daniela Nurzia, ispiratasi alla tradizione dei Paladar cubani, quando, nei tempi dei castrismo, la popolazione ospitava i turisti nelle proprie case per poter avere contatti con loro. L’ideatrice ha spiegato che si tratta anche di un’esigenza pratica: “con la crisi molti lavori sono venuti meno e si fa fatica ad arrivare a fine mese così ho aperto prima la mia casa agli ospiti e poi si sono aggiunti i miei amici, certamente non diventiamo ricchi ma con le cene a pagamento possiamo permetterci una vacanza in più o pagare il college ai figli.” Ecco allora che ai turisti basta scegliere l’abitazione che preferiscono, il menù e la data per poi passare al pagamento, se la casa è libera quel giorno, con Pay pal…
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Processo alla morale.
In questi giorni, la nostra nazione, i nostri notiziari, i nostri dibattiti, e anche le chiacchiere tra amici, hanno come riferimento la sentenza Berlusconi. Sette anni di carcere e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. L’Italia è divisa tra: giusto o sbagliato; poco o troppo; sinceramente sono scarsamente interessato all’argomento. O meglio, sono scarsamente interessato a che fine farà il cavaliere. Berlusconi non mi è simpatico, e nella sua vita ha avuto una serie infinita di benefici, e dove non li aveva è stato legiferato per ottenerli. Sono innumerevoli le leggi ad hoc che sono state commissionate dai suoi numerosi galoppini. Tutti benefici che, noi cittadini comuni, non ci sogneremo mai. Ha avuto una quantità incredibile di processi prescritti, grazie ad artifici legali. Ha una ex moglie a cui versa 3.000.000,00 (tremilioni) di euro al mese. Circa 100.000,00 (centomila) euro al giorno, dipende dal mese. E non crederò mai che questi denari sono dovuti alla signora Veronica, per mantenere il suo status. Sono soldi che il cavaliere è stato “costretto” a pagare, altrimenti chissà quante cose in più avremmo saputo. E’ un importo troppo grande, al limite dell’assurdo, ma che Berlusconi paga, e, al di la di qualche battuta, lo fa in silenzio. Ma tornando ai fatti attuali, la mia idea è che è chiaro a tutti che ad Arcore si facevano i festini. Non ci vuole un giudice o un illuminato. Se poi li ha fatti con delle minorenni, beh questo è un reato. Non è normale chiamare in questura ed utilizzare gli enormi poteri che il Presidente del Consiglio ha nel nostro paese, ed intercedere per far rilasciare una minorenne che partecipava a questi festini. Vogliamo poi parlare del parlamento Italiano, che per tre sedute si è trovato a dibattere se Ruby fosse, o meno, la parente di Mubarak? Non si mette nel consiglio regionale della Lombardia, una igenista dentale procace, solo perché, anch’essa, partecipava ai suddetti festini. Non parliamo poi delle “olgettine”, che, ancora oggi, percepiscono, per loro stessa ammissione, oltre duemila euro al mese. Secondo me, nei sette anni di condanna, Berlusconi non paga solo il reato commesso, ma l’aggravante che i suoi reati li ha commessi da Leader di un paese come l’Italia. In altri paesi dove l’opinione pubblica ha un peso, conta qualcosa, non avrebbe potuto governare tutto questo tempo. In quel periodo, leggendo la stampa straniera eravamo la barzelletta d’Europa, del mondo. Dipinti come un popolo di burattini, manipolati dal burattinaio Berlusconi. L’interdizione dai pubblici uffici poi è la riprova che la dignità dell’Italia, non può essere calpestata da un venditore di piazza arricchito ed arrapato. Secondo me Berlusconi ha pagato, anche e non solo, il comportamento irriverente e per nulla rispettoso del ruolo che aveva. Tutti noi pagheremo, ancora per lungo tempo, questa sua modalità comportamentale tutta legata al Berlusconismo. Nella sua bravura mediatica e comunicativa, è riuscito a spostare il didattito non sul merito delle cose, ma è riuscito ad abbassare il livello, come se fossimo all’osteria o al bar: “meglio trombarsi un trans, oppure una prostituta?. Ci ha imposto, anche grazie ad una legge elettorale fatta da un suo governo, personaggi politici del calibro della: Carfagna, Minetti, Gelmini, quest’ultima famosa per il tunnel che andava dal Cern, in Svizzera, al Gran Sasso in Abruzzo. Secondo me Berlusconi sta pagando tutto questo. E mentre lui si trova a pagare questo, noi ci troviamo a dover pagare le tasse. Una quantità di tasse incredibile. Ognuno i suoi problemi. Lui si risolva i suoi, e so che li risolverà benissimo, noi dovremo risolvere i nostri. E non saranno pochi.
Birra e patatine quotate in borsa?
Complimenti a chi ha messo su questo locale.
C’è un locale, a New York, in cui il prezzo di un panino viene determinato dall’offerta e dalla domanda. All’Exchange Bar & Grill si può fare trading su birra e patatine fritte, proprio nello stesso modo come i titoli e le azioni oscillano in borsa. I prezzi sono visibili sui pannelli a scorrimento e dipendono da quante persone hanno ordinato quello specifico cibo o quella bevanda… il vero affare è ordinare qualcosa che nessuno sta chiedendo in quel momento!
Iosefa, ha imparato benissimo l’italiano (medio).
Non è questione di sapere o non sapere. Non è questione di giusto o sbagliato. Io ne faccio una questione di principio. Il concetto che chi ci rappresenta deve avere un’anima candida, oramai, almeno in Italia, è una chimera. In Germania, un ministro della Repubblica, si è dimesso perché è stato appurato che ha copiato la sua tesi di laurea. Un gesto che non c’entrava nulla con la sua attuale attività politica, o con i meriti che nella vita professionale lo stesso ha ottenuto. Ha semplicemente tradito la fiducia del popolo tedesco, e si è dovuto dimettere, perché, li, l’opinione pubblica lo impone. Purtroppo, debbo prendere atto che, il mal costume italico, è contagioso. Anche i tedeschi, una volta in Italia, cambiano il loro modo di agire. E questo dimostra che alcune cose, soprattutto in politica, funzionano così, perchè noi vogliamo che funzionino così. Se riuscissimo a capire che il nostro voto conta di più di quello che pensiamo, e che non va sprecato, anzi va dato a chi merita, tante cose cambierebbero. Ma qual’è il fatto? Iosefa Idem olimpionica italo-tedesca, ora ministro delle pari opportunità, ha evaso l’IMU, mettendo la sua residenza (quindi prima casa) in una palestra di sua proprietà. Una furbizia che gli ha fatto risparmiare un bel po’ di denari, in quanto le ha permesso di usufruire dello sgravio sulla prima casa. Lei, a sua discolpa, ha dichiarato che di queste cose non se ne occupava, in quanto passava tre settimane su quattro, dodici mesi l’anno era sulla canoa. Giusto, ma dove andava a dormire la sera lo sapeva? L’indirizzo riportato sul suo documento d’identità, lo avrà visto qualche volta? E non si è mai chiesta, visto che non si occupava lei di queste cose, ma perché dormo in un posto diverso da quello indicato sulla mia carta d’identità?? Perché sul mio documento c’è l’indirizzo della palestra?? Mi dispiace, ma per me,msono scuse che non tengono. E questo attaccamento alla poltrona, ed ai benefici che ne conseguono, è quanto di più brutto, da una tedesca che non parla neanche bene l’italiano, ci si possa aspettare. Il fisco Italico ti ha beccata. Chiedi scusa e dimettiti. Dove sono le pari opportunità rispetto ad un cittadino comune. In questa Italia, le pari opportunità, le cercano anche i cittadini comuni, quelli che si alzano la mattina e, tra mille difficoltà, pagano le tasse. Di certo, in questo suo comportamento, ed anche nel non volersi dimettere, non emerge quello spirito sportivo che l’ha sempre contraddistinta. Lo sport, su ogni cosa, dovrebbe insegnare la correttezza, ed anche il saper riconoscere la sconfitta, oltre che condannare le scorrettezze. Mi dispiace Iosefa, ho alzato le braccia al cielo con te quando vincevi tutte quelle medaglie alle olimpiadi, ma ora, le stesse mia bracci, cadono vedendo quello che sei diventata. Dovresti dimetterti.
12 giugno, una data importante.
Oggi, mentre ascoltavo il mio consueto telegiornale mattutino, mi ha colpito una notizia: “il 12 giugno è la data in cui iniziamo a guadagnare.” Messa così, lì per lì, non l’ho tanto capita, ma poi, ascoltando bene, è stato chiarissimo: dall’inizio dell’anno, a oggi, abbiamo lavorato gratis. Infatti, secondo la pressione fiscale media, per chi paga le tasse, oggi è il giorno della svolta. Fino ad oggi abbiamo lavorato per pagare tutti i debiti con il fisco: IMU, IRPEF, INPS, TARES, ecc. Non solo, lo stesso articolo, calcolava, sempre con la tecnica della media del pollo, quanto è la pressione fiscale media in Italia, per ogni abitante. E’ emerso un numero imbarazzante, 1.000€ al mese per ogni Italiano, compresi: bambini, anziani. Certo non serviva questo servizio per ricordarmi che siamo messi male, ma questo gioco di numeri rende l’idea in modo estremamente chiaro. L’assenza di traffico la mattina, i negozi vuoti, le saracinesche abbassate, i consumi che oramai sono ridotti all’osso. Tanti troppi sacrifici per una situazione che forse non risolveremo mai. E tutti noi, nel frattempo, lavoriamo fino al 12 giugno per mantenere questo carrozzone, che fa acqua da tutte le parti.
Week end nelle Langhe.
E’ un altro di quei periodi pieni, pienissimi. Uno di quei periodi nel quale non riesco a recuperare, ma non posso dire che sia un brutto periodo. Riesco a fare poche cose, ma ho l’impressione che la direzione sia quella giusta. Le giornate sono sempre troppo piene, e non riesco neanche più a scrivere. Arrivo al week end che ho voglia solo di starmene a casa, e godermi un pò di sana intimità con mio figlio, con Daniela. L’ultima settimana poi è stata particolarmente stressante e sempre in bilico. Con Daniela, da tempo, avevamo deciso di andare a trovare due nostri amici: Giovanna e Paolo a Torino. Fino all’ultimo non sapevamo se riuscivamo a partire, ma entrambi lo volevamo fortemente. Non siamo riusciti a fare vacanze quest’anno e questo week end lo aspettavamo, come si aspetta l’ossigeno alla fine di una lunga apnea. Entrambi avevamo, ed abbiamo ancora, di staccare un po’. E’ venuto fuori un bellissimo fine settimana. Siamo stati ospitati da Giovanna e Paolo, nella loro casa nuova. C’è molto di loro in quella casa. E’ molto calda, accogliente, e l’arredamento è di buon gusto. E’ tutto molto ordinato e ospitale, come sono ordinati e ospitali loro, ma si vede che, tutte e due, si stanno esprimendo in quella casa. Ci sono i colori che piacciono a Giovanna, ma c’è anche la musica di Paolo e la sua lavanda nel vaso antico. Ci sono entrambi in quella casa. Sono stati con noi dei padroni di casa impeccabili. La prima sera, dopo un piccolo inconveniente alla macchina di Maura, che ci ha raggiunto da Milano, siamo andati in un locale a La Morra. Un paese nelle Lanhe. Era già notte e non abbiamo potuto ammirare ciò che ci circondava. Suonavano due chitarristi amici di Paolo, molto molto bravi. La serata è volata: chiacchiere, musica, cibo, e vino, tutto di qualità. Abbiamo dormito fino a tardi la mattina seguente. Fare colazione tutti insieme è stato bello e mi ha ricordato il week end dell’estate scorsa, passato in barca tutti insieme. Pranzo a casa, dopo aver fatto spesa, poi passeggiata per Torino. E’una città che conosco molto bene, ma riesce sempre a stupirmi. E’ bella, ordinata, e vederla incastonata da monti innevati, quasi a giugno, dava una bella sensazione. La sera Maura ci ha salutato ed è tornata a Milano. Si è persa un giorno seguente veramente unico. Anche domenica la sveglia è stata comoda, e dopo una bella colazione siamo tornati nelle Langhe. Il sole, il cielo azzurro davano una luce che abbracciava il verde dei noccioli e dei vigneti. Fermarsi in quei paesini ad osservare le colline coltivate è stato uno spettacolo che, sembrerà esagerato, definirei toccante. Per pranzo, Paolo, ci ha riservato una sorpresa: il golf club a Monforte d’Alba ( golfmonforte.it ). Un posto d’incanto tra prati e vigneti che rendono unico questo posto. Bellissimo pranzo: ottima la qualità ed il trattamento, e
poi tutti sul campo pratica. Si, abbiamo provato a giocare a golf. Abbiamo avuto un maestro d’eccezione, Candido Besso, che ha voluto passare un’ora con noi. Si è dedicato a Daniela e Giovanna, ed ha trasmesso loro il suo amore per questo sport. Paolo ed io abbiamo sparato un bel pò di palle nel campo pratica, ed ha anche provato ad insegnarmi qualcosa. Il tempo è volato via così in fretta che, Paolo, ha dovuto spingere sull’accelleratore per arrivare all’aeroporto in tempo. Peccato che poi il nostro l’aereo ha tardato quasi due ore. Di questo week end mi porterò dentro: quei posti splendidi, il vino (specialmente il Nebbiolo), il battesimo del golf, e le due splendide persone che ho avuto modo di conoscere meglio: Giovanna e Paolo. Daniela, sempre di più è una conferma. La mia conferma.
