Domani si gioca Scozia Italia. Edinburgo è una tappa importante. Siamo entrati nel sei nazioni proprio vincendo contro la Scozia, il 5 febbraio del 2000. Ora l’Italia ha bisogno di conferme dopo la prova di forza, coraggio e bel gioco di domenica scorsa contro la Francia. La conferma che possiamo diventare una nazionale degna di partecipare a questo prestigioso torneo. La conferma che la vittoria contro la Francia, non è stato un caso. La conferma che il lavoro che Brunel sta facendo è di altissima qualità. Aveva promesso che in un paio d’anni avrebbe portato gli azzurri ai vertici europei. La conferma che possiamo avere continuità anche nei risultati. Quando questo autunno ho visto i test match contro: All Blacks e Australia, ho creduto che quest’anno avremmo potuto fare una bella figura nel nostro torneo continentale. Una vittoria contro la Scozia farebbe tremare le fondamenta del rugby franco-anglosassone. Domani la nostra club house sarà come la tribuna del Murrayfield. Forza ragazzi, domani saremo con voi, domani dateci quelle conferme che anche voi cercate da sempre.
Archivio mensile:febbraio 2013
Il mio Amico Cornacchione, ne sarebbe fiero. Lo compro!!!
A differenza di qualche anno fa, l’appassionato di rugby con la voglia di leggersi un libro può godere oggi di vasta scelta. Chiamamola bibliodiversità della letteratura italiana ovale. E consideriamola come uno degli aspetti del boom di interesse che il nostro sport sta vivendo. Si va da nomi già “classici”, come Marco Pastonesi e il suo amore nel rugby per l’aspetto più comico, anzi quasi grottesco e pantagruelico, la sua penna libera e brillante, i suoi giochi di parole, ad un versante che molti amano del nostro sport, quello epico e… cavalleresco, con spunti di storia militare, di Giorgio Cimbrico e de “Gli implaccabili” (lascia intendere di appartenere a questo filone anche “Gli eroi siamo noi” di Giacomo Mazzocchi).
Colui che sta scrivendo confessa di leggere poco di rugby in lingua italiana, perché troppo assorto con libri stranieri. Fra i molti titoli usciti di recente mi pare interessante la scelta…
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Italia, Francia un’emozione continua.
Vedendo le previsioni, nei giorni scorsi, oggi pomeriggio ci sarebbero dovute essere piogge torrenziali. Stamattina invece, ho aperto le finestre e c’era un bel sole. Ho pensato che sarebbe stato di buon auspicio, e così è stato. Con Daniela siamo arrivati allo stadio all’ultimo momento. Non avevo mai visto la partita in curva, ma i posti erano molto buoni. Intorno a noi un sacco di facce conosciute. La solita emozione al canto dell’inno, e poi subito partita vera. L’Italia c’è, e si vede subito. I ragazzi di Brunell si sono battuti, da subito come leoni. La partita è stata sempre tesa, combattuta, sentita. Sembravano due pugili che se le davano di santa ragione. Nessuna delle due squadre voleva mollare. Itali Francia, non è mai solo una partita. Dietro ci sono: vecchi rancori, vecchi invidie, vecchie antipatie. Fino all’ultimo secondo la partita è stata sul filo del rasoio. Solo alla fine i nostri ragazzi si sono potuti abbracciare. Al loro abbraccio si sono uniti i moltissimi tifosi dell’Olimpico. Il risultato finale 23 a 18 per gli azzurri, che per l’occasione hanno indossato un completo “all white”. Man of the match è stato nominato: Orquera; il mio personalissimo voto va a Venditti. Un ragazzo che sta crescendo molto bene, e ci mette tutta la forza e la testa dura degli aquilani, in ogni palla che gioca. Questo sei nazioni inizia nel migliore dei modi. Una vittoria contro la Francia ci fa ben sperare, e perchè no, sognare in grande. Bravi ragazzi.
Addio Zeman.
Di solito spiace sempre un po’ quando si vede qualcuno cacciato da una panchina, anche se non è della propria squadra. Invece con Zeman non mi dispiace per niente. E’ un uomo che ha sempre scaricato le colpe sugli altri: De Rossi, Totti, De Rossi, Juventus. Le colpe dei suoi insuccessi sono sempre state, per lui: della Juventus, degli arbitri, delle società. Ha un finto carisma che non gli ha fatto mai vincere nulla. Un allenatore che ha avuto opportunità importanti, nella sua carriera ha vinto solo due campionati di serie B. E’ questo che parla. Sono i risultati. E’ arrivato a Roma osannato come il messia. Aveva il progetto. Si è permesso di tenere in panchina, quest’anno, dei veri fuori classe. Roma è certamente una piazza difficile, forse la più difficile, ma pochi sono riusciti a fare male come lui. Pochi sono riusciti a passare dalle stelle alle stalle con la sua stessa velocità e vesmenza. Ha fallito. E da un fallito è sempre difficile accettare le critiche. Ho solo un dispiacere in questa vicenda. Ora, senza Zeman, la Roma rischia di diventare una squadra forte e temibile. Ha un organico importante con qualche giocatore che mi piacerebbe vedere giocare con la maglia della Juventus. Addio Zeman, penso proprio che la tua esperienza con le grandi squadre, almeno in Italia, sia finita per sempre. Addio vecchio provocatore. Addio vecchio fallito.
