La partita di oggi è stata giocata nell’unico modo possibile dalla Juve: cercando di vincere. Forse a tratti a dispetto del bel gioco, ma con l’intento unico di vincere. Tre reti al Siena, che, soprattutto nell’ultimo periodo ha fatto sempre bene, non era facile farli. Vincere e aspettare quello che il Napoli farà domani era l’unico imperativo. Missione compiuta. Ma, in cuor mio, non capisco i fischi a Giovinco. E’ un ragazzo Italiano, con indubbie capacità, che sta facendo tanto alla Juve. Mai alla ribalta della cronaca per scandalucci vari, mai una parola fuori posto, mai polemico. Certo, forse ci si aspettava qualcosa di più da chi, come lui, è un campione. Ma le belle prestazioni arriveranno. Si è detto spesso che lo Juventus Stadium, ed il suo pubblico, sono il dodicesimo uomo in campo. Ma un compagno di squadra non si fischia, soprattutto quando si è primi in campionato, ed in corsa per la Champions League. Mai fischiare uno come Giovinco che, quando ha giocato altrove, ci ha sempre segnato. Sebastian è un prodotto del vivaio Juventino, va tutelato, va coccolato, anche se fino ad ora non ha reso quello che vale. Detto ciò, dieci alla Juve, zero ai fischi.
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Addio Zeman.
Di solito spiace sempre un po’ quando si vede qualcuno cacciato da una panchina, anche se non è della propria squadra. Invece con Zeman non mi dispiace per niente. E’ un uomo che ha sempre scaricato le colpe sugli altri: De Rossi, Totti, De Rossi, Juventus. Le colpe dei suoi insuccessi sono sempre state, per lui: della Juventus, degli arbitri, delle società. Ha un finto carisma che non gli ha fatto mai vincere nulla. Un allenatore che ha avuto opportunità importanti, nella sua carriera ha vinto solo due campionati di serie B. E’ questo che parla. Sono i risultati. E’ arrivato a Roma osannato come il messia. Aveva il progetto. Si è permesso di tenere in panchina, quest’anno, dei veri fuori classe. Roma è certamente una piazza difficile, forse la più difficile, ma pochi sono riusciti a fare male come lui. Pochi sono riusciti a passare dalle stelle alle stalle con la sua stessa velocità e vesmenza. Ha fallito. E da un fallito è sempre difficile accettare le critiche. Ho solo un dispiacere in questa vicenda. Ora, senza Zeman, la Roma rischia di diventare una squadra forte e temibile. Ha un organico importante con qualche giocatore che mi piacerebbe vedere giocare con la maglia della Juventus. Addio Zeman, penso proprio che la tua esperienza con le grandi squadre, almeno in Italia, sia finita per sempre. Addio vecchio provocatore. Addio vecchio fallito.
Razzismo, nel 2013 non si è ancora estinto.
E’ proprio vero, la mamma dei cretini è sempre incinta. Non basta che una squadra come il Milan vada a Busto Arsizio a giocare un’amichevole contro il Pro Patria, che milita in seconda divisione. Non basta che dei giocatori che hanno disputato, e qualcuno anche vinto, competizioni internazionali, vada in un paesino di provincia a deliziare i cittadini di bel calcio. No evidentemente non basta. Pochi, ma ci sono stati, hanno dovuto fischiare e schernire i giocatori di colore che militano nel Milan. Risultato: Boateng si è, letteralmente, imbestialito ed ha scaraventato il pallone in tribuna. Partita sospesa. Bene hanno fatto i giocatori del Milan a non rientrare in campo. A sollecitazioni di questo tipo, non bastano multe o penalizzazioni alla società. Vanno adottate le maniere forti, vanno dati segnali importanti. E’ vero che per pochi imbecilli, erano presenti allo stadio moltissime persone per bene, che condannano, come me, questo tipo di comportamenti. Ma basta. Nel 2013 non è più concepibile un tale medioevale modo di comportarsi. Dobbiamo, tutti insieme, fare in modo che tali atteggiamenti vengano condannati, e i responsabili vanno consegnati alla giustizia. E se in quel momento non fosse presente la giustizia ordinaria, in attesa di quella divina, mi offrirei per combinare qualche pena corporea a questi soggetti. Ne più, ne meno, quelle che gli schiavi che provenivano dall’Africa, prima dell’apartheid, hanno dovuto subire. Forse, gli imbecilli di cui sopra, inizieranno a capire di cosa parliamo.
Milan – Juventus, finalmente una partita rubata.
Finalmente è successo. La Juve ha perso ed il rigore, anche secondo Bergomi, non c’era. E se lo dice Bergomi.Ieri è stata, tutto sommato, una bella partita. Il primo tempo la Juventus ha subito la maggior freschezza del Milan, oltre alla maggiore determinazione. Nel secondo tempo invece, la Juventus ha preso in mano il gioco ed ha passato 45 minuti davanti alla porta del Milan. Risultato finale uno a zero per il Milan. Forse il risultato giusto sarebbe stato un bel pareggio. Avanti così, ho ancora negli occhi la bella partita contro il Chelsea. Su tutti mi é piaciuto Giovinco. So di andare controcorrente, ma per me sarà una bella sorpresa tra poco. Anche se entrato dopo, a partita quasi terminata, ha saputo dare quella forza che era mancata sino a quel momento.
Poche righe su Juventus Chelsea.
Non mi vorrei dilungare tanto, ma solo lasciare la mia soddisfazione scritta. Anche se ha avuto molti detrattori in questi ultimi periodi, il Chelsea è una grande squadra. Male fanno quelli che sostengono che Di Matteo non abbia lavorato bene in questi mesi. Sicuramente ingiusto è l’esonero che ha subito stamattina. Vincere con questo scarto contro i campioni di Europa e d’Inghilterra non era facile, e io sono contento che la Juventus ci sia riuscita. Molto del merito va a Conte, che ha saputo preparare bene la partita, ma anche a tutti i giocatori, nessuno escluso, che hanno ritrovato quella rabbia che non vedevo da un pò. La Juventus ha un organico di tutto rispetto, ma se non interviene la fame di vittoria che ha avuto tutto lo scorso anno, è una buona squadra, ma non La Squadra. Due parole in più, le merita Buffon, che in un paio di occasioni ha saputo salvare la propria porta. Differentemente la partita sarebbe andata a finire male, a mio avviso. E poi a Giovinco, l’eterno incompiuto. Mi è piaciuto poco ultimamente, perché non ha saputo esprimere tutto il suo potenziale realizzativo, ma ieri è entrato in campo con una foga che non gli vedevo da anni. Bravi ragazzi, e avanti così.
Doveva succedere…
Era nell’aria, era giunto il momento. Nelle ultime partite la Juventus ha sempre faticato. Qualche situazione fortunata, qualche aiuto dagli arbitri, ma nelle ultime giornate non era più la Juve “schiacciatutto” che conosco. Certo, nonostante le quarantanove giornate passate senza perdere, farlo contro l’Inter e a Torino fa male. Fa male perché ha fatto emergere quanto la voglia di vincere possa far la differenza. Fa male perché abbiamo sbagliato le sostituzioni. In passato i cambi c’hanno fatto vincere, sabato no. L’uscita di Vucinic e Lichstainer ha pesato, e molto. L’ostinazione su Vidal, uomo scudetto lo scorso anno, a mio avviso, danneggerà la Juve. Nel frattempo complimenti all’Inter, al suo giovane allenatore, e alla sua voglia di vincere. Vediamo cosa succederà nel prossimo futuro, ma sono sicuro che Conte saprà far rialzare la sua squadra da questo piccolo inciampo. Mercoledì è stato il primo banco di prova, quattro reti in Eurpoa non è facile segnarle a nessuna squadra. Vediamo cosa succederà con il Pescara.
Trenitalia, e i suoi accordi commerciali.
Sarrebbe come sparare sulla croce rossa, ma non lo farò. Cercherò di dimenticare l’atavico odio che esiste tra la mia squadra: la Juventus, con la Roma. Quest’ultima, per andare in trasferta a Parma, ha utilizzato Trenitalia. Fino a qui nulla di male, anzi vedere che questi semi-dei dei calciatori utilizzano un mezzo popolare come il treno, fa piacere. Ma che il Treno debba fare una fermata in più, senza che l’utente sia avvisato all’atto dell’acquisto del biglietto, è una cosa tutta Italiana. Poco seria, anzi per niente. I malcapitati passeggeri infatti, per far scendere alla stazione di Parma, i giocatori e i dirigenti della Roma, si sono dovuti sorbire una stazione in più, con ovvi conseguenti ritardi. Trenitalia si è difesa, prima dichiarando che agli altoparlanti era stato dato l’avviso (come se un passeggero arrivato alla stazione, dopo aver acquistato il biglietto, non prende il treno comunque); poi rimborsando il 25% del biglietto. Personalmente reputo tale comportamento non degno di una società (quasi monopolista) come Trenitalia. Ovviamente la Roma (come altre squadre) ha approfittato di un accordo commerciale che, per me, non poteva essere preso da una società di trasporti seria.
Catania – Juventus, non si capisce…
Era fuori gioco la posizione di partenza Bertner, quindi il goal della Juve era d’annullare; era goal regolare quello del Catania. Non ci vuole molto ne a vederlo, ne a riconoscerlo. Da Juventino, mi sento danneggiato dal comportamento degli arbitri. Sono in 5 in campo e uno in panchina. Non è possibile che commettano ancora questi errori. E poi, sono passati minuti a parlare, rigorosamente con la mano davanti alla bocca, mentre con il TMO avrebbero potuto risolvere il problema senza errori. Nel rugby, non solo esiste la possibilità, per l’arbitro, di poter vedere cosa è successo tramite un replay televisivo, ma quello che dice ai giocatori e ai suoi collaboratori viene ascoltata da tutti: anche dagli spettatori sugli spalti. E’ un chiaro segnale di trasparenza. Questo non annulla gli errori, ma da un chiaro messaggio di buona fede. I segnali sono evidenti: la gente non si fida più del mondo del calcio, e gli strumenti per risolvere questo problema ci sono. Basta guardare un po’ gli altri sport. Ma poi cosa di cosa si parlerebbe nelle trasmissioni sportive? Cosa scriverebbero i giornali il lunedì mattina?
Juventus multata.
Riporto dal Corriere dello Sport:
“Il giudice sportivo ha inflitto una multa di 15 mila euro alla Juventus: la società bianconera è stata punita per i “cori insultanti e costituenti espressione di discriminazione etnica” rivolti dai suoi tifosi al tecnico della Roma, Zdenek Zeman, durante la sfida giocata sabato sera.”
Una sola considerazione, come fai a non insultare un uomo come questo? Se ci fossi stato io due o tre cose gli e le avrei dette anche io. Dopo tutto la società, i giocatori, i tifosi gli hanno dimostrato che, nella vita, bisogna: prima lavorare, poi cercare di portare a casa i risultati, e solo dopo iniziare a parlare. Zeman ha fatto il percorso inverso. Debbo anche dire che, lo Juventus Stadium e tutta la tifosera, a mio avviso si sono comportati in modo impeccabile. Basti pensare che le panchine delle squadre, come in tutti gli stadi moderni, sono inglobate nelle tribune. Il “sig.” Zeman ha potuto sedere al suo posto, senza che nessuno gli torcesse un capello, nonostante tutto quello che ancora va in giro ad insinuare. Riflettevo su un fatto, forse l’AS Roma, visti i precedenti fortunati, ha provato a fare qualche ricorso per vincere 0 – 3 a tavolino? Forse quando quest’estate si parlava di progetto, intendevano questo: facciamo casino, poi li denunciamo e vinciamo sempre a tavolino.
Prima cosa: non tradire!
Per me è svanito una specie di sogno. Ho pensato, ho voluto credere, che in questo mercato pazzo pieno di titoli di giornali, e senza un euro da spendere, qualcuno in casa Juve potesse ridestarsi e capire che, Alessandro Del Piero, per almeno altri due anni, avrebbe potuto dare il suo importante contributo. Non si può perdere un simbolo come Alex, solo per meri motivi di bilancio, questo è quello che la mia testa continua a ripetere. E’ stato per 19 anni un esempio per tutti, tifosi e non, ed ha voluto dare l’ennesima dimostrazione di stile, firmando per una squadra lontana, il Sydney in Australia, mantenendo fede alla promessa di voler continuare a giocare, senza avere il rischio di dover incontrare la sua Juventus. Ha avuto offerte, anche importanti, dal Sion che, senza troppi sforzi il prossimo anno farà la Champions League; ha avuto offerte dal Liverpool, ma anche li, il rischio d’incontrare la Juve sarebbe stato troppo grande; e allora ha scelto una meta lontana, l’Australia, che gli permetterà di fare un’esperienza all’estero, in un paese bellissimo dove anche io porterei a vivere la mia famiglia. Famiglia che era tutta presente alla presentazione. Bravo Alex, ed in bocca al lupo per tutto, te lo meriti.
