Il cantico delle creature.

San Francesco di GiottoQuesto week end Filippo ha avuto da studiare, tra le altre cose, alcuni poeti “volgari”. Tra questi c’era San Francesco. Leggerne la storia, ricordare quello che avevo imparato a suo tempo mi ha riportato alla mente la chiave della vita: la semplicità. Il cantico delle creature, scritto nel 1224, è di un’attualità impressionante. Anzi, è molto più moderno ed attuale ora, che all’epoca. Abbiamo perso, e perdiamo ogni giorno di più, la percezione delle cose che contano. Corriamo dietro ad irraggiungibili miti che qualcun’altro ha provveduto a confezionarci. E’ sempre più raro vedere nelle persone quei valori su cui dovrebbe essere fondata la nostra esistenza. Il concetto di semplicità sarebbe una cura per mille malattie di cui oggi la nostra mente, il nostro cuore, la nostra civiltà sono afflitti. Queste mie poche righe non vogliono avere un tono di denuncia, o quanto meno non solo. Non vogliono essere le parole, i pensieri di chi si pensa migliore, ma soltanto una presa di coscienza che forse, tutti noi, stiamo andando in una direzione sbagliata. Chi come me ha la responsabilità di dover crescere un figlio, e vorrebbe farlo lasciandogli la reale ricchezza, quella dei valori, rileggendo queste: poche, semplici, basilari e fondamentali parole, dovrebbe trarne uno stimolo infinito. Dovrebbe prendere questa semplicità e costruirci sopra tutta la propria esistenza. A mio avviso, vale la pena perdere qualche secondo e rileggere queste poche righe che a me, come la prima volta, hanno toccato il cuore e fatto riflettere.

« Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dai sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ‘l sosterrano in pace, ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.
Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate »

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