Grecia, qual’è la realtà.

Crisi in Grecia, violenti scontri davanti al parlamento della capitaleMi sembra impossibile che, per mesi, i nostri telegiornali non hanno parlato altro che della crisi Greca. La Grecia è molto vicina a noi, non solo geograficamente. Abbiamo gli stessi problemi. Non è possibile che, in Grecia, sia tornato tutto a posto. E anche se fosse, non è possibile che non se ne parli comunque. Spulciando un pò sul web, mi sono accorto che la situazione purtroppo, è molto più grave di come l’abbiamo lasciata. E’ peggiorata da quando non ne sentiamo parlare più. Forse le obbligazioni greche non andranno in dafault, ma la fotografia che mi sono fatto è di una nazione alla fame. Di una Nazione in cui una famiglia su tre non percepisce più reddito. Una nazione in cui i redditi sono stati dimezzati, da un giorno all’altro. Una nazione in cui a vincere sono state solo le finanze dello stato, per tutelare i creditori forti (banche e stati sovrani). Il periodo di austerità ha portato un generale impoverimento del popolo, e nessuna forza per ripartire. E se tutta questa assenza d’informazione sia solo un presagio? E se non se ne parlasse più proprio per evitare ad un morente, la notizia che non ci sono più speranze. Lo scorso anno ho passato le mie vacanze nel Peloponneso. Le cose che ho visto non mi hanno dato l’impressione che il popolo greco, fiero e forte, abbia la forza di risollevarsi. Tutti troppo presi a sopravvivere. Un popolo che vive per arrivare a fine giornata, senza avere il problema di non avere mangiato. Una splendida terra, gente come noi: ospitale e solare, uccisa dallo spred, dalla finanza creativa, dai derivati, e dalla rincorsa al consumo che non possiamo permetterci. Una nazione dilaniata dalla corruzione e con una linea di demarcazione tra: poveri e ricchi, nettissima. Di tutto questo non si parla più. Da noi si parla di San Remo, di Pistorius, dei meteoriti che cadono in Russia, ma non della Grecia. Da noi siamo più preoccupati se Monti e Bersani faranno l’inciucio, o di cosa ci restituisce Berlusconi dopo aver vinto le prossime elezioni, e non ci preoccupiamo di dove siamo. Di dove stiamo andando. Qualcuno di questi “ben pensanti” politicanti dei miei stivali, dice che siamo sull’orlo del baratro. E se invece già stessimo cadendo giù. E se non si parlasse del fallimento umanitario della Grecia, perché è quello che accadrà in Italia? In tutte le guerre, una delle prime cose che viene occupata, o bombardata, è l’informazione. Mi ricordo una fotografia del bombardamento di Sarajevo, dove era stata centrata, dai nostri Tornado, l’antenna della televisione pubblica Jugoslavia. Allora non capivo. Ma per quale motivo bombardavamo la televisione, invece che le basi militari, gli aeroporti? E come se in Italia bombardassero Monte Mario a Roma, e lasciassero intatto l’aeroporto di Pratica di Mare. Ora mi è tutto chiaro. Fa più danni l’informazione, e fa molto più comodo (a volte) la disinformazione, che qualsiasi altro obiettivo militare. Per fortuna, ancora c’è Internet.

Allego qualche link per andare a leggere qualcosa di più. Ovviamente è tutta stampa indipendente e libera. Tutta stampa che riporta quello che vede o legge sui giornali. Ma basterebbe fare una ricerca su google, per renderci conto di tante cose. Di cosa effettivamente, non solo relativamente alla Grecia, vengono usate le notizie e l’informazione in genere, nei paesi “civili”:

http://quellichelafarmacia.com/11625/crisi-grecia-la-gente-assalta-i-supermercati/#.UR-uZaVRtH8

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2013/2/15/CRISI-GRECIA-la-disoccupazione-e-al-27-Per-un-sondaggio-i-filonazisti-sono-il-terzo-partito/364219/

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