I nostri figli, re e regine senza regno.

IMG_6419Mi trovo ad interrogarmi spesso, ma soprattutto ultimamente se, come genitore, faccio bene o faccio male; se i miei comportamenti, il mio stile di vita, influenzi negativamente  o meno, la crescita dei miei figli. Se alcune regole che ci siamo imposti dentro casa siano effettivamente utili, o se siamo noi stessi vittime anche delle regole stesse. Tutto ciò in linea teorica è un bell’esercizio mentale e anche una bella e appassionata discussione con la mia compagna. Ma poi accadono delle cose. Accade che i tuoi figli subiscano le prime cocenti sconfitte e allora, dalla teoria siamo catapultati alla pratica. Da quel momento: leggi, cerchi notizie, t’informi, rendendoti conto che ogni giorno compiamo una marea d’errori. E quegli errori pesano come macigni, sulle spalle dei nostri figli. Ho letto questo interessantissimo post, che a sua volta riprende un post di una psicoterapeuta canadese di origini ucraine: Victoria Prooday. Il post, dal titolo: “ La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi “. Più leggo e più mi convinco che la chiave di tutto è la complessità della vita, o meglio, di come la vita si sia complicata da quando, a mia volta, io ero adolescente. Eppure sono passati “solo” 30 anni, ma se mi ci metto a pensare, mio figlio, ma anche mia figlia, fanno pochissime cose di quello che facevo io alla loro età. Forse la chiave di tutto è che noi cerchiamo di crescere dei re, o delle regine, ma purtroppo loro un regno non ce l’hanno. Ad un certo punto gli si presenta la vita dinanzi, senza veli, senza maschere e li fa capitolare inesorabilmente. Si è vero le sconfitte fanno crescere. Fanno crescere tutti, anche i nostri figli. Ma fa male capire, o anche solo pensare, che noi siamo complici di quelle sconfitte. I genitori dovrebbero forgiare i propri figli proprio per la vita, proprio per aiutarli a superare quelle sconfitte che, inesorabilmente, prima poi subiranno. Mio nonno materno diceva una cosa che mi ha sempre fatto riflettere. Nei miei momenti difficili, per farmi capire come proprio le difficoltà ci facciano crescere e ci migliorano, diceva: “…hai mai visto un Santo, diventare Santo quando la vita gli sorrideva?” I momenti difficili, la tristezza, la noia, fanno parte della vita e debbono far parte di noi. Non dobbiamo fornire delle scorciatoie sempre e comunque ai nostri figli, semplicemente perché poi, nella vita, loro cercheranno di trovarne una. Lo so a parole è semplice, ma poi nei fatti è molto più complicato. I fatti che ho dovuto affrontare in questi ultimi giorni però mi hanno aiutato tanto a riflettere. Crescendo i figli affrontano delle difficoltà delle quali noi genitori saremo spettatori impotenti. Da quel momento in poi potremo constatare cosa i nostri “bambini” cosa sono diventati. Di sicuro c’è che fare i genitori è un’impresa ardua.

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