Beach Boys e Simple Minds…

Cosa c’entrano insieme due gruppi così diversi, per epoca, stile, suoni ed età?? Semplice, li ho visti nello stesso posto, i Beach Boys l’altro ieri ed i Simple Minds ieri, a Rock in Roma. E’ stato un piacevole tuffo nel passato. Quando ero ragazzino, i Beach Boys erano già stati grandi, mentre i Simple Minds erano uno dei gruppi di maggiore tendenza. Erano molto influenti ed il loro frontman, Jim Kerr, era uno degli scozzesi più ambiti dalle donne. Sono cresciuto con: “don’t you forget about me” e “alive and kicking”, ma “Barbara Ann” e “Surfin’ USA” erano ancora ballatissime. Un gruppo, il primo, era entrato nell’Olimpo dei grandi, il secondo spopolava in Europa e nel mondo. Sentirli ieri e l’altro ieri è stato semplicemente emozionante. I Beach Boys hanno fatto una reunion dopo 50 anni, che si vedevano tutti, ed hanno messo su questo tour che porta in giro per il mondo i loro successi, compreso l’ultimo uscito: “That’s Why God made the radio”. Certo non sono in forma come 50 anni fa, ma l’energia della loro musica è ancora intatta. La band suona ancora con la perfezione che li ha contraddistinti. Vedere gente, di tutte le età, saltare e ballare sulle note di Good Vibrations è stato bellissimo. Brian Wilson ha difficoltà evidenti di salute, è rimasto dietro al suo piano tutto il tempo, ma c’era. Gran parte della sua carriera l’ha passata a casa a scrivere canzoni, mentre il resto della band andava in giro per il mondo a fare concerti. Una crisi di panico dopo un volo lo aveva allontanato dai concerti, ma lo ha avvicinato ad un’eccellenza artistica senza precedenti. Logo Simple MindsLa sua clausura gli ha permesso di partorire album come: Pet Sound e Smile. In particolare Surf’s Up, la mia preferita. Questa canzone nella versione solo del 1967, Brian l’ha incisa mentre la faceva ascoltare alla sua band la prima volta, accompagnandosi solo con il piano e la sua voce. Ha inciso quel brano stupendo, appena scritto: geniale e folle. Ha faticato ad esserci, ma c’era. E questo è stato l’importante. Altro discorso invece per i Simple Minds che, si vede, ancora si divertono un mondo. Tutto il loro concerto è stato un rincorrersi di di ricordi. Mi sono venute in mente vacanze, pomeriggi di studio, fughe con il motorino, i miei amici più cari, le feste con l’immancabile palla che girava al centro del soffitto, tanta allegria, tanta spensieratezza. In una parola: la mia giovinezza. Il livello e l’energia di tutto il gruppo è ancora alta. Jim ha ballato, saltato e cantato tutto il concerto. Inutile dirlo, Don’t You forget about me, e Alive Kicking sono state eseguite magistralmente, e tutti hanno cantato e ballato. Con Daniela abbiamo finito questo tour de force musicale. Il prossimo concerto che abbiamo in programma sono: i Muse a novembre a Bologna. E’ stato un luglio intenso, ma mai come quest’anno ho potuto apprezzare un palinsesto musicale di così alto livello. Molti artisti, molta scelta. Faccio fatica a dare un parere sul mio preferito, tutti e sei mi hanno lasciato qualcosa. Peccato, mi ripeterò, che la più bella città del mondo, abbia il più brutto posto del mondo per far ascoltare della musica.

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