Una mattina di ordinaria Italianità

Tornare dal Belgio ė stato già di per se dura, ma ripiombare nelle inefficienze di questo paese e delle aziende da esso controllate, fanno crescere in me la voglia di andar via. Stamattina, dovendo prendere il treno alle 8.00 dalla stazione Roma Termini, ho pensato di fare il bravo cittadino. Invece di prendere la macchina, evitando d’intasare le strade e d’inquinare, mi sono svegliato un po’ prima, per andare con il treno da Frascati. Arrivo alla stazione alle 6.15, acquisto il biglietto e mi metto a leggere il giornale. Alle 6.30, ossia quattro minuti dopo l’orario della presunta partenza, un messaggio dal megafono annunciava che il treno per Roma Termini era stato soppresso. Il motivo: un guasto. Ma io dico, ė mai possibile che non si riesca a dare un annuncio qualche minuto prima??? Ritorno a casa, ovviamente sempre a piedi, prendo la macchina trafelato e, come una furia, arrivo a Ciampino, lasciando la macchina a rischio multa e sperando che passi un treno per la stazione Termini. Quando alle 7.09 salgo sul treno che mi porta a Roma, mi accorgo della situazione a cui sono costrette centinaia, migliaia di persone, tutti i santi giorni. Il vagone dove salgo, oltre ad essere strapieno, fa schifo. Non trovo altri agettivi. Sporco, vecchio, sembra di essere in un paese del terzo mondo. E se immagino che gran parte di quelle persone debbono subire questo stato di cose tutti i santi giorni, mi chiedo: ma voglio veramente che mio figlio cresca, studi, impari l’educazione civica in questo paese? Come facciamo a continuare ad essere innamorati della nostra patria? Cos’altro ci devono fare per iniziare ad urlare: basta!!!

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2 thoughts on “Una mattina di ordinaria Italianità

  1. Certo che il confronto con il resto d’Europa è forte. Qui combattiamo poi con un regime di concorrenza nulla (almeno fino a qualche giorno fa) e quindi con il solito refrain “o questo o nulla”. Se poi il trasporto aereo continua a ritenersi un trasporto d’elite e per un Roma-Milano ti chiede 3 volte il biglietto di prima classe del Frecciarossa, allora hai ragione tu. Abbiamo un problema di educazione civica ma anche di incapacità di gestione del mercato interno.

    • Sai Fabio, secondo me è solo una questione di mentalità. Non abbiamo voglia d’impegnarci per costruire qualcosa di migliore e cerchiamo sempre le vie più comode per risolvere i problemi. E’ questo l’italico problema. Io non so all’estero quante compagnie ferroviarie esistono, ma funzionano ugualmente.

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